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Valutare per progettare la didattica
Progettare un modello a contrasto
della dispersione scolastica è una
operazione che può prendere varie
strade, come dimostra la pluralità di
esperienze realizzate in Italia, in particolare
a partire dagli anni novanta del Novecento
a oggi. D’altro lato il fenomeno
stesso si colloca al centro di un complesso
crocevia di cause e fenomeni.
Agire sul sistema di dispersioni richiede
dunque non solo una attenta valutazione
del quadro di riferimento, ma
anche l’elaborazione di modelli di intervento,
che possano essere concretizzati
e realisticamente utilizzati dalle
scuole con una ricaduta avvertita
come utile e, soprattutto, facilitante.
Perché questo avvenga, è indispensabile
un coinvolgimento attivo dei docenti
ossia un processo di valutazione
e progettazione il più possibile condiviso
e partecipato
L’italiano degli studenti universitari
«Come parlano e come scrivono gli studenti universitari?» Il quesito potrebbe apparire, a prima vista, ozioso: gli studenti in questione sono studenti ben più che alfabetizzati. Sono quelli che si iscrivono e continuano a frequentare l’Università sostenendo esami con profitto, senza fuoriuscire precocemente dal percorso di studi; che completano - spesso con regolarità, senza andare fuori corso - la carriera universitaria; che sostengono esami scritti e orali, che scrivono testi di diversa complessità; che concludono la propria carriera con un elaborato di laurea. Tuttavia, sempre più spesso si odono le grida d’allarme di quanti - docenti, ricercatori, opinionisti – da più punti di vista affermano che gli studenti universitari non sanno più scrivere, né esprimersi correttamente, evidenziando la frequenza di frasi poco collegate tra loro, risposte imprecise, tendenza a divagare, difficoltà a utilizzare un registro formale sia nello scritto sia nel parlato, errori di pronuncia e ortografia. Del resto, tra le competenze trasversali sulle quali l’università come oggi la conosciamo – la cosiddetta “Università del 3+2” - è istituzionalmente chiamata a lavorare vi sono le competenze legate alla comunicazione, le abilità linguistiche. Ma fino a che punto, o da che punto, l’Università deve assumersi l’onere di formare competenze che dovrebbero essere state acquisite dagli studenti nel precedente percorso scolastico? Fino a che punto e in che modo le abilità linguistiche debbono divenire oggetto di una esplicita e continuativa didattica della scrittura e del parlato all’Università? E come si configura il rapporto tra università e scuola? All’interno di tale quadro il presente volume si configura come una riflessione centrata sulle abilità linguistiche degli studenti universitari, che, andando oltre gli allarmismi, e partendo da precise direttrici teoriche propone una analisi della situazione condotta attraverso una serie di dati, studi e proposte didattiche
LE PAROLE TRA PASSATO E FUTURO. SCRIVERE PER CONSERVARE L’ESPERIENZA, SCRIVERE PER COSTRUIRE L’ESPERIENZA
Obiettivo del saggio è offrire un contributo alla riflessione sulla scrittura come
mezzo per conservare e per costruire esperienze. Scrivere ci aiuta a capire come
pensiamo attraverso un processo di decostruzione e ricomposizione potenzialmente
illimitato. L’uso scritto della lingua in quanto medium dotato di peculiari
caratteristiche è importante anche perché favorisce la generazione di nuove idee
e conoscenze. Attraverso la presa di distanza e il ripensamento di eventi e azioni
trasformati in concrete parole, fissate su carta, la scrittura permette di esercitare
una riflessione di secondo livello sull’azione educativa.
In situazioni ad alto impatto emotivo, come quelle educative, inoltre, la scrittura
offre significativi spazi di contenimento delle emozioni e di riflessione su di esse.
Permettendo una rappresentazione simbolica dell’esperienza attraverso operazioni
di natura sia emotiva sia cognitiva (Mortari 2003), scrivere consente la presa di
distanza necessaria a una reale comprensione ed elaborazione di quanto si è vissuto
(Sposetti 2011). Nelle professioni educative tale presa di distanza si traduce anche
nella possibilità di contenere e di governare l’emotività, che spesso rischia di essere
debordante, trasformandola in oggetto di elaborazione concettuale
I numeri della lingua italiana negli atenei statali in Italia. Il contributo della ricerca educativa
Obiettivo del saggio è offrire un contributo di ricerca empirica e didattica alla riflessione sul tema dell'insegnamento e dello studio linguistico nei livelli di istruzione superiore, con particolare riferimento all'uso scritto della lingua all'università e al ruolo delle tipologie testuali.
La centralità delle competenze linguistiche degli studenti universitari e, segnatamente, di buone competenze di scrittura è riconosciuta dal panorama della ricerca internazionale e ritenuta un fattore chiave del successo accademico. In Italia, a fronte di un crescente interesse, non risultano disponibili dati di sistema sulle azioni condotte dai diversi atenei italiani in materia di educazione linguistica di terzo livello. Indubbiamente, di laboratori di scrittura all'università si parla e si scrive da molteplici prospettive; tuttavia manca una mappa e mancano dati, anche quantitativi, disponibili e resi pubblici, di quel che avviene a livello nazionale.
