1,722,482 research outputs found
Il tirocinio 2023-2024 del Dipartimento SARAS di Sapienza Università di Roma con la Fondazione De Chiara De Maio presso la Mostra Monne e Madonne. Il Seicento a Napoli, un altro Rinascimento
Il volume è frutto dell’attività di tirocinio, svolto in convenzione tra il Dipartimento SARAS di Sapienza Università di Roma e la Fondazione De Chiara De Maio, iniziato presso la mostra ‘Monne e Madonne. Il Seicento a Napoli, un altro Rinascimento’ che si è tenuta a Roma, presso la chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, dal 1° dicembre 2023 al 7 gennaio 2024. La monografia contiene saggi e testi critici dei tirocinanti e delle figure coinvolte nell’attività di tirocinio
VULNERABILIDAD Y DIGNIDAD EN LA TEORÍA DE LA JUSTICIA DE CONCEPCIÓN ARENAL
Concepción Arenal is a multifaceted figure: journalist, philosopher, educator, criminal lawyer, poet and activist for civil and social rights, she is characterized by a resolute political and ideological independence. Her educational and reformist approach aimed at the most vulnerable categories - the child, the destitute, the prisoner, the woman - is animated by a vision in which the social question is always understood as a moral and even religious question. This is why, in his writings and in his action, the ideals of justice are always accompanied by the rejection of all forms of violence, by the need to promote economic improvement along with moral elevation, and by the requirement to humanize all forms of assistance with the warmth of charity.La figura de Concepción Arenal es poliédrica: periodista, filósofa, pedagoga, abogada penalista, poeta y activista de los derechos civiles y sociales, se caracteriza por una decidida independencia política e ideológica. Su propuesta educativa y reformista dirigida a las categorías más vulnerables -el niño, el indigente, el preso, la mujer- es animada por una visión donde la cuestión social es entendida siempre como cuestión moral e incluso religiosa. Por esto, en sus escritos y en su acción, los ideales de justicia siempre se acompañan con el rechazo de toda forma de violencia, con la necesidad de promover la mejora económica junto con la elevación moral, y con la exigencia de humanizar cualquier forma de asistencia con el calor de la caridad
ABITARE LA PROPRIA PELLE? CORPO, BELLEZZA E SFIDE ETICHE DELLA CHIRURGIA ESTETICA
Come interpretare il fenomeno dell’aumento di richieste nei confronti della chirurgia estetica? La ricerca della bellezza è un desiderio naturale, ma perché a volte si trasforma in ossessione? E quali sono le responsabilità della medicina quando si propone di produrre bellezza?
Sono alcuni degli interrogativi che i tre curatori del volume, un chirurgo estetico, un filosofo e un bioeticista, hanno posto a studiosi di diversa estrazione. Ne risulta un quadro che da punti di vista differenti cerca di ritrarre a tutto tondo il complesso rapporto tra ricerca della bellezza, corpo e sfide etiche della chirurgia estetica. Un libro polifonico, che all’inquadramento antropologico del tema aggiunge la riflessione etica, l’interpretazione dei modelli proposti dai media, la dimensione psicopatologica e il punto di vista medico e legale.
Cosmetica è il gusto di ordinare e di prendersi cura, che oggi applichiamo soprattutto all’atto di abbellire il corpo. Sensibili ai valori estetici e in particolare alla forma corporea, siamo giunti al punto di cambiare lo statuto stesso della salute, oggi ritenuta inseparabile dal benessere e dalla bellezza. L’estetica entra dunque a pieno titolo nella medicina, ma apre un capitolo delicato. La ricerca della bellezza fisica ha infatti bisogno di una visione equilibrata della persona.
La Cosm-Etica ha lo scopo di aiutare la chirurgia estetica, fedele al suo statuto di arte della cura, a decifrare i desideri di chi a lei si rivolge e a ricondurli all’ambito della relazione terapeutica
L’ospedale come metafora: un percorso attraverso la narrativa italiana del ‘900
La letteratura del ‘900 ci presenta illustri esempi narrativi nei quali l’ospedale è una grandiosa metafora, come il “Sanatorio Berghof” descritto da Thomas Mann nella Montagna incantata o la “Divisione cancro” dell’omonimo romanzo di Solzenicyn. Forse più sommessa, ma non meno significativa è l’offerta della produzione narrativa italiana, dove la realtà dell’ospedale, più che essere la proiezione di un grande affresco storico, è un luogo-simbolo in cui le contraddizioni dell’esistenza quotidiana appaiono al vivo e sono amplificate le domande di sempre, dove i vissuti dei sani e dei malati si mescolano nell’unica domanda di senso.
Pur con le debite differenze di intenti e di stili, nelle narrazioni quasi contemporanee di Calvino, Buzzati e Tobino è possibile trovare la trasfigurazione di un’esperienza autobiografica –il soggiorno in ospedale- che diventa spunto narrativo di una riflessione che non riguarda soltanto la realtà della malattia né solo l’impegno della cura, ma soprattutto il valore dell’esistenza stessa, la dignità dell’essere umano e, naturalmente, il senso della morte.
- …
