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Il gioco come strumento di cura educativa: cenni storici e codici pedagogici a confronto. Play as an educational tool: a comparison of histories and pedagogical codes
Il gioco svolge un ruolo fondamentale nel processo educativo del soggetto che apprende. Esso è piacevole, intenzionale, libero, spontaneo, volontario, e si manifesta in quasi tutti gli atteggiamenti del bambino, aprendo spazi di autonomia, azione e creatività. Attraverso il gioco il bambino può liberarsi dai vincoli prescrittivi della realtà ed aprirsi all’immaginazione, può creare nuovi vincoli e nuove condizioni, può esprimere un dominio sulle cose e sul mondo e può prepararsi a vivere in una vera e propria “palestra” ludica. Le finalità educative del gioco sono state ampiamente evidenziate dagli studiosi come Maria Montessori, Rosa Agazzi, John Dewey, Froebel, che anche se in maniera differente, hanno sottolineato la grandiosa capacità del bambino di apprendere attraverso il gioco, le esperienze e il fare, sviluppando in questo modo la creatività e potenziando gli apprendimenti.Il gioco promuove lo sviluppo globale del bambino e nella progettazione didattica esso rappresenta una strategia metodologica attraverso la quale favorire l’acquisizione delle competenze affettive, relazionali e cognitive.Play has a fundamental role in the educational process of the learner. It is fun, intentional, free, spontaneous, voluntary and is manifested in all attitudes of the child, creating spaces of autonomy, action and creativity. Through play children can break free from the constraints of reality and give flight to the imagination, they can create new constraints and new conditions, express a dominion over things and prepare themselves to live in a real “playground.”The educational merits of play have been extensively documented by scholars such as Maria Montessori, Rosa Agazzi, John Dewey, Froebel, who in different ways emphasised the child’s excellent ability to learn through play, experience and doing, developing in this way creativity and enhancing learning.Play promotes the child’s overall development and represents a methodological strategy in instructional design, which stimulates the acquisition of emotional, relational and cognitive skills
La comunicazione non verbale in età scolare: aspetti didattico-inclusivi Non verbal-communication in school age: didactic-inclusive aspects
Negli ultimi decenni, le tematiche riguardanti il corpo e le sue potenzialità motorie nel favorire i processi cognitivi di livello superiore, sono diventate oggetto stimolante di indagine scientifica. L’interesse crescente che si è registrato nell’interazione significativa tra corpo, azione e cognizione ha coinvolto anche gli studi sul linguaggio. Sono apparse innovative, infatti, le teorie di Watzlawich, figura emblematica della scuola di Palo Alto, il cui approccio scientifico consente di recuperare in misura maggiore il ruolo del corpo nei processi comunicativi. Altrettanto interessanti sono gli studi in campo neurofisiologico e neuropsicologico, che identificano nel corpo le dinamiche interattive che regolano la relazione con l’altro, riconoscendo nelle funzioni cerebrali e nelle specifiche strutture anatomiche, il fondamento della comunicazione. Di estremo interesse appaiono altresì i contributi delle scienze umane che individuano nello scambio comunicativo, un processo di costruzione semantica che si realizza nelle relazioni intersoggettive dove è palese la capacità del corpo di comunicare messaggi attraverso diverse forme espressive e di creare attraverso l’azione i presupposti della relazione. Il corpo, pertanto, nel compiere un’attività così complessa assume sia una funzione cognitiva che sociale ed insieme al movimento e all’azione fornisce una risposta efficace all’esigenza comunicativa del soggetto (con o senza disabilità), esplicabile attraverso il linguaggio non verbale.Over the last decades, the themes about the body and its motor possibilities for encouraging higher-level cognitive processes have become the subject of numerous scientific studies. The growing interest in the significant interaction between body, action and cognition has also included studies on language. In fact, the Watzlawich theories seem to be somewhat innovative, an emblematic figure of the school of Palo Alto, whose scientific approach allows to recover to a greater extent the role of the body in the communication processes. The studies in neurophysiology and neuropsychology are just as interesting, with identifying in the body, the interactive dynamics that regulate relationships with others, recognizing specific anatomical structures within the brain functions, the base of communication. The contributions of human sciences are also worth noting, with them identify in the communicative exchange, a semantic construction process that takes place in interpersonal relationships, where the body’s ability to communicate messages through various forms of expression and create through action the conditions of the relationship is evident. The body, therefore, in carrying out such a complex activity takes on both cognitive and social functions, along with movement and action providing an effective response to the communication of the person (with or without disability), explicable through the non-verbal languag
Come interpretare i bisogni educativi speciali La declinazione didattica del linguaggio ICF
Il volume fornisce un quadro orientativo ed esaustivo del lungo iter storico–normativo che ha caratterizzato il processo di inclusione scolastica e spiega quanto l’impiego estensivo del procedimento di classificazione multidisciplinare della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) consenta di valutare e confrontare la condizione dei bisogni educativi speciali in ambito scolastico. Agevolare, attraverso l’ICF, la lettura di una certa realtà personale è senza dubbio una sfida didattica importante: tale strumento fornisce all’insegnante efficaci strategie di intervento che garantirebbero alla persona una giusta qualità di vita. L’utilizzo concreto dell’ICF deve tradursi per tutti i docenti in un cambiamento di metodo e di linguaggio affinché — superando tutte quelle affermazioni stigmatizzanti — si riesca ad approdare a dichiarazioni descrittive e non più di tipo categoriale
Motricità e sport nei contesti educativi Analisi comparativa tra Italia, Belgio, Spagna e Regno Unito ISBN 978-88-548-5963-0 ARACNE editrice S.r.l
L'apprendimento cooperativo come strategia didattico-inclusiva
