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Le ricerche dell’Università nel ricordo e insegnamento di Andrea Canevaro
In questo testo si evidenzia l’impegno di Andrea Canevaro per la trasformazione democratica e partecipativa dei contesti, nonché il suo interesse per le persone più fragili e vulnerabili nell’ambito di una pedagogia speciale con radici nella pedagogia istituzionale. Nella prospettiva di Canevaro, la parola chiave “operosità” – introdotta nel 2008 – sottolinea quanto sia importante offrire a ciascuno la possibilità di contribuire alla collettività in modo riconosciuto e dignitoso, anche grazie alla collaborazione tra Terzo Settore, aziende for-profit e istituzioni. Pur non illustrando direttamente i risultati delle ricerche e sperimentazioni citate, il testo ne fa riferimento, richiamando lavori i cui esiti sono stati presentati in altre sedi. La metafora della “staffetta”, infine, rende evidente come l’eredità culturale e scientifica di Canevaro continui a ispirare la costruzione di contesti integratori, in cui ogni persona possa sviluppare appieno il proprio potenziale
Introduzione
É soprattutto rispetto alla competenza "valorizzare la diversità dell’alunno, considerando la diversità una risorsa e una ricchezza", individuata nel Profilo del docente inclusivo dalla Commissione Europea, che si interrogano gli autori di questo libro, considerandola da punti di vista diversi.
Il primo contributo sviluppa un articolato percorso sugli ostacoli epistemologici della matematica proposta nella scuola secondaria di primo grado. Avere infatti consapevolezza delle insite possibili difficoltà di elaborazione concettuale di alcuni aspetti matematici dovrebbe sollecitare il docente ad aprirsi a una didattica innovativa che, ricercando l’incontro con ogni allievo, dando valore alle sue specifiche caratteristiche di apprendimento, porti a un arricchimento sul piano della riflessione teorica e delle pratiche didattiche a beneficio della comunità.
Il docente inclusivo, interrogandosi sulle modalità di insegnamento/apprendimento della matematica rispetto agli allievi che mostrano difficoltà nell’affrontare la disciplina, in particolare se con deficit intellettivo (ma possono mostrarle anche allievi con dotazioni elevate ), può contribuire a sviluppare una didattica che accresce le competenze matematiche di tutti gli studenti, sollecitando riflessioni metacognitive e il deutero-apprendimento (Bateson, 1972, 1979). L’approccio teorico di riferimento è quello socio-costruttivista, secondo il quale l’apprendimento avviene in situazione sociale, mediante la comunicazione tra soggetti che confrontano i propri punti di vista e propongono soluzioni, arricchendosi reciprocamente nelle interazioni. Le attività di sostegno alla riflessione e allo studio individuali, quando necessarie per garantire la padronanza dei concetti proposti (Pellerey, 2014), dovrebbero collocarsi all’interno di questo sfondo motivante. È questo il punto di vista rispetto al quale si è elaborato il secondo capitolo di Giuliana Della Torre, Carla Lenzi e Patrizia Sandri, intitolato Come garantire l’inclusione dell’allievo con disabilità durante le ore di matematica?, nel quale si riportano in particolare alcune esemplificazioni di percorsi didattici individualizzati e personalizzati che, nel rispetto delle caratteristiche di apprendimento del singolo, conducono gli allievi a riconoscersi negli aspetti differenti e similari che li contraddistinguono, sollecitandoli a individuare le possibili connessioni di senso tra le diverse proposte didattiche e a elevare la cultura matematica della comunità di apprendimento costituitasi.
