136 research outputs found

    Identità e trasformazione nel paesaggio marchigiano: la valutazione degli impatti e la gestione delle modificazioni

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    La valutazione degli interventi rispetto alle caratteristiche identitarie dei luoghi (e del paesaggio che ne è l’immagine) appare essere una necessità negli attuali processi di trasformazione del territorio. Per attuare tale strategia operativa si ritiene necessario procedere ad una attenta analisi dei vari contesti per individuare quelle caratteristiche che ne costituiscono la chiave interpretativa. La sensibilità personale di chi analizza, il proprio livello di conoscenza, la disponibilità di studi già effettuati costituiscono elementi di condizionamento della lettura interpretativa del luogo e del paesaggio che può trovare, nella definizione della categoria delle identità paesaggistiche, un elemento di oggettivazione dell’analisi e di materializzazione del significato. Il riconoscimento delle identità è quindi condizione principale per la valutazione degli impatti conseguenti agli interventi, come anche appare essere irrinunciabile una modificazione dell’orizzonte valutativo, non legato alle diverse scale di analisi (territoriale, urbana, architettonica, edilizia), ma necessariamente ampliato sino a considerare il paesaggio come sede ed esito ultimo di tutte le trasformazioni. Il contributo intende proporre una ipotesi di applicazione di metodologie analitiche e valutative in un preciso contesto ambientale, quale quello delle Marche centrali (e più specificamente della zona costiera e collinare del maceratese), con particolare focalizzazione sulle tematiche più propriamente edilizie, sia in sede di individuazione delle identità paesaggistiche tipiche, sia in merito alla valutazione degli impatti, quanto in relazione alla gestione delle trasformazioni, ritenendo queste tematiche come assolutamente importanti e caratterizzanti il contesto antropizzato

    Identità e trasformazione nel paesaggio marchigiano: la valutazione degli impatti e la gestione delle modificazioni.

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    La valutazione degli interventi rispetto alle caratteristiche identitarie dei luoghi (e del paesaggio che ne è l’immagine) appare essere una necessità negli attuali processi di trasformazione del territorio. Per attuare tale strategia operativa si ritiene necessario procedere ad una attenta analisi dei vari contesti per individuare quelle caratteristiche che ne costituiscono la chiave interpretativa. La sensibilità personale di chi analizza, il proprio livello di conoscenza, la disponibilità di studi già effettuati costituiscono elementi di condizionamento della lettura interpretativa del luogo e del paesaggio che può trovare, nella definizione della categoria delle identità paesaggistiche, un elemento di oggettivazione dell’analisi e di materializzazione del significato. Il riconoscimento delle identità è quindi condizione principale per la valutazione degli impatti conseguenti agli interventi, come anche appare essere irrinunciabile una modificazione dell’orizzonte valutativo, non legato alle diverse scale di analisi (territoriale, urbana, architettonica, edilizia), ma necessariamente ampliato sino a considerare il paesaggio come sede ed esito ultimo di tutte le trasformazioni. Il contributo intende proporre una ipotesi di applicazione di metodologie analitiche e valutative in un preciso contesto ambientale, quale quello delle Marche centrali (e più specificamente della zona costiera e collinare del maceratese), con particolare focalizzazione sulle tematiche più propriamente edilizie, sia in sede di individuazione delle identità paesaggistiche tipiche, sia in merito alla valutazione degli impatti, quanto in relazione alla gestione delle trasformazioni, ritenendo queste tematiche come assolutamente importanti e caratterizzanti il contesto antropizzato

    Restauro e nuova costruzione in terra cruda a Treia

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    Il progetto riguarda il restauro di un "atterrato" e la nuova costruzione di un piccolo edificio realizzato con struttura in legno e pareti in terra cruda. Il carattere sperimentale del progetto è testimoniato nelle pagine finali del n. 12 della rivista trimestrale "Il progetto sostenibile" del 2006 (pag. 76-81). Il sottoscritto ha curato la parte strutturale e di interventi costruttivi sull'edificio esistente. Il progetto é stato finanziato dal programma DOCUP MARCHE LEADER PLUS G.A.L. SIBILLA e dal Comune di Treia (MC) e risulta essere il primo intervento di restauro e nuova costruzione che si pone il problema anche del miglioramento sismico delle strutture esistenti in ambito marchigiano. L'apertura del cantiere anche ad esperti e studenti di diverse scuole ha permesso una condivisione delle esperienze ed una fase formativa tendente a sensibilizzare l'opinione pubblica su un patrimonio architettonico, quello in terra cruda, spesso sottovalutato anche dal punto di vista delle prestazioni strutturali. Le pagine della rivista testimoniano l'esperienza mostrando immagini sia delle condizioni ante operam sia delle fasi di cantier

