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    TECNICHE ESTRATTIVE ED INFLUENZA SULLE CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE ED ORGANOLETTICHE DEGLI OLI

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    Il leggendario albero di ulivo (Olea europaea L.) e l’olio ricavato dai suoi frutti hanno accompagnato la storia dell’umanità. Infatti, all’inizio dell’Età del Rame nel VI millennio a.C. esisteva nel sud dell’Armenia, un cespuglio spinoso che produceva piccoli frutti, con nocciolo grande e poca polpa: l’olivo selvatico. Ancora oggi questa pianta si trova in quell’area da cui si è diffusa verso i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Successivamente fu scoperto che era possibile ricavare dai suoi frutti, con la spremitura, un liquido denso ed untuoso, benefico per proteggere la pelle che sotto l’azione del sole poteva bruciare facilmente, utile anche per illuminare le lunghe e buie notti. L’olio da olive possedeva inoltre un sapore gradevole grazie al quale, nel tempo, si è affermato come pregevole alimento, simbolo della alimentazione mediterranea. E’ storia recente la diffusione della pianta d’olivo in areali di coltivazione diversi dal tradizionale bacino mediterraneo. Il Cile, l’Argentina, il Sud Africa, l’Australia e recentemente la Cina, rappresentano aree geografiche dove la coltivazione si sta diffondendo e il prodotto acquisisce una sempre maggiore propria identità, attraverso peculiari caratteri di tipicità. Anche la qualità sta crescendo e soltanto i limitati quantitativi di olio prodotti non fanno intravedere, almeno a breve, queste aree produttive come potenziali concorrenti dei paesi del bacino Mediterraneo (Spagna, Italia e Grecia)

    Un filo d'olio. Guida all'acquisto ed al consumo dell'olio extravergine di oliva.

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    Alla terza ristampa, il successo della pubblicazione “Un filo d’olio” è conclamato, anzi la nuova edizione, completamente rielaborata, arricchita, sulla base delle esperienze di questi ultimi anni, è segnale dell’ evoluzione che il prodotto olio ha registrato sia nelle caratteristiche di produzione sia nella consapevolezza del consumatore. E’ affermazione del nostro territorio, un mix unico fatto di mare, entroterra, paesaggi, architettura, storia e prodotti che sono “tipici” proprio perché si producono in un contesto tradizionale, peculiare seppur con tecniche innovative. Molta strada è stata fatta, dopo anni di menù sempre uguali, di concentrazione univoca su un esclusivo ambito economico, la riscoperta del nostro entroterra, del buon bere, del mangiare sano e con gusto, sono divenuti temi sempre più al centro dell’attenzione non solo di “esperti” ma anche di consumatori attenti ed esigenti. Nello specifico dell’olio DOP extravergine “Colline di Romagna” resta, tuttavia, l’esigenza di orientare al consumo fruitori locali e turisti ancor “ignari” della qualità del nostro olio, incentivando la diffusione nella ristorazione dentro e fuori casa. Non da meno la necessità di contrastare la commercializzazione di prodotti di incerta provenienza, composizione e lavorazione diffusi, a basso costo, nella grande distribuzione. Azioni di “cultura” gastronomica che, tuttavia, hanno peso notevole nel sistema di sviluppo economico del nostro territorio. Al di là della definizione geografica della DOP, è nel territorio della provincia di Rimini, dove l’olivo trova le condizioni migliori di coltivazione, che si produce il 73% di tutto l’olio della regione Emilia Romagna. Non a caso nella nostra provincia si snoda una vera e propria Strada dell’Olio con la Fiera dell’Olio di Coriano, quella di Montefiore, il Concorso dell’Olio Novello di Montegridolfo, le iniziative di Domenica in Frantoio e Org...olio, con l’attivazione di circuiti di ristorazione dedicati all’olio extravergine di oliva delle colline di Rimini....fino ad arrivare all’Orgolioteca, un Pub “all’Olio” riservato ai giovani per cui, dopo la stagione del mare, il periodo novembre/dicembre si caratterizza come il tempo dell’olio riminese. Dunque, il madeinrimini, in un arco che va dalla sicurezza alimentare, basata sulla tracciabilità e la garanzia di filiera (di qui il nostro sostegno alla certificazione della DOP) al gusto legato alla tipicità, può essere una risposta efficace ad una globalizzazione che, nella ristorazione, sta appiattendo il livello qualitativo, minando una delle prerogative principali di Rimini, ovvero la capacità di “fare tendenza”..che altro non è che la capacità di progettare il futuro. In questo contesto si colloca “Un filo d’olio”, una pubblicazione ricca di informazioni, suggerimenti e, quindi, un’opera che diffonde la cultura dell’olio, delle sue proprietà salutari, del suo valore alimentare e gastronomico. Ma altrettanto chiaro è il messaggio che potremmo definire di “economia sostenibile”. Si tratta, infatti, di rivendicare il cibo anche come valore economico e far capire che vale la pena spendere di più se si vuole mangiare “buono” e “sicuro”. Un valore, quello del cibo, che deve classificarsi prima di altro (dal telefonino al prodotto di effetto mediatico) altrimenti non solo si mette a rischio la salute ma si mette in ginocchio la nostra Agricoltura, incentivando costi sempre più bassi e, quindi, prodotti provenienti da ogni dove, composti da ogni cosa, spesso realizzati con lo sfruttamento di uomini, donne e bambini. Mentre si può andare nella direzione giusta...con un filo d’olio

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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    koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist

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    We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
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