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Introduzione, in L. Sole - S. Tusa (a cura di), NOMISMATA. Studi di numismatica offerti ad Aldina Cutroni Tusa per il suo novantreesimo compleanno
Paesaggio agro-pastorale e spazio rituale nell'età del Bronzo a Pantelleria
Le ricerche per la redazione della carta archeologica dell’isola di Pantelleria, ed alcune brevi considerazioni sul popolamento preistorico e protostorico dell’isola, supportate da analisi spaziali realizzate all’interno del Sistema Informativo Geografico usato come base della carta archeologica permettono oggi di valutare più attentamente il popolamento preistorico dell’isola. L’analisi della distribuzione delle presenze archeologiche databili all’età del bronzo ha confermato l’unicità dell’abitato di Mursia e ha permesso di porre i presupposti per lo studio del controllo territoriale dell’isola.
Le ricognizioni di superficie realizzate attorno al villaggio permettono di proporre un’ipotesi di ricostruzione dello sfruttamento agricolo e pastorale del territorio, nonché di proporre un calcolo demografico da confrontare con i risultati dello scavo dell’abitato. Nella stessa area sono collocate inoltre le tombe monumentali (i sesi) che vengono qui analizzate da un punto di vista ideologico e considerate in particolare all’interno di un paesaggio che veniva a far parte dello spazio rituale della comunità di Mursi
Scavi nel settore B del villaggio dell'età del Bronzo di Mursia, Pantelleria (TP)
Il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna partecipa all’esplorazione del villaggio con gli scavi del settore B , il terrazzo immediatamente a monte della moderna strada perimetrale che attraversa l’abitato dell’età del bronzo.
Lo scavo dell’Università di Bologna diretto da Maurizio Cattani ha aperto un’area adiacente a quella scavata da Carlo Tozzi tra il 1967 e il 1971 con l’obiettivo di completare l’esplorazione di buona parte del terrazzo e indagare l’estremità meridionale del muro perimetrale.
La particolare posizione del settore B ci permette di affrontare le problematiche relative al passaggio tra area abitata, dirupo naturale e muro difensivo ed indagare le modalità di percorso all’interno di questa zona di abitato e di passaggio al terrazzo più basso verso il mare (settori di scavo A, D).
Tra i risultati più significativi delle campagne di scavo sono da annoverare la scoperta di numerose altre strutture residenziali e produttive, nonchè la ricostruzione della sequenza cronologica che comprende diverse fasi tra l’antica e la media età del bronzo. L'insediamento di Mursia rientra nell'ambito della cultura di Rodì-Tindari-Vallelunga, che è caratterizzata dalla presenza di una ceramica acroma con rari motivi incisi e con elaborate anse soprelevate e che è databile tra le fasi avanzate dell’età del Bronzo antica e l’inizio della media età del Bronzo (prima metà del II millennio a.C.).
Il settore B è posto immediatamente ad est della strada moderna (detta anche strada perimetrale dell’isola), costruita negli anni ’30 attraversando il villaggio dell’età del Bronzo e ampliando in parte un sentiero già esistente.
Esso è delimitato dalla scarpata naturale verso nord, nord-ovest e verso sud, sud-est, dove si rilevano le prime costruzioni artificiali di muri a secco, presumibilmente relative alla delimitazione del villaggio o alla sistemazione del bordo sulla scarpata, e dal gradino artificiale creato dalla costruzione della strada ad est. Verso est, il limite attuale è indicato da un poderoso muro di terrazzamento. I recenti scavi in corrispondenza della capanna B6 hanno permesso di dimostrare che la costruzione di questo muro, alto circa 3 m, è di età moderna e il notevole dislivello tra il terrazzo del settore B e quello più a monte è causato dal riporto di una notevole massa di terreno che va ad appoggiarsi al muro, coprendo gli strati di crollo della capanna.
Le strutture dell’età del Bronzo erano pertanto poste lungo il pendio continuo della colata lavica, senza differenziazioni a terrazzamento. Questo pendio si assottigliava e occupava una larghezza non superiore ai 10 metri, proprio in corrispondenza delle capanne scavate, mentre altrove era interrotto dalle ripide scarpate naturali.
Le denominazioni di Area Nord e Area Sud del settore B identificano le zone poste agli estremi rispetto allo scavo condotto da Carlo Tozzi negli anni ’60. Questo scavo rappresenta in parte una cesura nella documentazione delle fasi più recenti dell’abitato, poiché non sono note in pianta le evidenze murarie che sovrastavano il muro perimetrale originario delle capanne 1 e 2 , mentre si inserisce meglio nell’analisi dell’impianto architettonico delle prime fasi.
Gli abitanti del villaggio occuparono ed edificarono su questo terrazzo a partire dalla seconda fase insediamentale generale . Complessa è l’articolazione e l’evoluzione delle strutture, per cui si è ritenuto opportuno la suddivisione in sottofasi specifiche, che chiarifichino la situazione particolare all’interno di quella generale:
SETTORE B
* FASE IIA : capanne ovali, seminterrate, disposte su file regolari, rappresentate dagli edifici B1-B4, B6, B9, B12-B14;
* FASE IIB : ristrutturazioni con ampliamenti e rifacimenti murari, documentato solo per due ambienti B1 e B4 ;
* FASE IIIA : realizzazione di grandi capanne a ferro di cavallo o ellittiche, B8 e B10 ;
* FASE IIIB : ristrutturazione precedenti capanne con inser..
Production and characterization of TusA
TusA is a small sulfurtransferase protein of 81 amino acid residues encoded by yhhP gene in E. Coli. A great number of organisms have similar proteins.
