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Introduzione
Breve presentazione dei 29 contributi contenuti nel volume divisi in quattro sezioni: le fonti, i maestri, gli studenti, università e istituzion
Femmes et pouvoir en étruire entre sources littéraires et documentation archéologique
The paper aims to provide a synthetic framework and some reflections on the female condition in Etruria with particular regard to the relationship between women and power. The studies of the last thirty years, analyzing the literary and archaeological sources, have outlined an increasingly realistic profile of the Etruscan woman who, despite the differences due to chronologies and sites, undoubtedly appears connoted according to cultural and social models not shared by the contemporary civilizations. Analyzing literary, epigraphic and archaeological testimonies, we will highlight some of those aspects that make it possible to exploit the peculiarities of the woman condition in Etruria. We will pay particular attention to the data from the necropoleis of Bologna dating from the second half of the 6th and the middle of the 4th century BC, object of study of the Chair of Etruscology of the University of Bologna for years. The analysis of the funerary goods and the exegesis of the extraordinary iconographic heritage of the stelai, the most peculiar and compact corpus of funerary monuments of Etruscan Bologna, offer an exceptional sample of research stimulating some reflections on the female world
Il Dams “disambientato” di Manganelli e Celati
Nel 1973, il neonato corso di laurea DAMS dell’Università di Bologna – fondato solo due anni prima – diventa il palcoscenico inconsapevole di un bizzarro avvicendamento alla cattedra di Letteratura Angloamericana tra due ottimi anglisti e importanti scrittori italiani del Secondo Novecento: Giorgio Manganelli e Gianni Celati. Infatti, la cattedra viene prima proposta a Manganelli – già assistente di letteratura inglese presso l’Università di Roma “La Sapienza” – che però rinuncia per una strana ragione legata al cibo bolognese e suggerisce a Guido Guglielmi il nome di Celati. Il giovane anglista accetta volentieri e insegna al DAMS fino al 1979, facendo la storia del DAMS (tra i suoi allievi ci sono Tondelli, Piersanti, Palandri, Pazienza), soprattutto quando tiene un corso di letteratura durante l’occupazione studentesca tra 1976-77, i cui esiti confluiscono nel volume collettivo Alice disambientata (1978). Nonostante entrambi gli scrittori siano poco inclini ad adeguarsi all’istituzione accademica, i loro rapporti con l’università risultano assai differenti: Manganelli rinuncia completamente alla carriera di docente e nei suoi articoli su giornali e riviste non perde occasione di metterne in luce le contraddizioni; Celati per alcuni anni insegna in Italia e all’estero, includendo nella sua opera narrativa molti episodi legati al mondo accademico, vissuto come studente e come docente
Introduzione
Breve presentazione dei 29 contributi contenuti nel volume divisi in quattro sezioni: le fonti, i maestri, gli studenti, università e istituzion
Introduzione
La celebrazione del quinto centenario della nascita di papa Sisto V, al secolo Felice Peretti, ha costituito l’occasione per riunire in questo volume alcune ricerche che hanno ricostruito la straordinaria ricchezza di istituti di istruzione superiore nello Stato della Chiesa nel corso dell’età moderna: undici università, sei delle quali insediate nell’attuale territorio della regione marchigiana, un primato rimasto ineguagliato fino al XX secolo. Al centro delle ricerche che compongono il volume vi è lo Studio di Fermo, rifondato da Sisto V (1585), che, declassato dopo due secoli a liceo, ha continuato a esercitare nella città e nel territorio circostante un’influenza culturale che ha consentito a Fermo di ristabilire, in anni recenti, i contatti con gli studi universitari e ottenere dall’Unesco l’importante riconoscimento di «Città dell’apprendimento»
«Piantare l'albero della scienza»: il magistero educativo papale da Paolo III a Sisto V
Il grande slancio educativo che, a partire dal XV secolo – sotto la forte spinta del movimento umanistico (che intendeva intestarsi il monopolio dell’educazione) –, accompagnò il cristianesimo si sorresse su due idee di fondo all’apparenza semplici e intuitive: gli uomini e le donne sbagliano e si perdono per ignoranza e per mancanza di consapevolezza quindi, per porvi rimedio, occorreva colmare questa lacuna organizzando un’istruzione a diffusione capillare partendo dai più piccoli sul versante dell’alfabetismo e della formazione religiosa. Tenendo conto di tali assunti, le successive lacerazioni causate dai movimenti riformatori attivarono tra le Chiese quel processo di emulazione che attribuì un formidabile impulso a due istituzioni complementari: il catechismo e la scuola, considerata in tutti i suoi livelli, dal primario, al secondario e infine a quello superiore . Se, come affermava Erasmo da Rotterdam, non si nasce uomini, ma lo si diventa, ecco allora che l’istruzione catechistica dei fanciulli andava riconsiderata e ricompresa come fondamento dell’intera impalcatura educativa nella ferma convinzione del dono divino dell’intelligenza e del sapere
La vita accademica negli scritti di Umberto Eco
L'articolo raccoglie le descrizioni e le riflessioni di Umberto Eco, nei romanzi ma soprattutto nei suoi scritti occasionali, sulla vita universitaria, dalla propria esperienza di studente a quella di docente dell'università di Bologna dall'inizio degli anni '70 del XX secolo
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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