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    Una sententia di iuris interpretes sul fondamento della inviolabilità dei tribuni della plebe < http://www.dirittoestoria.it/6/Memorie/Tribunato_della_Plebe/Sini-Sententia-iuris-interpretes-inviolabilit-tribuni-plebis.htm >

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    Sommario: 1. Oggetto, metodo, finalità dell’indagine. – 2. Liv. 3.55.6-12: esame del testo. – 3. Tracce del tribunato della plebe nella scienza giuridica dell’età repubblicana: C. Sempronio Tuditano e M. Giunio Congo Graccano. – 4. Tra repubblica e principato: M. Antistio Labeone e C. Ateio Capitone. – 5. La sententia degli iuris interpretes sulla lex Valeria Horatia de tribunicia potestate

    On the Origin of Minnaert Resonances

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    It is well known that the presence, in a homogeneous acoustic medium, of a small inhomogeneity (of size ε\varepsilon), enjoying a high contrast of both its mass density and bulk modulus, amplifies the generated total fields. This amplification is more pronounced when the incident frequency is close to the Minnaert frequency ωM\omega_{M}. Here we explain the origin of such a phenomenon: at first we show that the scattering of an incident wave of frequency ω\omega is described by a self-adjoint ω\omega-dependent Schr\"{o}dinger operator with a singular δ\delta-like potential supported at the inhomogeneity interface. Then we show that, in the low energy regime (corresponding in our setting to ε1\varepsilon\ll1) such an operator has a non-trivial limit (i.e., it asymptotically differs from the Laplacian) if and only if ω=ωM\omega=\omega_{M}. The limit operator describing the non-trivial scattering process is explicitly determined and belongs to the class of point perturbations of the Laplacian. When the frequency of the incident wave approaches ωM\omega_{M}, the scattering process undergoes a transition between an asymptotically trivial behaviour and a non-trivial one.Comment: Latex, 31 pages, improved versio

    Stable determination of a scattered wave from its far-field pattern: the high frequency asymptotics

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    We deal with the stability issue for the determination of outgoing time-harmonic acoustic waves from their far-field patterns. We are especially interested in keeping as explicit as possible the dependence of our stability estimates on the wavenumber of the corresponding Helmholtz equation and in understanding the high wavenumber, that is frequency, asymptotics. Applications include stability results for the determination from far-field data of solutions of direct scattering problems with sound-soft obstacles and an instability analysis for the corresponding inverse obstacle problem. The key tool consists of establishing precise estimates on the behavior of Hankel functions with large argument or order

    Local stability for soft obstacles by a single measurement

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    We consider an inverse scattering problem arising in target iden- tification. We prove a local stability result of logarithmic type for the deter- mination of a sound soft obstacle from the far field measurements associated to one single incident wave

    Franco Brioschi, tra letteratura e filosofia

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    Il magistero di Franco Brioschi, un percorso che ricorda i suoi studi in ambito letterario, lungo il percorso teorico e filosofico, gli studi leopardiani, gli anni della polemica con lo strutturalismo e la semiologia

