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    Learning from tradition. Construction techniques and repair of historical buildings in the area of Brescia: some examples

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    In the field of conservation, the issue of protection of traditional architecture - which includes historical rural buildings – is still neglected, even though, since the 1970s, a great number of studies on construction techniques and functions of rural architecture have been published. These studies show how the wisdom of traditional construction techniques (the use of local building materials, techniques characterized by minimum intervention, compatibility, reversibility), in many case could guide present practices of conservation. The essay focuses on the area of Brescia where, in spite of significant transformations over time of buildings and territory, many examples of traditional architecture still exist. The aim of the paper is also to suggest, by presenting some case studies, a strategy for conservation which proposes a dialogue between traditional methods, technological innovations and economic sustainability of interventions. Keywords: Traditional architecture, Brescia, Sustainability, Construction techniques, Protectio

    La protezione antiaerea del patrimonio monumentale italiano durante la seconda guerra mondiale. Il ruolo dell’UNPA e le direttive per la progettazione delle opere di difesa

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    This intervention will illustrate the work of UNPA, a body that actively acted not only in protecting and preparing the civilian population to the war but had a major role in protecting ordinary buildings and monumental. The voluntary activities of members ensured disease activity undertaken in the various fields. The volunteers selected but was formed through the technical courses and usually directed towards building activities. Among the operations which were called operators UNPA there was action in first aid staff dedicated to the protection of monuments according to a ministerial path provides the preparation of an overall but specific to each monument identified by the Ministry of

    NEWPERS PECTIVES FOR MAPPING ALTERATIONS IN HBIMIN CONSERVATION PROJECTS

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    Historic Building Information Modelling (HBIM) finds one of its most interesting applications in conservation design. The HBIMapproachdid not originate as a simple data archive method but as an information tool to help the designer at all stages of the building process. Turning to the field of preservation, a lot of information about the building is represented by thematic maps. They makeit possible to get a graphic representation of the state of conservation of a facade or to understand the structural situation of a building. This research, experimented on the Arch of Augustus in Aosta, starts from the large amount of data acquired by the RAVA Laboratory of the Superintendence of Aosta over a long period. These data allowed for testing different approaches to thematic mapping, depending on the specific themes to be represented. In any case, even this experimentation required theoretical reasoning that preceded the operational phases. The question, which this article wants only to start to address, concerns the role of thematic mappings in the preservation project carried out with an HBIM approach, their necessity, and their implementation towards truly threedimensional data, which therefore maintains all the information that is directly acquired in three dimensions

    Vilminore di Scalve (BG): un piano di conservazione

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    Il saggio illustra il piano di conservazione programmata della parrocchiale di Vilminore di Scalve, gestito integralmente con tecnologia G.I.S. Il Sistema Informativo Territoriale, messo a punto in via sperimentale nell’ambito di una tesi di specializzazione in restauro dei monumenti, consente di gestire integralmente il progetto conservativo e supportare il progettista della manutenzione in tutte le fasi analitiche e decisionali. Nel caso specifico l’utilizzo di questa tecnologia innovativa (almeno nel campo della tutela e gestione del patrimonio edilizio esistente) è stato facilitato dall’esistenza di un’ampia documentazione sistematizzata in forma ipertestuale e relativa sia alla storia dell’edificio, sia alla documentazione analitica dell’ultimo intervento di restauro che ha interessato la chiesa nel periodo 1995-2000. Inoltre, disponendo di un accurato rilievo topografico-strumentale in formato vettoriale, predisposto nell’ambito del progetto di conservazione, è stato possibile definire la base grafica attraverso la quale questi dati sono stati georeferenziati. Essi sono quindi attualmente consultabili a partire dalla loro collocazione fisica sull’edificio, possono essere interrogati in modo incrociato al fine di elaborare informazioni utili a supportare la programmazione delle operazioni manutentive. Infine, ed in questo sta una delle maggiori potenzialità della tecnologia G.I.S., i dati e i risultati delle interrogazioni possono essere automaticamente tradotti graficamente in tavole tematiche

    Consolidamento strutturale, restauro conservativo, adeguamento impianti, eliminazione barriere architettoniche della sede municipale di Polpenazze del Garda

