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    Il bilancio partecipativo di Porto Alegre : il contributo brasiliano alle pratiche di partnership

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    Il Bilancio Partecipativo (BP) di Porto Alegre è considerato tra le best practices più innovative di governance locale al mondo, per la capacità di generare efficienza amministrativa, benessere economico e capitale sociale. L’interazione che si genera tra lo stato e la società civile che vi partecipa lo rende un esempio interessante in chiave comparativa nel dibattito sulle partnership sociali. Tuttavia, molti elementi originali e differenti offrono degli spunti interessanti e fondamentali per la ricerca. Il carattere democratico, sistemico e pienamente sociale di questo processo partecipativo sembrano infatti esprimere addirittura un nuovo paradigma politico e sociale che mette in discussione i concetti e le forme sia di stato che di terzo settore e la dimensione esclusiva che – sulla base del paradigma moderno – essi esprimono. Il BP sembra andare oltre la logica di partnership alla base dei rapporti tra stato e società, svelando un nuovo modo (“civile”) di concepire la sfera politica

    Le parole della vita pubblica : crisi e trasformazioni di un orizzonte comune

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    Il volume Le parole della vita pubblica: crisi e trasformazioni di un orizzonte comune, a cura di Paolo Monti e Stefano Stortone, intreccia in maniera originale il loro contributo di ricerca con quello di tre importanti autori internazionali - Giampaolo Azzoni, Dario Castiglione, Paul J. Weithman - ciascuno dei quali affronta, dal proprio punto di vista, il tema della crisi della politica e della democrazia, con particolare attenzione per l’erosione dei concetti e degli schemi di pensiero tipici della modernità: la ragione pubblica di impronta liberale, il diritto positivo, le sfere e gli attori sociali, la rappresentanza e le istituzioni democratiche, il significato ed il ruolo della politica in relazione con la religione, la scienza e l’economia. Si tratta di elementi rispetto ai quali gli assetti consolidati sono oggi in forte crisi o stanno attraversando complessi processi di trasformazione identitaria che evidenziano in ogni caso una necessità di una riformulazione dei modi di immaginarli e descriverli. Questa spinta verso un rinnovamento delle modalità paradigmatiche di rappresentare e concepire la realtà sociale e le sue forme è comune in tutti gli autori e in ciascuno di essi è possibile rintracciare elementi di originalità di analisi che aprono prospettive di ricerca e riflessione ulteriori

    Participatory budgeting : heading towards a ‘civil’ democracy?

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    This paper provides a theoretical evaluation of the recent spread of participatory budgeting practices worldwide. Several different participatory initiatives are emerging, but participatory budgeting (PB) seems to be the most valid option for dealing with the crisis of democracy. PB is discussed from the background of the various approaches of democratic theory and the implications on the discourse of the governance role of civil society. The systemic involvement of civil society actors through multiple, open and deliberative arenas make PB not just an example of participatory democracy among the others but, rather, a potentially new model of ‘civil’ representative democracy

    Il manuale del buon amministratore locale : buone prassi da imitare per sindaci, assessori, cittadini attivi

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    L'altra Italia è in Comune. Un manuale per amministratori e cittadini virtuosi, una vera e propria cassetta degli attrezzi per promuovere le "buone prassi municipali" - raccontate attraverso 11 storie e decine di esempi da Nord a Sud del Paese -, la partecipazione diretta dei cittadini, la tutela di beni comuni come l'acqua e il territorio, lo sviluppo sostenibile - energie rinnovabili e acquisti verdi -, le "reti di economia solidale", i diritti e la solidarietà per italiani e migranti. E soprattutto la legalità

