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    Plusdotazione e scuola inclusiva. Modelli, percorsi e strategie di intervento

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    Il volume si rivolge a insegnanti, dirigenti e famiglie di alunni plusdotati e con talenti ed intende dare un contributo per la comprensione del fenomeno della plusdotazione e al ruolo che scuole e famiglie rivestono nella presa in carico e valorizzazione dei talenti e delle eccellenze. Lo sfondo culturale è quello della didattica inclusiva e del modello della differenziazione didattica. Il testo si compone di tre parti. Nella prima, partendo dai contributi teorici volti a comprendere il costrutto multicomponenziale della plusdotazione o giftedness in una prospettiva inclusiva, le caratteristiche principali dell’alunno al di fuori di falsi miti (contributo di S. Pinnelli) e i bisogni formativi della classe docente (contributo di B. De Angelis), discute le rappresentazioni mentali dei docenti che influenzano l’approccio con l’alunno talentuoso e condizionano le linee di intervento (contributo di A. Fiorucci). Il tema dell’atteggiamento degli insegnanti e le convinzioni di autoefficacia legate alla giftedness ritornano in un approfondimento sullo sviluppo delle funzioni esecutive (contributo di E. Abbate). Il tema della giftedness vien letto inoltre attraverso la prospettiva sociale attraverso una riflessione circa il ruolo che la società della conoscenza, fluida, multifattoriale e sistemica, offre (contributo di T. De Giuseppe e F. Corona). Una riflessione più specifica è offerta dal contributo che individua nell’Indice di Abilità Generale un fattore particolarmente significativo nell’individuazione della plusdotazione intellettiva (contributo di D. Polezzi, M.R. Tamborrino, F. Gallimberti, A. Spoto). La seconda parte del volume presenta, attraverso alcuni casi di studio, alcune linee di intervento per la valorizzazione del potenziale dello studente con plusdotazione, proponendo specifici modelli di intervento in contesto extrascolastico (contributo di F. Colaci e di A.M. Roncoroni); questa parte affronta il tema della genitorialità e della funzione che essa assume nella presa in carico dei bisogni degli alunni usando le pratiche narrative (contributo di ... Introduzione t Stefania Pinnelli 14 ... Introduzione F. Salis), così come i rischi di adultizzazione e le variabili emotive connesse che rimandano a percorsi di accompagnamento della famiglia della persona con plusdotazione (contributo di L. Arcangeli, C. Gaggioli, M. Sannipoli). La terza parte del volume si incentra sul contesto scolastico e presenta alcuni studi sulle pratiche di arricchimento e la percezione dei docenti e degli alunni (contributo di P. Sandri, M.A. Zanetti), affronta il tema dell’invisibilità del talento matematico, al di là di facili conclusioni, e di come le pratiche volte a valorizzarlo possano diventare pratiche inclusive per tutti (contributo di M. De Nunzio). In questa sezione del testo si propone anche una riflessione su alcune esperienze straniere di promozione dell’alunno plusdotato, scuole speciali nell’esperienza dei Paesi Bassi (contributo di M. Brazzolotto e L. Hoogeveen), funzionale alla promozione della creatività nell’esperienza israeliana (contributo di H. Vidergor), inclusiva e programmaticamente trasversale nell’esperienza italiana (contributo di O. Castellano). Si espone, poi, una proposta di adattamento del Total Talent Portfolio nella sua versione Italiana. Si tratta di un strumento di accompagnamento del percorso scolastico dell’alunno plusdotato che affianca il piano di personalizzazione dello stesso (contributo di C. Sorrentino). Infine una specifica parte viene dedicata alla illustrazione di strategie didattiche flessibili e differenziate che consentono di tradurre in operatività le indicazioni dei modelli interpretativi e metodologici maggiormente consolidati nella letteratura di settore (contributo di S. Pinnelli). La conclusione è affidata alla descrizione di un percorso di ricerca intervento condotto in una scuola primaria a supporto di una bambina doppiamente eccezionale (contributo di S. Pinnelli, A. Fiorucci, C. Sorrentino)

    PRESENTAZIONE DELL’EDIZIONE ITALIANA L’IDENTIFICAZIONE DELLA PLUSDOTAZIONE NELLA SCUOLA ITALIANA

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    Le Scale per l’identificazione delle caratteristiche comportamenta- li degli studenti plusdotati sono comunemente chiamate Scale di Renzulli o Scale di Renzulli-Hartman. Giunte alla terza edizione, le Scale Renzulli (Scales for Rating the Behaviorial Characteristics of Superior Students; Renzulli et al., 2013) sono lo strumento più usato per identificare alunni e stu- denti plusdotati, o gifted. Supportate da oltre quarant’anni di ri- cerca, le Scale Renzulli sono utilizzate in programmi specifici per la valorizzazione dei talenti in tutti gli Stati Uniti. Questo strumen- to standardizzato viene completato dagli insegnanti e fornisce un metodo efficace per identificare i bambini con un potenziale ta- lento

