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L'Entwurff di J.B. Fischer von Erlach: una galleria di pezzi d'eccezione
La Galleria in età barocca costituisce l’apice e la summa della cultura figurativa del tempo. Il termine indica un ambiente di ampie dimensioni nel quale si manifesta il gusto per il collezionismo da parte di una classe, l’aristocrazia, che utilizza i fasti dell’arte e delle raccolte eclettiche per esaltare il proprio prestigio. Dalle semplici raccolte d’arte, infatti, si passa, attraverso le collezioni di elementi provenienti dal mondo animale e da quello vegetale (rarità, cose meravigliose ed esotiche), a un quadro di citazioni il cui fine ultimo è suscitare meraviglia. Fin dal celebre paragone formulato da Galileo, alla fine del ’500, tra un poema come l’Orlando furioso e “una guardaroba, una tribuna, una galleria regia, ornata di cento statue antiche de’ più celebri scultori, con infinite storie intere, e le migliori, di pittori illustri, con un numero grande di vasi, di cristalli, d’agate, di lapislazari e d’altre gioie, e finalmente ripiena di cose rare, preziose, maravigliose, e di tutta eccellenza”, un tale ambiente viene a costituirsi quale apice della cultura figurativa del tempo
Monstrum and imperial power: the archetype of the Colossus
Monumental art contributes to the affirmation of the totalitarian regime. Starting
from this basis, this essay investigates the processes through which the people, freed
from the dictator, try to eliminate the traces left by him on the territory. First of all,
the demolition of a monument, which has the value of destroying the memory linked to
it. When the process of damnatio memoriae is not imposed, the value of a monument
as a historical document can be reversed. It can be made to become an anti-monument
itself; the site of memory ends up being a warning to promote a negative memory of
what has been. In order to avoid destroying all traces of the defeated regime, another
effective means of making the monument lose its value is to decontextualize it, to break
its connection with the territory. This is the moment when architecture transforms
from a politically-hegemonic medium to a means of criticizing political misdeeds. To
better focus on the topics covered, attention will be paid to some particular contexts:
North Korea, post-socialist western Europe and the memory strategies adopted after
the attack on the World Trade Centre (USA)
"Presente per volume, assente per materia": Edoardo Tresoldi e il restauro architettonico della Basilica di Siponto
Il ministero del Turismo ha commissionato nel 2016 ad Edoardo Tresoldi il progetto di restauro della Basilica di Siponto (Puglia, Italia) di cui rimangono solo delle rovine. Il progetto è ottenuto attraverso trame di metallo che si intrecciano nell’aria ricostruendo presumibilmente gli ambienti originari: si tratta di un esempio di restauro creativo. Il saggio intende esaminare la genesi di quest’opera d’arte che ha riacceso il dibattito sull’utilità di questa tipologia di restauro, introdotta per la prima volta da studiosi come Cesare Brandi e Francesco Bonelli che, sulla scia degli insegnamenti di Boito e Giovannoni, hanno dato vita ad una discussione critica sul ruolo che il restauro deve assumere nel ricostruire gli spazi originari di un monumento perduto. Il restauro creativo tende ad includere nel concetto di “restauro” tutte quelle azioni di ricostruzione necessarie a restituire “verità” al monumento perduto per garantire il godimento dello stesso. Di fronte ad un’opera di architettura che ha ormai perso il suo volto, sarà messo in evidenza il valore aggiunto del restauro creativo di Tresoldi che non è solo la ricostruzione della Basilica ma la possibilità, tramite la rete metallica che genera trasparenza, di intendere il monumento non solo come documento storico ma come opera d’arte che necessita di essere esperita esteticamente, salvaguardando il genius loci, facendo diventare il sito un luogo da riscoprire nel suo legame col territorio
Viaggio nella meraviglia. Descrivere, immaginare, ri-costruire
Il “Viaggio nella Meraviglia” tratta della fortuna iconografica e simbolica delle Meraviglie del mondo dall’Antichità all’età barocca. La rappresentazione del canone delle Meraviglie ha avuto grande fortuna a partire dal Cinquecento: dalla celeberrima serie di incisioni di Marteen van Heemskerck (1570) agli esperimenti iconografici di De Vos, Tempesta e van Aelst, fino a Fischer von Erlach e alle incisioni meno note di Pierre Valleran. Pur essendo state distrutte col tempo, le Meraviglie sono presenti nell’immaginario collettivo, confermando così la loro natura “miracolosa”. Nel mondo contemporaneo, in cui spesso si fa riferimento all’appartenenza a una realtà comune gravitante attorno alle acque del Mediterraneo, si va sviluppando l’idea di una cultura “globale” che va alla ricerca di immagini che possano esprimere un’idea di universalità. Le Meraviglie del Mondo, in quanto archetipi primordiali, obbediscono a tale esigenza; al tempo stesso ridestano quel sentimento - di meraviglia appunto - che al giorno d’oggi è stato smarrito e che potrebbe essere la chiave per ricompattare sotto il comune denominatore di un passato glorioso una realtà frammentata, come quella mediterranea
