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    Competitività degli usi del suolo agricolo nella costruzione del paesaggio. Atelier 5 - Pianificazione tra governo e mercato.

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    Il ruolo sempre maggiore che negli ultimi anni hanno assunto le energie rinnovabili in Puglia ha portato all’occupazione diffusa e impropria di suoli a discapito delle economie locali, soprattutto quelle agricole. Alla luce di un quadro normativo che ha fortemente incentivato le fonti rinnovabili fino al paradosso della insostenibilità, ci si propone di definire un quadro dei diversi fattori in gioco cercando di costruire un contesto esplicito tra consumo di suolo,politiche dello sviluppo e sostenibilità energetica. Il presente contributo intende indagare l’apporto che misure di accompagnamento nella costruzione di nuovi ”paesaggi energetici” potrebbero contribuire a darealla pianificazione come attività di regolamentazione delle questioni in campo, per promuovere azioni coerenti di trasformazione e salvaguardia attiva costruendo indirettamente azioni paesaggistiche. Il caso studio considera la città di Apricena (FG) che guarda al PUG in fase di adozione , come possibilità di veicolare azioni di inserimento delle nuove fonti rinnovabili nel proprio paesaggio inevitabilmente associato ai contesi produttivi e in particolare alle sue cave, essendo Apricena il bacino estrattivo tra i più grandi d’Italia

    Smart City. Da una definizione alla costruzione di un'agenda pubblica condivisa: comparazione tra P.A.E.S. di città Mediterranee in Atti della XV Conferenza della Società Italiana degli Urbanisti.

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    (ii) tesi sostenuta Le presenti note si sviluppano a seguito della costituzione dell’associazione “Bari Smart City” alla quale il Politecnico di Bari ha di recente aderito come socio fondatore. Le nuove tecnologie dell’informatica e delle telecomunicazioni, costituiscono le basi della New economy. Manuel Castells (2002-2004, e 2009) è quello che ha fornito l’analisi più attenta della trasformazione derivante dalla forte diffusione delle comunicazioni informatiche sul piano della organizzazione spaziale e sociale della città contemporanea. Secondo la sua tesi, la libertà delle comunicazioni è in grado anche di creare nuove forme di democrazia, come è stato confermato dai recenti movimenti rivoluzionari nelle città nordafricane o di quelli di protesta nelle città occidentali, pur con le dovute cautele circa concrete dipendenze lineari tra tali fenomeni. Peraltro, l’emergere con forza della questione ambientale nella città contemporanea pone l’esigenza di andare oltre i soli impegni delle direttive 20-20-20 pensando ad una città intelligente, capace di combinare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 e di consumi energetici, con più ampie strategie sull’energia, la mobilità, il recupero delle risorse idriche, la gestione dei rifiuti, la riqualificazione edilizia e dello spazio pubblico. Per i pianificatori che si confrontano con tali politiche, emerge quindi la necessità di individuare processi e procedure di governo che facciano di queste azioni integrate il cuore delle tante iniziative intraprese nell’ambito dei Bandi Europei “Smart Cities and Communities”. È di una certa rilevanza indagare quali siano gli elementi che caratterizzano le creative cities e quali gli elementi di contatto fra queste e le città smart; al contempo, quali possano essere gli elementi di sostenibilità che caratterizzano e potenziano una creative city. Tenuto conto che il P.A.E.S. (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile) costituisce l’elaborato chiave di costruzione di una strategia di implementazione della Smart City, può essere di un certo interesse operare una lettura comparata di Agende pubbliche ormai considerate quali best practice internazionali per poter sviluppare a scala locale adeguate metodologie di smart governance. (iii) campo entro il quale la tesi trova argomentazioni Le città europee, sono chiamate in un contesto di continui cambiamenti economici e tecnologici causati dalla globalizzazione, ad affrontare una sfida decisiva: coniugare la competitività con uno sviluppo urbano sostenibile. E proprio nel governo delle città che l’UE intravede la chiave per raggiungere l’obiettivo di risparmio energetico entro il 2020, con un notevole impatto sull’economia, sulla cultura, sulle problematiche sociali e principalmente sulle condizioni climatiche e ambientali. “European Smart Cities” ha generato un nuovo strumento di ranking messo in atto dagli studiosi del Politecnico di Vienna in collaborazione con l’Università di Lubiana ed il Politecnico olandese di Delft, definisce appunto le Smart Cities, come città che ben combinano e armonizzano sei fondamentali caratteristiche: smart economy, smart mobility, smart environment, smart people, smart living, smart governance. Si presuppone pertanto, uno studio sullo stato dell’arte e anche sulla standardizzazione dei criteri di misura di indicatori associati alle caratteristiche sopra citate, per permettere un confronto tra le città e la formazione di una loro graduatoria, nonchè l’elaborazione di un modello replicabile di “città intelligente”. È emerso nell’ultimo dibattito sulla sostenibilità, ad iniziativa della U.C.L.G. (United Cities and Local Governments) - la più grande rete di autorità locali e regionali nel mondo - che la costruzione della governance dal basso verso l'alto sarà fondamentale per il futuro del nostro pianeta e che tali obiettivi si potranno raggiungere solo attraverso la cooperazione tra governi locali e all’interno della più ampia comunità internazionale. (iv) prospettive di lavoro La città di Bari, nello specifico, in attesa di approvazione del suo P.A.E.S. relativo al bando europeo “Smart Cities and Communities”, concorre al finanziamento in partnership con Barcellona, Istanbul e Salonicco, mentre le città competitor di Bari: Genova e Torino, hanno trovato forti alleati nelle città del nord Europa, come Amsterdam, già ben note per le loro politiche sulla sostenibilità. Aderendo al Patto di Sindaci, l’impegno del Comune di Bari è quello di ridurre le emissioni di Co2 attraverso l’attuazione del PAES siglando un accordo con istituzioni locali che punti all’efficienza energetica della città, attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili, smart grid (tra cui distribuzione e gestione intelligenti dell'energia elettrica), mobilità elettrica, edilizia sostenibile. Non ultimo l’obiettivo di informare, coinvolgere e mobilitare la comunità locale, l’associazionismo, le organizzazioni di settore, al fine di sviluppare un efficace piano di azione in cooperazione con la Commissione Europea. Pertanto, alla luce della tesi presentata al pt.(ii) diventa rilevante, sullo sfondo delle eccellenze internazionali nel campo della smart governance urbana, strutturare una comparazione tra il P.A.E.S. di Bari con quello di altre grandi realtà urbane mediterranee

