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    Silvio Benco, un intellettuale europeo.

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    Profilo intellettuale di Silvio Benco, non solo illustre giornalista triestino, ma anche fine studioso della civiltà europea del Novecento

    "Su ogni cosa passa la verità della luce, che parrebbe la più naturale delle verità". L'opera letteraria di Silvio Benco

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    La tesi, divisa in due sezioni, si caratterizza come percorso volto ad analizzare tutte le sfaccettature dell’opera di Silvio Benco, dalla critica letteraria e musicale alla storia e soprattutto alla narrativa. Nella sezione iniziale, si analizza la figura di Silvio Benco come critico e come storico. Nella seconda, l'attenzione si sposta sui tre romanzi dello scrittore. Attraverso l'analisi delle opere, sarà possibile prendere atto dell’attività creativa di una figura nota soprattutto per la sua sensibilità critica, evidenziando come sia senz’altro degna di nota e tale da non sfigurare nel pur ricchissimo panorama letterario della sua epoca

    Momentos de la guerra del ’14-’18 en Trieste (fragmento)

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    Pocos literatos dejaron una huella tan honda en la actividad cultural de Trieste de la primera mitad de siglo como el escritor y periodista Silvio Benco (Trieste, 22 novembre 1874 – Turriaco, 9 marzo 1949). Habitual en diarios de la ciudad juliana como L’Indipendente (donde trabó amistad con Italo Svevo, quien le pondría en contacto con el recién emigrado James Joyce) o Il Piccolo (donde comenzó a colaborar en 1903 y mucho más tarde dirigiría), estuvo entre los fundadores de la Associazione della Stampa Italiana a Trieste y del diario triestino La Nazione, del que fue su primer director. Candidato a la Accademia d’Italia, a la que no accedió ante la oposición de Mussolini, Silvio Benco fue, además de su ingente labor periodística y un conspicuo traductor (tradujo, entre muchos otros, a Goethe, Shakespeare, Tolstoi, Baudelaire y Poe, entre muchos otros), un atento observador de la realidad triestina en articulos y ensayos como La corsa del tempo (1922), Trieste (1932) o el póstumo Trieste e il suo diritto all'Italia (1952). Los siguientes fragmentos forman parte de los capítulos iniciales de su obra Momenti della guerra del ‘14-’18 a Trieste

    Uno sguardo dall’Adriatico. La crisi asiatica dei tre imperialismi nei commenti di politica estera di Silvio Benco

