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    Sandra Teroni, "Da una modernità all’altra. Tra Baudelaire e Sartre", Marsilio 2017. Dialogo tra Ignazio Cannas e l'autrice

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    Ignazio Cannas, psychoanalyst, has a dialogue with Sandra Teroni on the occasion of the publication of her book Da una modernità all’altra. Tra Baudelaire e Sartre (From one Modernity to another. Between Baudelaire and Sartre - Marsilio 2017). The issues addressed are: an unresolved oscillation of the artist and the human being between the research of a style to give voice to emotions and the active presence in the history; the sense of those that the author calls “the figures of disillusionment” – the escape, the wandering, the foreigner, the shipwreck and the swamp – that can be considered metaphors through which, in the modernity, man tries to represent the problems of his being in relation with  the other and his living in the world.Ignazio Cannas, psicoanalista, dialoga con Sandra Teroni in occasione della pubblicazione del suo libro Da una modernità all’altra. Tra Baudelaire e Sartre (Marsilio 2017). I temi trattati sono in particolare: una irrisolta oscillazione dell’artista e dell’essere umano fra ricerca di una forma in cui dare voce alle emozioni e attiva presenza nella storia; il senso di quelle che l’autrice chiama “figure del disincanto” - l’evasione, l’erranza, lo straniero, il naufragio e la palude - che possono considerarsi metafore attraverso cui, nella modernità, l’uomo cerca di rappresentare la problematica del suo essere in relazione con l’altro e del suo essere al mondo

    Citotassonomia degli scillaridi mediterranei (Crustacea, Decapoda).

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    Citotassonomia degli scillaridi mediterranei (Crustacea, Decapoda) ELISABETTA COLUCCIA, SUSANNA SALVADORI, RITA CANNAS, ANGELA MILIA, ANNA MARIA DEIANA Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia, Viale Poetto 1, 09126 Cagliari La famiglia Scyllaridae comprende 4 sottofamiglie e 85 specie; con le famiglie Palinuridae e Synaxidae è stata inclusa nel recente infraordine Achelata. Le informazioni sulla filogenesi di questa famiglia sono poche e si basano esclusivamente su caratteri morfologici. I dati citogenetici sui Decapodi sono scarsi ed in particolare i pochi dati disponibili sugli scillaridi riguardano solo studi preliminari. In questo lavoro presentiamo lo studio del complemento cromosomico di Scyllarus pygmaeus ed un confronto con le altre due specie mediterranee Scyllarides latus e Scyllarus arctus. Le piastre metafasiche sono state ottenute con il metodo diretto dalle gonadi e dall’epatopancreas. La localizzazione dell’eterocromatina costitutiva è stata studiata mediante bandeggio C. Nelle tre specie studiate il complemento cromosomico è costituito da alcuni grandi cromosomi e da numerosi piccoli cromosomi, prevalentemente metacentrici e submetacentrici anche se la morfologia dei cromosomi di piccola dimensione è difficile da identificare. Bande eterocromatiche sono state localizzate nelle regioni centromeriche in tutte le specie; inoltre sono presenti bande specie-specifiche. La determinazione esatta del numero cromosomico è difficile a causa della difficoltà nel conteggio di un gran numero di cromosomi e dei pochi esemplari esaminati. Per questa ragione per ogni specie viene riportato un range di valori. La citogenetica degli scillaridi è da considerarsi ancora ad uno stadio preliminare, da un primo confronto è tuttavia possibile fare alcune considerazioni: S. arctus e S. pygmaeus che appartengono alla sottofamiglia Scyllarinae presentano il numero cromosomico più basso fra gli Achelata finora studiati (70-74) mentre S. latus, unica specie studiata della sottofamiglia Arctidinae, presenta un numero cromosomico circa doppio. Questo dato indicherebbe un differenziamento fra le due sottofamiglie anche da un punto di vista cariologico

    B chromosomes in Palinurus gilchristi) (Crustacea, Decapoda).

