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Immagini della matematica in Italia nell'Età Moderna: edizioni e ricerche
Progetto finanziato dall'Istituto Nazionale di Alta Matematica (INdAM). Membri del gruppo di ricerca: Maria Teresa Borgato (coordinatore), Luigi Pepe, Alessandra Fiocca. Durata del progetto: 18 Giugno 2015 - 31 Dicembre 2016.
Descrizione Scientifica e obiettivi:
La questione della continuità o discontinuità nella ricerca e nella trattatistica matematica da metà del Cinquecento a metà del Novecento è stata spesso risolta nel senso della discontinuità. In particolare Settecento e Ottocento sono apparsi come due secoli “l’un contro l’altro armati”: Cauchy contro Lagrange, Navier contro Eulero ecc. D’altra parte i risultati permanentemente acquisiti in aritmetica, geometria, algebra, analisi, meccanica indicano la strada della continuità. Lo stesso Cauchy dedicò una sua memoria all’uso legittimo delle serie divergenti e introdusse una nuova definizione di integrale, detto in senso principale, per potere operare su funzioni non integrabili. L’integrale in senso principale è lo strumento per trattare la funzione integrale logaritmo, che gioca un ruolo molto importante nella definizione e nel calcolo della costante di Eulero Mascheroni, della quale non è stata ancora stabilita l’irrazionalità. Analogamente il principio di continuità, derivato dalla metafisica tedesca, ha avuto un ruolo molto importante nello sviluppo della geometria descrittiva e proiettiva dopo Monge. In questo ordine di idee il gruppo che opera presso l’Università di Ferrara si propone, in collaborazione con ricercatori di vari paesi, come E. Knobloch, (Germania), I. Passeron (Francia), A. Guilbaud Francia), S. Demidov (Russia), E. Neuenschwander (Svizzera), di svolgere ricerche sugli sviluppi di alcuni campi della matematica nel lungo periodo (serie divergenti, calcolo delle variazioni, funzioni olomorfe, invarianti, teoria analitica dei numeri ecc.)
Giambattista Guglielmini. Carteggio: De Diurno Terrae Motu
Giambattista Guglielmimi (1760-1817) è noto quasi esclusivamente per la pubblicazonedell'opuscolo "De diurno Terrae motu" citato in tutti i lavori di rassegna sulle ricerche di prove fisiche del moto di rotazione terrestre. Egli fu invece personaggio notevole per la storia delle scienze matematiche, per la storia dell'Università di Bologna e per la stessa storia politica della città. La ricostruzione della biografia di Guglielmini da molti frammentari riscontri eccede i limiti di questo volume, viene fornita tuttavia una prima cronologia della sua vita, un elenco delle sue opere a stampa, ed un elenco delle memorie manoscritte presentate all'Accedemia dell'Istituto delle Scienze di Bologna, alcune tuttora esistenti. Le lettere di Gugliemini qui pubblicate provengono da diverse biblioteche (Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna, Biblioteca Universitaria di Bologna, Biblioteca Ariostea di Ferrara). La scelta è stata finalizzata ad illustrare il dibattito scientifico che si sollevò attorno a Guglielmini sull'esperimento da lui proposto in prova del diurno moto della Terra, e che può essere diviso in due periodi. Il primo corrisponde al soggiorno romano di Gugliemini (1788-89) e al suo progetto di dimostare la rotazione della Terra misurando la deviazione verso est subita da un grave in caduta libera rispeto alla verticale del filo a piombo. L'esperimento doveva svolgersi sotto la cupola di S. Pietro (carteggi con Canterzani, Isolani, matteucci, Bonfioli Malvezzi). Il secondo periodo (1790-1792) si riferisce agli esperimenti effettivamente realizzati a Bologna, nella torre dell'Osservatorio e nella Torre degli Asinelli, in collaborazione con diversi accademici, e alla polemica scientifica con Bonati e Calandrelli sulla deviazione meridionale (carteggi Caldani, Calndrelli, Bonati). Il volume si apre con un saggio introduttivo generale, mentre ogni carteggio è preceduto da una specifica introduzione e corredato di note storiche ed esplicative. Il carteggio con Canterzani (51 lettere) è curato da M. T. Borgato, gli altri carteggi (47 lettere) sono a cura di A. Fiocca
The road to a time-resolved RICH at LHCb
The LHCb Collaboration is planning a major "Upgrade II" of the experiment with the purpose to increase the instantaneous luminosity by a factor of 5 to 1.5x10cms during Long Shutdown 4 of the LHC. This poses stringent requirements on the capabilities of subdetectors due to the increased particle multiplicity and detector occupancy. The Upgrade II LHCb RICH (Ring-imaging Cherenkov) subsystem will require improvements in spatial and time resolution to maintain good particle identification performance in this environment.To address these challenges, an improvement in the readout electronics is planned during the Long Shutdown 3 (LS3), from 2026 to 2028. The goal is to timestamp the data with an accuracy better than O(100) ps from Run4 (2029-2032) onwards, in parallel with the development of novel sensors capable of sub-100 ps time resolution for Run5 (2035-2038). The LS3 enhancements foresee the use of the FastRICH, a 65-nm CMOS front-end readout chip, under development by CERN and ICCUB. In these proceedings a prototype opto-electronic chain for Cherenkov photon detection with precise-timing is presented as a proof-of-principle for the future RICH detectors. This readout chain is equipped with the FastIC, a precursor to the FastRICH with a similar dynamic range.In order to evaluate the time resolution of the prototype photo-detection chain equipped with the FastIC chip, beam test campaigns were conducted in 2021 and 2022 at CERN SPS charged particle beam facility with 180 GeV/c protons and pions. The results of such beam tests are presented, with a focus on the final results coming from the timing analysis and on the corrections applied to account for the time-walk effect
Grattan-Guinness, I. From anomaly to fundament: Louis Poinsot's theory of the couple in mechanics
This very detailed essay deals with the foundations of mechanics and, more specifically, the important treatise "Eléments de statique" published by Louis Poinsot, firstly in 1803, and revised and reprinted many times. The author focuses on the main innovative concept introduced by Poinsot, the couple, that is a pair of forces, coplanar but non collinear, equal in magnitude and direction but opposite in sense. The concept of couple is central to Poinsot’s work, on which he based not only his statics but also a part of his dynamics
Scienza a due voci, a cura di Raffaella Simili, Firenze, Leo s. Olschki, 2006
Recensione del volume a cura di Raffaella Simili, nato dalla attività di ricerca presso l'Università di Bologna sul tema: Donne, Università e istituzioni scientifiche dal Settecento al primo Novecento
Giuseppe Vitali: Real and Complex Analysis and Differential Geometry
Vitali’s most significant output took place in the first eight years of the twentieth century when Lebesgue’s measure and integration were revolutionising the principles of the theory of functions of real variables. This period saw the emergence of some of his most important general and profound results in that field: the theorem on discontinuity points of Riemann integrable functions (1903), the theorem of the quasi-continuity of measurable functions (1905), the first example of a non-measurable set for Lebesgue measure (1905), the characterisation of absolutely continuous functions as antidervatives of Lebesgue integrable functions (1905), the covering theorem (1908). In the complex field, Vitali managed to establish fundamental topological properties for the functional spaces of holomorphic functions, among which the precompacity of a family of holomorphic functions (1903-04). Vitali’s academic career was interrupted by his employment in the secondary school and by his
political and trade union commitments in the National Federation of Teachers of Mathematics (Federazione Nazionale Insegnanti di Matematica, FNISM), which brought about a reduction, and eventually a pause, in his publications. Vitali took up his research work again with renewed vigour during the national competition for university chairs and then during his academic activity firstly at the University of Modena, then Padua and finally Bologna. In this second period, besides significant improvements to his research of the first years, his mathematical output focussed on the field of differential geometry, a discipline which in Italy was long renowned for its studies, and particularly on some leading sectors like connection spaces, absolute calculus and parallelism, projective differential geometry, and geometry of the Hilbertian space.
Giuseppe Vitali’s mathematical output has been analysed from various points of view: his contributions to real analysis, celebrated for their importance in the development of the discipline, were accompanied by a more correct evaluation of his works of complex analysis and differential geometry, which required greater historical investigation since the language and themes of those research works underwent various successive developments, whereas the works on real analysis maintained a collocation within the classical exposition of that theory. This article explores the figure of Vitali and his mathematical research through the aforementioned contributions and, in particular, the edition of memoirs and correspondences promoted by the Unione Matematica Italiana, which initiated and encouraged the analysis of his scientific biography
Peep show and play audiometry
Lo scopo di questo lavoro è quello di veri care l’attendibilità del R17a rispetto al Peep Show, metodica classica utilizzata nell’audio- metria comportamentale per i bambini dai 3 ai 6 anni.
I due strumenti sono stati messi a confronto per i seguenti parame- tri: la ripetibilità, la durata, l’af dabilità, il gradimento, la facilità. R17a è un’apparecchiatura della MRS Resonance.
è un tablet che contiene al suo interno vari esami di indagine au- diologica: audiometria tonale, audiometria vocale, autotreshold e play audiometry.
