1,158 research outputs found

    BU 06. Alcuni spazi pubblici del quartiere Borgo ulivia Falsomiele

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    Il volume raccoglie i risultati della ricerca Nazionale Prin 2007 “ Riqualificazione e aggiornamanto del patrimonio di edilizia pubblica. Linee guida per gli interventi nei quartieri innovativi IACP nell’italia centromeridionale” svolti dall’unità Palermitana (responsabile Andrea Sciascia). L’autrice partecipa alla ricerca MIUR PRIN 2007 elaborando un’ipotesi di progetto per l’area del borgo Ulivia a Palermo. Il progetto, che ha affrontato il tema “BU.06, Pedonalità e Carrabilità. Alcuni spazi pubblici del quartiere Borgo Ulivia – Falsomiele”, elaborato grazie a un gruppo di giovani architetti siciliani, è descritto attraverso gli elaborati pubblicati nella seconda parte del volume

    Hydrillae

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    Progettazione di Housing Sociale: un quartiere di edilizia residenziale sociale integrata al borgo storico preesistente, al tessuto rurale, al sistema metropolitano ed infrastrutturale della periferia di Milan

    Il ruolo del borgo nella pianura

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    Valutazione delle trasformazioni del contesto ambientale e paesaggistico del borgo rurale monastico di Viboldone, esaminato nel quadro del rischio ambientale e antropico cui è soggetto e delle variabili socioeconomiche che ne influenzano le trasformazioni nelle strategie di sviluppo territoriale

    Il borgo: analisi diagnostiche preliminari

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    Attività diagnostica preliminare allo scavo del borgo a Castelseprio (Varese

    Piano d'azione per un borgo rurale "Umiliato"

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    Nel cuore dell’area metropolitana milanese si apre il borgo rurale di Viboldone, sorto intorno all’omonima Abbazia del XIII secolo. Le cascine e le case coloniche del borgo sono state progressivamente svuotate per dare avvio ad un’ ingente opera di recupero edilizio. In assenza di un progetto condiviso fra proprietà, amministrazione e popolazione coinvolta il borgo è divenuto teatro di scontri fra interessi diversi bloccando ogni intervento, mentre anche i due agricoltori superstiti. Lo Studio presenta il Piano d’Azione messo a punto per rilanciare il recupero del borgo rural

    A formal ontological perspective on the behaviors and functions of technical artifacts

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    In this paper we present a formal characterization of the engineering concepts of behavior and function of technical artifacts. We capture the meanings that engineers attach to these concepts by formalizing, within the formal ontology DOLCE, the five meanings of artifact behavior and the two meanings of function that Chandrasekaran and Josephson identified in 2000 within the functional representation approach.We begin our formalization by reserving the term “behavior” of a technical artifact as “the specific way in which the artifact occurs in an event.” This general notion is characterized formally, and used to provide definitions of actual behaviors of artifacts, and the physically possible and physically impossible behaviors that rational agents believe that artifacts have. We also define several other notions, for example, input and output behaviors of artifacts, and then show that these ontologically characterized concepts give a general framework in which Chandrasekaran and Josephson’s meanings of behavior can be explicitly formalized. Finally we show how Chandrasekaran and Josephson’s two meanings of artifact functions, namely, device-centric and environment-centric functions, can be captured in DOLCE via the concepts of behavioral constraint and mode of deployment of an artifact. A more general goal of this work is to show that foundational ontologies are suited to the engineering domain: they can facilitate information sharing and exchange in the various engineering domains by providing concept structures and clarifications that make explicit and precise important engineering notions. The meanings of the terms “behavior” and “function” in domains like designing, redesigning, reverse engineering, product architecture, and engineering knowledge bases are often ambiguous or overloaded. Our results show that foundational ontologies can accommodate the variety of denotations these terms have and can explain their relationships.Values and TechnologyTechnology, Policy and Managemen

    Presentazione della seconda Tesi di Laurea in Restauro sul borgo medievale di Craco (MT)

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    Colpito da un grave dissesto idrogeologico innescato da lenti ma progressivi mo- vimenti franosi, l’insediamento fu evacuato negli anni Sessanta del XX secolo quando un’ordinanza sindacale impose il trasferimento della maggioranza degli abitanti a fondovalle, in località Peschiera. Allo stato attuale l’antico insediamento versa in uno stato di avanzato degrado, accelerato da una mancata manutenzione che, ancor più del movimento franoso, seppure lento ma inarrestabile, mina la sopravvivenza del borgo. Tuttavia è l’aspetto decadente che, paradossalmente, costituisce il valore aggiunto di Craco inscindibilmente legato ad un paesaggio naturale di grande suggestione. Ed è il fascino esercitato da una città allo stato di rovina, sospesa in una dimensione atemporale, che ha indirizzato Craco ver- so un’inaspettata vocazione artistica, no a diventare motivo di attrazione per il mondo dell’arte, del cinema d’autore ed in seguito, di un turismo colto sedotto dall’elevato potere evocativo del luogo. L’indagine che qui si presenta prosegue ed amplia la ricerca affrontata da un precedente Laboratorio di Laurea in Restauro, attivato nell’A.A. 2013/2014, che aveva focalizzato la propria attenzione su una parte dell’antico nucleo abitato, co- stituito dagli edi ci che si articolano attorno a largo Machiavelli e piazza Grossi, attualmente accessibile grazie ad un percorso messo in sicurezza che permette di raggiungere la torre normanna costruita sulla sommità della collina. Nel riprendere le Linee-Guida messe a punto nella trascorsa esperienza progettuale, gli allievi di questo Laboratorio confermano gli indirizzi generali già trac- ciati per quanto attiene ai lavori di sistemazione idrogeologica e paesaggistica, alla regimazione delle acque piovane, alla messa in sicurezza del percorso di visita che in questo caso si prevede di estendere a tutto l’insediamento, al consolida- mento strutturale delle murature superstiti, alla musealizzazione dei ruderi, alla istituzione a Craco di un centro di eccellenza per lo studio dei fenomeni franosi e alla promozione del borgo come luogo di produzione artistico-culturale. Alcune scelte speci che, invece, sono state modi cate in virtù delle nuove acquisizioni emerse durante le complesse, ancorché rischiose, operazioni di rilievo della nuo- va area scelta come caso di studio, coincidente con gli edi ci lungo via Al eri, il percorso di crinale che collega la torre normanna situata a nord-est con i palazzi Carbone-Rigirone collocati a nord-ovest
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