L’apprendimento cooperativo rappresenta un’importante strategia didattica in cui piccoli gruppi eterogenei di studenti acquisiscono e migliorano le relazioni sociali. Ogni membro di un gruppo, non solo è responsabile di ciò che impara e che gli viene insegnato, ma aiuta anche i compagni del gruppo ad imparare, creando così un clima di realizzazione personale e inclusione. Oggi, nella scuola italiana, questo approccio può diventare una metodologia didattica essenziale capace di valorizzare la diversità e incoraggiare sempre di più il processo inclusivo.Cooperative learning is an important educational strategy in which small heterogeneous groups of students acquire and improve social links. Each member of a group is responsible not only for learning what that is taught but also for helping teammates to learning, thus creating an atmosphere of personal realization and inclusion. Today, in the Italian school, this approach can become an essential didactic methodology able to give value the diversity and to encourage the inclusivity
Movement and teaching-motor activities in children with ADHD
ADHD is a neurobiological disorder characterized by inattention, impulsivity and motor hyperactivity. Generally, a child with ADHD, it’s always not meta-cognitive, inattentive to the procedure implementation to resolve any problem, and it is not sufficiently strategic. Physical activity is for the person with ADHD, the celebration of what it does and what it can be, allowing in this way, a natural inclusion of training skills, knowledge and personal resources
La Psicomotricità come prassi educativa
La psicomotricità intesa come metodologia didattica, trova nella scuola un’ampia applicazione in quanto
il bambino usa normalmente il corpo e il movimento per esprimersi e relazionarsi. Essa rappresenta un metodo
non direttivo, basato sul linguaggio non verbale, dove il corpo in movimento, le sensazioni e le emozioni
che emergono sono il fulcro delle relazioni tra bambino e adulto, tra bambino e bambino e determinano
una realtà educativa che si può definire una vera e propria esperienza di vita.
Parole chiave: psicomotricità, educazione, corpo, schema corporeo.Psychomotor science considered as a didactic methodology, can be widely applied in school due to the child normally
using the body and movement to express and relate to himself. It is a non-directive approach, based on nonverbal
language, where the moving body, the feelings and emotions that appear, are the fulcrum of the relationship
between child and adult, child and child. It also determines an educational reality that can be defined as a real life
experienc
Il ruolo educativo ed umanizzante delle attività motorie in presenza di calamità naturali. The educational and humanizing role of motor activities in the presence of natural disasters
Il presente contributo intende mettere in risalto come in una fase di interventopost-catastrofe, l’attività motoria possa rappresentare uno strumentoeducativo adatto a superare i momenti di difficoltà causati dal trauma.In un clima di “coscientizzazione” l’attività motoria può essere utilizzata,quindi, durante la fase immediata e in tutti i momenti di intervento post-catastrofeallo scopo di creare un ambiente più sicuro e strutturato, rappresentando,pertanto, un ottimo strumento educativo, di inclusione sociale e diriequilibrio psicofisico.Il lavoro vuole, inoltre, sottolineare il ruolo formativo di Special Olympics,la cui peculiarità educativa è rappresentata dalla capacità di migliorare laqualità di vita della persona coinvolta e dalla possibilità di creare una societàpiù aperta ed accogliente per tutti.This contribution aims to highlight how during a post-catastrophe intervention,motor activities can be a suitable educational tool for overcoming themoments of difficulties caused by the trauma.In an atmosphere of consciousness, motor activity can be used during thenthe immediate phase as well as all the phases of the post-catastrophe interventionin order to create a more secure and structured environment thusrepresenting an optimal educational tool of social inclusion and psychophysicalrebalancing.The work also aims to highlight the formative role of Special Olympicswhose educational peculiarity is represented by the ability to improve thequality of life of the person involved and the ability to create a more openand welcoming society for everyone
La Ritmica di Dalcroze:aspetti educativi e prospettive inclusive. Dalcroze’s Rhythmics:educational aspects and inclusive perspectives
Èmile Jaques Dalcroze rivendica la centralità del corpo, come fucina, spaziolaboratoriale in cui la musica prende forma e senso e dove immagina unoscambio continuo fra controllo dei movimenti e percezione degli eventi sonori,a partire da quelli ritmici. Il corpo, è, quindi, coinvolto interamente nelventaglio delle sue funzioni, nella respirazione, nel controllo della tensionemuscolare, nell’equilibrio e nei movimenti compiuti.La Ritmica di Dalcroze non si ferma alla dimensione ritmica della musica,ma si spinge a fondare sul corpo l’intera morfologia musicale. Essa vede, altresì,impegnato il movimento corporeo come punto di riferimento perl’esecuzione musicale dove lo stesso corpo assume un ruolo di intermediariotra suono e pensiero e diventa strumento di sentimenti.Il metodo Dalcroze trova il suo ampio utilizzo anche nel contesto didattico,dove rappresenta per gli alunni con disabilità un setting inclusivo importantenel quale valorizzare le proprie specificità e potenzialità.Èmile Jaques Dalcroze claims the centrality of the body, as a forge, aworkspace where the music has a shape and sense and where it imagines acontinuous exchange between control of movements and the perceptionof sound events, starting from rhythmic ones. The body, therefore, is involvedentirely in the range of its functions, in breathing, in the control ofmuscular tension, in balance and in the performed movementsDalcroze’s Rhythmics does not stop at the rhythmic dimension of music,but goes so far as to establish the complete musical morphology on thebody. It also sees body movement as a reference point for musical performancewhere the body itself covers the role of intermediary betweensound and thought such as it becomes a feelings instrument.The Dalcroze method is widely used also in the didactic context, where itrepresents for the disabled students an important inclusive space where toenhance their specificity and potential
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