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I libri dei frati. Le biblioteche dei Minori Conventuali alla fine del secolo XVI dal Codice Vaticano Latino 11280
Dal codice Vat. lat. 11280 si sono estrapolate le notizie delle note librarie provenienti dai conventi del territorio della diocesi nel 1600 e cioè Camerino, Pioraco e Serra e si è proceduto all’analisi delle caratteristiche degli inventari delle biblioteche comuni e di quelle personali dei religiosi, ripercorrendo anche, ove possibile, le vicende biografiche dei padri titolari. Nessuno degli elenchi presenta la data di redazione, tuttavia, in analogia con le altre liste dei Conventuali della Marca anconetana, si ipotizza che essi siano stati stilati nella tarda primavera o nell’estate del 1600
Biblioteche disvelate. Saggi di scavo storico-bibliografico nella Biblioteca comunale di Sarnano. Mostra bibliografica, Sarnano, 'Il loggiato', 24 maggio-31 agosto 2008, a cura di R.M. Borraccini e G. Avarucci.
Sito web dell'esposizione virtuale. Ragioni e contenuto della ricerca: Ogni biblioteca è il risultato di scelte precise e consapevoli del privato o dell'istituzione cui fa capo e di esse è ad un tempo immagine e testimonianza. La Biblioteca comunale di Sarnano - al pari di molte altre biblioteche pubbliche - è sorta come istituto collettore di precedenti organismi librari autonomi, appartenuti alle corporazioni religiose, la cui vicenda secolare è stata interrotta traumaticamente nel sec. XIX in forza delle cosiddette leggi eversive. I fondi librari claustrali furono smembrati e inglobati nella costituenda biblioteca comunale, confusi tra di loro e privati delle singole identità. Si determinò cioè il fenomeno della 'dispersione lineare' dei libri i quali, scorporati dal loro nucleo originario, continuano però a vivere insieme. Opportunamente interrogati, pertanto, essi sono in grado di guidarci nel duplice obiettivo di restituire la propria autonoma identità ad ogni organismo librario primigenio e consentire all'organismo collettore la distinzione e il riconoscimento dei propri fondi, liberandoli dalla dimensione indefinita di sedimenti bibliografici genericamente etichettati come 'fondo antico'.
Gli uomini dei chiostri, infatti, intrattennero un rapporto privilegiato con i propri libri che in molti casi personalizzarono e rivendicarono. E i libri parlano, raccontano di sé e della propria storia, con le dichiarazioni esplicite e i contrassegni ancora oggi presenti sugli esemplari pervenuti: gli ex-libris, le formule di appartenenza, le annotazioni, le antiche segnature di collocazione, le legature. Così la fisionomia e l'identità degli organismi librari claustrali e, al loro interno, dei singoli personaggi che li hanno formati e accresciuti nel tempo, possono essere ridisegnate sia attraverso la tipologia letteraria del patrimonio, sia attraverso l'intreccio dei segnali bibliologici depositati nelle copie superstiti, che rivelano i percorsi seguiti e l'ordito di relazioni intellettuali, amicali e parentali intessute dai singoli possessori.
L'obiettivo dello scavo nella Biblioteca di Sarnano consiste nella identificazione delle librerie claustrali in essa devolute; delle vicende storiche che ne hanno segnato il percorso; degli uomini che le hanno alimentate e delle motivazioni che li hanno mossi;
del contributo specifico di cultura e di memoria che ognuna di esse ha apportato al patrimonio comune. Ciò consente alla Biblioteca comunale di dipanare il filo aggrovigliato della matassa indistinta del suo 'fondo antico' e di individuare la serie dei nuclei distinti e riconoscibili che ne hanno costituito il patrimonio storico, determinandone la fisionomia. Così essa potrà meglio riconoscere la sua natura profonda e stratificata, valutare partitamente il proprio grado di rappresentazione e di radicamento nel contesto territoriale in cui opera e calibrare più consapevolmente il proprio sviluppo
Introduzione a "#leviedelledonnemarchigiane: non solo toponomastica"
Il volume biografa i nomi di donne marchigiane (famose e non) votate nel contesto di un progetto social al fine di recuperare la memoria di protagoniste del territorio marchigiano e ad oggi ritenute meritevoli di intitolazioni di vie e spazi pubblici delle città delle Marche
«Le carte e la storia»: le biblioteche claustrali delle Marche di fronte all’Unità d’Italia
Sito web con digitalizzazione, regestazione e strutturazione ipertestuale della documentazione depositata presso l’Archivio Centrale dello Stato relativa alla devoluzione delle biblioteche ecclesiastiche delle Marche, avvenuta a seguito delle disposizioni del nuovo Stato Italiano, che prevedevano la soppressione delle corporazioni religiose (1861-1895). Le carte dell’Archivio centrale consentono di studiare in un unico complesso la documentazione prodotta dagli uffici ministeriali e tracciare linee di ricerca per individuare quella sedimentata in sede locale al fine di poter ricostruire le singole vicende della dispersione del patrimonio librario delle corporazioni religiose del territorio marchigiano
Presenze francescane nel Camerinese (secoli XIII-XVII)
Raccogliendo i contributi di numerosi specialisti, il volume fornisce un quadro accurato delle varie modalità di presenza dei francescanesimo (nelle sue varie espressioni, dall'Ordine dei Minori ai "terziari" maschili e femminili) nell'area della diocesi di Camerino. Se ne esplorano non soltanto le implicazioni di storia religiosa, ma anche gli aspetti sociali, culturali e storico-artistici. Contributi di Luigi Pellegrini, M. G. Del Fuoco, M. Sensi, S. Caprodossi, L. Marcelli, P. L. Falaschi, E. Di Stefano, D. Moltedo, M. Bocchetta, G. Bartolozzi, R. M. Borraccini, S. Alessandrini Calisti, M. Paraventi, G. A. Vergani, L. Bartolini Salimbeni, T. Scalesse
Virtute et labore. Studi offerti a Giuseppe Avarucci per i suoi settant'anni.