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    B chromosomes in {Palinurus gilchristi} (Crustacea, Decapoda) Coluccia E, Cannas R, Salvadori S, Cau A, Deiana AM Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia, Università di Cagliari, Italy We analyzed mitotic and meiotic chromosomes of {Palinurus gilchristi} Stebbing, 1900, a South African spiny lobster exploited by intensive fishery activity. So far the chromosome complement of this species is unknown. Mitotic and meiotic chromosomes from testis tissue were studied. Metaphase plates, obtained by air-drying techniques were Wright’s stained and C-banded. Late prophases/metaphases I bivalents showed cross, ring and dumb-bell figures; some unpaired chromosomes, completely C-positive, were present. To study the chromosome number, mitotic and metaphase II chromosomes and metaphase I bivalents were counted. Numerical variability was observed (2n=120 ÷132, n=60 ÷ 72), that could be due to the presence of heterochromatic, asynaptic B chromosomes. Two types of Bs have been identified depending on their size: small and micro Bs; their total number varied from 3 to 7. It is noteworthy that in the two other congeneric species, {P. elephas} and {P. mauritanicus} we studied, B chromosomes with similar morphology have been Among Decapoda, B chromosomes have been found in two Nephropidae species, {Nephrops norvegicus} and {Homarus americanus}

    Studio del cariotipo di Gymnothorax tile (Osteichthyes, Anguilliformes).

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    STUDIO DEL CARIOTIPO DI GYMNOTHORAX TILE (OSTEICHTHYES, ANGUILLIFORMES). SALVADORI S., COLUCCIA E., CANNAS R., MILIA A., DEIANA A.M. Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia, Università di Cagliari, Viale Poetto 1, 09126 Cagliari. [email protected] In questo lavoro presentiamo lo studio del cariotipo di Gymnothorax tile (Hamilton, 1822), un’anguilliforme appartenente alla famiglia Muraenidae che vive in acque salmastre del Pacifico occidentale e dell’Oceano Indiano; è possibile reperirla nei negozi di pesci per acquario. Questo è il primo studio sul complemento cromosomico di questa specie, in bibliografia sono presenti solo scarse informazioni sulla sua biologia. Sono stati studiati sei esemplari, tutti di sesso femminile da cui sono stati ottenuti i preparati cromosomici mediante colture di sangue. E’ stato determinato il numero diploide 2n = 42 e per la costruzione del cariotipo è stato misurato l’indice centromerico di ogni coppia cromosomica, utilizzando il software Cromowin System (Amplimedical). I cromosomi sono stati classificati secondo Levan et al., (1964) e ordinati nel cariotipo in due gruppi: uno costituito da 17 coppie di cromosomi meta-, submeta- e subtelocentrici; l’altro da 4 coppie di cromosomi acrocentrici. All’interno dei due gruppi i cromosomi sono stati disposti in ordine di lunghezza decrescente. L’applicazione del bandeggio C, che evidenzia la localizzazione dell’eterocromatina costitutiva, ha permesso l’identificazione di molte coppie di cromosomi omologhi, caratterizzate da evidenti e peculiari bande eterocromatiche. Tutti i cromosomi del complemento presentano bande eterocromatiche centromeriche, in alcune coppie sono inoltre presenti bande telomeriche e bande intercalari anche molto ampie. Dal confronto con le altre specie studiate della famiglia Muraenidae si nota che il numero cromosomico riscontrato in G. tile, 2n = 42, è quello modale della famiglia, infatti è presente in 5 delle 7 specie studiate. Per quanto riguarda la struttura del cariotipo, G. tile e G. reevesii presentano un numero di bracci (NF = 76) notevolmente più alto rispetto alle altre specie. In base a studi morfologici e molecolari, la famiglia Muraenidae è ritenuta la più primitiva dell’ordine degli Anguilliformi e da un punto di vista citogenetico, presenta tra i più alti numeri cromosomici e contenuti di DNA/nucleo

    Caratterizzazione genetica di alcuni osteitti e crostacei decapodi di interesse commerciale.

