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Pedagogia e formazione alla transizione ecologica
La formazione alla transizione ecologica rappresenta una chiave interpretativa per ripensare l’educazione, verso un bene comune globale. Il volume avvalora il ruolo emancipativo della pedagogia nel decifrare le sfide cruciali del cambiamento climatico e dell’accrescersi delle disuguaglianze sociali, riflettendo criticamente su alcune questioni emblematiche coinvolte e offrendo “tracce” progettuali a servizio della pace, tra lavori verdi e human smart city, green economy e adattamento climatico
Niente di questo mondo ci è indifferente. Conversione, formazione, progettazione
L’Enciclica Laudato si’ offre un percorso di formazione al discernimento teso alla “conversione ecologica”, aperto al dialogo con tutti poiché di tutti è la “casa comune”. Sollecita a una “conversione globale”, che non lasci intrasformate le scelte morali, gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che reggono la società: fronteggiare i problemi ambientali non può limitarsi ad affrontare solo i sintomi o a ridurre gli impatti negativi dei cambiamenti climatici , chiede di interrogarsi su cause più profonde
KMETRO VERDE, una novità culturale e un marchio per la mobilità e i trasporti sostenibili nei sistemi agroalimentari. Il risultato di una ricerca pedagogica, un’opportunità per le PMI
L’intensità del trasporto ha un trend destinato ad aumentare in complessità quantitativa e qualitativa nel mercato globalizzato dei prodotti agroalimentari, al crocevia mediterraneo dell’import-export, nelle realtà urbane che modificano le abitudini alimentari e con l’emergere di nuove nicchie di consumo.
Le merci sono in continuo movimento, accelerato dall’annullamento delle distanze attraverso le moderne infrastrutture. La società contemporanea è connotata da un’accentuata tensione alla dinamicità, alla velocità declinata come possibilità di spostamento su lunghe distanze e in tempi ridotti, di trasferimento on demand.
I trasporti sono fondamentali per l’economia e la società: l’industria dei trasporti nell’Unione Europea rappresenta il 4,6% circa del PIL, occupa più di 10 milioni di persone pari al 4,5% della popolazione attiva (dati 2014)1. La mobilità è implicata
in molte tra le cruciali questioni ambientali: consumo di materie prime non rinnovabili, inquinamento atmosferico, impatto acustico, impatto paesaggistico, occupazione dei suoli, impatti sulla salute umana. Per la sua complessità si colloca
appieno nella questione climatica mondiale, monitorata come uno dei massimi fattori inquinanti: le emissioni crescono in misura proporzionale all’aumento della richiesta di trasporto, nonostante questo sia un settore in continuo miglioramento
tecnologico per efficienza energetica. Grazie ai progressi tecnologici si producono veicoli più ecologici e al contempo un numero sempre più elevato di passeggeri e merci si sposta just in time, annullando i vantaggi acquisiti in termini di efficienza. La domanda e il tema «mobilità e trasporti sostenibili», anche nei sistemi agroalimentari, non solo è un oggetto quantitativamente, tecnicamente e scientificamente rilevante per la nascente circular economy, ma una leva qualitativa di
sviluppo economico e sociale.
Il lavoro presentato è frutto della collaborazione fra due centri di eccellenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: Agrisystem e l’Alta Scuola per l’Ambiente. Le parole chiave da cui la ricerca ha preso avvio sono «sostenibilità», «cibo» e «mobilità» nella loro correlazione. Ci si è chiesti: «Può il trasporto di cibo diventare economicamente, socialmente e culturalmente sostenibile, per preservare l’ecosistema?».