Fenomenologia del Barocco leccese. Un delicato compromesso fra Controriforma e Riforma cattolica
La 'Devotio orontiana' e la Controriforma trionfante in Terra d’Otranto
In 1656, a plague epidemic struck the kingdom of Naples. In Terra d’Otranto, the escape from danger was attributed to the intercession of the proto-bishop Oronzo. The elevation of Saint Oronzo as protector of the city of Lecce by Bishop Luigi Pappacoda was a skilful move by the prelate to regain control of the sacred in a troubled time, characterised by the “war for relics” between the Theatines and the Jesuits and the echoes of the Masaniellian revolt. The cult of the saint coincided with the construction of sacred Baroque city of Lecce. The result is a city in which urban space is perfectly marked by the presence of the sacred. The decision to focus on the promotion of a local saint, such as Oronzo, was in line with the dictates of the Council of Trent, which restored value to the bishops’ pastoral action, aiming at an extreme personalisation of the relationship between saints and believers. The aim of the contribution is therefore to highlight the link between the epidemic, Pappacoda’s action and the birth of Baroque Lecce, extending the range of research conducted so far mainly on the city of Lecce to the territory in order to create a true cartography of the sacred. In addition to a survey of the buildings scattered throughout the territory, the study will also analyse the iconography of the patron saint, often accompanied by a synthetic representation of the urban centre over which he exercises his protection.Nel 1656 un’epidemia di peste colpisce il regno di Napoli. In Terra d’Otranto lo scampato pericolo viene attribuito all’intercessione del protovescovo leccese Oronzo. L’elevazione di sant’Oronzo a protettore della città di Lecce, voluta dal vescovo Luigi Pappacoda, è un abile mossa del prelato per riconquistare la gestione del sacro in un momento travagliato, caratterizzato dalla “guerra per le reliquie” fra Teatini e Gesuiti e dagli echi della rivolta masanielliana. Il culto del santo coincide con la costruzione della Lecce sacra barocca. Il risultato è quello di una città in cui lo spazio urbano è scandito perfettamente dalla presenza del sacro. La scelta di puntare sulla promozione di un santo miracolante locale, come Oronzo, è in linea con i dettami del Concilio di Trento che restituiscono valore all’azione pastorale dei vescovi, puntando a un’estrema personalizzazione del rapporto fra santo e fedele. Obiettivo del contributo è pertanto quello di mettere in evidenza il legame fra l’epidemia, l’azione del Pappacoda e la nascita della Lecce barocca, ampliando anche al territorio il raggio delle ricerche condotte sinora in prevalenza sulla città di Lecce al fine di creare una vera e propria cartografia del sacro. Oltre a una ricognizione degli edifici sparsi sul territorio, lo studio analizzerà anche l’iconografia del santo patrono, spesso affiancato alla rappresentazione sintetica del centro urbano sul quale esercita la sua protezion
Understanding value created by KIBS: a business customer perspective
Knowledge intensive business services (KIBS) hold a key place in
the current research agenda. This is mainly due to the fact that, with the rise of knowledge economy, their importance has gradually increased as well as their overall impact on economy. However, in comparison with the manufacturing
sectors, KIBS sector remains poorly studied. This paper attempts to enrich the existing literature on KIBS, by providing some insights, theoretically founded, concerning an area where little prior research has been done, i.e., the description and assessment of service value dimensions from a business customer’s perspective. In particular, on the basis of a literature review, eight
different value dimensions are identified and described. These dimensions represent the building blocks of a conceptual model proposed for assessing the value created by KIBS for business customers
Architecture and Wonder: Past and Future of the Mediterranean
This proposal will analyse the motivations that led intellectuals of the
third century B.C. to create the canon of Wonders of the World. It
is emblematic that the ancient sources do not speak of the Wonders
of one civilisation or another; they speak of the Wonders of
the World, making this one of the first examples of interculturality in
which the protagonist is Man side by side with his History. In the contemporary
world, where reference is made to belong to a common
reality gravitating around the Mediterranean, we look for a “global”
culture made of images that can express an idea of universality. The
wonders of the world could be the key to recomposing under the
common denominator of a glorious past, a fragmented reality, such
as the Mediterranean one
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