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    La città amica di Roberto Busi

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    Il volume presenta una particolare originalità nel contesto della pubblicistica disciplinare, in quanto affronta l'intero percorso metodologico messo a punto da un caposcuola, evidenziando al contempo in modo sintetico i moltissimi contributi che colleghi e ricercatori hanno ritenuto di realizzare seguendo e sviluppando in maniera autonoma le linee metodologiche e le tematiche proposte dal caposcuola. La realizzazione del volume ha comportato una lunga fase di revisione critica dell’intero corpo bibliografico realizzato direttamente o promosso dal caposcuola, in occasione di convegni, congressi e monografie, con un’approfondita opera di selezione, interpretazione e messa in evidenza dei concetti chiave, espressi in centinaia di contributi presi in esame. Ne risulta un’opera che sintetizza in un unico testo l’intera opera scientifica, generata direttamente o indirettamente dalla scuola di eccellenza di Brescia nel campo delle scienze urbane.C'è un'istanza urgente e irrinunciabile nell'opera di Roberto, coltivata con tenacia, con sapiente e geniale determinazione nel corso degli anni. Un richiamo che viene da lontano, affonda le radici nell'insegnamento di Vincenzo Columbo, che lo vide allievo al Politecnico di Milano raccogliere una vitale eredità, un robusto patrimonio culturale. E' il "modello organico", nella sua configurazione originaria che attrae Roberto Busi. Vincenzo Columbo è il suo riferimento scientifico, erede della scuola del Politecnico di Milano di Cesare Chiodi e Giovanni Muzio, che ebbe un grande maestro in Luigi Dodi. L'idea che da sempre anima la sua attività di docente e ricercatore è quella di orientare le analisi scientifiche, le realizzazioni tecniche e sperimentali, le ricerche conoscitive verso una visione poliedrica e multiforme delle cose urbane con uno sguardo attento e rigoroso che, prima di configurarsi come tecnica, disciplina, metodo, sappia porgersi come principio etico, codice deontologico, imperativo morale, buona norma di comportamento, atteggiamento "virtuoso". II sogno e l’utopia di un umanesimo scientifico, vagheggiato e raggiunto con la pervicacia, la perseveranza e la concretezza delle cose vive. Alla sua infaticabile opera di promotore si deve il progetto innovativo della “città amica”, proposto con lungimiranza profetica, ricco di ricadute che investono gli stili e i modi di vivere, sempre più riconosciuti come modelli condivisi della cultura contemporanea. II "luogo" in cui questo progetto si sviluppa è il CeSCAm nel Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio e Ambiente, fucina feconda di ricerche e laboratorio di sperimentazioni che interessano i tematismi urbani più coinvolgenti e attuali: la sicurezza, la mitigazione del rischio, le dinamiche abitative, la valorizzazione dei centri storici, la sostenibilità degli interventi, la mobilità, i flussi di spostamento, la tutela delle categorie più fragili e indifese, la necessità irrinunciabile degli elementi naturali, la ricchezza di valori sociali della strada, della piazza, dei parchi, dove la memoria storica della città incontra le piccole e vertiginose storie del vivere quotidiano

    La città e il sogno. Ancona: le radici, la storia, le speranze, l'urbanistica che hanno cambiato il volto della città