    Ragione pubblica e trasformazioni dello spazio politico

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    Il saggio prende le mosse dall’analisi dal tema della crisi della democrazia così come diffusamente denunciata da molti protagonisti del dibattito recente. Il rinnovato ruolo delle religioni nello spazio pubblico e la pervasività della globalizzazione tecnica ed economica hanno di fatto posto in questione il primato e l’efficacia delle forme istituzionali democratiche concepite e diffuse a partire dagli Stati nazionali dell’Occidente. La competizione fra universalismi religiosi, politici e tecnici viene ulteriormente aggravata dalla critica postmoderna alle potenzialità conoscitive della ragione, che hanno lasciato le moderne istituzioni liberali indebolite nella loro capacità di fondare e articolare una normatività sociale condivisa. In questo quadro la ricerca punta lo sguardo sulla figura della ragione pubblica e sulle sue diverse versioni, nel tentativo di tornare alle basi della giustificazione delle norme e delle istituzioni. La considerazione delle teorie liberali rawlsiane e habermasiane, nonché dei loro critici, porta l’attenzione sul legame fra la dimensione epistemologico-normativa e quella pragmatico-comunicativa. A questo livello la democrazia mostra una tendenza problematica da un lato ad alimentare la fioritura di pratiche sociali diverse e divergenti e dall’altro a separare il livello della pratica politica istituzionale, per garantirne l’autorevolezza. La frattura che ne consegue, sia sul piano dei fondamenti che su quello della vita politica, deve essere ricucita guardando alla originaria dimensione di cooperazione sociale che contraddistingue le società contemporanee, anche qualora queste siano animate al loro interno da un profondo pluralismo culturale, ideologico e religioso. Il riavvicinamento fra il piano delle pratiche, generativo di socialità, e quello della comunicazione, condizione di possibilità del loro sviluppo, esige a loro avviso il ritorno ad una fruttuosa “contaminazione” fra i codici e le articolazioni tematiche tipici del civile e le istituzioni e le norme tipiche dello stato democratico, nel contesto di un paradigma di socialità rinnovato in chiave relazionale

    From online to offline participation and viceversa : a software platform for new political practices

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    Participatory Budgeting (PB) is a way for citizens to decide directly over the public expenditures. Every year people choose priorities and vote for concrete projects, rather than representatives and long-term political programs. This participatory process fits with the idea-based forms of online participation, but in PB they have to be “embedded” into a democratic process where the collaborative ideas are more likely to be financed than the individualistic ones. PBs can generate more social cohesion, foster citizens to live "smarter" and perhaps promote a more civic use of the web. Indeed, it also shapes the design of the web platform which supports the offline process. In this paper we present this original interaction between offline and online democracy, resulting from the enactment of the PB in four different local communities, and we outline the functionalities of a dedicated software. We finally discuss first outcomes of these early experiences, and draw some directions for future work

    A two dimensional space to frame participatory initiatives and platforms

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    The economic crisis is arousing social and political turbulence worldwide. In Italy this couples with a deep crisis of democratic legitimacy and an increasing demand for more participation in the public sphere. These dynamics met the opportunities offered by the web-based software tools for gathering ideas, and selecting them in a collaborative way through a more or less structured deliberative process. A significant number of online participation initiatives were therefore launched by different promoters: public institutions, political parties and their candidates during electoral campaigns, emerging social movements. These initiatives either run quite well established software or test new dedicated tools. This paper proposes a two-dimensional space for classifying these initiatives: one axis represents the “degree” of citizens’ engagement; the other one, the “ownership” of the initiative. This framework has been recently presented in several occasions in Italy, including an invited lecture at a group of Senate officers. Almost always, the audience remarkably appreciated it as it allowed them to recognize similarities and differences among the various initiatives and the various tools. The question we want to discuss at the workshop is whether it holds also a scientific interest and relevance, toward a more rigorous evaluation of online participatio

    LiquidFeedback in Large-scale Civic Contexts : Framing Multiple Styles of Online Participation

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    Growing distrust in government is accompanied by new opportunities for civic involvement through online technological platforms. LiquidFeedback is one of the most interesting, as it embeds innovative features to support online deliberative processes. Designed as an intranet tool for closed, homogeneous groups, the software has also been used in large civic contexts involving citizens at large. This paper presents and analyses two large-scale deliberation projects where thousands of Italian citizens used the LiquidFeedback platform. The analysis aims to understand how well this software serves as a platform for people to gather ideas, draft proposals collaboratively, and then rate them by degree of consensus. We consider the political context for these field cases and their socio-technical design choices, look at how LiquidFeedback enables citizen participation, discuss politicians’ accountability in terms of online activity, and report participants’ assessment of the two projects. Our analysis adapts existing frameworks that match different participation styles to profiles of activity in online communitie

    Styles of online participation in the Monza Participatory Budgeting

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    Participation is changing over time, thanks to the improvements in the Information and Communication Technologies (ICTs). Traditional online forums and structured discussions are being complemented, often replaced, by a more immediate involvement where people can leave spot opinions, often by simply clicking to agree or disagree. These “weak” forms of engagement allow many people to be part of the community also, escaping from the category of the lurkers, and to increase the civic involvement when used into participatory initiatives. This paper aims to show and discuss these changes in the case of the Participatory Budgeting (PB) initiative in the city of Monza (Italy), by using an analytic framework based on four styles of participation
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