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    Messa a punto di un videofotometro e suo impiego in ambienti confinati

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    La tesi tratta della taratura di un sistema videografico per le misure di luminanza in ambiente confinato. Essa descrive sia la taratura del sistema che un'applicazione in campo, finalizzata alla verifica delle prescrizioni normative in un'aula universitaria della Facoltà di Architettura, presso l'Università di Napoli Federico II

    I metodi di valutazione qualitativi come supporto al progetto illuminotecnico

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    Il progetto dell'impianto di illuminazione è oggi soggetto ad una serie di leggi e norme, e mette alla prova le competenze del progettista che deve, oltre che ideare, anche verificare che la propria idea sia conforme a quanto prescritto. Prescindendo da quanto tali leggi e norme siano più o meno opportune, bisogna in ogni caso riconoscere che esse rappresentano un vincolo alla progettazione illuminotecnica. Ne consegue che il lighting designer, per operare in questo scenario, necessita sia di maggiori competenze tecniche che di strumenti adeguati per il calcolo e la simulazione. Il progettista può avere diversi approcci con il progetto.Può partire dalle condizioni prestazionali da garantire in base a leggi e normative, per giungere ad un risultato estetico che risulti vincolato a tali condizioni, oppure può elaborare un concept illuminotecnico completo di contenuti sia estetici che di comfort visivo, per poi verificare, attraverso gli strumenti informatici, il rispetto dei vincoli prescritti. In entrambi i casi i software sono di grandissima utilità per la valutazione fotometrica e il rendering. Essi offrono uno strumento con il quale l'aspetto percettivo èabbinato al calcolo illuminotecnico, fornendo un quadro abbastanza completo dei molteplici aspetti del progetto. I due tipi di output rappresentano due facce della stessa medaglia e quando le qualità richieste all'impianto di illuminazione comprendono tutti gli aspetti della visione, diventano entrambi importanti.L'intervento focalizza l'attenzione sull'aspetto della valutazione qualitativa del progetto, sia per verificarne l'aspetto psicologico della visione in fase di sviluppo che per comunicarne i contenuti alla committenza

    Application of Videophotometer in the evaluation of DGI in scholastic environment

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    In questo lavoro sono stati presentati i primi risultati sulla messa a punto di un sistema videografico studiato per l'analisi del campo di vista, finalizzata allo studio sull'abbagliamento da luce naturale

    L’abbagliamento nell’utilizzo della luce naturale

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    La luce naturale, sia per la sua resa cromatica, sia per il fatto di costituire un apporto energetico gratuito, è la sorgente di luce da preferire a qualsiasi altra. Naturalmente la disponibilità di tale risorsa varia al variaredell'ora e delle condizioni atmosferiche, per cui va sempre considerata insieme alla luce artificiale per un opportuna, quanto indispensabile integrazione.Proprio a tale principio si ispira oggi la recente normativa sulla certificazione energetica degli edifici che, con il D.Lgs 192/2005, introduce per la prima volta in modo esplicito l'influenza del sistema di illuminazione nella definizione della “prestazione energetica, efficienza energetica ovvero rendimento di un edificio”, come “la quantità annua di energia effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria persoddisfare i vari bisogni connessi ad un uso standard dell'edificio, compresi la climatizzazione invernale ed estiva, la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, la ventilazione e l'illuminazione”.L'utilizzo della luce naturale richiede opportuni sistemi di controllo per garantire, oltre i livelli di illuminamento necessari, anche le giuste condizioni di comfort visivo. Le problematiche connesse aquest'ultimo aspetto, con particolare riferimento all'abbagliamento, non sono tuttavia adeguatamente trattate dalla normativa vigente. Gli indici di abbagliamento da luce naturale sono attualmente oggetto di ricerca, e la loro applicabilità in campo è resa difficoltosa dalla complessità sia delle tecniche di rilievo dei dati fotometrici che dell'elaborazione di quelli geometrici. In questa presentazione si descrivono i principaliindici di abbagliamento proposti attualmente in letteratura e si presentano strumenti innovativi di rilievo, come videofotometri e videofotometri a scatti multipli, e tecniche per la valutazione dei paramenti geometrici

    Photometric characterization of small sources with high dynamic range illuminance mapping

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    In this paper a system for obtaining the luminous intensity distribution of a small light source, based on high dynamic range imaging, is described. The system uses a dark room, a lambertian screen and a video-luminance-meter mounted on a workbench. The luminous intensity distribution of the light source is derived from the illuminance map on the screen by applying the photometric inverse law. The geometry of the system is presented and the measurements’ uncertainties are estimated. Finally, an application to a LED source is presented

    Illuminazione ed evoluzione delle destinazioni d'uso: il caso di alcune sale dell'appartamento storico in Palazzo Reale a Napoli

