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Diradamento chimico del grappolo di Lambrusco salamino
Il Lambrusco salamino, il secondo vitigno nel Reggiano, ha grappoli molto compatti e soggetti a spaccature degli acini, marciumi e botrite. L’azione del GA3 a 18,8 e 37,6 ppm in fioritura sulla compattezza del grappolo e sugli aspetti quantitativi e qualitativi della produzione è stata studiata in quattro vigneti. Entrambe le concentrazioni hanno ridotto la compattezza dei grappoli, la presenza di botrite, il peso del grappolo e il numero di acini ed hanno migliorato alcuni caratteri qualitativi (grado zuccherino, antociani totali). La dose di 18,8 ppm è risultata preferibile, perché ha determinato grappoli più spargoli rispetto al testimone, ma senza eccessive riduzioni nella produzione ettariale
Valutazione dell'efficacia di diversi sistemi di palizzamento su controspalliere a Sylvoz di Ancellotta e Lambrusco salamino
L'efficacia di diversi sistemi di fili per il contenimento della vegetazione è stata valutata per due vitigni a portamento semi-eretto, Ancellotta e Lambrusco salamino, allevati a Sylvoz. I sistemi più adatti si sono rivelati quelli con più fili (da quattro in su, mobili e fissi), che tuttavia richiedono tempi più lunghi di stralciatura. Lambrusco salamino si adatta meglio al palizzamento verticale rispetto ad Ancellotta, a causa di differenze di portamento: i tralci di Ancellotta hanno sviluppo in direzione orizzontale e ricadente, mentre in Lambrusco salamino si dispongono più verticalmente
Valutare la fertilità delle gemme per una migliore potatura secca della vite
La conoscenza della fertilità delle gemme della vite è utile per effettuare una corretta potatura, soprattutto nel caso di interventi manuali con ridotta carica di gemme per ceppo. Le condizioni climatiche durante la differenziazione a fiore, forti abbassamenti termici invernali o eventuali disordini fisiologici possono modificare la fertilità delle gemme, intervenendo sia sul numero di grappoli per gemma sia sull’incidenza di gemme necrotiche (mortalità), fino compromettere la produttività. In questo lavoro si è voluto valutare la possibilità applicativa della tecnica di ‘bud dissection’ su due varietà emiliane, Ancellotta e Lambrusco salamino, per determinare la fertilità potenziale e l’entità di gemme necrotiche e per definire il tipo di potatura più adatto a questi vitigni.L’esame allo stereomicroscopio dopo dissezione di gemme prelevate nel periodo invernale ha messo in evidenza che le gemme di corona di entrambi vitigni sono fertili, pur se in misura inferiore alle gemme franche, ma che Lambrusco salamino è caratterizzato da fertilità maggiore in tutte le gemme di corona rispetto ad Ancellotta; questa buona fertilità, in particolare nella gemma prossima alla prima gemma franca, suggerisce la possibilità di ottenere buone produzioni anche con speroni corti a 1 o 2 gemme franche. L’esame delle gemme franche ha evidenziato una maggiore incidenza di gemme necrotiche in Ancellotta (10,1%) rispetto a L. salamino (5,5%), in particolare nelle posizioni 5,6,7 del tralcio. Questo potrebbe spiegare il mancato germoglia mento delle gemme della zona centrale del tralcio che si osserva spesso in campo, e che sembra quindi determinata da problemi precedenti di formazione delle gemme e indipendenti dalla piegatura del tralcio.La fertilità reale osservata in campo è risultata molto inferiore a quella potenziale derivata dalle osservazioni sulle sezioni delle gemme, per il numero molto più alto di gemme che non sviluppano (cieche) rispetto a quelle necrotiche, soprattutto nelle prime quattro gemme del tralcio. In media non si sono sviluppate il 36,5% delle gemme di Ancellotta e il 29,9 di quelle di Lambrusco salamino.Questa esperienza apre interessanti prospettive dal punto di vista sia speculativo sia applicativo. La determinazione anticipata della fertilità potenziale con il metodo di dissezione delle gemme si è dimostrata utile per acquisire numerose informazioni importanti per lo studio e la comprensione dei fattori e dei meccanismi coinvolti nel determinismo e nell’espressione in campo della fertilità e produttività dei vitigni, e praticabile e competitiva rispetto al metodo alternativo della forzatura, aprendo la strada a possibili iniziative di assistenza tecnica ai viticoltori. L’osservazione puntuale di differenze dovute a fattori genetici, ambientali e colturali può consentire di regolare opportunamente di anno in anno la lunghezza dei capi a frutto e del carico di gemme; l’eventuale presenza di una buona fertilità potenziale delle gemme di corona e delle prime gemme franche può aiutare il viticoltore a orientarsi su potature corte, più rapide e quindi più convenienti economicamente. In conclusione, quindi, l’analisi delle gemme mediante dissezione permette di valutare le diminuzioni di fertilità e l’incidenza di danni alle gemme, in presenza di eventi climatici eccezionali o semplicemente in funzione di diversi ambienti e tecniche di coltivazione e, nel caso, di porre rimedio in fase di potatura lasciando cariche di gemme più elevate. Allo stesso tempo, la conoscenza della fertilità potenziale delle gemme di corona e delle prime gemme franche può essere utile per stabilire le potature più idonee per ogni varietà e per ovviare a eventuali fenomeni di basse produzioni che si possono verificare in campo. In definitiva, anche in Italia potrebbe essere utile avviare un servizio di analisi invernale delle gemme per fornire assistenza ai viticoltori