Il lavoro prende in considerazione solo la Play Audiometry; il test vuole essere utilizzato come screening sui bambini valutando le quattro frequenze principali 500, 1000, 2000, 4000 Hz in un range di intensità da 10 a 70 dB HL
More Than Pupils. Italian Women in Science at the Turn of the 20th Century, edited by Valeria P. Babini - Raffaella Simili, Firenze, Leo S. Olschki, 2007
Recensione del volume a cura di V. Babini e R. Simili che raccoglie nove saggi su "allieve eccellenti" nelle università italiane tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento. Le protagonoste sono opportunamente presentante nel proprio ambito scientifico, facendo ricorso spesso a fondi archivistici oltre che a stampa. Il volume non può essere esaustivo: potrebbero ad esempio ben figurare Pia Nalli e Margherita Piazzolla Beloch
Tra teoria ed esperimenti: la deviazione dei gravi e la rotazione della Terra (1789-1805)
La teoria della deviazione dei gravi si sviluppò alla fine del Settecento, in connessione con le ricerche di una prova sperimentale della rotazione della Terra. Nel periodo dal 1789 al 1805 numerosi esperimenti ed un intenso dibattito scientifico ebbero luogo in Italia, con la partecipazione di matematici ed astronomi di varie città. Giambattista Guglielmini fu l’ideatore di un esperimento che si basava sulla misura della deviazione verso est, rispetto alla verticale del filo a piombo, di un grave in caduta libera. L’esperimento, inizialmente progettato nella basilica di S. Pietro a Roma, per conciliare la Chiesa cattolica col sistema copernicano, fu realizzato da Guglielmini nella Torre degli Asinelli a Bologna nel 1791, e ripreso da altri scienziati a Roma, Torino, Novara, Bergamo, Amburgo e Schlebush. La notizia dell’esperimento si diffuse in Francia e Germania. In questo lavoro sono analizzate le teorie matematiche che vennero inizialmente elaborate da Guglielmini, Bonati, Tadini, Saladini precedendo la sistemazione che la teoria della deviazione trovò nelle opere di Laplace e Gauss
La prova fisica della rotazione terrestre e l'esperimento di Gugliemini
Il nome di Giambattista Guglielmini è legato alla prima verifica sperimentale, condotta con metodi moderni, della rotazione della Terra. L'eperimento progettato e realizzato da Guglielmini si basava sulla misurazione della deviazione verso est subita da un grave in caduta libera, rispetto alla verticale del punto di lancio. Anche se nella seconda metà del Settecento il sistema copernicano si era ormai imposto per la sua evidente superiorità scientifica, si ricercava ancora una prova sperimentale inconfutabile del moto diurno della Terra. Il lavoro è diviso in dieci paragrafi. Alla formazione scientifica di Guglielmini, al suo primitivo progetto di un esperimento a Roma in S. Pietro (1789) è dedicato il primo paragrafo. Ai precedenti risultati sul tema della deviazione (Galileo, Mersenne, Borelli, Angeli, Newton, Hooke, d'Alembert) sono dedicati i successivi tre. L'esperimento che fu effettivamente realizzato nella Torre degli Asinelli di Bologna (1790-92) è descritto nel quinto paragrafo. Un vivace dibattito aveva sollevato la proposta dell'esperimento di Guglielmini in ambiente scientifico italiano. Della polemica con Teodoro Bonati sulla deviazione meridionale e sugli altri esperimenti condotti da Calandrelli a Roma nell'osservatorio del Collegio Romano (1790-91) tratta il paragrafo successivo. Il settimo illustra il calcolo teorico della deviazione elaborato da Guglielmini nel suo lavoro più celebre: "De Diurno Terrae Motu" (1792). L'ottavo è dedicato alla polemica con Saladini e agli altri interventi sulla deviazione dei gravi (Canterzani, Saladini, Michelotti, Francesconi, Tadini) che oltre alla riproposizione dell'esperimento in altri luoghi, misero in luce punti crtitici della teoria: l'inosservabilità della deviazione meridionale, l'effetto della resistenza dell'aria sul moto, una diversa valutazione della deviazione orientale. Alla diffusione dell'esperimento di Guglielmini in Francia e in Germania, agli interventi di Laplace, Olbers e Gauss e agli esperimenti ripresi da Benzenberg ad Amburgo nel 1802 è dedicato il nono paragrafo. Infine agli esperimenti sulla deviazione che continuarono anche dopo che l'esperimento di Foucault (1851) suclassò ogni altro come prova della rotazione terrestre è dedicato l'ultimo paragrafo. L'interesse superstite che ancora agli inizi del Novecento attirava i ricercatori (Hall, Hagen) era dovuto al manifestarsi di una piccola ma apparentemente significativa deviazione meridionale che la teoria classica prevedeva nulla
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