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TWO IS MEGL CHE ONE
Può capitare che possano coesistere in uno stesso paziente due carcinomi cutanei. Presentiamo il caso di una Paziente con un carcinoma localizzato alla gamba destra ed un altro localizzato al dorso del piede sinistro. Si approfitta della cute degli apici della losanga, incisa sulla gamba destra, per utilizzarla come innesto al dorso del piede sx. In questo modo, utilizzando come sede donatrice quella del primo intervento, si è evitato di effettuare anestesia ed asportazione in una terza sede. La paziente è stata perciò “fortunata” ad avere 2 carcinomi cutanei distanti
ULCERAZIONE ELICE ORECCHIO DESTRO
Paziente di 75 anni, sesso maschile, presenta un’ulcerazione, a livello dell’elice destro, da oltre 6 mesi. L’ulcera è ricoperta da crosta ematica e si estende lungo l’elice, si rileva un eritema perilesionale che rende difficile identificare i bordi della lesione e quindi difficile decidere le linee di incisione chirurgica. In anestesia locale e senza alcun disegno, si procede all’incisione chirurgica ricorrendo, per la chiusura della breccia chirurgica, all’asportazione di due triangoli di scarico
Melanoma in situ a diffusione superficiale: riflessioni sui margini. di escissione.
Le Linee Guida Internazionali consigliano per il melanoma in situ un’asportazione chirurgica che abbia un
margine di escissione (definito “di sicurezza”) di 5 mm e che raggiunga, in profondità, la fascia muscolare.
L’esame istologico è un’indagine indispensabile per indicare se una lesione melanocitaria, clinicamente
atipica, sia o non sia un melanoma. Pertanto, in presenza di un nevo clinicamente atipico, si procede alla sua
asportazione chirurgica; l’escissione viene effettuata ad una distanza massima di 3 mm per deformare meno
l’area interessata ed ottenere anche un miglior risultato estetico. Se il risultato istologico è di “melanoma in
situ”, si interviene una seconda volta allargando la sede cicatriziale per portare la distanza dell’incisione
chirurgica a 5 mm, rispetto alla lesione melanocitaria iniziale e si deve raggiungere anche la fascia muscolare
sottostante.
Lo scopo del presente studio è quello di capire se esiste un motivo nell’effettuare il secondo intervento di
allargamento della ferita chirurgica di pregresso melanoma in situ a diffusione superficiale, già asportato con
margini e fondo indenni. Vengono esclusi dal presente studio gli altri istotipi di melanoma. A tale fine sono
stati controllati i referti istologici di tutti gli allargamenti dei melanomi in situ a diffusione superficiale degli
ultimi sei anni degli ambulatori di dermatologia chirurgica e dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria di
Parma e dell’Ospedale “Santa Chiara” di Trento. L’analisi di tali dati non ha mai rilevato infiltrazioni, né
residui di cellule di melanoma nel pezzo operatorio ottenuto dal secondo intervento.
I dati raccolti nel presente studio sollevano il dubbio che l’indicazione al secondo intervento chirurgico di
allargamento, come dettato dalle Linee Guida Internazionali, rappresenti più una precauzione eccessiva che
una effettiva necessità; certamente il suddetto risultato rappresenta un ulteriore stimolo per approfondire la
ricerca in tema di melanoma in situ a diffusione superficiale
Voglia di piercing.
Il piercing è diventata una moda sempre più dilagante tra i giovani che, spesso, non valutano la possibile insorgenza di complicanze.
La “dipendenza” da un piercing spesso induce, dopo la sua rimozione per sopravvenute complicanze, a farsi inserire un altro piercing nella stessa sede.
Riportiamo il caso di una ragazza con un piercing che non riusciva più a sfilare in quanto parzialmente inglobato nello spessore del labbro inferiore.
Abbiamo effettuato non solo la rimozione, ma anche l’inserimento di un nuovo piercing nella stessa sede del precedente, come richiesto dalla paziente e dopo aver ottenuto anche il consenso della madre
Quando si dice... è un OSSO DURO!