    Smart city. Da una definizione alla costruzione di un’agenda pubblica condivisa: comparazione tra PAES di città mediterranee

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    Da un lato occorre avere degli indicatori smart funzionali e oggettivi e delle graduatorie di merito, dall’altro costruire una smart city non può non concentrarsi sulle peculiarità delle identità locali e i saperi contestuali e la cultura di un città. Quindi ci siamo chiesti: Quali gli indicatori da adottare? Dove e come si gioca effettivamente la competizione per diventare Smart City? I PAES sono degli strumenti e non il fine, la loro efficacia sarà nella reale possibilità di implementarli e monitorarli, e, cosa fondamentale, di implementare politiche, e interventi pilota e di comunicazione che induca a nuovi comportamenti smart gli stessi cittadini

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Monitoraggio dell’adeguatezza prescrittiva dell’albumina per uso terapeutico presso una realtà ospedaliera della Provincia di Palermo.

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    Obiettivi La Direzione Sanitaria dell’Ospedale Buccheri La Ferla - Fatebenefratelli, in collaborazione con la Farmacia Ospedaliera, ha analizzato i dati relativi al consumo annuale di albumina, per poter verificare l’appropriatezza delle prescrizioni sulla base delle indicazioni della letteratura scientifica. Metodi A partire dal 2009 è stata elaborata una modulistica standardizzata di richiesta di albumina mirante a razionalizzarne l’uso. In ciascun modulo sono riportati i dati anagrafici, l’albuminemia, la protidemia totale, l’indicazione terapeutica ed il numero di flaconi richiesti per ciascun paziente. Sono stati analizzati i moduli di richiesta relativi agli anni 2009 e 2010. Tutti i dati sono stati inseriti in un database creato con il software EpiInfo 3.5.1 ed analizzati con il software statistico R. Le variabili qualitative sono state sintetizzate come frequenze assolute e relative mentre le variabili quantitative sono state rappresentate come media ± deviazione standard. Risultati Nel biennio sono pervenute al servizio di Farmacia Ospedaliera 905 richieste di albumina, di cui 345 (38%) durante il 2009 e 560 (62%) durante il 2010. Complessivamente i flaconi di albumina richiesti sono stati 2.673 nel 2009 e 2.223 nel 2010. La media di flaconi prescritti per singola richiesta è significativamente inferiore nel 2010 (7,7 ± 2,9) rispetto al 2009 (4,0 ± 2,5) (p<0.0001). Il 53,2% delle richieste proviene da reparti di area chirurgica ed in particolare il 41,9% dall’U.O. di Chirurgia Generale. Inoltre, si evidenzia come il numero di flaconi medio per singola richiesta di albumina delle UU.OO. di area chirurgica (6,1 ± 3,3) è significativamente maggiore di quello delle UU.OO. di area medica (4,6 ± 2,9) (p<0,0001). La principale indicazione terapeutica riportata nei moduli esaminati è rappresentata dalla malnutrizione (28,7%), intesa come una condizione di ipoalbuminemia o diarrea imponente/non domabile con la dieta. Nel 23,1% la prescrizione è legata alla cachessia neoplastica, mentre nel 19,3% non viene indicata la motivazione della prescrizione. In particolare, la mancata indicazione terapeutica risulta maggiore nel 2009 (26,4%) rispetto al 2010 (15%). Conclusioni I consumi di albumina dell’Ospedale Buccheri La Ferla - Fatebenefratelli mostrano un trend in diminuzione nel 2010 rispetto all’anno precedente, dato attribuibile alla recente procedura di razionalizzazione della prescrizione di albumina nella pratica clinica. Appare necessario implementare il monitoraggio dei consumi di albumina sia per contenere i costi sanitari che per evidenziare eventuali prescrizioni inappropriate, elaborando eventualmente un protocollo aziendale per razionalizzarne l’uso

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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