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DUE VISIONI SCOMODE DELLA GUERRA CIVILE ITALIANA NEI ROMANZI DI BEPPE FENOGLIO E GIOSE RIMANELLI
In questo saggio confronto, per la prima volta in maniera diretta, Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio e Tiro al piccione di Giose Rimanelli, evidenziando le numerose similarità nella complessa vicenda editoriale dei due romanzi e la visione anti-ideologica della guerra civile italiana che acco- muna, in profondità, i due autori. La loro testimonianza trascende, infatti, le contingenze storico- politiche per innalzarsi a racconto atemporale dello straniamento dell’individuo, costretto dalla barbarie della guerra a un atroce abbrutimento della propria condizione umana
Paolo Lagazzi, Light Stone
Recensione di Light Stone, primo romanzo del critico letterario Paolo Lagazzi
OLTRE IL VELO. LA VISIONE DEL DIVINO IN VIRGILIO E DANTE
A partire da una mia nuova interpretazione di un passo del canto IX dell'Inferno, esamino le modalità della visione del divino nella Commedia che Dante ha mutuato da Virgilio e che presentano notevoli assonanze con la tradizione biblica e orientale
Schegge di unico cristallo. L'haiku e il rinnovo della poesia occidentale.
In questo saggio analizzo il contributo fondamentale dell'arte giapponese nel processo di rinnovamento tematico e formale della poesia e della pittura occidentali, negli anni compresi tra il 1860 e il 1930. Dopo aver ricostruito la storia del Japonisme - con un'attenzione particolare al lavoro di Monet, Van Gogh,
Whistler e Mallarmé - collego questo primo momento d'incontro tra l'estetica giapponese e l'Occidente alla successiva diffusione della poesia nipponica, agli inizi del sec. XX. Esamino specialmente, nella seconda parte del saggio, l'impatto dell'haiku nell'evoluzione delle maggiori tradizioni poetiche occidentali,
analizzando l'opera di numerosi autori (Pound e gli imagisti, Williams, Cummings, Stevens, Montale, Ungaretti, Saba, Penna, Eluard e Claudel)e giungendo alla conclusione che la poesia giapponese rivestì un ruolo cruciale nel rinnovamento tecnico e formale della poesia anglo-americana, francese e italiana
Il vuoto e la bellezza. Da Van Gogh a Rilke: come l'Occidente incontrò il Giappone.
Questo studio si propone di contribuire a una più profonda comprensione delle direttrici di sviluppo dell’arte figurativa e della poesia occidentale nel periodo compreso tra la seconda metà del sec. XIX e la prima metà del sec. XX, tracciando un quadro il più possibile esauriente del complesso fenomeno della ricezione, attraverso la sua arte, del mondo giapponese in Occidente. Questo incontro, avvenuto inizialmente attraverso la diffusione dell’arte figurativa e decorativa giapponese in Europa nella seconda metà del sec. XIX, avrà il suo coronamento nei decenni seguenti, quando la diffusione della poesia del Sol levante genererà un intricato labirinto di rimandi tra artisti
figurativi, narratori e poeti, che costituirà uno dei punti di svolta decisivi nella creazione della
contemporaneità in Occidente.
La parte introduttiva dello studio è dedicata alla descrizione dei primi, timidi contatti degli occidentali con il mondo giapponese che, data la lunga chiusura agli stranieri, mantenne fino alla
seconda metà del XIX secolo un’aura remota e distante, fonte di fascino per i viaggiatori e gli
avventurieri europei. In questo contesto d'isolamento, l’arte e la poesia giapponese svilupparono
delle caratteristiche affatto peculiari, secondo raffinati codici estetici in buona parte sottesi della spiritualità zen. Per permettere al lettore di familiarizzare con questi codici, ne analizzo brevemente
il processo di formazione e gli esiti principali, soffermandomi sullo sviluppo della forma poetica haiku, che giocherà agli inizi del secolo XX un ruolo notevole nell’elaborazione di una nuova poesia in Europa e in America.
Nella prima parte del saggio – intitolata Il Giapponismo in Europa e negli Stati Uniti – ripercorro l’evoluzione diacronica del fenomeno del Japonisme, operando per la prima volta un collegamento diretto e dinamico con la posteriore ricezione della poesia giapponese in Occidente, convinto che,
senza tale connessione, non sia possibile comprendere entrambi gli eventi nella loro ampiezza. Nato a Parigi in seguito al ritrovamento dei Manga di Hokusai da parte dell’incisore Braquemond, il
Giapponismo si svilupperà in un complesso movimento artistico e filosofico che giungerà a incidere
profondamente su alcuni dei maggiori artisti figurativi e degli scrittori europei e americani della fine del XIX secolo. Tra coloro che vissero in Francia, mi soffermo in particolare su Van Gogh,
Monet, Toulouse-Lautrec e Degas, analizzando il loro debito verso l’arte giapponese attraverso l’analisi dei dipinti e degli epistolari. In Inghilterra, i protagonisti del Liberty furono ugualmente influenzati dall’essenzialità di segno e dalla qualità artigianale delle stampe e degli oggetti d’arte che venivano dal paese del Sol levante. Il pittore James McNeill Whistler rivestì, in particolare, un ruolo centrale: la sua opera, pervasa di un profondo amore per il Giappone, avvicinò all’universo estetico nipponico i suoi amici Wilde e Mallarmé e la sua figura, insieme a quella dello scrittore Lafcadio Hearn, costituì il traitd’union principale tra il mondo anglosassone e quello giapponese. Anche negli Stati Uniti, infatti, la passione per il Giappone non tardò a sbocciare e l’opera di
divulgazione di Fenollosa e del suo allievo Okakura Kakuzo influenzeranno l’intera generazione seguente, permettendo a Ezra Pound di elaborare una nuova prassi poetica con salde radici nelle teorie di Fenollosa. In Italia, con alcuni comprensibili anni di ritardo, la moda del Japonisme rivestì un ruolo altrettanto importante, soprattutto grazie all’opera di intermediazione con i circoli francesi di D’Annunzio, che
scrisse novelle e versi d’ambiente giapponese, oltre a essere il primo serio cultore di arte giapponese
nel nostro paese. Questa sua passione contagiò il giovane Govoni, la cui produzione giovanile è, come evidenzio, profondamente affine ai canoni poetici nipponici.