Contributi di: G. PACI, S.M. MARENGO, C. GRATTAGRISI, F. SANTONI, M. CARLETTI, D. CICCARELLI, T. COLAMARCO, F. MAGISTRALE, M.POZZA, M. F. BARONI, C. CASTIGNANI, R. CICCONI, O. BANTI, A. SALVI, M. D'AGOSTINO, M. BOCCHETTA, R. PACIARONI, C. PONGETTI, E. CATANI, D. GNESI, U. MOSCATELLI, N. RAPONI, S. ALESSANDRINI CALISTI, S. COSI, M. PALMA, S. P. P. SCALFATI, P. PIZZICHINI, F. VALACCHI, A. CHIAVARI, P.L. FALASCHI, P. CARTECHINI, M. MELONI, D. PACINI, G. SANTARELLI, D. FIORETTI, P. MAGNARELLI, N. MONELLI, A. PALOMBARINI, R. PICCIONI, R. SANI, M. SEVERINI, M. MILLOZZI, S. GIOMBI, M. DONNINI, R. LAMBERTINI, R. AVESANI, D. FRIOLI, C. MARAVIGLIA, P. PALLOTTINO, P. PERETTI, C. CARGNIONI, D. MAGGI, G. GALEAZZI
«Hic liber est mei ... Spectat ad bibliothecam ...»: storie di libri e di biblioteche. Mostra bibliografica organizzata in occasione del convegno inter.le "Libri, biblioteche e cultura degli Ordini regolari nell'Italia moderna", Macerata, Biblioteca comunale, maggio-giugno 2006, a cura di R.M. Borraccini, con la collaborazione di S. Alessandrini Calisti, M. Bocchetta, M. Boni, S. Cosi, R. Pagliari
Sito web dell'esposizione virtuale realizzato da S. Alessandrini Calisti e S. Cosi. Ragioni e contenuti della mostra bibliografica: I codici Vaticani latini 11266-11326 offrono un consistente contributo sul versante della storia dei libri e delle biblioteche e documentano il rapporto privilegiato che gli uomini dei chiostri intrattennero con i loro libri, non di rado personalizzati e rivendicati con contrassegni e con dichiarazioni esplicite ancora oggi riscontrabili sugli esemplari a loro appartenuti. La fisionomia e l'identità culturale degli organismi e dei singoli religiosi possono essere rivissute, così, non solo sulla base della tipologia letteraria del patrimonio librario, ma anche attraverso l'intreccio dei segnali bibliologici depositati nelle copie sopravvissute che dichiarano con i loro connotati la rete dei rapporti, i percorsi seguiti nonché le modalità di organizzazione, di gestione e di uso delle raccolte, di norma prescritte dalle disposizioni legislative e dalle consuetudini delle singole Congregazioni. Tenendo presenti la storia di ciascuna Congregazione e il quadro delle ricorrenti interruzioni che hanno segnato la vita degli Ordini religiosi italiani, gli inventari vaticani, opportunamente interrogati e confrontati con quelli redatti in altri momenti significativi della loro storia, consentono di dipanare il filo del percorso plurisecolare delle librerie claustrali e di ripercorrere le vicende dei loro libri. Essi fungono da bussola di orientamento nell'operazione del passaggio dalla “notitia librorum” all'individuazione degli esemplari nei depositi attuali, dove si trovano per lo più dispersi negli antichi sedimenti genericamente detti dei “conventi soppressi”, e guidano alla ricomposizione dei singoli nuclei, al recupero delle entità ad essi appartenute. E i libri non di rado, con i loro contrassegni - le annotazioni, le antiche segnature di collocazione, le legature - raccontano di sé e della propria storia. Allora anche per le biblioteche odierne, che nel tempo sono risultate organismi collettori dei fondi claustrali, non ci sarà più l'ammasso indistinto dei fondi pervenuti in forza delle leggi eversive ma la teoria di nuclei distinti e riconoscibili che hanno incrementato nel lungo periodo le collezioni determinandone la fisionomia
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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