La ricerca scientifica ha portato all’ideazione di un marchio denominato KMETRO VERDE, che vuole fungere da spinta culturale e competitiva per promuovere la sostenibilità dei trasporti tra imprese e consumatori2. Le PMI italiane, nella loro capacità di coniugare tradizioni, competitività e benessere delle comunità, possono orientarsi strategicamente nel considerare la qualità dei trasporti come una forza propulsiva d’innovazione, che le proietti ancor più nei mercati internazionali e le quoti tra i consumatori attenti alla sostenibilità
BAUHAUS. Risorse umane, dare forma a qualità e professione
L’avventura esistenziale dell’“essere formato”, come attività intenzionale, strutturata, finalizzata all’autenticità del cambiamento, è l’argomento centrale di questo lavoro: si propone una identificazione della formazione del professionista, delineata a partire da esperienze oramai consolidate in ambito pedagogico e didattico. La formazione è stata considerata negli ultimi tre decenni, un luogo euristico in ordine alla coltivazione delle risorse umane. La formazione è riconosciuta come fattore vitale di trasformazione della società. Il valore della progettazione pedagogica si misura sul terreno dell’improvement professionale, della costruzione di competenze, del rapporto con la comunità locale. Tali temi implicano un’analitica riflessione sul concetto di artigianalità, in riferimento alla formazione nel sistema integrato.
In quest’ottica, è emblematico l’itinerario di un’esperienza artistica tedesca degli anni Venti: la scuola del Bauhaus. Senza alcuna pretesa di esaustività, se ne colgono alcuni contenuti formativi. La riflessione pedagogica, sollecitata dalla nozione di artigianalità maturata dal movimento in parola, può ambire a pensare gli ambienti formativi nella società complessa in modo, per taluni aspetti, innovativo. L’esperienza artistica della Bauhaus può essere assunta come chiave di lettura della progettazione pedagogica, dell’educazione e del sistema formativo integrato. Nello specifico, si analizzerà un carattere proprio di tale movimento: l’artigianalità. La Bauhaus, qualificando il fare artigianale della progettazione artistica nell’ambito del design, offre spunti di riflessione per ripensare la formazione del professionista
CLIC-PLAN. Un progetto di ricerca tra adattamento climatico e ecosistemi locali
Il contributo intende presentare sinteticamente la ricerca interdisciplinare CLIC-PLAN PROGETTO CLIC-PLAN: CLIma in Cambiamento. Piano Locale di AdattameNto per comuni lacustri in territorio subalpino con forte vocazione turistica, progetto di particolare interesse dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, realizzato dal 2016 grazie alla collaborazione triennale delle Facoltà di Scienze della formazione, Scienze Politiche e sociali, Scienze matematiche, fisiche e naturali. Lo studio riconosce l’importanza dell’adattamento ai cambiamenti climatici nella formazione al clima e nelle politiche locali, per generare un cambiamento negli stili di vita personali e territoriali in grado di diminuire i rischi di esposizione a eventi estremi e per comprendere le opportunità delle trasformazioni ambientali in corso. Descrive il percorso di ricerca e il contesto lacuale in cui è stato realizzato, nella finalità di delineare un prototipo di piano di adattamento climatico generalizzabile a contesti affini
Progettazione pedagogica per la vita buona. Culture di rete, mobilità, nuove professioni per l’ambiente
Il saggio assume le risorse umane e i beni relazionali come questioni essenziali della riflessione pedagogica per orientare il cammino verso la sostenibilità. Le tematiche ambientali rivitalizzano il bisogno di comunità, talora considerato in modo estrinseco nelle società contemporanee, apparentemente appagate da valori individualistici.
Nelle pagine seguenti mi propongo di considerare il significato antropologico delle culture di rete professionali che muovono dalle questioni della governance ambientale.
Dalla lettura della domanda ecologica di sostenibilità quale tensione all’autenticità esistenziale, rilevo la centralità delle persone nell’intraprendere processi virtuosi per costruire appartenenze e condividere i frutti della Terra. La riscoperta del valore della relazione e della solidarietà può consentire un processo di umanizzazione delle politiche economiche, sociali e culturali, orientandole alla vita buona.
La pedagogia nella cura delle risorse umane e dei beni relazionali può contribuire a diffondere una logica sistemica e multidisciplinare, favorendo una politica integrata e linee guida intermodali per l’ambiente.
