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Temporalità ed esperienza storica. Note sulla Historik di Koselleck
Muovendo dagli ultimi contributi di Koselleck sull'Historik, il saggio indaga il ruolo giocato dalla storiografia nella costituzione della storicità come peculiare dimensione esperienziale dell'esistenza umana.Moving from Koselleck's most recent essays on Historik, the author explores the role played by historiography in the constitution of historicity as a peculiar experiential dimension of human existence
Semantics of Time and Historical Experience: Remarks on Koselleck's Historik
Moving from Koselleck's most recent essays on Historik, the author explores the role played by historiography in the constitution of historicity as a peculiar experiential dimension of human existence. The essay focuses on the complex link between difference and repetition which, according to Koselleck's theory of experience, constitutes a "specific historical temporality" and its inner articulation
Il dilemma umanitario. Pensare la Responsabilità di proteggere, vent’anni dopo
Starting from the observation that the doctrine of Reponsibility to Protect has as its main and paradoxical outcome the collective de-responsibility generated by the "post-bipolar" international system born from the 1989 caesura, the essay critically retraces the historical and theoretical stages of the "humanitarian turn" of politics and the complex interaction between political and moral instances still operating today within global politics. According to the author, these must be observed and analyzed beyond any rigid and absolute dichotomy between sovereignty and humanity. The analysis of the disconnection between the ostentatious universalistic demands at the basis of the humanitarian turn of international politics and the strongly inegalitarian, if not openly hierarchical, aspects characteristic of its concrete methods of implementation allow the Author to deal with the contradictions and betrayed promises of the doctrine of the responsibility to protect, exactly twenty years after its first elaboration.Partendo dalla constatazione che la dottrina della Reponsibility to Protect abbia come principale e paradossale esito la deresponsabilizzazione collettiva generata dal sistema internazionale «post-bipolare» nato dalla cesura del 1989, il saggio ripercorre criticamente le tappe storiche e teoriche dello «humanitarian turn» della politica internazionale e la complessa interazione tra istanze politiche e morali ancora oggi operative all’interno della politica globale. Secondo l’Autore queste vanno osservate e analizzate al di là di ogni rigida e assoluta dicotomia tra sovranità e umanità. L’approfondimento della sconnessione tra la ostentate istanze universalistiche poste alla base dell’humanitarian turn della politica internazionale e gli aspetti fortemente disegualitari, se non apertamente gerarchizzanti, caratteristici delle sue concrete modalità di attuazione consentono all’Autore di confrontarsi con le contraddizioni e le promesse non mantenute della dottrina della responsabilità di proteggere, a vent’anni esatti dalla sua prima elaborazione
Proteggere l'umanità. Sovranità e diritti umani nell'epoca globale
La dottrina della "responsabilità di proteggere" è una delle componenti più rilevanti e discusse del nuovo ordine giuridico e politico chiamato a governare le tumultuose dinamiche della nostra epoca. Il saggio ricostruisce le radici storiche e lo sviluppo di quetsta svolta umanitria delle relazioni internazionali, illustrando i principali paradigmi teorici utilizzati negli attuali dibattiti sul rapporto tra sovranità e diritti umani.The doctrine of the "Responsibility to Protect" is one of the most important, and discussed, elements of the new legal and political order of the global age. The book aims at reconstructing the historical roots and the development of this humanitarian turn of the international relations, highlighting the main theoretical paradigms used in current dibates on sovereignty and human rights
Kant e il diritto alla felicità
Il saggio nasce dall'esigenza di sostituire alla vulgata del rigorismo kantiano un'immagine più rispondente alla complessità della sua concezione dell'uomo, ricostruendo i diversi nuclei argomentativi e problematici che confluiscono nella sua dottrina della felicità, a partire dalla questione centrale discussa e analizzata nei testi politici kantiani: è giusto considerare il diritto alla felicità come la legittima base fondativa della comunità politica?Aim of the essay is to replace the cliché of Kantian rigorism with a more complex picture of his conception of man, moving from the central question discussed and analyzed in the Kantian political texts: may we consider the right to happiness as the legitimate foundational basis of the political community
Il cuneo bonapartista. Governo delle élites e sovranità popolare in Francia agli albori del Secondo Impero
Tradizionalmente considerato come un passaggio-chiave della storia sociale ed istituzionale europea del XIX secolo, il secondo bonapartismo offre in realtà interessanti elementi di riflessione anche nella prospettiva di una storia delle ideologie e dei discorsi politici. Muovendo da una puntuale ricognizione delle principali linee di tendenza dell’intenso dibattito sulla rappresentanza politica che in Francia accompagna le traumatiche esperienze della Seconda Repubblica, il saggio si propone di portare alla luce i principali elementi di novità che anche a livello teorico-politico caratterizzano il laboratorio del Secondo Impero, imponendolo all’attenzione degli interpreti come un decisivo luogo di cristallizzazione degli irrisolti dilemmi della sovranità popolare.Traditionally considered as a key step in the social and institutional history of nineteenth century Europe, the second Bonapartism actually offers interesting themes of reflexion in the perspective of a history of ideologies and political discourses too. Moving from a detailed survey of the main trends of the intense debate on political representation that in France goes with the traumatic experiences of the Second Republic, the essay aims at highlighting the new elements that also characterize the theoretical-political laboratory of the Second Empire, imposing it as a decisive point of crystallization of the unresolved dilemmas of popular sovereignty
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