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    Il progetto di restauro del castello di Polpenazze aveva come obiettivo quello di adeguare la struttura da un punto di vista strutturale e igienico, nonchè quello di garantire l'accessibilità agli utenti diversamente abili, ora completamente esclusi da ogni possibilità di utilizzo dei servizi comunali. L'edificio è costituito dall'assemblaggio di una serie di corpi differenti: il mastio di ingresso al castello e i corpi esterni alle mura, aggiunti in varie fasi costruttive. Le trasformazioni avvenute negli anni e sopratutto le diverse destinazioni d'uso hanno determinato una eterogeneità di soluzioni che hanno avuto come esito finale la presenza di livelli diversi di quote, quasi uno per ogni locale componente la sede municipale. L’inserimento della struttura di distribuzione verticale (blocco scala -ascensore) all’interno della torre del Mastio non solo ha risposto alla necessità di garantire l’accessibilità agli uffici ma ha permesso di realizzare un percorso museale della torre offrendo una lettura storica della più ricca testimonianza del castello di Polpenazze, a partire dalle fondazioni, molto più alte rispetto alla quota di calpestio attuale (a seguito di un abbassamento del livello stradale eseguito nel ‘500) fino alla terminazione della torre mozzata. Questo obiettivo è stato raggiunto utilizzando la trasparenza dei vetri sia della cabina ascensore che della struttura. Il superamento di altre barriere architettoniche è avvenuto attraverso operazioni di integrazione dello spessore dei solai con materiale alleggerito in modo da ridurre al massimo i dislivelli, eventualmente collegati con rampe con pendenze minime

    Il contributo delle società cooperative lombarde di Opere Pubbliche e l'opera delle imprese del centro e nord Italia

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    This note illustrates the importance had by the earthquake Calabrian-Sicilian in the changes of projects and technologies against the earthquake. In fact, after the seism engineers studied new structural calculus, experimented new kinds organisation, map of buildings new techologic solutions like the concrete. The Società Cooperativa Lombarda di Opere Pubbliche and Engineers and Architects of Milan corporation had an important rôle. They announced a competition with a prize for the better buinding project again seisms the designers were 214 but nobody won the first prize. Some of them concentrated were only on soulutions while others were interested in walls. The work was assigned private bids to make by important building firms: there weren’t any building cooperatives. The building firms rebuilt pubblic buildings and private houses. Opera Pia Lombarda and Unione Messinese helped to build new residential quarters equiped with several facilities. There were different solutions of project: for example an area was regular while another one with a L form with trees and courts. Most work was done by impresa for Ferrobeton Porcheddu Carlo Visetti e C, Società Italiana Chin

    «La Riva del Garda voluta dall’«avvocato con la matita», promotore dei restauri, difensore dell’italianità ed attento all’industria del forestiero»

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    Il contributo vuole presentare l'esempio della città di Riva del Garda che vive un momento di trasformazione importante nella seconda metà dell'800 che traghetta la città tra la Riva tradizionale ottocentesca e la Riva moderna dell’arch. Gian Carlo Maroni: due età architettoniche e storiche diversissime. Dopo la cocente delusione dei moti del '48, si assiste ad una serie di trasformazioni urbane e architettoniche che, con cognizione di causa vengo accompagnate dall'attenta guida di Luigi Antonio Baruffaldi. Podestà di Riva dal 1851 al 1854 e dal 1861 al 1864, nonché storico, membro influente della Commissione d’Ornato cittadina e soprattutto per mezzo secolo Conservatore e successivamente socio corrispondente dell’i.r.Commissione Centrale per l’indagine e la conservazione dei Monumenti dell’Impero costituisce l'emblema di un'epoca di trasformazione ed innovazione della città, che mostra da un lato l'attenzione alla nascente “industria del forestiero”, ma dall'altro è consapevole del valore e significato socio-politico che il tessuto locale, con le proprie caratteristiche storico architettoniche, porta con se. Il riconosciuto valore politico dell'architettura storica (si pensi alle porte civiche) diventa emblema di identità locali, che trovano nelle attività di restauro realizzate, l'occasione per la esternazione di un malessere “identitario” ma nello stesso tempo la manifestazione della qualità e vivacità di una città turistica avamposto dell'Impero sul Garda. L'equilibrato connubio che Luigi Antonio Baruffaldi riesce a governare in modo magistrale, permette di non creare il distacco tra la città “dei turisti” e la città “ dei rivani”(come invece è capitato ad Arco): il nuovo piano regolatore del 1876, oltre la creazione di viali rettilinei verso la periferia, aveva previsto opere di risanamento del centro volte a ricreare una sorta di «colore locale» tanto ricercato dal turista. La città storica non rinunciò alla propria identità, perciò il programma di promozione turistica conservò saldi i principî della tradizione sociale e culturale originari: «sapeva offrire un ambiente culturalmente avanzato e consolidato al quale la ricca borghesia e la classe intellettuale mitteleuropea si accostano con il gusto della scoperta, pronte ad apprezzare ed in parte ad assimilare i valori culturali (anche ambientali) di una terra fondamentalmente, e anche orgogliosamente italiana». Ma del resto, il processo di «tedeschizzazione» era un rischio reale da correre per garantire la permanenza dell’«forestiero»: perciò, accanto ai recuperi di testimonianze storiche dislocate nel territorio urbano, nel 1892 si assistette alla creazione di un’apposita Società di abbellimento d’affiancare alla commissione d’ornato. Di fatti, le prime guide turistiche, nel lodare le qualità climatiche e ambientali della zona, non scordavano di parlare della storia della città, delle peculiarità che questa terra offriva, comuni alle altre zone del Garda italiano ed del commercio, ancora attivo con le terre di confine
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