Si evidenzia che questo processo può attuarsi mediante diversi percorsi progettuali nell’ottica dell’integrazione/inclusione, ma si basa sull’intento condiviso dai docenti, curricolare e specializzato nelle attività di sostegno, di ricercare il più possibile il “punto di contatto” tra gli obiettivi, i contenuti, le attività, proposte alla classe e quelli specifici per l’allievo con disabilità intellettiva. Tale “punto di contatto” è possibile individuarlo approfondendo l’analisi dei “nuclei fondanti” della matematica che sono a fondamento sia degli aspetti trattati nell’ambito curricolare sia di quanto proposto all’allievo con disabilità, tenendo conto delle sue potenzialità e del suo progetto di vita. Il terzo capitolo di Andrea Maffia, intitolato Valutazione a scopo certificativo: l’esame, precisa con puntuali riferimenti ed esemplificazioni gli aspetti della valutazione degli apprendimenti dello studente con disabilità, soffermandosi in particolare sull’esame di Stato. Il suo contributo chiarifica l’importanza di programmare e valutare per competenze, anche ai fini di un rilascio di attestazione utile all’orientamento professionale. Infine, nell’Appendice si completa il quadro teorico e operativo fornito, presentando alcuni saggi elaborati da docenti afferenti a nuclei di ricerca in Didattica della Matematica di diverse Università italiane, già pubblicati negli atti della collana Matematica&Difficoltà, che si riferiscono a significative esperienze di allievi con deficit nelle scuole secondarie di primo grado, rappresentative di diversi approcci didattici e di modalità di integrazione
Lionello Levi Sandri: his service to Europe
The article outlines the career of Lionello Levi Sandri, a lecturer in industrial law, as vice-president of the European Commission in charge of Social affairs between 1961 and 1970. As a member of the Hallstein Commission and subsequently of the Rey Commission, Levi Sandri uses at the very maximum the potentialities of the treaty without offending the national sensibilities of the member states that only hardly can stand interference in this field by the executive of the European Community. He so furthers the progressive realization of the free movement of labour, defines the principles of a common vocational training policy, guarantees equal treatment for men and women, and harmonizes legislation in matter of occupational diseases. Another important point of his action consists in the readjustment of the European social fund for the development of employment and the mobility of workers. He doesn't succeed however in convincing the governments to coordinate the social security systems for migrant workers. From 1969, the Commissioner is taking a growing interest in converging the economic and social sectors. He also intends to involve more closely the social partners in the development of a common social policy. All things considered, progress made under the mandate of Levi Sandri is marked more by the consolidation of uncertain benefits and the improvement of Community cooperation rather than by the creation of a European social space, which still remains to be set up.|L'article retrace la carrière de Lionello Levi Sandri, un professeur de droit du travail devenu vice-président de la Commission européenne en charge des Affaires sociales entre 1961 et 1970. Au sein des commissions Hallstein, puis Rey, Levi Sandri, exploitait au maximum les potentialités du traité en ménageant les susceptibilités des Etats membres qui supportent mal l'ingérence de l'exécutif communautaire dans ce domaine. Il favorise ainsi la réalisation progressive de la libre circulation des travailleurs, définit les principes d'une politique commune de la formation professionnelle, garantit l'égalité de traitement entre hommes et femmes, harmonise les législations en matière de maladies professionnelles. Un autre point important de son action consiste en la réadaptation du Fonds social européen pour le développement de l'emploi et de la mobilité professionnelle des travailleurs. Il ne réussit cependant pas à convaincre les gouvernements de coordonner les régimes de sécurité sociale pour les travailleurs migrants. A partir de 1969, le Levi Sandri s'intéresse de plus en plus à la convergence des secteurs économique et social. Il vise aussi à impliquer davantage les partenaires sociaux dans la formulation de la politique sociale communautaire. Au total, les progrès accomplis sous le mandat de Levi Sandri se caractérisent davantage par la consolidation d'acquis incertains et le perfectionnement de la coopération communautaire que par la mise en place d'un «espace social européen» qui reste toujours à créer.Der Beitrag verfolgt die Karriere von Lionello Levi Sandri, einem Professor für Arbeitsrecht, der zum Vizepräsidenten der Europäischen Kommission befördert worden war und sich zwischen 1961 und 1970 um das Ressort für soziale Angelegenheiten kümmerte. Als Mitglied der Kommissionen Hallstein und Rey verstand Levi Sandri es die ihm durch die europäischen Verträge zur Verfügung gestellten potentiellen Möglichkeiten im Bereich des Sozialwesens maximal auszuschöpfen ohne den einzelnen, wenig von einer europäischen Einmischung begeisterten Mitgliedstaaten