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    CARATTERIZZAZIONE GENETICA DI ALCUNI OSTEITTI E CROSTACEI DECAPODI DI INTERESSE COMMERCIALE Anna Maria Deiana, Rita Cannas, Elisabetta Coluccia, Angela Milia, Susanna Salvadori a) Université de Corte (Denise Viale) b) Università degli Studi di Cagliari, Dip. Biologia Anim. e Ecol., Viale Poetto 1, Cagliari Scopo della nostra ricerca è la caratterizzazione genetica di alcune specie di Osteitti e Crostacei Decapodi oggetto di pesca lungo le coste sardo-corse. Le specie studiate sono: Anguilla anguilla, Conger conger (Osteichthyes, Anguilliformes), Palinurus elephas e Nephrops norvegicus (Crustacea, Decapoda). Sui preparati cromosomici, ottenuti mediante coltura di tessuto o con il metodo diretto, sono state applicate varie tecniche di bandeggio con lo scopo di caratterizzare i cromosomi, permetterne l’identificazione e l’appaiamento. Inoltre l’ uso di tecniche di colorazione differenziale dei cromosomi (bandeggio C, bandeggio con endonucleasi di restrizione, E.R.) ha permesso di evidenziare le caratteristiche strutturali e/o composizionali della cromatina e di identificare marcatori genetici utili per il riconoscimento dei cromosomi omologhi e lo studio della variabilità intra- ed interspecifica. Inoltre è stata localizzata e caratterizzata la regione organizzatrice nucleolare mediante le tecniche di impregnazione argentica e colorazione con il fluorocromo CMA3. Negli Anguilliformi studiati la digestione in situ con E.R. ha permesso di caratterizzare il cariotipo di Anguilla anguilla e distinguerlo da quello dell’altra specie atlantica A. rostrata. Per quanto riguarda i Decapodi, il conteggio di numerose metafasi mitotiche e meiotiche ha evidenziato in entrambe le specie la presenza di una variabilità numerica inter e intraindividuale; il bandeggio C e il bandeggio con endonucleasi di restrizione hanno permesso di evidenziare la presenza di cromosomi soprannumerari, le cui caratteristiche e comportamento meiotico sono probabilmente causa della variabilità riscontrata

    Sex chromosomes in Anguilliformes: a ZZ/ZW sex determination system in Dalophis imberbis (Ophichthidae).

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    Sex chromosomes in Anguilliformes: a ZZ/ZW sex determination system in Dalophis imberbis (Ophichthidae) S. Salvadori, E. Coluccia, R. Cannas, S. Buccoli, A. Cau and A.M. Deiana Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia, Università di Cagliari, Cagliari, Italy. Among Anguilliformes, morphologically differentiated sex chromosomes have been described in 25% of the species studied. Interestingly, in this taxon the occurrence of different sex chromosome systems, both male and female heterogamety as well as a multiple chromosome system, has been reported. In this work we describe the karyotype and demonstrate the presence of a ZZ/ZW sex determination system in Dalophis imberbis (Delaroche, 1809). The chromosome preparations have been obtained from blood cell cultures. Dalophis imberbis has 46 chromosomes; its karyotype is made up of 4 metacentric and submetacentric pairs, 18 acrocentric and subtelocentric pairs and a sex chromosome pair, heteromorphic in females. By measuring with the Cromowin System software the relative length and the centromeric index of each chromosome pair, we have constructed the idiogram of this species. By C-banding we have located the constitutive heterochromatin in all centromeres; some chromosomes show peculiar banding patterns, in particular Z and W chromosomes present large heterochromatic blocks, probably related to mechanisms that lead to the inactivation and differentiation of sex chromosomes. Moreover, by replication banding, which represents the most effective karyotyping method in fishes, we have characterized each chromosome pair of D. imberbis. Furthermore, the 45S rDNA FISH has allowed to locate the ribosomal genes in two pairs of autosomes and in the subtelomeric region of the chromosome W. Ag-staining has shown in different individuals, three-four transcriptionally active NORs; the ribosomal clusters present on the W chromosome are often Ag-positive

    Mitotic and meiotic chromosomes of the american lobster Homarus americanus (Nephropidae, Decapoda).

