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    Prefazione

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    Più di duecento anni fa, Goethe presentò le sue ricerche sulla forma delle piante e degli animali, che volle ricondurre sotto il titolo di morfologia: un metodo e un modo particolari di guardare ai fenomeni della natura che il poeta sentiva intimamente connessi al fare dell’arte e della letteratura. Questa antologia offre un’esauriente mappatura degli sviluppi di tale tradizione. Nella prima parte presenta gli autori ormai classici della morfologia novecentesca (J. von Uexküll, V. von Weizsäcker, J. Buytendijk, E. Straus, A. Portmann), che hanno posto le basi per una biologia teoretica aperta alla riflessione filosofica e alle intersezioni con l’estetica. Nella seconda parte il volume indaga la nostra contemporaneità (con nomi quali G.B. Müller, S.A. Newman, M. Mandrioli e M.G. Portera, A.C. Love, D. Rasskin-Gutman), per mostrare come gli orizzonti di ricerca intorno al plesso forma/formazione inaugurati dall’approccio morfologico costituiscano a tutt’oggi, per il dibattito evoluzionistico, un momento di confronto inevitabile e altamente produttivo. La riflessione sulle qualità irriducibili alla misurazione quantitativa, l’affascinante questione della genesi delle forme e dei loro vincoli, l’azione reciproca di organismo e ambiente sono solo alcuni dei temi qui trattati, che costituiscono un terreno condiviso tanto dall’indagine estetica quanto dagli studi biologici, al di là di ogni contrapposizione fra scienze umane e scienze naturali

    Estetica e scienze della vita. Morfologia, biologia teoretica, evo-devo

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    Più di duecento anni fa, Goethe presentò le sue ricerche sulla forma delle piante e degli animali, che volle ricondurre sotto il titolo di morfologia: un metodo e un modo particolari di guardare ai fenomeni della natura che il poeta sentiva intimamente connessi al fare dell’arte e della letteratura. Questa antologia offre un’esauriente mappatura degli sviluppi di tale tradizione. Nella prima parte presenta gli autori ormai classici della morfologia novecentesca (J. von Uexküll, V. von Weizsäcker, J. Buytendijk, E. Straus, A. Portmann), che hanno posto le basi per una biologia teoretica aperta alla riflessione filosofica e alle intersezioni con l’estetica. Nella seconda parte il volume indaga la nostra contemporaneità (con nomi quali G.B. Müller, S.A. Newman, M. Mandrioli e M.G. Portera, A.C. Love, D. Rasskin-Gutman), per mostrare come gli orizzonti di ricerca intorno al plesso forma/formazione inaugurati dall’approccio morfologico costituiscano a tutt’oggi, per il dibattito evoluzionistico, un momento di confronto inevitabile e altamente produttivo. La riflessione sulle qualità irriducibili alla misurazione quantitativa, l’affascinante questione della genesi delle forme e dei loro vincoli, l’azione reciproca di organismo e ambiente sono solo alcuni dei temi qui trattati, che costituiscono un terreno condiviso tanto dall’indagine estetica quanto dagli studi biologici, al di là di ogni contrapposizione fra scienze umane e scienze naturali

    Omologia e analogia

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    Il numero mira a comprendere la polarità omologia/analogia, e a esplorarne gli usi nei diversi ambi- ti in cui essa ricorre nel dibattito contemporaneo in filosofia, nelle scienze della vita e nelle arti. La storia di questa coppia concettuale mostra la capacità pervasiva di costruire relazioni tra i diversi oggetti della conoscenza e, cosa ancor più interessante, la possibilità di raggiungere una sintesi concettuale fra approcci metodologici differenti. Il concetto di analogia stabilisce una relazione di somiglianza tra differenti caratteri in base a una considerazione funzionale degli organismi, mentre il concetto di omologia vede piuttosto l’identità sistemica fra i caratteri: l’omologia indica il signifi- cato (la Bedeutung, come dice Richard Owen) del carattere condiviso sotto qualsiasi modificazione di forma e funzione, consentendo così di ripensare il ruolo della teleologia e della morfologia nel pensiero contemporaneo. Anche se ampiamente impiegata, questa coppia categoriale è lungi dal trovare una definizione e un impiego unanimemente condivisi, offrendo dunque ampio campo a questioni ancora aperte. La questione della somiglianza, la distinzione fra le diverse accezioni di funzione e l’attuale ridefinizione dei concetti biologici di organismo e di atto biologico, nel quadro di un significativo ripensamento del pensiero morfologico, favoriscono la prospettiva di una sintesi concettuale – oggi più che mai urgente – fra le scienze filosofiche, le arti, le scienze della vita.The special issue aims at analyzing uses and to understand the polarity homology/analogy across different conceptual fields in contemporary debates within philosophy, life sciences, and arts. The history of this conceptual pair shows the pervasive capacity to build relationships among different objects of knowledge and, much more interestingly, the possibility to achieve a conceptual synthesis of different methodological approaches. The concept of analogy establishes a relation of similarity among different features based on a functional consideration of the organisms, while the concept of homology sees the systemic identity of characters: it indicates the meaning (“Bedeutung” as Richard Owen says) of the shared character under any modification of form and function, thus allowing us to rethink the role of teleology and morphology in contemporary thought. Although widely employed, this categorial couple is far from being unanimously defined, offering a large provision of open questions. The distinction of different meanings of “function” and the renegotiation of the biological concepts of organism and biological act, focusing on a morphological account of modularity, encourages a conceptual synthesis among philosophy, arts, and life sciences

    Omologia e analogia : relazioni e sintesi concettuale fra filosofia, scienze della vita e arti : Introduzione

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    The special issue aims at analyzing uses and to understand the polarity homology/analogy across different conceptual fields in contemporary debates within philosophy, life sciences, and arts. The history of this conceptual pair shows the pervasive capacity to build relationships among different objects of knowledge and, much more interestingly, the possibility to achieve a conceptual synthesis of different methodological approaches. The concept of analogy establishes a relation of similarity among different features based on a functional consideration of the organisms, while the concept of homology sees the systemic identity of characters: it indicates the meaning (“Bedeutung” as Richard Owen says) of the shared character under any modification of form and function, thus allowing us to rethink the role of teleology and morphology in contemporary thought. Although widely employed, this categorial couple is far from being unanimously defined, offering a large provision of open questions. The distinction of different meanings of “function” and the renegotiation of the biological concepts of organism and biological act, focusing on a morphological account of modularity, encourages a conceptual synthesis among philosophy, arts, and life sciences

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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