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    Il volume sistematizza l’evoluzione storica e urbanistica di Ancona e propone un nuovo modo di interpretazione della città. Ha ricevuto numerose recensioni in quotidiani e riviste. “La città e il sogno” ci racconta il romanzo della città: le radici, la storia, le speranze, l’urbanistica che hanno cambiato il volto della città. Un viaggio attorno alla storia urbanistica di Ancona, alle distruzioni e ai dolori, agli errori e agli eventi che la città ha subìto, alle speranze per un nuovo modello di città del futuro. "La città e il sogno, un titolo piuttosto misterioso che evocava forse inconsciamente Borges e la letteratura onirica latino-americana, ma che comunque si rivelava invitante. Era forse uno degli scopi del misterioso autore: invitare il lettore alla ricerca personalizzata dei modi di studio del suo manoscritto. Un escamotage, se si vuole, di un letterato abile che comprendeva le difficoltà insite nel voler esprimere molte idee, affermare molti concetti senza voler determinare univoche sintesi. Quasi che il lettore, trovando un giorno il manoscritto, dovesse sentirsi libero di seguire il percorso preferito: sfogliare l’iconografia ricca delle mappe e delle foto seppur sbiadite, osservare le piante schematiche dei monumenti, i grafici interpretativi dei luoghi, leggere le poesie intercalate nel testo, le citazioni o più semplicemente e classicamente aprire il testo e poi cominciare ordinatamente a leggerlo pagina dopo pagina. Si parlava di una città, che sembrava divenire l’archetipo della “città” italiana con i suoi spazi tormentati, con un’intensità ed una passionalità insolite; ci si rapportava a luoghi e situazioni che apparivano lontani dal nostro tempo, quasi valori permanenti e intangibili, e che però provocavano nel racconto una forza intrinseca e tale da garantire a quell’insediamento e alla gente che lo abitava una graduale capacità di trasformazione e adattamento. C’era un “tratto” doloroso, o almeno mesto, nel racconto allorquando si parlava di “patologie” che presentava la città, configurando con essa un rapporto familiare: la città malata aveva bisogno di cure. E allora attraverso il testo si chiamavano a raccolta stuoli di dottori, ma anche di cittadini per “risanarla”. Ma l’evocazione non si arrestava qui: nel manoscritto si invitava all’ascolto, attraverso citazioni e disegni, di un coro di voci provenienti dalle cronache lontane, dalle memorie dei viaggiatori del Grand Tour, da reportages di attualità. C’era il riferimento al bisogno di mantenere una bellezza della forma civica come precondizione su cui costruire il nuovo. E così l’autore formula un’ampia gamma di punti di discussione da sottoporre alla città, anzi ai cittadini. Le “linee del mare” e le “linee della terra” si incrociavano producendo immagini forti e intense. Tutto ciò colloca il libro fuori dal suo tempo”

    Il profumo della città. Guida sentimentale di Ancona: i colori, la gente, i caratteri, l'urbanistica

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    Un itinerario per immagini e racconti nell’Ancona antica, moderna e contemporanea. Un inno alla città e alla sua gente, alla scoperta della sua bellezza nascosta. Un viaggio visionario. Una guida di emozioni, sentimenti, flash stampati nella retina. I sogni di una città attraverso le sue speranze urbanistiche, le sue attese, le sue illusioni. La forza e il carattere della città. Il fascino dei suoi panorami, della sua storia, in bilico tra baratro e salvezza. Evocazioni letterarie, atmosfere del passato che portano in sé i germogli del futuro, riferimenti a luoghi del tempo e dello spazio, che tracciano percorsi segreti e seducenti, misteriosi e inquietanti. Un vagare, come un viandante cieco che si lascia guidare dai profumi della città, nei suoi luoghi d’acqua e di terra, nella sua memoria. Un libro che si può leggere d’un fiato, sfogliando immagini sorprendenti e fermandosi appena su qualche ricordo accattivante. Oppure un racconto da gustarsi a piccoli sorsi, versi, emozioni, lasciandosi catturare dalle voci sireniche dei luoghi. Ancona, ossimorica e bifronte, dionisiaca e apollinea, polifonica e multietnica, omerica e cherubina, vagabonda e ruvida come pietra, affiora nelle storie, nelle cronache, nelle foto spaesate, nelle stampe, nei dipinti, nelle mappe che segnano il corpo della città distrutta e ogni volta ricostruita. Questo è lo spirito di una moderna guida, che si pone sulle tracce degli antichi documenti di viaggio e ripercorre i secoli con il sentimento di una bellezza inesauribile e con il palpito di un coinvolgimento emotivo e sensoriale

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods
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