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PERCEPTION OF ALCOHOLISM RISK IN HEALTH WORKERS: MEDICAL ROLE IN PREVENTION AND SURVEILLANCE
OBJECT OF THE STUDY In this time of new directions about safety at work, we have investigated alcohol-related risk in a sample of future Health Operators. METHODS Between October 2006 and January 2009, we submitted a questionnaire about perception of alcohol related risks to 333 physicians and 302 hospital attendants on training. RESULTS The group of physicians was represented by 54% of female and 46% of male; the group of hospital attendants by 60% of female and 40% of male. The 43% of male hospital attendants and the 44% of male physicians declared they daily used ethanol. The perception of alcohol-risk among physicians is higher than in the group of physicians, for the age and cultural differences, related to the kind and duration of the studies. We observed that only the 57,6% and 37,5% of the two groups, respectively, were informed about the rules concerning the use of alcohol at work. The remaining part of the two samples was not informed about rules “ad hoc”. The female members of the group is more susceptible to social problems and well-informed about clinical problems and rules alcohol-related. CONCLUSIONS The present and future Health Operators are still ill-informed but they show interest in a better information about the risk related to the use of alcohol. Moreover, they require more instructions to support patients and colleagues with alcohol abus
A new method for the determination in blood and urine of a novel triazolobenzodiazepine (estazolam) by HPLC
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Riqualificazione Ex Stabilimento Assegnatari Associati Arborea
Nel bando di concorso e negli altri documenti allegati è chiaramente definita la domanda progettuale principale di enorme interesse, ma anche di grande complessità: come riqualificare un insediamento produttivo non più pienamente utilizzato, risalente, come primo impianto al 1924 ma oggetto di consistenti processi di trasformazione anche recenti, disposto nel centro storico di Arborea?
Rispondere a questa difficile domanda, significa fondamentalmente affrontare le seguenti questioni:
a) valorizzare il nucleo storico di Arborea, la cittadina impiantata negli anni trenta secondo un disegno urbano molto preciso, con un peculiare rapporto tra spazi verdi e architetture, nel quale sono attribuiti ruoli e forme precise agli edifici pubblici;
b) dar efficacia al programma della “3A latte Arborea Società Cooperativa Agricola per Azioni”, accentuando la connotazione identitaria e di rappresentanza del comparto, ma anche realizzando una nuova organizzazione funzionale, compatibile con i caratteri insediativi di Arborea;
c) rispondere in maniera efficace e innovativa al tema della riqualificazione di un consistente patrimonio edilizio, in una situazione di crisi e di parziale “decrescita”, non sprecando risorse e quindi utilizzando, almeno in parte, quanto esiste, ma rinnovandolo e reinserendolo in una nuova configurazione, nel suo complesso compatibile con i caratteri urbani e architettonici di Arborea.
Inserimento paesaggistico nel contesto urbano
Sulla base di questi obiettivi di fondo è stata definita la soluzione progettuale presentata, imperniata sui seguenti
criteri:
a) lettura dei valori e delle potenzialità degli edifici esistenti, che compongono il complesso produttivo ed eliminazione delle strutture poco coerenti e sovrapposte rispetto alla parte dell’impianto più strutturata e riconoscibile;
b) introduzione di nuovi elementi architettonici in posizioni adeguate in riferimento alle “preesistenze” e riconfigurazione dell’articolazione volumetrica di alcuni elementi del comparto;
c) rilettura del comparto come attraversamento urbano sia in direzione est-ovest che nord-sud, ridefinendo i rapporti tra spazi aperti e chiusi, tra spazi pubblici e privati;
d) definizione di nuove relazioni tra gli spazi pubblici esterni (viabilità, marciapiedi, etc.) e l’organizzazione interna del comparto, che assume valenza urbana e quindi valorizza e completa l’insediamento preesistente storico di Arborea.
Il comparto così riorganizzato conserva i caratteri di una parte urbana compatta lungo i bordi, ma che si apre in alcuni punti e che si attraversa, una struttura costituita da elementi, con diverse relazioni urbane.
