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Archivi centrali ed archivi periferici nella Grecia della Tarda Età del Bronzo: il caso delle Households di Micene
Contrariamente a quanto avviene negli altri maggiori siti micenei, la quasi totalità della documentazione in Lineare B di Micene proviene da edifici esterni alla Cittadella, ove, oltre all’attività amministrativa, è altresì attestato un uso domestico degli ambienti; anche i testi trovati entro le mura della Cittadella sono stati rinvenuti in strutture esterne al palazzo, che, con la sola eccezione della tavoletta MY L 710, non ha restituito documenti scritti. Questi gruppi di testi, inoltre, non sono sincronici: i documenti trovati nelle houses extra moenia sono stati datati al TE III A1-2 e al TE III B1, mentre quelli riportati alla luce intra moenia provengono da contesti più tardi del TE III B2.
Sebbene il panorama delineato possa essere senz’altro ascritto al caso, ha altresì sollevato fondamentali questioni, ad oggi irrisolte. In primo luogo, occorre stabilire se i gruppi documentari di Micene siano dei depositi di archivio o degli archivi veri e propri; in secondo luogo, fondamentale è delineare la natura della relazione tra queste houses e il palazzo e, soprattutto nel caso delle strutture extra moenia, la loro precipua funzione nell’organigramma economico-amministrativo e politico di Micene. Infine, il fatto che dopo la fine del TE III B1 non sia più attestata documentazione extra moenia impone di domandarsi se in questa seconda fase l’attività amministrativa di Micene si sia concentrata entro i confini della Cittadella e di considerarne le conseguenze di ordine storico-contestuale.
Intento del presente lavoro è stato quello di indagare e sciogliere tali interrogativi: in questa direzione, ci si è in primo luogo proposti di riesaminare la totalità dei testi in Lineare B di Micene al fine di realizzare un commento unitario e aggiornato degli stessi, ad oggi non ancora disponibile; in seconda istanza, si è proceduto all’indagine della natura di tali gruppi documentari, della funzione delle houses menzionate e dei rapporti tra queste ultime e il centro amministrativo, da un lato considerando i più recenti studi d’ambito micenologico sull’argomento, dall’altro fornendo all’indagine un nuovo strumento, ossia la comparazione con i contesti archeologico-documentari di epoca Medio-Assira, per molti versi affini a quelli attestati a Micene e, a opinione di chi scrive, realmente utili a sciogliere gli interrogativi ancora aperti di cui si è fatta menzione
Pianificare, fondare e costruire una città: i processi edilizi alla luce delle fonti cuneiformi di Sargon II (721-705 a.C.), tra esigenze tecniche e ideologia reale
La presente ricerca di Dottorato intende indagare i processi di costruzione in periodo neo-assiro, facendo luce su uno degli eventi più emblematici verificatesi nell’VIII secolo a.C. in Assiria: l’edificazione di una città di nuova fondazione da parte di Sargon II (721-705 a.C.), costruita affinché diventasse la capitale dell’impero. La scelta ponderata di dedicare lo studio a questo preciso caso si fonda sulla volontà di analizzare, attraverso l’esamina di fonti primarie di natura differente, i principali processi che adducono alla nascita di un centro urbano in epoca imperiale, cercando di soddisfare per quanto possibile i principi di diacronia e coerenza metodologica.
Le diverse tipologie di fonti epigrafiche vagliate (lettere, iscrizioni reali, documentazione amministrativa) permettono di far luce su diversi aspetti del processo edilizio e di ragionare sulle reali sequenze lavorative inquadrate nel contesto politico, ideologico e cultuale all’interno del quale si sviluppano: poiché fondare e costruire una città ex nihilo si pone, secondo la concezione dell’uomo mesopotamico, come un atto straordinario e rischioso, così il complesso insieme di attività pratiche dovevano tanto far fronte alle esigenze tecniche di costruzione, quanto rispettare tutta quella serie di principi sui quali si fondava l’assetto ideologico-religioso di prima età sargonide. Lo studio qui presentato si pone dunque l’obiettivo, attraverso l’integrazione di dati desunti dalle diverse tipologie di fonti, di ricostruire le modalità di edificazione di una città in periodo neo-assiro, rivolgendo l’attenzione alle fasi lavorative attestate durante la costruzione di Dūr-Šarrukīn. Il caso studio della città di Sargon II permette di indagare tanto i procedimenti tecnico-pratici, documentati dalla corrispondenza reale, quanto l’assetto ideologico-politico all’interno della quale essi venivano espletati. Inoltre, la possibilità di fare affidamento su un sì variegato complesso di informazioni di natura eterogenea ha consentito non solo di indagare la mera attività produttiva, in termini di costruzione di edifici e produzione di oggetti, ma soprattutto di sondare gli aspetti distintivi del processo edilizio, tra cui la struttura organizzativa e le problematiche ricorrenti durante le diverse fasi operative.
L’opportunità di approfondire tematiche di tale genere mira quindi a ottenere a una visione realistica e pragmatica dell’atto costruttivo, inquadrata nel contesto storico e ideologico nel quale si sviluppa.
In conclusione, la presente Tesi di Dottorato vuole offrire un metodo di indagine e una serie di interpretazioni volte a indagare gli atti di fondazione e costruzione nel Vicino Oriente antico attraverso una prospettiva coerente e pluridisciplinare
Under Enki’s Lordship: Water and Its Powers in the Ritual Sphere of First-Millennium BC Mesopotamia
The study analyses how water, its symbolism related to the god Enki and the mythical Abzu, and associated cultural meanings deeply shaped Syro-Mesopotamian societies and their worldviews. After an introduction concerning water in Mesopotamian cosmology, the study focuses on the mythical dimension of this element and its role as the conceptual background of ritual practitioners in the 1st millennium BC. As examples of the practical use of water as a ritual substance, the use of water is analysed in the evidence of Assyrian ritual practices of the 1st millennium BC
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
From Source to History. Studies on Ancient Near Eastern Worlds and Beyond Dedicated to Giovanni Battista Lanfranchi on the Occasion of His 65th Birthday on June 23, 2014
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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