Il saggio presenta un caso emblematico per coniugare prospettive teoriche e ambiti di realizzazione. L’esperienza della mobilità come emblema del vivere sostenibile e della dignità dell’uomo è al proposito oggi al centro di un ampio dibattito
Formare competenze d’impresa e di vita dal cibo alla mobilità
L’educazione e la formazione sono motori di
consapevolezza e quindi strumenti per affrontare i problemi
della food safety e della food security attraverso una formazione
da rivolgere a diverse categorie professionali, istituzionali e alla
comunità. Sfida formativa, inerente al tema, è il ruolo dei trasporti
e della logistica nella catena dell’alimento: fare filiera significa
potenziare l‘integrazione tra tutti gli attori e tutte le fasi
del cammino del cibo dalla terra alla tavola, e oltre
La cultura sostenibile nei film d'animazione giapponese
Il saggio si articola dalla scelta del film d’animazione come mezzo espressivo per significare la realtà circostante, storicizzato e localizzato nella realtà giapponese degli anni ‘70, fino ad individuare tre categorie pedagogiche con cui punteggiare il cammino di crescita umana individuale e collettivo verso una maturazione della vita sostenibile.
La preferenza del film d’animazione giapponese dello Studio Ghibli come fil rouge della riflessione pedagogica sottostante si riassume in un’intuizione: la capacità di questo mezzo culturale di narrare l’altro da se, sia esso un accadimento, uno stile di vita, un personaggio, con leggerezza e poesia, tale da poter attrarre lo spettatore verso tematiche a volte indicibili o allontanate da se stessi. Il tratto poetico del racconto descritto in immagini appassiona la vista, apre lo sguardo uditivo, mette in moto il pensiero, affeziona al contenuto. Pur nella magia dei racconti iconici che verranno analizzati, la realisticità del soggetto trattato avvicina l’uomo alla scelta per una vita buona in istituzioni giuste con l’altro e per l’altr
Sviluppo umano, mobilità sostenibile, legislazione
Universalismo e particolarismo, globalità e localismo sono di- cotomie costitutive la sfida dello sviluppo sostenibile. “Human development is all about human freedoms: freedom to realize the full potential of every human life, not just of a few, nor of most, but of all lives in every corner of the world – now and in the future. Such universalism gives the human development approach its uniqueness” (Unites Nations, 2016). Dinanzi a obiettivi “integrati e indivisibili”, “globali in natura e universalmente applicabili”, non sono trascurabili i livelli di sviluppo, le priorità e le capacità delle diverse realtà nazionali affinché la sostenibilità si traduca in politiche, strategie e misure concrete, così che ogni paese affronti sfide specifiche per raggiungere lo sviluppo sostenibile: “We recognize that there are different approaches, visions, models and tools available to each country, in accordance with its national circumstances and priorities, to achieve sustainable development; and we reaffirm that planet Earth and its ecosystems are our common home and that “Mother Earth” is a com- mon expression in a number of countries and regions” (United Nations, 2015)
Smart mobility, formazione e tecnologie orientate all'uomo
La mobilità si colloca a pieno titolo nella rosa delle problematiche
ambientali più dibattute nello scenario geopolitico dell’approvvigionamento
di energia. Se grazie ai progressi tecnologici si producono
veicoli più ecologici, un numero sempre più elevato di
passeggeri e merci percorre distanze più lunghe, annullando i
vantaggi acquisiti in termini di efficienza. Le emissioni crescono
in misura proporzionale all’aumento di richiesta di trasporto.
Il tema della mobilità è improcrastinabile: si muovono persone,
materie prime, informazioni. La mobilità può divenire emblema
del vivere sostenibile.
Nell’economia dell’elaborato l’attenzione è diretta a considerare
la mobilità sostenibile non entrando nel merito specifico
della tecnicalità, ma rilevando l’interdipendenza tra interventi
di natura tecnica e culturale, e l’integrazione delle politiche ambientali
nelle politiche urbane
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