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Multiparametric and multimodal nuclear magnetic resonance diagnostics of wood for cultural heritage applications
La presente tesi di dottorato introduce un nuovo paradigma per la diagnostica non invasiva e non distruttiva della struttura e della fisiologia del legno, delle opere lignee e dei resti di legno archeologico basata sulla tecnologica di Risonanza Magnetica Nucleare protonica (1H-NMR). In questa tesi, è stata studiata l’organizzazione topologica della macro- e microstruttura del legno attraverso l’Imaging a Risonanza Magnetica (MRI) ad alta risoluzione e la diffusione RMN dell’acqua nel legno. La fisiologia e le proprietà
chimico-fisiche dei componenti del legno (cellulosa, lignina) insieme alle sezioni trasversali dei vasi/tracheidi e delle fibre del legno sono stati investigati tramite la rilassometria RMN e la spettroscopia RMN di correlazioni 2D (COSY). Diversi modelli che descrivono il comportamento del segnale RMN sono stati testati ed applicati. Diversi protocolli RMN sono stati ottimizzati per la diagnostica di oggetti lignei, sia contemporanei che archeologici e di interesse nei Beni Culturali, con particolare riguardo agli aspetti di non invasività e non distruttività delle misure. A tale scopo, oltre all’utilizzo di uno spettrometro RMN ad alto campo magnetico (9.4 T), che consente misure non distruttive su piccoli campioni, sono stati utilizzati anche uno scanner clinico, con campo magnetico di 3 T per investigare campioni più grandi, e uno spettrometro RMN portatile a basso campo magnetico (0.35 T), che permette misure non invasive su oggetti di qualsiasi dimensione. L’aspetto che accomuna tutte queste tecniche è l’impiego di molecole d’acqua liquida o in forma di vapore per sondare le caratteristiche strutturali del legno. Il metodo di imaging in risonanza magnetica (MRI) è stato utilizzato per implementare un protocollo ad-hoc per l’osservazione dei caratteri diagnostici del legno e del suo stato di conservazione. Le immagini RMN sono state acquisite, mediante sezionamento virtuale, su legni moderni ed archeologici di età romana perfezionando le sequenze di acquisizione in modo tale da ottenere immagini ad alta risoluzione (fino a risoluzione lineare massima di 8 μm) per l’osservazione di tutti gli elementi anatomici del legno. Inoltre, pesando le immagini RMN sui tempi di rilassamenti (T1, T2, T2*) o sul coefficiente di diffusione (D) è stato possibile ottenere un contrasto ottimizzato in grado di fornire informazioni chimico-fisiche e dinamiche aggiuntive. L’istologia virtuale completa ottenuta nelle tre direzioni anatomiche del legno, trasversale, radiale e tangenziale, ha dimostrato che l’MRI è una valida tecnica non distruttiva per investigare i legni sommersi, soprattutto quelli hardwoods, e che fornisce informazioni complementari a quelle fornite dalla microscopia ottica ed elettronica. Essa permette anche di ricostruire in 3D l’intero
campione in modo non-distruttivo a partire dalle immagini RMN 2D. Inoltre, per superare le restrizioni sulla dimensione del campione imposte dall’MRI realizzato con spettrometro ad alto campo magnetico (9.4 T), questa tesi riporta i risultati MRI ottenuti con scanner clinico (3 T) su legno archeologico sommerso. Sono state acquisite le prime immagini RM pesate in T1, T2 e T2* con risoluzione lineare di 250 micrometri di un palo di legno (diametro di 8.7 cm) dell’antico porto romano di Napoli e queste vengono confrontate con le immagini di tomografia computerizzata (TC). Questo studio ha suggerito che l’analisi MRI fornisce informazioni complementari utili per valutare lo stato di conservazione del legno archeologico e l’osservazione di alcuni caratteri diagnostici permettendo di riconoscere un softwood da un hardwood. Gli esperimenti di diffusione RMN sia su legni moderni imbibiti che archeologici sommersi hanno mostrato l’esistenza di diversi compartimenti diffusivi associati a diversi valori del coefficiente di diffusione molecolare (D) dell’acqua. Grazie all’impiego di una sequenza di acquisizione Pulsed Field Gradient (PFG) è stato possibile misurare il D a diversi tempi di osservazione Δ. Lo studio dell’andamento di D(Δ) ha consentito di ricavare informazioni circa la dimensione e l’interconnessione dei pori del legno e la permeabilità delle pareti cellulari. Inoltre, dai dati di diffusione è stato possibile estrarre informazioni circa il legno come mezzo poroso, ossia la tortuosità dell’acqua e la sua anisotropia.