zu nahe zu treten. Er trieb auf diese Weise den freien Personenverkehr für Arbeiter an, definierte eine gemeinsame Politik in Sachen Berufsausbildung, förderte das Prinzip der gleichen Bezahlung für Mann und Frau und harmonisierte schließlich die Gesetzgebung auf dem Gebiet der Berufskrankheiten. Ein weiterer wichtiger Aspekt seiner Tätigkeit bestand in der Anpassung des Europäischen Sozialfonds für die Entwicklung von Arbeitsplätzen und die berufliche Mobilität der Arbeitnehmerschaft. Es gelang ihm allerdings nicht die Regierungen zu überzeugen ihre sozialen Versicherungssysteme für Wanderarbeiter aufeinander abzustimmen. Seit 1969 lenkte Levi Sandri sein Augenmerk immer stärker auf die Konvergenz der beiden Bereiche Wirtschaft und Soziales. Dabei versuchte er stets die Sozialpartner stärker mit in die Formulierung der gemeinschaftlichen Sozialpolitik einzubeziehen. Insgesamt betrachtet zeichnen sich die unter Levi Sandri gemachten Fortschritte eigentlich eher durch eine Perfektionierung der gemeinschaftlichen Kooperation und eine Konsolidierung der bereits erworbenen, aber noch nicht gesicherten Rechte aus; die Schaffung eines «sozialen Europas» dahingegen bleibt noch immer in Angriff zu nehmen
Genesi e sovranità. Le dottrine dello Stato federale nell'epoca bismarckiana
Si indaga la costruibilità della figura dello Stato federale a partire dalle teorie con cui alla fine del XIX secolo i principali teorici dello Stato e costituzionalisti tedeschi interpretarono la genesi del Reich. Le strutture genetiche fondamentali individuate servono quindi a valutare il senso delle modificazioni del concetto di sovranità all'interno dello Stato federale e il rapporto tra sovranità e supremazia competenziale che di volta in volta si delinea.It is examinated the possibility of constructing the figure of the Federal state beginning from the theories with which the most important German political theorists and constitutionalists explained the genesis of the Reich. The fundamental genetic structures serve to estimate the sense of the modifications of the concept of Sovereignty within the federal state and relation between Sovereignty and competencial supremacy
Guardare oltre per abitare il mondo, avendo un progetto
Guardare oltre per abitare il mondo, avendo un progetto” è una frase di Andrea Canevaro. “Guardare oltre”, diceva. “A chi si deve guardare? E a chi si deve rispondere? Chi educa, si educa”, c’è sempre questa reciprocità. Noi, mentre educhiamo, in realtà siamo anche educati. “Dobbiamo rispondere a un ministro? O a chi cresce?” Si interrogava e ci interroga ancora Andrea. La risposta è univoca: a chi cresce. Quindi si ribadisce la necessità di porre sempre al centro la persona. L’educatore lo fa, guardando oltre, guardando oltre al deficit, guardando oltre a ciò che ingabbia e irrigidisce il pensiero, impedendo di costruire un progetto che valorizzi le potenzialità di ognuno. È questo uno dei principali presupposti teorici, ma anche operativi, che Andrea Canevaro ci lascia
Dalla marginalità alla partecipazione : chi ne è uscito o sta cercando di uscirne può insegnarci qualcosa
Riflessioni sul concetto di marginalità sviluppato da Andrea Canevar
Prefazione
Si affronta il tema dell’inclusione delle persone di più complessa occupabilità con uno specifico riferimento alla gestione, tutela e promozione dell’ambiente e della biodiversità. In quest’ottica si pone la proposta di Andrea Canevaro di conferimento del Marchio C.O.P. (Costruire Operosità Produttiva) a quelle realtà che presentano requisiti qualitativi adeguati e una valutazione positiva di efficacia inclusiva delle persone a occupabilità complessa accolte
ON THE ABSORBABILITY OF HERD BEHAVIOUR AND INFORMATIONAL CASCADES: AN EXPERIMENTAL ANALYSIS
A theory is said to be fully absorbable whenever its own acceptance by all of the individuals belonging to a certain population does not question its predictive validity. This accounts for strategic equilibria and can be related to the logic underlying convergence of behaviour and intentional herding in sequential games. This paper discusses the absorbability of informational cascades’ theory by bounded rational decision-makers and analyses whether providing individuals with theoretic information on informational cascades affects overall probability of herding phenomena to occur as well as whether an incorrect cascade can be reversed because of bounded rational adapting of the theory’s prescriptive
On the absorbability of the Guessing Game Theory : A Theoretical and Experimental Analysis
Theory absorption, a notion introduced by Morgenstern and Schwödiauer (1972) and further elaborated by Güth and Kliemt (2004), discusses the problem whether a theory can survive its own acceptance. Whereas this holds for strategic equilibria according to the assumptions on which they are based, the problem if theories are absorbable by at most boundedly rational decision makers is hardly discussed. Based on guessing game experiments we discuss the requirements of equilibrium theory absorption and test experimentally the effects of informing none, some or all players about how to derive equilibrium predictions
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