    Empires of mud: wars and warlords of Afghanistan

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    Warlords, namely charismatic military leaders who exploit the weakness of central authorities to seize control of and autonomously rule a sub-national area, have earned much notoriety in recent years on account of the excesses of civil wars in Liberia, Somalia and Afghanistan. But notwithstanding their bad reputation, warlords have often participated in state formation. In 'Empires of Mud' Giustozzi analyses the dynamics of warlordism in Afghanistan within the context of such debates. He approaches this complex task by first analysing aspects of the Afghan environment that might have been conductive to the fragmentation of central authority and the emergence of warlords and then accounts for the emergence of warlordism in the 1980s and subsequently the lion's share of this book consists of an in-depth analysis of the systems of rule - political, economic, military - which developed under Afghanistan's two foremost warlords, Ismail Khan and Abdul Rashid Dostum, both of whom still wield considerable power even after the intervention of Allied forces in Afghanistan in 2001. Their two systems are compared, highlighting convergences and divergences, in order to explain how warlords administer the areas that they control within so-called 'failed states', in the process challenging much of the received wisdom in scholarly and policy circles about warlordism. The author also discusses Ahmad Shah Massoud, whose 'system' incorporated elements of rule not dissimilar from that of the warlords. Giustozzi concludes that although charismatic leaders play a key role in shaping the specific characteristics of each warlord polity, there are some common elements that underlie the emergence of warlordism. In particular, the role of local military leaders and their gradual acquisition of a form of 'class consciousness' appear to be key processes in allowing the formation of warlord polities, while the latter have repeatedly shown the ability over time to evolve in to more sophisticated, state-like, or political party-like, structures

    Shock and diffuse ST-elevation in a patient with coronavirus disease-2019 disease

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    The infection by the novel coronavirus, severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV-2), is associated with significant cardiovascular morbidity and mortality. Cardiac events require prompt diagnosis and management, also in the SARS-CoV-2 era. A 58-year-old male, heavy smoker and with known SARS-CoV-2 infection, abruptly developed severe hypotension and asthenia. At patients' home, emergency physicians found hemodynamic compromise with diffuse ST-elevation at electrocardiography. The patient was rapidly moved to the cardiac catheterization laboratory, and any contact with other health-care workers was avoided. Coronary angiography excluded coronary artery disease. At admission to the coronavirus disease-2019 unit, an increase in inflammatory markers and liver enzymes with normal troponin levels were observed. Bedside lung ultrasonography showed interstitial syndrome and bilateral pleural effusion, whereas echocardiography showed large and diffuse pericardial effusion with a swinging heart. The hemodynamic status improved after gentle fluid therapy such suggesting potential concomitant sepsis and pericardiocentesis was not performed. At this time, a computed tomography scan showed a widespread neoplasm in the right lung involving the subclavian artery and vein and the thoracic lymph nodes. The histology confirmed the diagnosis of a locally advanced pulmonary adenocarcinoma. One week after admission, the patient died for worsening respiratory failure. Not delayed primary PCI remains the standard of care for patients with suspected ST-elevation myocardial infarction (STEMI) in the SARS-CoV-2 era. A diagnostic deepening for potential STEMI-mimicker (known to be associated with SARS-CoV-2 infection and to patients' comorbidities) should be considered, and a multidisciplinary approach is needed in these patients

    The eye of the storm: cities in the vortex of Afghanistan's civil wars

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    In this paper Afghanistan expert Antonio Giustozzi examines the turbulent relationship between cities, local leaders and 'warlords'. He explores how this has affected the emergence of states and the re-establishment of state-like polities in the country. The author takes an urban perspective on the conflict in Afghanistan and provides an overview of the evolution of urban-rural relationships, the role of armed groups and the impact of non-state actors and foreign intervention on Afghanistan's civil wars. He concludes that in periods of state weakness or disintegration, the domination of cities over rural areas, or vice-versa, was fluid until 2001 when foreign intervention re-empowered the cities and encouraged the urban elites to distance themselves from village-based power groups. This research suggest that, although close collaboration between cities and powerful rural warlords was not realised in Afghanistan, some form of cooperation did exist. This cooperation indicates there was the potential to bring about a monopoly of violence, professional skills and resources, all of which have been essential components for the emergence of states in many regions of the world. This paper raises important and difficult questions regarding the impact of foreign intervention on processes of state integration and highlights the need to consider more closely the possibility of different outcomes if foreign intervention did not occur

    Continuità e specificità: il colle San Bartolo, tra Romagna e Marche

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    Ai fini della definizione di linee di intervento nel costruito storico risulta necessaria un ampia conoscenza dei caratteri costitutivi dei tessuti edilizi e delle loro valenze ambientali. Il contributo analizza, in tal senso, le peculiarità di un ambito a cavallo tra Romagna e Marche per verificare quali caratteristiche propri di questi territori regionali si ritrovano nel contesto analizzato
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