    Italo Calvino in arabo. I nomi propri nelle Fiabe italiane

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    I nomi propri, che all’interno del sistema linguistico hanno uno status speciale rispetto ai nomi comuni, possono essere usati come elementi linguistici caratterizzanti nei testi letterari e quindi nella trama di tali opere possono diventare un elemento significativo dotato di un carico semantico aggiuntivo, il che rende non facile il lavoro di traduzione del testo, specialmente se la lingua e la cultura di partenza e quelle di arrivo sono diverse fra di essi. La presente si concentra sull’analisi dei diversi aspetti linguistici che accompagnano la traduzione in arabo dei nomi propri utilizzati da Calvino nelle Fiabe italiane e, di conseguenza, sulle eventuali procedure onomastiche adoperate nel processo traduttivo di tali nomi propri, specialmente quelli letterari che di solito pongono veri problemi di traduzione nel caso della mancata corrispondenza tra cultura di partenza e quella di destinazione. Italo Calvino è uno degli scrittori italiani contemporanei che negli ultimi anni hanno riscontrato maggiore successo a livello internazionale. Al giorno d’oggi nel mondo arabo Calvino è uno degli scrittori stranieri più conosciuti e tradotti. Tale fama di Calvino e l’attuale interesse che l’autore possiede sono i principali motivi della nostra scelta di analizzare alcuni aspetti linguistici e onomastici nelle traduzioni in arabo delle Fiabe italiane. basandosi su due traduzioni in arabo. La prima porta il titolo di خرافات إيطالية: جمعهَا ونقلهَا من التراث الشعبيْ ايطلو كلفينُو /ḫorafāt iṭalyah: ğamacaha wa naqalaha minat-turati aššacbi italu calfinu/ ‘fiabe italiane: raccolte e trascritte dalla tradizione popolare da parte di Italo Calvino’, del traduttore tunisino Assomai Ahmed e fu pubblicata in Tunisia nel 1988, mentre la seconda porta il titolo di حكايات إيتالو كالفينو: قصص وخرافات من التراث الشعبى الإيطالى خلال المائة سنة الأخيرة. جمعها وصاغها وترجمها من اللهجات المحلية المختلفة: إيتالو كالڤينو /ḥikaiāt italu kalfinu: qiṣaṣ wa ḫorafāt minat-turati aššacbi al-’itāli ḫilāl al-mi’ati sanati al-’aḫīrah. ğamacaha wa ṣāġaha wa tarğamaha minal-lahağāti al-maḥallyati al-muḫtalifah: italu kalvinu/ ‘Racconti di Italo Calvino: racconti e fiabe dalla tradizione popolare italiana durante gli ultimi cento anni, raccolte, trascritte e tradotte dai vari dialetti da Italo Calvino’, della traduttrice egiziana Waly Naglaa, e fu pubblicata in Egitto nel 2007 in quattro volumi

    "Mais" traduction de "ma"?

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    L'étude analyse les différentes valeurs du connecteurs français "mais" (pragmatique du discours) en contrastive avec ses équivalents italiens

    L'io altrui allo specchio: estetica della prima persona nel pensiero di Michail Bachtin e dintorni

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    Riflettendo sin dagli anni venti sulle multiformi relazioni fra autore ed eroe, equivalenti delle intricate dinamiche etiche ed estetiche in azione fra io e altro, Michail Bachtin si sofferma sull’«aspetto esteriore come insieme di tutti i momenti espressivi, parlanti del corpo umano». A guidare l’analisi fenomenologica è la domanda: «come viviamo il nostro aspetto esteriore e come viviamo tale aspetto esteriore nell’altro? Su quale piano dell’esperienza vissuta si situa il suo valore estetico?» L'io davanti allo specchio è oggetto di una minuziosa analisi fenomenologica che conferma l'impossibilità di un'intuizione solipsistica del sé e dunque la necessaria istituzione di distanza fra io e altro, e fra autore ed eroe, la collocazione «transgrediente» del primo rispetto al secondo in quanto principio fondamentale dell’«architettonica» del mondo degli atti prima ancora che dell’evento estetico, laddove le leggi di quest’ultimo sono isomorfe a quelle del primo. Obiettivi polemici diretti sono qui innanzi tutto i rappresentanti dell’«estetica espressiva», e nella fattispecie i teorici dell’empatia (Einfühlung), identificati nei nomi di Friedrich Theodor Vischer, Hermann Lotze, Hermann Siebeck, Robert Vischer, Johannes Volkelt, Wilhelm Wundt, Theodor Lipps, Karl Theodor Groos. L'etica e estetica bachtiniane della prima persona trovano altresì materiali importanti nel genere della confessione e nelle varie declinazioni della parola autobiografica, di cui si dà conto nel presente contributo non senza riferimenti a Agostino, Rousseau, Sartre e Starobinski
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