1,357,995 research outputs found
Premessa al volume Epigrafia e società nell'Etruria romana
Premessa agli Atti del Convegno di Firenze (23-24 ottobre 2015
La condanna nei limiti del possibile
Il titolo ‘de diversis regulis iuris antiqui’ dei Digesta giustinianei tramanda, attraverso due noti testi di età severiana, principi giuridici apparentemente ispirati ad un indirizzo di humanitas: che in ipotesi determinate, come quella di un rapporto obbligatorio intercorrente tra donante e donatario, il debitore sia condannato nei limiti delle sue possibilità economiche (Ulp. 36 ad Sab. D. 50.17.28: Divus Pius rescripsit eos, qui ex liberalitate conveniuntur, in id quod facere possunt condemnandos) e che al convenuto condannato sia lasciato il necessario affinché non viva in completa povertà (Paul. 6 ad Plaut. D. 50.17.173: In condemnatione personarum, quae in id quod facere possunt damnantur, non totum quod habent extorquendum est, sed et ipsarum ratio habenda est, ne egeant).
Oggetto di intenso interesse a partire dalla Glossa fino alla Pandettistica, l’istituto del cd. beneficium competentiae tocca tematiche centrali nella storia ed attualità del diritto. Alla ricostruzione delle eterogenee ipotesi di condanna limitata nel diritto romano è dedicato l’importante lavoro di A. Guarino su ‘La condanna nei limiti del possibile’
Canti di Passione nel Palermitano: Pitrè, Salomone Marino e la tradizione contemporanea
Attraverso una ricognizione delle testimonianze storiche riportate negli scritti di Pitrè e Salomone Marino, nel saggio si mettono in evidenza dinamiche di persistenza e trasformazione di alcuni repertori connessi alla Settimana Santa nel Palermitano, molte delle quali persistono tuttora nella tradizione rituale di diversi paesi. La comparazione fra le fonti scritte e le testimonianze orali raccolte "sul campo" negli ultimi decenni mostra una spiccata tendenza di tipo conservativo rilevabile in questi repertori cantati
Dottorato di ricerca in Diritti Umani. Teoria, storia e Prassi. Università degli Studi di Napoli Federico II
Green Chemistry and Archaeological Biomarkers: a new and safe DES-based approach for the extraction of absorbed lipid residues from archaeological samples of ceramic potsherds
This work aimed at comprehensively evaluate the potential and effectiveness of natural Deep Eutectic Solvents (DESs) for the extraction of different natural compounds from archaeological samples. We compared the procedure by DESs, which are now emerging as green and sustainable solvents, with the more conventional solvent extraction protocols, which gave measurable yields of lipid extract. The different techniques were applied on the absorbed residues of small samples of a replica pottery vessel after cooking experiments of animal fats. Direct extraction by DES and derivatization proved efficient to obtain enough fatty acids for quantification analysis of absorbed lipid residues by GC-MS. The next step was the application of DES extraction procedure on some archaeological samples previously submitted to conventional extraction methods. GC-MS analyses gave comparable results as regards the amounts and relative proportions of fatty acids identified in the archaeological samples, thus encouraging to further refine in the future the analytical protocol by DES
Le colonne e il Tempio di Salomone: la storia, la leggenda, la fortuna
Il libro analizza il complesso e simbolico percorso del salomonismo come fenomeno che investe la cultura religiosa, filosofica e architettonica del mondo non solo occidentale e non solo cristiano. Nella tradizione giudaico-cristiana Salomone, obbedendo alla volontà divina, costruisce il Tempio utilizzando, per tracciare la pianta, le stesse proporzioni dettate da Dio a Mosè per il Tabernacolo. Dio, quindi, è il vero architetto e si serve di Salomone come artefice dell’edificio. Per questo il Tempio di Salomone ha sempre avuto una straordinaria attrazione su teologi, storici e artisti come microcosmo progettato dalla intelligenza divina e modello di perfezione artistica. Dall’antica Gerusalemme alle chiese latinoamericane, passando per il Baldacchino di San Pietro al Vaticano, il Tempio di Salomone a Gerusalemme e le sue colonne propongono, quindi un paradigna costruttivo che raggiunge il suo culmine nell’arte sacra del barocco. La ricerca è centrata su due temi che in alcuni casi divergono ma spesso si intrecciano: da una parte il Tempio di Salomone e l’influenza che l’idea di questo ha esercitato sull’architettura e la teoria architettonica, dall’altra le sue colonne, o meglio le leggendarie colonne “salomoniche” o tortili. Nei differenti capitoli, vengono analizzati gli sviluppi del mito e le immagini ad esso collegate, dove il Tempio, o meglio la sua idea, e le colonne costituiscono temi diversi e complementari, che si separano quando la colonna tortile, o salomonica, diviene elemento autonomo, che si allontana dal significato simbolico e religioso e raggiunge una codificazione propria nel sistema degli ordini architettonici. L’articolazione del volume consente di conferire una logica alla sterminata casistica di documenti visivi e letterari. La suddivisione degli argomenti ricostruisce un percorso coerente che dall’antichità arriva alla fine del Settecento seguendo un itinerario cronologico e una verifica delle fonti. Nei differenti capitoli viene esaminato il mito del Tempio e la sua immagine attraverso i periodi più controversi e oscuri, per accertarne e verificarne la continuità. Nel libro vengono così affrontate discipline e tematiche molto diverse, lontane nel tempo e nello spazio; dall’analisi testuale delle fonti antiche (Bibbia, Mishnah, testi classici) all’esegesi della Controriforma e dell’epoca barocca, dall’analisi dei dati archeologici del bacino Mediterraneo alla verifica dell’uso delle colonne nell’architettura e nelle arti figurative fino al XVIII secolo. Viene delineato per la prima volta in maniera unitaria il quadro delle conoscenze e delle interpretazioni sull’architettura del “Tempio” per eccellenza, facendo interagire molti diversi livelli di indagine - dall’archeologia, alla storia dell’architettura e dell’arte fino alla storia delle religioni - che nel loro complesso fanno chiarezza su storia, leggenda e fortuna, come recita il sottotitolo, di un paradigma di edificazione divina e dei suoi elementi costitutivi, e in particolare sulle colonne salomoniche definite da Germain Bazin “emblema del’arte sacra barocca”
Postfazione: il Comitato per le celebrazioni del centenario della nascita di Aurelio Peccei
L'impegno di comunicare. Scienza, società e partecipazione nel pensiero di Aurelio Peccei
- …