Il fronte nord, che attualmente si presenta come un fronte estremamente compatto, nelle intenzioni progettuali si apre a costituire una stretta continuità visuale e fisica con la realtà museale esistente in Corso Italia (MUB), diventando punto di ingresso principale al comparto.
Il grande attraversamento verde fa sì che il Museo del Latte Arborea, localizzato nella struttura dell’ex produzione di formaggi, acquisti identità in relazione al contesto circostante.
Il fronte opposto, caratterizzato da una notevole frammentarietà ed eterogeneità di elementi sovrapposti nel tempo, viene riorganizzato graduando in maniera adeguata gli elementi di chiusura, ma al tempo stesso garantendo la permeabilità trasversale, e assegnando un ruolo fondamentale all’elemento di ingresso centrale, punto di conclusione del percorso che attraversa l’intero comparto in senso nord-sud.
Nei due fronti laterali si mantiene ancora l’idea di compattezza, attraverso l’inserimento dei blocchi residenziali, che diventano innesti riconoscibili, in relazione alle forti preesistenze dell’edificio storico in mattoni e dell’edificio dei grandi capannoni.
L’intenzione progettuale è quella di mantenere l’immagine della fabbrica come luogo di produzione e di lavoro costruendo un complesso che si configura come una grande macchina funzionale reinterpretata in chiave contemporanea e che proprio per questo è in grado di accogliere molteplici funzioni anche diverse, garantendone la compatibilità e l’autonomia, pur nella complessità delle interrelazioni.
Spazi aperti
Nella tradizione di Arborea esiste un rapporto di densità un equilibrio tra pieni e vuoti molto ben studiati, che si è ricostituito abbandonando la densità e ridando valore allo spazio aperto all’interno del comparto.
Lavorare quindi sull’intero nuovo brano urbano come elemento di relazione in un contesto molto variegato significa concepire l’insediamento come materia in espansione che in parte satura ciò che incontra, appropriandosi del luogo, in parte è scavata da solchi e incisa da tagli che permettono connessioni e itinerari articolati, in parte emerge dalle preesistenze. Le aree individuate dai tagli si traducono in spazi aperti precisamente configurati che richiamano in forme nuove l’idea di piazza, di corte, altre volte generano un volume piastra - basamentale, un suolo artificiale che accoglie le funzioni collettive e i servizi pubblici.
Lo spazio aperto entra all’interno delle residenze che si svuotano attraverso un sistema di patii e grandi vuoti centrali che garantiscono una adeguata qualità degli alloggi.
I differenti spazi sono in modi diversi collegati e relazionati alla dorsale verde che funge da “corridoio ecologico” e che attraversa l’intero lotto, realizzando una serie di itinerari connettivi di nuova concezione.
Caratteri architettonici
Il nuovo impianto si presenta come rilettura dell’esistente meccanismo di produzione, attraverso un sistema articolato di collegamenti a vari livelli. Il nuovo sistema architettonico è dunque molto innovativo, ma nello stesso tempo non si origina da una “tabula rasa” rispetto a quanto esiste. Il nuovo sistema s’inserisce nella trama esistente connotandosi in maniera riconoscibile ma conservando l’unità del comparto.
Dal livello della piastra artificiale, omogenea nella sua matericità si staccano i nuovi blocchi, concepiti in un materiale visivamente leggero, come l’U-Glass, che permette di leggere le differenze con la preesistenza e contemporaneamente conservare la permeabilità in verticale.
Le nuove coperture in acciaio zincato, prolungamento delle esistenti, sono gli elementi che invece consentono una permeabilità a livello superiore.
Il ruolo della preesistenza è visibile anche nella permanenza di elementi materiali, come i mattoni, la struttura in legno delle capriate dei capannoni sud, le tamponature esterne, che insieme all’uso dell’acciaio e la leggerezza dell’U-Glass, sono in grado di segnare il ruolo dei nuovi elementi nella città in trasformazione
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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