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    Insight on P2X7 receptor role as oncogene

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    Activation of P2X7 receptor is impacting almost all recognized cancer hallmarks [Hanahan D, Weinberg RA. Cell. 2011;144(5):646–674] including sustained proliferation [Baricordi OR, Melchiorri L, Adinolfi E, Falzoni S, Chiozzi P, Buell G, Di Virgilio F. J Biol Chem. 1999; 274(47):33206–8; Adinolfi E, CallegariMG, Ferrari D, Bolognesi C, Minelli M,Wieckowski MR, Pinton P, Rizzuto R, Di Virgilio F. Mol Biol Cell. 2005; 16(7):3260–72], deregulation of cellular energetics [Adinolfi et al. 2005; Amoroso F, Falzoni S, Adinolfi E, Ferrari D, Di Virgilio F. Cell Death Dis. 2012; 3:e370], activation of tissue invasion [Jelassi B, Chantôme A, Alcaraz-Pérez F, Baroja-Mazo A, Cayuela ML, Pelegrin P, Surprenant A, Roger S. Oncogene. 2011; 30(18):2108–22] and neovascularization [Adinolfi E, Raffaghello L, Giuliani AL, Cavazzini L, Capece M, Chiozzi P, Bianchi G, Kroemer G, Pistoia V, Di Virgilio F. Cancer Res. 2012;72(12):2957–69]. Nevertheless, a clear cut demonstration that P2X7 receptor can affect carcinogenesis in vivo was missing. Aim of our studies was to verify the effect of P2X7 expression and blockade in animal models of cancer. Tumor tested included colon cancer, melanoma and neuroblastoma modeled either in syngeneic or in xenograft systems. In all this settings P2X7 was increasing tumoral engraftment and growth rate also affecting blood vessels formation [Adinolfi et al., 2012]. Signaling cascades involved in P2X7 mediated transformation included the HIF-1 alpha-VEGF and PI3Kinase-GSK3 axes. Of interest for the therapy of cancers that are still lacking a cure, such as advanced stages neuroblastoma and melanoma, was the power of different P2X7 inhibitors to in vivo reduce cancer growth. In summary, our data demonstrate an oncogenic role for P2X7 receptor and suggest it as easily approachable therapeutic target as its antagonists are in clinical trials for other diseases and will be soon available at patient’s bed

    La dialettica tra mondo esterno e interno secondo Johannes de Silentio

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    Il tema del saggio è la dialettica tra mondo esterno e interno in "Timore e tremore" di S. A. Kierkegaard, un’opera avvincente, e per questo molto letta e citata, ma anche enigmatica, sfuggente, di difficile comprensione. Catturati dal pathos lirico con cui lo pseudonimo Johannes de silentio, in aspra, irridente polemica nei confronti dei suoi contemporanei, rielabora poeticamente la vicenda di Abramo, ponendola a serrato, vivace confronto con i nodi irrisolti della sua stessa storia, spesso non ci si avvede della complessità di alcune nodali questioni filosofiche che fanno da sfondo alla sua vibrante difesa del patriarca biblico. Una di queste questioni, forse la più complessa, è quella del rapporto dialettico tra mondo esteriore e interiore, indagata nel saggio

    La semilla roja del feminismo catalán : el pensamiento político de Giulia Adinolfi

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    Premi UAB de l'Observatori per a la Igualtat als millors Treballs de Fi de Grau amb perspectiva de gènere. 7a Edició, curs 2021-2022En aquest assaig s'analitza el pensament polític feminista de Giulia Adinolfi. L'escrit se centra en la idea que el feminisme, com a moviment de masses, demostra el caràcter hegemònic dels interessos de les classes treballadores. Adinolfi va posar en dubte les idees dominants del marxisme ortodox, considerant que el feminisme i la lluita treballadora havien de conformar una unitat d'acció. Per aquesta raó, el seu pensament es va caracteritzar per aportar una visió de la lluita feminista que no coincidia amb la concepció generalitzada del feminisme català de finals del segle XX. L'autora es va alimentar del pensament d'Antonio Gramsci concebent a les dones com a grup subaltern i assenyalant la política de masses com la gran potencialitat del feminisme.En este ensayo se analiza el pensamiento político feminista de Giulia Adinolfi. El escrito se centra en la idea de que el feminismo, como movimiento de masas, demuestra el carácter hegemónico de los intereses de las clases trabajadoras. Adinolfi puso en entredicho las ideas dominantes del marxismo ortodoxo, considerando que el feminismo y la lucha obrera debían conformar una unidad de acción. Por ello, su pensamiento se caracterizó por aportar una visión de la lucha feminista que no coincidía con la concepción generalizada del feminismo catalán de finales del siglo XX. La autora se alimentó del pensamiento de Antonio Gramsci concibiendo a las mujeres como grupo subalterno y señalado la política de masas como la gran potencialidad del feminismo.This essay analyses the feminist political thought of Giulia Adinolfi. The writing analyse the idea that feminism, as a mass movement, demonstrates the hegemonic nature of the interests of the working classes. Adinolfi questioned the dominant ideas of orthodox Marxism considering that feminism and the workers struggle should form a unity of action. For this reason, her thought became special by providing a vision of the feminist struggle that did not coincide with the generalized conception of the time. The author fed on Antonio Gramsci's thinking, conceiving women as a subaltern group and pointing out mass politics as the great potential of feminism

    La tutela della donna nell’ordinamento internazionale : quale garanzia all’integrità del suo corpo?

