1,720,998 research outputs found
The mechanical impact of water affected the soil physical quality of a loam soil under minimum tillage and no-tillage: An assessment using beerkan multi-height runs and BEST-procedure
The multi-height (low, L = 3 cm; intermediate, M = 100 cm; high, H = 200 cm) Beerkan run methodology was applied on both a minimum tilled (MT) (i.e., up to a depth of 30 cm) and a no-tilled (NT) bare loam soil, and the soil water retention curve was estimated by the BEST-steady algorithm. Three indicators of soil physical quality (SPQ), i.e., macroporosity (Pmac), air capacity (AC) and relative field capacity (RFC) were calculated to assess the impact of water pouring height under alternative soil management practices. Results showed that, compared to the reference low run,Mand H runs affected both the estimated soil water retention curves and derived SPQ indicators. Generally, M-H runs significantly reduced the mean values of Pmac and AC and increased RFC for both MT and NT soil management practices. According to the guidelines for assessment of SPQ, the M and H runs: (i) worsened Pmac classification of both MT and NT soils; (ii) did not worsen AC classification, regardless of soil management parameters; (iii) worsened RFC classification of only NT soil, as a consequence of insufficient soil aeration. For both soil management techniques, a strong negative correlation was found between the Pmac and AC values and the gravitational potential energy, Ep, of the water used for the infiltration runs. A positive correlation was detected between RFC and Ep. The relationships were plausible from a soil physics point of view. NT soil has proven to be more resilient than MT. This study contributes toward testing simple and robust methods capable of quantifying soil degradation effects, due to intense rainfall events, under different soil management practices in the Mediterranean environment
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Ultimi aggiornamenti sui funghi ipogei della Puglia
I funghi ipogei reperiti, Hydnocystis clausa,Terfezia leptoderma e Tuber asa portano a 25 il numero di quelli fin'ora trovati
Parassiti fungini delle piante dell’Italia meridionale, X. Botryospheria ribis Grossenb. et Duggar. su Noce
La fine dell'uomo all'inizio del mondo: principio di pienezza e unigenita natura a partire dal Timeo
Scopo di questo saggio è mostrare come, sin dal primo racconto filosofico della cosmogenesi, il Timeo di Platone, l’uomo non risulti necessario né alla nascita né alla durata dell’universo. Per farlo, si sfrutterà la doppia lettura, letterale e metaforica, dell’aggettivo “genetós”, assegnato all’universo sulla base della celeberrima sequenza di Tim., 28 b 1-7 (generato come cominciato nel tempo, generato come causato) e la doppia lettura, di nuovo letterale e metaforica, del sostantivo “dēmiourgós” (demiurgo come artefice, demiurgo come essere). In entrambi i casi, infatti, l’interpretazione metaforica permette di rimpiazzare il punto di vista umano sulla genesi del cosmo (il cosmo è nato nel senso che ha un inizio temporale) e sulla sua causa (il cosmo è stato generato da un artefice come il figlio dal padre e dalla madre o come l’artefatto dall’artigiano) con quello integralmente naturale sugli stessi. Assumendolo, si ha che il cosmo è causato e che la sua causa, sebbene da esso sia distinta, pure non gli è del tutto esterna. In altre parole, la lettura letterale del Timeo è una lettura che interpreta l’ordine morfogenetico del cosmo come qualcosa di trascendente rispetto ad esso perché impostogli da una volontà buona ma umana troppo umana; quella metaforica, di contro, interpreta lo stesso ordine come immanente all’universo, ossia come l’intrinseca legge della sua stessa autoproduzione. Nel primo caso, cioè, l’ordine del cosmo è l’ordine del greco “kósmos”; nel secondo, quello spinoziano indistinguibile dalla textura o connexio rerum.
Per attingere il livello metaforico, tuttavia, è indispensabile: 1. Interpretare l’uscita di scena del demiurgo in Tim., 42 e 7-8; 2. Ridefinire il senso del sostantivo dēmiourgós; 3. Fare un’ipotesi sulla natura di ciò che è presente in Chṓra prima dell’intervento del dio buono (Tim., 52 d 6 – 53 b 7) e, altresì, su quella dei corpi che vi circolano perennemente (Tim., 49 a 5 - 52 d 1). Gli alleati di cui questa impresa può giovarsi sono, invece, quei filosofi che, come Bruno, Spinoza e Whitehead, hanno variamente: 1) giurato contro il dualismo delle sostanze detto anche “biforcazione della natura”; 2) abbandonato una concezione solo difettiva della donna-materia in favore di una attiva ; 3) preferito un modello autoerotico o batteriologico della generazione incentrato sull’autosufficienza della natura a uno solo edipico di stampo prevalentemente artigianale e sessuale; 4) pensato il divenire come processo senza opporlo all’essere; 5) rinunciato all’opposizione tra ordine e disordine, isomorfa, insegna Bergson nel quarto capitolo dell’Evoluzione creatrice a quella tra essere e nulla; 6) scommesso sull’immanenza delle idee – l’ordine – alle cose – la natura
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