Un ispessimento del letto subungueale e conseguente deformazione della lamina ungueale può essere causato dalla presenza di una esostosi che si presenta come una placca di consistenza dura che può agevolmente essere evidenziata dall'esame radiografico. Il trattamento chirurgico prevede l'uso di pinza ossivora e della fresa per osso, strumenti chirurgici non comunmente usati dal dermatologo chirurg
Escissione a cuneo di carcinoma spinocellulare del labbro inferiore.
Si presenta il caso di una donna anziana con un carcinoma spinocellulare del labbro inferiore e nessuna intenzione di sottoporsi ad intervento chirurgico. La radioterapia, che abbiamo consigliato in alternativa, non ha ottenuto il risultato desiderato e quindi la
Paziente ha accettato la soluzione chirurgica proposta inizialmente.
Durante il filmato si potrà vedere la difficoltà nell’ottenere l’emostasi
ESOSTOSI SUBUNGUEALE RECIDIVATA
Paziente di 9 anni, sesso femminile, che ricorda un traumatismo a livello dell’alluce del piede sinistro. Dopo l’iniziale ematoma, ha notato il deformarsi della lamina ungueale che progressivamente veniva sollevata da una neoformazione, dura, subungueale. Lamentava fastidio per il traumatismo provocato dall’uso delle scarpe sull’unghia durante la deambulazione. Si provvede, in anestesia tronculare, ad asportare l’esostosi ed a fresare l’osso sottostante, facendo attenzione a non danneggiare la matrice ungueale molto vicina. Purtroppo, durante l’ultima visita di controllo, si è notata la recidiva che, per ora, non arreca ancora alcun fastidio. Probabilmente la giovane età e la nostra prudenza a non danneggiare la matrice ungueale sono stati determinanti nel favorire la recidiva
Valutazione critica dell’anamnesi: caso clinico.
L’accurata raccolta anamnestica, che precede la valutazione obiettiva del paziente, può, in alcuni casi, risultare fuorviante per una corretta diagnosi dermatologica.
Discutiamo il caso di un paziente di 68 anni affetto da insufficienza venosa degli arti inferiori. Giungeva alla nostra attenzione per la presenza da circa due mesi a livello del terzo medio della gamba destra di lesione ulcerata con induito crostoso, già trattata con topici senza miglioramento clinico; controlateralmente, in posizione simmetrica, si osservava esito atrofo-cicatriziale. In entrambe le sedi il paziente riferiva la presenza di un evento traumatico accidentale, avvenuto in tempi diversi. L’anamnesi patologica remota, il recente traumatismo riferito e la disposizione simmetrica delle lesioni orientavano verso la diagnosi di ulcera post-traumatica in paziente con insufficienza venosa; il mancato miglioramento clinico richiedeva l’esecuzione di biopsia cutanea con esame isto-patologico di conferma. L’istologia evidenziava carcinoma basocellulare con aspetti di carcinoma metatipico
Anamnesi: tra leggenda e realtà.
Le lesioni elementari dermatologiche sono quasi tutte non patognomoniche.
Si rende pertanto necessario un accurato esame obiettivo ma non solo. Ad esso deve accompagnarsi un'attenta anamnesi che rappresenta un elemento basilare della visita medica, non solo in quanto rappresenta il momento in cui si instaura il rapporto di fiducia tra medico e paziente, ma anche perché fornisce
importanti dati che risultano fondamentali per l'orientamento diagnostico-terapeutico
del medico stesso. In particolare, il dato anamnestico della modalità di comparsa di una lesione è uno dei dati fondamentali.
AI medico viene raccontata una modalità di comparsa di una lesione che può essere credibile e compatibile con quello che si vede oppure altamente improbabile.
Il modo di raccontare e la convinzione con cui si racconta può influenzare il sospetto diagnostico del medico
Un caso di melanoma acrale
Un melanoma acrale al polpastrello di un dito di un piede richiede il trattamento chirurgico di amputazione della falange distal
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