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    U određenom povijesnom razdoblju Trst je bio istaknuto mjesto za promatranje glavnih svjetskih događanja jer je bio sjedište važnih pomorskih i osiguravateljskih kompanija koje su temeljile svoj promet i interese na prikupljanju podataka i raščlambi međunarodne situacije. Tršćanski je novinar Silvio Benco pokazivao znatan interes za geopolitiku, disciplinu koja se krajem XIX. stoljeća potvrdila kao sredstvo za tumačenje događanja u međunarodnoj politici u odnosu na zemljopisne okolnosti. Zahvaljujući znanstvenom instrumentariju geopolitike bio je u stanju razmatrati promjene međunarodne ravnoteže u prvih pedeset godina XX. stoljeća posvećujući pozornost pojedinim vrlo važnim gledištima: utrci u naoružanju velikih europskih sila kako bi postigle pomorsku prevlast uz tako velike troškove da su naškodili gospodarstvu pojedinih država; potvrđivanju novih sila (Japana i Sjedinjenih Američkih Država) koje su se otimale za Tihi ocean i opadanju Ruskoga Carstva upaloga u krizu zbog teškoga unutarnjeg stanja; slabljenju Europe u kojoj su politički sustavi pokazivali krhkost i nesposobnost da oživotvore stvarno demokratsko društvo i u kojoj su prevladavala autoritarna stremljenja i uspon vojnih staleža u punoj suglasnosti s financijskim i industrijskim krugovima; balkanskoj krizi koja će ubrzati proces raspadanja Austro-Ugarskog i Osmanskog Carstva otvarajući opasnu pukotinu u ravnoteži Jugoistočne Europe. Konačno, poslije Drugoga svjetskog rata Silvio Benco vjerovao je u mogućnost izgradnje novoga europskoga duha s obzirom na pogreške koje su dovele do toga sukoba koji je bio strašniji od prethodnoga. Benco je bio svjestan da je Europa iscrpila svoju povijesnu ulogu odrekavši se odavno kulture i liberalnoga duha, da je kontinent izgledao isključen iz budućnosti. Glavna je Bencova preokupacija bila gubitak identiteta: bio je znatiželjan prema napretku i modernosti, ali je s nepovjerenjem gledao na velike masovne pokrete, za koje nije smatrao da ih je moguće držati pod nadzorom.At a certain point in history, Trieste was a crucial place for observing main political events due to its role as a centre of important naval and insurance companies which based their trade and interests on collecting data and analyzing the international affairs. Silvio Benco, a journalist from Trieste, showed interest for geopolitics, a discipline which proved to be a useful instrument for analyzing international political events in regard to geographical circumstances at the end of the 19th century. Thanks to the scientific instruments of geopolitics, he was able to investigate the changes in the international balance of the first half of the 20th century, giving much attention to certain important aspects: the arms race of great European countries over the domination of the sea which resulted in an expense so large that it damaged the economies of certain countries, the appearance of new political powers (Japan and United States of America) which fought over the domination of Pacific, the decline of Russian Empire which was in deep crisis because of hard inner turbulence, the weakness of European countries, whose political systems were becoming more fragile and were unable to properly shift towards democratic societies and were dominated by authoritarianism and the rise of military class with the full approval of financial and industrial circles; the crisis of Balkans which will accelerate the decline of Austrian-Hungarian Empire and Ottoman Empire, revealing a dangerous crack in the balance of South-East Europe. Finally, after Second World War, Silvio Benco believed that a new European spirit could be created considering the mistakes which created a conflict even more terrifying than the one before. Benco was aware that Europe’s historical role had faded when it gave up its culture and liberal spirit, that the continent was excluded from the process of creating the future. Benco’s main concern was the loss of identity: he was curious to see what the progress and modern times shall bring, but he did not trust the great mass movements, he believed they could not be kept under control.Trieste è stata, per un certo periodo di tempo, un privilegiato punto di osservazione sui principali fatti del mondo, in quanto sede di importanti compagnie di navigazione e di assicurazioni che fondavano i loro traffici e i loro interessi sulla raccolta e l’analisi puntuale della situazione internazionale. Infatti il giornalista triestino Silvio Benco dimostra notevole attenzione per la “geopolitica”, una disciplina che si afferma alla fine del XIX secolo come strumento di interpretazione dei fatti della politica internazionale in relazione alla geografia terrestre. Grazie agli strumenti scientifici della geopolitica, egli è in grado di esaminare la trasformazione degli equilibri internazionali nei primi 50 anni del XX secolo, prestando attenzione ad alcuni aspetti molto importanti: la corsa agli armamenti delle grandi potenze europee per ottenere il predominio marittimo con spese così pesanti da pregiudicare l’economia dei singoli Stati; l’affermazione di nuove potenze (Giappone e Stati Uniti) che si contendono l’Oceano Pacifico e il declino dell’Impero russo messo in crisi dalla grave situazione interna; il declino dell’Europa dove i sistemi politici sembrano troppo fragili ed incapaci di dare vita ad una società realmente democratica, in essi prevalgono le spinte autoritarie e l’ascesa delle caste militari in pieno accordo con i circoli finanziari e industriali; la crisi balcanica che accelera il processo di dissoluzione dell’Impero austro-ungarico e dell’Impero ottomano, aprendo un pericoloso varco negli equilibri dell’Europa sud orientale. Infine, dopo la seconda guerra mondiale, Silvio Benco ripone molta fiducia nella possibilità di costruire un nuovo spirito europeo in considerazione degli errori che hanno portato ad un conflitto più terribile del precedente. Benco è consapevole che l’Europa ha esaurito il suo ruolo storico rinunciando da tempo alla cultura e allo spirito liberale, il continente sembra escluso dal futuro. La maggiore preoccupazione di Benco è la perdita di identità: egli è attratto dal progresso e dalla modernità ma guarda con diffidenza i grandi movimenti di massa che sembrano non controllabili

    La Falena. Leggenda in tre atti di Antonio Smareglia su libretto di Silvio Benco

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    Nato a Trieste nel 1891, morto sul fronte isontino nel 1915, poco dopo l’entrata in guerra dell’Italia e il suo arruolamento nell’esercito italiano, Enrico Elia ha lasciato pochi scritti raccolti dalla sorella e pubblicati la prima volta da Umberto Saba sùbito dopo la fine del conflitto. Scritti che testimoniano le inquietudini e le curiosità di questo personaggio emblematico della cultura triestina di quegli anni. Formatosi nelle università di Vienna e di Firenze, dove preparava la tesi quando interruppe gli studi per arruolarsi, Elia fu ammiratore della cultura nordica, della letteratura e del teatro naturalistici, dell’opera di Verga e della grande letteratura russa dell’Ottocento. Autodidatta, si formò anche una cultura musicale, scrisse novelle considerate da Giorgio Voghera come prove «promettenti», pagine saggistiche, un dramma musicale; armonizzò alcuni Canti popolari della Svezia, della Scozia e della Finlandia e compose un Lento di una sonata incompiuta per flauto e pianoforte. Si pubblica qui il testo di Elia dedicato alla Falena di Antonio Smareglia su libretto di Silvio Benco. Si tratta di una tesina sottoposta all’attenzione di Guido Mazzoni, professore di Letteratura italiana nell’Istituto di Studi Superiori di Firenze: una testimonianza singolare delle curiosità culturali e del gusto musicale di Elia, polemico verso il dannunzianesimo, critico verso il libretto di Benco (del quale peraltro apprezzava la qualità di altri scritti), ammiratore dell’originalità di Smareglia nel panorama musicale contemporaneo italiano ed europeo. In appendice, il Lento per flauto e pianoforte. Piero Gobetti considerò Elia una figura «eccezionale», «uno dei più originali» fra «i giovani triestini che si avvicinarono prima della guerra alla letteratura italiana»

    Silvio Benco 

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    Silvio Benco e Trieste

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    Università degli Studi di Triest

    Silvio Benco. Trieste

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