Yamashino et al. showed that a deletion of yhhP gene in E. Coli cells, grown in standard laboratory rich medium (i.e. Luria Broth), leads to physiological general problems which come out with the formation of filamentous cells. TusA also plays a critical role in 2-thio modification of tRNA at the wobble position of U34. It mediates activated-sulfur transfer from desulfurase IscS to the ternary complex TusBCD, allowing sulfur flow towards TusE/MnmA-tRNA complex.
More recently it has been shown that TusA operates within the Moco-dependent pathway. In more details, TusA is not indispensable for Molybdenum cofactor synthesis, but because it and IscU bind to IscS, sulfur is transferred to a particular metabolic pathway by the availability of IscS binding partners. So in the absence of TusA more IscS is available for iron-sulfur cluster biosynthesis. Since [Fe-S] clusters regulate expression for many genes an overproduction of iron sulfur clusters leads to either inactivity for almost all molybdo-enzymes or higher amount of hydrogenase enzyme.
I cloned tusA (yhhP) gene, expressed and characterized the protein through NMR, Mass Spectroscopy and Circular Dichroism. Results from spectra analysis suggest that TusA after expression and purification is a folded protein with a high thermal stability
TusA influences Fe-S cluster assembly and iron homeostasis in E. coli by reducing the translation efficiency of Fur
ABSTRACT All sulfur transfer pathways have generally a l-cysteine desulfurase as an initial sulfur-mobilizing enzyme in common, which serves as a sulfur donor for the biosynthesis of numerous sulfur-containing biomolecules in the cell. In Escherichia coli, the housekeeping l-cysteine desulfurase IscS has several interaction partners, which bind at different sites of the protein. So far, the interaction sites of IscU, Fdx, CyaY, and IscX involved in iron-sulfur (Fe-S) cluster assembly have been mapped, in addition to TusA, which is required for molybdenum cofactor biosynthesis and mnm5s2U34 tRNA modifications, and ThiI, which is involved in thiamine biosynthesis and s4U8 tRNA modifications. Previous studies predicted that the sulfur acceptor proteins bind to IscS one at a time. E. coli TusA has, however, been suggested to be involved in Fe-S cluster assembly, as fewer Fe-S clusters were detected in a ∆tusA mutant. The basis for this reduction in Fe-S cluster content is unknown. In this work, we investigated the role of TusA in iron-sulfur cluster assembly and iron homeostasis. We show that the absence of TusA reduces the translation of fur, thereby leading to pleiotropic cellular effects, which we dissect in detail in this study.IMPORTANCEIron-sulfur clusters are evolutionarily ancient prosthetic groups. The ferric uptake regulator plays a major role in controlling the expression of iron homeostasis genes in bacteria. We show that a ∆tusA mutant is impaired in the assembly of Fe-S clusters and accumulates iron. TusA, therefore, reduces fur mRNA translation leading to pleiotropic cellular effects
Virtual reality and virtual dives among sicilian stone cargos
In this paper, we describe the elaboration phases related to virtual models
and virtual reality ( of a wide
project on “The routes of the marble” directed by Carlo Beltrame of the Dipartimento di Studi Umanistici of
Ca’ Foscari University in collaboration with the Soprintendenza del Mare Regione Siciliana . Immersive
VR is based on Real Time Render technology, thanks to which the users can immerse themselves in
situations characterised by a simulated reality, with a strong sensation of immersion. These technologies have
been applied on the Isola delle Correnti and Cape Grani tola shipwrecks investigated and documented over
the last few years by our team
Il Neolitico e l'età dei metalli in Sicilia
Ho accolto con entusiasmo l'invito dell'amico prof. Francesco Torre a vergare la prefazione di un'opera che ritengo importante e preziosa, sia dal punto di vista scientifico sia da quello storico-culturale, poiché presenta compiutamente i risultati delle decennali campagne di scavo e delle numerose ricerche e indagini sul campo da lui condotte insieme a mio padre in ambito preistorico e dell'archeologia marina in Sicilia in modo chiaro e scorrevole. La precisione del metodo scientifico nella ricerca archeologica e in quella storico-comparativa insieme alla semplicità del linguaggio utilizzato, rendono, infatti, quest'opera un importante contributo scientifico per la ricerca preistorica e protostorica in Sicilia nonché un testo divulgativo di facile e piacevole lettura
L'insediamento tardo romano della Baia di Scauri: prime considerazioni sull'approvvigionamento idrico
Il presente contributo intende fornire alcune valutazioni sul sistema di approvvigionamento idrico nell’insediamento tardo-romano della Baia di Scauri, un argomento che era già stato trattato in via preliminare nell’ambito del Progetto “Carta Archeologica dell’Isola di Pantelleria” . Le nuove indagini condotte nell’area in oggetto tra la primavera e l’estate del 2004 hanno permesso di avanzare nuove e più consistenti ipotesi mettendo a confronto, in un contesto geografico circoscritto, la distribuzione delle cisterne con i dati provenienti dalle ricognizioni e dallo scavo. In tale prospettiva, il rinvenimento di due cisterne durante le indagini stratigrafiche si è rivelato particolarmente utile ai fini di valutare alcuni aspetti relativi alla cronologia delle cisterne presenti a Scauri, proponendo allo stesso tempo una serie di riflessioni generali sulla diffusione delle antiche cisterne per la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua meteorica a Pantelleria e su alcuni limiti metodologici che caratterizzano questo tipo di indagini territoriali
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