    APPROFONDIMENTO 3 L’INTERVENTO DIDATTICO: ALCUNE STRATEGIE

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    Il quadro strutturale del modello schoolwide di Renzulli (SEM, Schoolwide Enrichment Model, Renzulli e Reis, 1985; 1997) si caratterizza per il fatto di coinvolgere l’intera organizzazione scola- stica e tutti i suoi protagonisti nel potenziamento dell’alunno plusdotato. L’intervento educativo si basa sul principio di enrichment, puntando ad ampliare l’esperienza educativa degli studenti e a sviluppare il loro potenziale individuale attraverso una didattica personalizzata. Arricchimento, accelerazione e compattazione del curriculum sono le principali azioni di intervento. Il SEM è progettato per il raggiungimento di tre obiettivi: 1. sviluppare i talenti in tutti gli studenti; 2. fornire una vasta gamma di esperienze di arricchimento di diverso tipo; 3. fornire un apprendimento significativo basato sugli interessi, sulle abilità e sugli stili di ap- prendimento degli studenti

    Italian Journal of Special Education for Inclusion vol. 9 2021

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    IntroduzioneItalian Journal of Special Education for Inclusion | © Pensa MultiMedia Editore srlISSN 2282–6041 (on line)Stefania Pinnelli, Elisabetta Ghedin, Valeria FrisoLa call di questo numero dell’Italian Journal of Special Education for Inclusion ha intesosottolineare l’importanzadelle connessioni tra territori e reti nella costruzione del processo inclusivo. La cultura dell’inclusione, infatti, richiedeazioni di cambiamento condiviso e partecipato i cui vettori sono l’insieme dei servizi alla persona che, posti accantoalla scuola e nella medesima direzione di essa, consentano di procedere verso la promozione dello sviluppo umano,avendo a cuore il bene comune in una prospettiva di lifelong learning. La stessa Agenda 2030, adottata il 25 settembre 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha riaffermatol’impegno della comunità globale nel promuovere efficaci partenariati pubblici, pubblico‐privati e della società civileche si basano sull’esperienza e sulle strategie per valorizzare le risorse dei suoi membri. Il modello di sviluppo pro‐posto dall’Agenda vede nei processi collaborativi, condivisi e partecipati la base operativa per la creazione di strut‐ture e accordi progettuali. In pratica, collaborazione, fiducia e connessione devono crescere lentamente, dal basso,attraverso iniziative concrete realizzate congiuntamente. In questa linea, l’idea di “innovazione dal basso” sta atti‐rando sempre più attenzione. Esiste un crescente interesse per il modo in cui i cittadini sviluppano il potenziale percontribuire a, o addirittura guidare, la transizione verso società più sostenibili e giuste, trasformando modelli diproduzione quotidiana, scambio e consumo di beni e servizi e questo potenziale è presente a livello globale di co‐munità. Alcuni lavori (Belda‐Miquel et al., 2020) rivelano non solo l’ampio potenziale di trasformazione delle inno‐vazioni dal basso, ma anche la rilevanza delle politiche pubbliche per sostenerle, ad es. il caso delle cooperativesociali. Il tutto a partire da una ricorrenza che si celebra quest’anno e che rappresenta un elemento fondamentaledel valore delle connessioni che si sono create, promosse e mantenute in questi 20 anni dal 1991 momento del‐l’istituzione delle Cooperative Sociali italiane con la L. 381. Le iniziative volte a porre una crescente enfasi sulle retiintra e interistituzionali di professionisti e organizzazioni fanno parte del panorama politico da almeno due decenni.Soprattutto a partire dalla metà degli anni ‘80 del secolo scorso, molte organizzazioni educative si sono affrettate aformare o ad aderire a reti, o sono state fortemente incoraggiate a farlo. Oggi, queste forme organizzative sonoconsiderate “un nuovo costrutto per concepire l’offerta educativa e una nuova strategia per riformare” (Chapman& Aspin, 2003, p. 653). Innovare e sostenere il cambiamento significa superare l’isolamento lavorando con diversipartner di conoscenze e comunità sviluppando forti connessioni in modo da estendere confini, risorse e spazi diapprendimento.Costruire connessioni e offrire opportunità connettive significa quindi, studiare il modo migliore per co‐pianifi‐care, co‐progettare, co‐governare e co‐gestire i contesti affinché operino con successo come più della somma diciascuna delle loro parti, incoraggiando lo sviluppo di comunità resilienti e connesse. “Il cablaggio delle risorsesociali non deve basarsi su un paradigma lineare...deve basarsi su un paradigma reticolare, eco‐sistemico” (Canevaro,2021, p. 265). Il riconoscimento che le reti svolgono un ruolo centrale nella vita dei giovani, delle loro famiglie e dichi ha cura di loro è ben chiaro oggi, e anche più che mai alla luce della pandemia da SARS‐COVID‐19 che ha colpitol’intero globo in questi due anni dal febbraio del 2020 e l’impatto che ha avuto sulla vita di tutti la chiusura tempo‐ranea di molte strutture di supporto in molte parti del mondo. Eppure, la storia suggerisce che operazioni che ge‐nerano e sostengono reti connesse, ad esempio con i collegamenti ai primi anni di vita, alla salute e ai servizi per ilbenessere, oltre ad altre partnership orientate alla comunità, possono essere complicate e impegnative. La nascitadelle Cooperative sociali ne è una importante testimonianza: esse sono diventate con il tempo vettori importanti,in particolare per le persone con deficit adulte che in esse trovano strumenti, professionisti e iniziative atte a per‐mettere loro una crescita continua in quel percorso di life long learning che accomuna – o dovrebbe accomunare– tutte le persone nel loro esistere.8I vettori dei processi inclusivi: territori, reti e connession

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods
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