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    La tutela dei diritti della donna è oggetto di una parte rilevante della prassi internazionali in materia di diritti umani. Questa viene considerata nel contributo, attraverso la definizione degli elementi positivi, ma anche dei limiti e delle lacune, della Convenzione contro ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, conclusa nel quadro delle Nazioni Unite nel 1980 e della recente giurisprudenza dei tribunali penali internazionali

    Il sostegno congiunto UE-FMI : è necessario un ripensamento della politica di condizionalità?

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    L'assistenza finanziaria agli Stati dell'area euro prestata dal 2008 dal Fondo monetario internazionale e tramite strumenti riconducibili al diritto dell'Unione europea, ha sollevato specifiche questioni relative al coordinamento tra le due istituzioni. Queste attengono sia alla procedura seguita nel negoziato con gli Stati in causa per definire il programma di aggiustamento che avrebbe accompagnato il trasferimento di risorse, sia al contenuto della politica di conditionalità applicata da UE e FMI. L'autrice sviluppa questi due distinti profili di indagine, alla luce del diritto e della prassi delle due organizzazioni, per evidenziare come gli interventi in causa abbiano avuto luogo in un contesto di vuoto giuridico, nel quale tuttavia il contenuto dei programmi di aggiustamento, fortemente orientati all'applicazione di politiche di austerità, è stato determinato anche dai vincoli sulle politiche di bilancio, monetarie e valutarie derivanti dalla partecipazione all'unione economica e monetaria. Anche in ragione delle più recenti critiche al ricorso a politiche di austerità in contesti di forte contrazione economica, sono sviluppate alcune considerazioni in merito ad una possibile evoluzione della politica di condizionalità, che tenga anche conto dell'opportunità di ricorrere a nuovi strumenti, quali le restrizioni sui movimenti di capitali, e di istituire nuovi meccanismi per la soluzione di crisi del debito sovrano

    La seduzione e il dubbio: figure poetiche di amanti infelici in "Enten-Eller" di S. Kierkegaard

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    In Silhouettes Kierkegaard indaga il lato oscuro della seduzione, ma in quest’opera a interessarlo non sono tanto le vicende dei seduttori, quanto piuttosto le ombre gettate dai protagonisti sulle loro controparti femminili. In che modo vivono l’inganno e l’abbandono da parte degli uomini che amano? In quale misura cambiano le loro vite? Tre personaggi, tre monologhi immaginari, tre identità perdute nell’idea di un amore mai realizzato, Silhouettes ci offre una coinvolgente serie di ritratti letterari in cui Kierkegaard dà voce a tre eroine del passato, ma a noi sempre presenti e, attraverso il suo sguardo, ci restituisce le loro voci che mai prima erano state ascoltate

    Poeta o testimone? Il problema della comunicazione del cristianesimo in Søren Aabye Kierkegaard

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    Intorno a quale centro ruota l’opera di S. A. Kierkegaard? V’è un ordine che presieda a testi tanto diversi, editi sotto pseudonimi disparati, operanti nelle più varie direzioni entro la cultura di questo secolo? “Rendere attenti alla realtà religiosa, alla realtà cristiana” è il motto che, secondo il filosofo danese, ricapitola tutta la sua produzione letteraria “considerata come un tutto”: dunque, le note o i saggi dell’esteta non meno delle riflessioni dell’uomo etico o delle sottili analisi dello psicologo; l’esplicita discussione filosofica non meno dell’appassionata illustrazione del cristianesimo e delle sue esigenze. È questa un’indicazione efficace? Mynster, allora vescovo di Copenaghen e interlocutore di Kierkegaard, reagì alle sue affermazioni osservando incredulo: “Sì, è un filo che dà il bandolo di tutto, ma e torto dopo”. La dichiarazione dello scrittore, la replica del vescovo definiscono bene i contrastanti termini estremi delle interpretazioni di quello che è certo uno dei problemi decisivi del pensiero e della condotta del filosofo danese: la comunicazione del cristianesimo. Questo problema, spesso trascurato dalla critica, è al centro della presente ricerca che introduce a una rilettura complessiva dell’opera di uno dei maggiori testimoni della modernità
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