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    L’illuminazione dei musei e dei beni culturali è ormai da tempo oggetto di studi, ricerche e confronti. In questi ultimi anni si è particolarmente sviluppata l’attenzione verso una particolare problematica: la conoscenza dei legami tra le caratteristiche d’illuminazione ed il degrado delle opere esposte. La finalità è quella di individuare un legame (rigoroso) tra le caratteristiche fisiche della radiazione incidente sul manufatto ed il suo inevitabile degrado. Nel caso particolare di dipinti, affreschi ed arazzi l’effetto della radiazione che proviene dalla sorgente può produrre nel tempo anche la scomparsa di alcuni colori trasformando completamente la resa cromatica dell’immagine o di alcune sue parti. Di particolare interesse in questa ricerca sono gli studi sulle opere per le quali è possibile ricostruire con buona approssimazione la storia espositiva in termini di luoghi e sistemi d’illuminazione. Gli autori del presente lavoro, in collaborazione con INNOVA, Centro Regionale di Competenza per lo sviluppo ed il trasferimento dell’innovazione applicata ai beni culturali ed ambientali, espongono le esperienze direttamente maturate durante lo studio su alcuni ambienti dell’appartamento Storico di Palazzo Reale a Napoli. I locali oggetto di questo studio rappresentano una singolarità: da appartamento, in seguito a varie vicissitudini, sono stati trasformati in sale espositive. E’ stato pertanto interessante ricostruire l’evoluzione dell’arredo interno con riferimento alle opere ed agli oggetti esposti individuando poi il degrado prodotto dai sistemi d’illuminazione naturale e artificiale su dipinti ed arazzi. La ricerca prende anche spunto dall’atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei in vigore dal 2001. Si partirà dall’analisi dettagliata delle condizioni illuminotecniche attuali e, in base ai parametri proposti dalla letteratura scientifica più avanzata in materia, tenendo anche conto dalle normative operanti, s’individueranno le condizioni maggiormente critiche sia ai fini conservativi delle opere, che per il comfort visivo per il pubblico. In questo lavoro sono riportati i criteri con cui sono state scelte le sale in cui condurre la campagna di misure ed i primi risultati derivanti da un rilievo delle condizioni di illuminazione e di esposizione alle radiazioni UV, mediante misure fotometriche e radiometriche sia negli ambienti che sui diversi oggetti ed arredi; gli oggetti esposti sono stati classificati in base alla fotosensibilità, gli apparecchi illuminanti in base alle caratteristiche fotometriche e spettrali delle sorgenti luminose, le superfici finestrate in funzione dell’orientamento e delle caratteristiche ottiche di vetri e sistemi schermanti. Sono stati acquisiti inoltre, dal piano di programmazione annuale delle attività della struttura, i dati necessari per la valutazione dell’esposizione energetica sulle opere

    Il Controllo della luce nei musei: un compromesso tra esigenze di esposizione e problemi di degrado dei materiali. Aspetti tecnici e normativi

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    L’illuminazione all’interno degli ambienti museali deve rispettare sia le necessità di carattere conservativo che quelle di una corretta visione dell’opera, sia dal punto di vista artistico che del comfort visivo. L’analisi del problema risulta di conseguenza molto complessa anche a causa della grande varietà di casi che si possono presentare, non solo per la tipologia, la forma e le dimensioni delle opere, ma anche a causa dell’impiego di materiali con caratteristiche chimico-fisiche ed ottiche differenti. Risultando dunque impossibile definire in termini generali un sistema di illuminazione ottimale per le opere d’arte, è opportuno individuare ed analizzare i parametri oggettivi per valutare e confrontare le possibili soluzioni, in termini di scelta e localizzazione delle sorgenti e degli effetti da esse prodotti sugli oggetti esposti. In questo lavoro si riportano i principali risultati degli studi condotti in questo settore riguardanti il processo di degrado delle opere d’arte dovuto a radiazioni sia nel campo del visibile che in quello dell’ultravioletto e dell’infrarosso con la conseguente necessità di sistemi di controllo. Sono inoltre illustrati gli aspetti tecnici e normativi della conservazione dei beni artistici, considerando anche le problematiche connesse all’impiego dell’illuminazione naturale che in questi ultimi anni è stato oggetto sia di controversi dibattiti che dello sviluppo di sofisticati sistemi di controllo

    Il contributo della luce naturale nella valutazione dei consumi energetici dovuti all'illuminazione: confronto tra diverse metodologie di calcolo.

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    Tra i diversi consumi che concorrono alla valutazione delle prestazioni energetiche degli edifici, sia esistenti che di nuova costruzione, quello relativo all’illuminazione è oggetto della norma EN 15193 del 2007: Energy performance of buildings – Energy requirements for lighting (EN 15193, 2007). Essa introduce un indice di prestazione energetica, il LENI (Lighting Energy Numeric Indicator), dipendente da diversi termini che contribuiscono al consumo per l’illuminazione, quali l’energia necessaria a mantenere assegnati valori di illuminamento in ciascuna zona negli intervalli di tempo previsti dalla particolare destinazione d’uso, quella per l’illuminazione di emergenza, quella per mantenere gli apparecchi in modalità “stand-by”. Il primo di tali termini dipende, tra l’altro, dalla presenza di luce naturale e dal sistema di controllo adottato. Oggetto del presente lavoro è la valutazione del contributo energetico legato all’impiego di luce naturale, in cui il fattore di luce diurna è un parametro caratterizzante. Vengono esaminati i diversi aspetti che concorrono alla valutazione del contributo dovuto alla luce naturale, ed in particolare le strategie di controllo finalizzate ad ottimizzare l’integrazione luce naturale/artificiale, nonché il peso da essi assunto nel calcolo delle prestazioni energetiche dovute all’illuminazione
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