Caratterizzazione e analisi della fertilità delle gemme nei vitigni Ancellotta e Lambrusco salamino
Negli inverni 2010 e 2011 sono stati rilevate la fertilità delle gemme e l’incidenza di gemme necrotiche o cieche di Ancellotta e Lambrusco salamino con due metodi, l’analisi allo stereomicroscopio di sezioni delle gemme e la forzatura del germogliamento di talee uninodali, per rendere disponibili informazioni sul grado di fertilità e sulla sua fluttuazione nel tralcio, per individuare la migliore metodologia di analisi anticipata della fertilità e per orientare le scelte di potatura. È stata poi determinata la fertilità reale in vigneto alla fioritura. Tra le varietà non sono state osservate differenza di fertilità potenziale, ma Ancellotta ha presentato una percentuale più alta di gemme necrotiche rispetto a Lambrusco salamino e una fertilità reale inferiore a quella potenziale esaminata sulle sezioni. L’analisi ha consentito di conoscere la percentuale di gemme necrotiche ed ha rivelato la presenza di gemme di corona fertili in entrambe le varietà. La dissezione delle gemme si è rivelata conveniente per velocità e praticità di esucuzione rispetto alla forzatura del germogliament
Adattabilità dei vitigni Ancellotta e Lambrusco salamino a diversi sistemi di palizzamento
L’analisi dei sistemi di palizzamento nei Sylvoz del Reggiano ha evidenziato un migliore adattamento di Lambrusco salamino rispetto ad Ancellotta, dovuto al diverso habitus vegetativo: vegetazione più disordinata in Ancellotta, e più assurgente in Lambrusco salamino. Gli schemi con una griglia di due o più fili fissi abbinati ad una coppia mobile sono risultati i più efficaci. Al contrario, i sistemi senza griglia di fili fissi, con solo una coppia di fili mobili posta subito sopra il cordone ed uno o due fili fissi posti alla sommità del palo, sono stati i meno efficaci nell’indirizzare e contenere i germogli
Disformità di germogliamento di Ancellotta allevata a Sylvoz nella pianura reggiana
Si è indagato sulle cause dell’elevata presenza di gemme cieche nei tralci del vitigno Ancellotta allevato a Sylvoz, confrontando il germogliamento di talee uninodali forzate a 20 °C e di gemme in campo non trattate o trattate con Dormex. Il migliore germogliamento è stata osservato nelle talee forzate, mentre il più alto numero di gemme cieche è stato riscontrato in vigneto nelle viti non trattate. Il tratto apicale del tralcio ha presentato il migliore germogliamento, mentre nodi basali e mediani sono stati caratterizzati dalla più alta percentuale di gemme non sviluppate. Il Dormex ha determinato un più rapido germogliamento nel tratto mediano del tralci
Studio dell'impollinazione e dell'allegagione, fattori critici per la produzione del vitigno Malbo gentile
È stata analizzata l’influenza della morfologia e biologia fiorale sulla produttività, talora bassa e irregolare, del vitigno Malbo gentile, che ha presentato fiori con stami reflessi, polline privo di pori germinativi e infiorescenze che in auto-impollinazione non hanno formato acini e si sono disidratate. L’impollinazione incrociata è pertanto cruciale per Malbo gentile, la cui massima allegagione è stata ottenuta quando le sue infiorescenze sono state messe a contatto con quelle di Ancellotta, l’impollinatore più efficiente tra quelli esaminati. In pieno campo l’allegagione e la produzione sono diminuite linearmente all’aumentare della distanza dall’impollinatore fino alla soglia massima di 10 m, oltre la quale i costi di gestione del vigneto non vengono compensati
Caratterizzazione ampelografica e ampelometrica di presunti cloini di Spergola nelle colline di Scandiano (Reggio Emilia)
La Spergola, vitigno minore a bacca bianca dell’areale di Scandiano (RE), manifesta nei vigneti un variabilità fenotipica per caratteri della foglia e del grappolo, che è stata esaminata nel biennio 2008-09. Undici piante fenotipicamente diverse sono state individuate in vigneti antichi presenti nella zona storicamente vocata e sottoposte a controllo dello stato sanitario e ad analisi molecolare (con microsatelliti), ampelografica, ampelometrica e qualitativa. Alcune accessioni sono apparse interessanti per il grappolo più spargolo rispetto alla Spergola standard. Le informazioni ottenute suggeriscono l’opportunità di conservare e valorizzare la diversità intravarietale e di proseguire le indagini sui biotipi più adatti per la vinificazione
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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