Le tecniche di rilassometria RMN sono state utilizzate per studiare la dinamica delle molecole d’acqua nelle varie strutture anatomiche del legno mediante la misura del tempo di rilassamento spin-reticolo (T1) e del tempo di rilassamento spin-spin (T2), i quali rappresentano un indice del grado di mobilità dell’acqua e delle sue interazioni con la matrice lignea. In particolare, nel legno archeologico sommerso di età romana la misura dei tempi di rilassamento analizzati con la trasformata di Laplace ha permesso di ricavare la distribuzione delle dimensioni dei pori, evidenziando un incremento del diametro medio delle strutture del legno dovuto al degrado della parete cellulare. Dalla misura del tempo di rilassamento spin-reticolo (T1) è stato anche possibile rivelare la presenza di sostanze paramagnetiche sotto forma di impurezze depositate all’interno dei reperti lignei. Nei legni a temperatura ambiente e umidità pari al 94%, la correlazione tra tempi di rilassamento T1 e T2 delle molecole d’acqua presenti nella parete cellulare e
misurati su 15 specie lignee diverse ha permesso di evidenziare il diverso comportamento igroscopico della parete cellulare dei softwoods in confronto alla parete cellulare degli hardwoods. Questo ha permesso di distinguere, in modo non invasivo, i legni softwoods dagli hardwoods. Un’ipotesi per spiegare questo risultato potrebbe essere la diversa composizione della parete cellulare (e.g., contenuto di emicellulosa) dei softwoods rispetto agli hardwoods, ma ulteriori studi verranno effettuati. Inoltre, utilizzando l’RMN unilaterale portatile e sfruttando i metodi di Laplace RMN multidimensionale (2D), in combinazione con gli esperimenti monodimensionali (1D), sono state ottenute le proprietà strutturali e dinamiche dell’acqua nel legno archeologico sommerso di età romana in maniera non invasiva. Gli esperimenti di correlazione T1-T2 e D-T2 hanno permesso di sondare ed identificare un maggior numero di compartimenti di acqua. Unendo gli esperimenti 1D e 2D è stata possibile una caratterizzazione completa di ciascun
compartimento di acqua, corrispondente ad una specifica struttura del legno, mediante i suoi valori di T1, T2 e D. I legni archeologici sono risultati privi della componente caratteristica di rilassamento corrispondente all’acqua legata nelle pareti cellulari (pari a circa 1 ms), che invece è presente nei legni contemporanei. Tale risultato ha suggerito l’abilità dell’RMN portatile nel diagnosticare la presenza di degrado. Mentre veniva portato avanti il lavoro di tesi, la tecnologica, i protocolli ed i modelli di RMN portatile usati per studiare il legno, sono stati anche estesi e adattati allo studio di materiali lapidei e della carta. Per i primi, le misure dei tempi di rilassamento T1 e T2 hanno permesso di valutare l’efficacia pulente di un idrogel a base di PVA-PEO e borace; per i secondi invece è stato monitorato l’effetto dell’esposizione alla luce UV
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Characterization of archeological human bone tissue by enhanced backscattering of light
Enhanced backscattering of light is used to detect microarchitectural changes in human archeological bones. Measurements on tibia cortical and trabecular tissue demonstrate the high sensitivity of the cone width and enhancement factor to the different morphologies. The approach allows to unveil the presence of periostitic lesions, thus addressing its feasibility for anthropological studies
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist
We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
Author-wise bibliometric analysis based on entropy.
Author-wise bibliometric analysis based on entropy.</p
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