Alla luce di tale riflessione chi scrive nell'anno accademico 2016/2017 ha avviato una prima ricognizione dell'offerta formativa di laboratori di scrittura nei corsi di laurea triennale in tutti gli atenei statali italiani; nell'aa 2017/2018 il monitoraggio è proseguito e sono stati contattati i docenti che tengono tali corsi. In questa sede si sviluppa il tema attraverso la presentazione di parte dei dati raccolti attraverso la ricerca sperimentale, relativi all'analisi dei programmi
Scrivere nella scuola strana
Con la pandemia la scuola entra nelle case da una porta usb, gli attori dell’azione educativa si guardano, se tutto va bene, attraverso la finestra di un programma o di una applicazione informatica e a volte a scuola non ci si arriva perché si perde una connessione. L’elenco delle stranezze potrebbe essere lungo e, del resto, della “scuola strana” molto si è detto e scritto in questi ultimi mesi indagando principalmente, da un lato, le percezioni delle e dei docenti in termini di organizzazione e attività didattica (Batini, Sposetti, Szpunar et alii 2020; Di Nunzio, Pedaci, Pirro, Toscano, 2020; Girelli, 2020; Lucisano, 2020;) e, dall’altro, le connessioni tra didattica a distanza e povertà educativa (Nuzzaci, Minello, Di Genova, Pavia, 2020; Save the Children, 2020).
La “scuola strana” è fatta da molte cose: spaesamento, peggioramento inatteso della condizione economica, aumento del disagio e delle differenze, timore per quello che verrà dopo, demotivazione. Ma è fatta anche di tentativi per porre un argine alle paure, di sforzi e impegno per proseguire e contenere il danno, per dare una speranza, per resistere. E questi tentativi utilizzano puntelli di varia natura metodologica, didattica, procedurale. Scrivere, per le sue intrinseche caratteristiche, è uno di questi puntelli ed è un puntello multiuso, che, se ben riconosciuto nella sua duttilità, può chiamare in causa e saldare le dimensioni emotiva e conoscitiva
Progettare un laboratorio di scrittura italiana all’università. Un modello centrato sull’approccio per temi e per problemi
The purpose of this paper is to present a specific model of plane writing laboratories for Italian university students. Academic writing competencies have a central position in the educational path, so the writing skills of university students are a matter of increasing interest at the international level. In the Italian context it is also an important topic of scientific debate, as research, study and institutional and regulatory frameworks show. Specifically, this paper describes the educational experience of plane writing courses started in 2000 in the Department of Philological, Linguistic and Literary Studies (formerly Faculty of Humanities) at the Sapienza University of Rome. The theoretical starting points are an awareness of the teachability of writing and – therefore – the importance of educational work. The approaches, methods and integrated practice activities presented in this paper assume that writing involves the following skills: language skills (mastery of writing tools, mastery of morphosyntax, mastery of lexical and semantic levels of speech); textual skills (ability to organize a text, ability to structure and organize ideas); cognitive skills (ability to develop, select and combine information); pragmatic skills (ability to deliver a consistent message within a communicative situation); and metacognitive skills (ability to decentralize oneself from the text in order to submit it for review and evaluation of its acceptability and consistency). Therefore essential objectives are that students learn to be able to select, organize and formulate their own ideas on the basis of a specific communicative situation, in which the context, purposes and recipient are clearly defined.The purpose of this paper is to present a specific model of plane writing laboratories for Italian university students. Academic writing competencies have a central position in the educational path, so the writing skills of university students are a matter of increasing interest at the international level. In the Italian context it is also an important topic of scientific debate, as research, study and institutional and regulatory frameworks show. Specifically, this paper describes the educational experience of plane writing courses started in 2000 in the Department of Philological, Linguistic and Literary Studies (formerly Faculty of Humanities) at the Sapienza University of Rome. The theoretical starting points are an awareness of the teachability of writing and – therefore – the importance of educational work. The approaches, methods and integrated practice activities presented in this paper assume that writing involves the following skills: language skills (mastery of writing tools, mastery of morphosyntax, mastery of lexical and semantic levels of speech); textual skills (ability to organize a text, ability to structure and organize ideas); cognitive skills (ability to develop, select and combine information); pragmatic skills (ability to deliver a consistent message within a communicative situation); and metacognitive skills (ability to decentralize oneself from the text in order to submit it for review and evaluation of its acceptability and consistency). Therefore essential objectives are that students learn to be able to select, organize and formulate their own ideas on the basis of a specific communicative situation, in which the context, purposes and recipient are clearly defined
QUANTE E QUALI SCRITTURE PROFESSIONALI IN EDUCAZIONE
Il presente contributo si propone di sviluppare una riflessione sulla scrittura professionale in contesti educativi. Punto di partenza è un’attenta analisi della natura della scrittura professionale attraverso le varie definizioni offerte da diversi contesti professionali e formativi. Primo risultato di questa riflessione è un tentativo di sistematizzazione, attraverso la proposta di un modello delle possibili scritture professionali, all’interno del quale è possibile collocare anche le scritture educative. Queste ultime sono analizzate da un lato richiamando la differenza tra scrittura sulla pratica professionale e scrittura per la pratica professionale; dall’altro ponendo l’accento sulla importanza della scrittura per la rielaborazione dell’esperienza, anche in una chiave di formazione di insegnanti ed educatori, professionisti riflessivi. Professional writing in educational contexts This paper considers professional writing in educational contexts. The starting point is a rigorous analysis of the nature of professional writing based on the various definitions offered by educational and professional contexts. The first results suggest that we can systematize various definitions using a possible model for professional writing, in which educational writing falls. We analyze educational writing on the one hand keeping in mind the difference between writing on and for work; on the other, emphasizing the importance of writing for the reworking of professional experience. This is particularly important for teachers and educators as reflective practitioners.</p
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