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    Mitotic and meiotic chromosomes of the American lobster Homarus americanus (Nephropidae, Decapoda) Coluccia E., Cau A., Cannas R., Milia A., Salvadori S., Deiana A.M. Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia, Università di Cagliari, Viale Poetto 1, 09126 Cagliari, Italy. Homarus americanus H. Milne Edwards is an important target of North American commercial fishery. The very few karyological studies on this species have documented a remarkable intraspecific numerical variability of the chromosome complement; in order to explain this, the presence of supernumerary chromosomes has been hypothesised though not cytologically demonstrated (Roberts, 1969; Hughes, 1982). Supernumerary (B) chromosomes are additional chromosomes, highly polymorphic in number and morphology within populations and species, and their presence has already been shown in a species of the family Nephropidae (Deiana et al., 1996). In this study we characterise the mitotic and meiotic chromosomes of H. americanus by different banding techniques, and provide evidence of the presence of chromosomes, in this species, with some of the features of the B chromosomes. Chromosome preparations have been obtained from testicular tissue using an air-drying technique. C-banding, fluorochrome-banding and restriction enzyme-induced banding (RE) have allowed a clear identification of meiotic figures and the study of the distribution and structure of heterochromatic regions. These regions are localised on most centromeres and react specifically to the digestion with different REs and to the GC – and AT- specific fluorochrome stainings. Our results point out the GC richness of H. americanus heterochromatin, as shown by the bright fluorescence of most of heterochromatic regions after staining with the GC- specific fluorochrome, chromomycin A3. On the other hand, only few centromeric regions are fluorescent after staining with the AT-specific fluorochromes, DAPI, and Quinacrine. Furthermore the adopted techniques have revealed presence of small B chromosomes, completely heterochromatic, variable in number, and often asynaptic in first meiotic metaphase. The presence of these chromosomes can, at least partially, account for the numerical variability already observed in the karyotype of this species

    Comportamento sociale

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    Studio del cariotipo di Gymnothorax tile (Osteichthyes, Anguilliformes) mediante bandeggio di replicazione

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    Studio del cariotipo di Gymnothorax tile (Osteichthyes, Anguilliformes) mediante bandeggio di replicazione ELISABETTA COLUCCIA, ANNA MARIA DEIANA, RITA CANNAS, SIMONA BUCCOLI, ANGELO CAU, SUSANNA SALVADORI Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia, Università di Cagliari. La famiglia Muraenidae comprende circa 200 specie, prevalentemente marine. Da un punto di vista citogenetico sono state studiate meno del 5% delle specie, la maggior parte di esse ha un numero diploide di 42 ma una differente struttura del cariotipo. In questo lavoro viene per la prima volta caratterizzato, mediante bandeggio di replicazione, il cariotipo di Gymnothorax tile (Hamilton, 1822), specie che vive in acque salmastre, sulla cui biologia si hanno scarsissime informazioni. Sono stati esaminati undici esemplari, tutti di sesso femminile, da cui sono stati ottenuti i preparati cromosomici mediante colture cellulari da sangue. Il bandeggio di replicazione precoce è stato ottenuto mediante incorporazione in vitro di BrdU e colorazione FPG. Il cariotipo è costituito da 42 coppie cromosomiche con un numero di bracci pari a 76, il più alto della famiglia, e comprende 8 coppie di metacentrici, 9 di submetacentrici e 4 di acrocentrici. Il pattern di bande a replicazione precoce ha permesso l’identificazione e la caratterizzazione delle coppie cromosomiche. Riproducibili pattern di replicazione precoce e tardiva sono state ottenute in altre due specie di murene (G. unicolor e Muraena helena); il loro confronto ha permesso l’identificazione di omeologie e riarrangiamenti, dimostrandosi un utile metodo nello studio dell’evoluzione del cariotipo tra specie correlate. Nei pesci le bande di replicazione rappresentano il metodo più valido per ottenere una differenziazione trasversale dei cromosomi in quanto le bande strutturali di tipo G, R e Q sono di difficile ottenimento. In G. tile sono state inoltre studiatate la distribuzione e struttura dell’eterocromatina e la localizzazione del NOR; con tutte le tecniche utilizzate il cariotipo di G. tile è risultato notevolmente differenziato rispetto a G. unicolor e M. helena
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