Nella seconda e conclusiva parte dello studio – intitolata L’haiku e il rinnovamento della poesia
occidentale – esamino il successivo processo di ricezione della poesia giapponese nelle tradizioni
poetiche francese, italiana e anglo-americana, ricostruendo, per quanto mi è stato possibile, il vasto
scacchiere di connessioni dinamiche tra poeti di indole e risultati diversi, ma accomunati tutti da una “fase” giapponese. Partendo dal mondo anglosassone, evidenzio il lavoro di “apostolato” della
poesia giapponese compiuto da Ezra Pound, nel tentativo, comune alle menti più brillanti della sua generazione, di rinnovare il linguaggio e le forme poetiche. L’opera poetica e critica di Pound lascerà il segno sulla produzione del gruppo imagista, di W. Stevens e di E. E. Cummings: di tutti
analizzo il rapporto con la poesia nipponica e, in particolare, con l’haiku.
Parallelamente all’opera di Pound, a Napoli la Diana, diretta da Gherardo Marone, pubblicava le prime traduzioni in italiano di poesia giapponese che, come provo a ricostruire, segnarono in maniera inequivocabile lo sviluppo del giovane Ungaretti, che fu collaboratore della rivista e amico personale di Marone. Negli stessi anni, anche Umberto Saba e Sandro Penna mostravano nei propri scritti una fascinazione per la poesia nipponica, qui analizzata a partire dai testi. Esamino, in conclusione, l’ampia diffusione di forme e tematiche giapponesi nella poesia francese,a partire dal trascurato – e, a mio avviso, fondamentale – avvicinamento di Mallarmé all’arte giapponese, per descrivere dettagliatamente, in seguito, il rapporto che ebbero con il mondo nipponico poeti quali Éluard, Claudel e Rilke
Una catena tra Oriente e Occidente. Octavio Paz, la poesia giapponese e il Renga di Parigi
In questo studio analizzo l’importanza della poesia giapponese nell’evoluzione della poetica di Octavio Paz, con rimandi all'utilizzo dei modelli dell'haiku e del tanka in alcuni dei maggiori scrittori sudamericani del secolo scorso, tra cui Borges, Bendetti, de Barros. Nel 1969, Paz si fece promotore di Renga, un singolare esperimento plurilingue di poesia a catena ispirato all’omonimo modello nipponico - di cui propongo, per la prima volta in Italia un’analisi testuale - che vide come altri protagonisti Edoardo Sanguineti, Charles Tomlinson e Jacques Roubaud
Marco Polo incontra l’Altro. Modernità ed esotismo nel Milione
Allo sguardo del lettore contemporaneo, Il Milione sorprende per la modernità con cui il suo autore si rapporta e descrive la straordinaria varietà di genti, usi e costumi che incontra durante il suo viaggio, con un’apertura e una mancanza di pregiudizi sorprendenti per un uomo del suo tempo. Marco Polo tende a sottolineare la novità e la bellezza di ciò che il suo occhio vede, rivelandosi capace di andare ben oltre le rappresentazioni correnti dell’Altro: il tartaro, il saraceno, l’infedele vengono per la prima volta visti e analizzati attraverso una lente obiettiva, che lascia presagire un’etica nuova, quella mercantesca, e anticipa di secoli alcune caratteristiche inclusive dell’esotismo moderno. Mostrandosi pronto a cogliere aspetti della magnificenza e della spiritualità dell’Altro che nessun occidentale aveva conosciuto né tanto meno lodato, Marco si mostra capace di andare oltre secoli di paura e di rifiuto, che avevano caratterizzato l’Altro come un monstrum, una differenza da temere o, in base alla stessa ottica, cercare di convertire. Uno sguardo sorprendentemente moderno, che non cessa di affascinare il lettore
Come perle intorno ad un filo. Breve storia dell'haiku nella poesia italiana.
Sull'onda di quanto negli stessi avveniva in Francia e in Inghilterra, il rinnovamento tematico e formale della poesia italiana primonovecentesca dovette non poco all'incontro con la tradizione poetica giapponese. In Italia, dopo il precoce interesse di D'Annunzio per l'arte giapponese, la diffusione della poesia nipponica avvenne principalmente grazie alle traduzioni pubblicate sulla "Diana" diretta da Gherardo Marone. Le caratteristiche della poesia del paese del Sol Levante attrassero, tra gli altri, Ungaretti, Saba e Penna, che s'impegnarono, in momenti decisivi della propria formazione poetica, in una rielaborazione di stilemi e contenuti propri dell'haiku e del tanka
Notes - Lezione di stile. L’haiku nella poesia di Rafael Alberti
In questo saggio analizzo l'importanza dell'haiku quale strumento di innovazione tecnica e stilistica nell'elaborazione della poetica di Rafael Alberti, confrontandone gli esiti con altri esponenti della Generacion del 27, a cominciare da Antonio Machado
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