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    Le aree fabbricabili tra urbanistica e fiscalità

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    Negli ultimi venti anni l’introduzione di alcune imposte locali, in particolare l’ICI e l’IMU, ha reso manifesto, più che nel passato, il legame tra misure fiscali e azioni urbanistiche. Un legame non nuovo se si pensa che quella fiscale fu da subito individuata come via alternativa all’indomani dei fallimenti di riforma urbanistica degli anni ’60, e alle note sentenze costituzionali sull’esproprio preventivo delle aree urbanizzabili. Allora l’imposizione fiscale appariva unicamente come strumento di riacquisizione della rendita urbana, ovvero come elemento di mitigazione delle forti iniquità sottese alla trasformazione dei suoli. Oggi questo legame ha assunto una dimensione sensibilmente più complessa ed integrata rispetto agli strumenti di pianificazione, sia per la graduale complessificazione della disciplina urbanistica sia per l’incidenza crescente dell’imposizione sui valori della trasformazione urbana, assumendo nei fatti una rilevanza tutt’altro che accessoria rispetto al processo pianificatorio. D’altra parte il quadro economico emerso a partire dal 2007 ha prodotto effetti in ambito immobiliare e urbanistico che hanno amplificato questa incidenza, innescando fenomeni, come ad esempio la rinuncia al diritto edificatorio, inattesi e tutt’oggi poco studiati (Cutini, Rusci, 2015). In questo contesto il valore delle aree fabbricabili rappresenta un interessante indicatore degli effetti che il turbolento mercato immobiliare manifesta nei confronti della pianificazione urbanistica; l’assoggettabilità alle imposte municipali offre l’opportunità di una riflessione integrata, seppur sintetica, sugli aspetti che legano gli strumenti fiscali a quelli urbanistici

    Le risorse della rigenerazione. Alla ricerca dell’innovazione tra valore d’uso e valore di mercato

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    Il termine rigenerazione è senz’altro uno dei più controversi, indefiniti e generici del vasto vocabolario urbanistico della contemporaneità. Da una prima formulazione in ambito urbanistico la rigenerazione è divenuta con grande rapidità uno dei temi mainstream del dibattito politico sia di livello locale che nazionale, permeando programmi ed annunci e - in maniera significativamente minore - le politiche. In questo contributo non si andranno ad approfondire le diverse declinazioni della rigenerazione ma si cercherà di comprendere la struttura dei processi economici che ne sono alla base, in relazione al ruolo che essi svolgono nella definizione delle tecniche e degli strumenti urbanistici

    Council Tax Policies and Territorial Governance: Analysis and Outlook of a Difficult Relationship

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    In recent years, the dependency of local public finance from various forms of taxation related to urban development and real estate has become increasingly evident in Italy. Nevertheless, to date no organic relationship seems to have been established between fiscal policies, on the one hand, and urban planning, on the other. This article examines the ties linking the two areas, focusing on different types of taxes and discussing the aspects that have come to influence the area of planning, with special regard to territorial competition, urban equalization, building rights and land consumption mitigation measures

    Senza valore, senza plusvalore e senza uso. Il patrimonio fuori dalla rigenerazione

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    Negli ultimi decenni la rigenerazione ha assunto un ruolo primario nelle politiche urbane, divenendo rapidamente egemone tra le strategie destinate al patrimonio esistente. Tuttavia, non tutto ciò che è dismesso può essere rigenerato e sono molte le condizioni territoriali nelle quali la prospettiva della rigenerazione è illusoria e retorica. Quali sono le criticità, quali le potenzialità e quali le sfide per questi patrimoni

    Sulla non riproducibilità della rigenerazione market based. Dove e quando la rigenerazione urbana non arriva

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    La tesi sostenuta nel presente lavoro è che il paradigma della rigenerazione sia un paradigma prima di tutto economico, e solo in seconda istanza culturale, ovvero che le necessità e le utilità economiche della rigenerazione abbiano costituito le basi grazie alle quali sono germogliate, solo successivamente, le istanze di sostenibilità che oggi sembrano prevalenti e ontologiche rispetto al tema. Questo riconoscimento sottolinea come la rigenerazione è una prassi ed una strategia che presuppone particolari condizioni di contesto economico, non assumibili in tutti i contesti urbani e territoriali, ma anzi tipici di quelli metropolitani in crescita

    La città senza valore. Dall'urbanistica dell'espansione all'urbanistica della demolizione

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    In Italia molti territori stanno conoscendo quella che è comunemente definita contrazione urbana: dismissione del patrimonio edilizio, svalutazione dei prezzi immobiliari, perdita di competitività, suburbanizzazione e insorgenza di criticità sociali. Un fenomeno che sembra lontano dall’essere uno sfortunato accidente locale e che appare invece sempre più come un effetto strutturale di un nuovo sistema organizzativo e spaziale globale, germogliato negli anni ’70 in seno alla post-industrializzazione e arrivato oggi alla sua maturità. Il giudizio su questa nuova congiuntura urbana è controverso: da alcuni è vista come una manifestazione patologica, e auspicabilmente temporanea, del sistema economico, mentre da altri è salutata come un’attesa occasione per la decrescita felice della città verso una rinaturalizzazione dei suoli. Comunque la si veda, questa congiuntura è destinata a lasciare a terra un vasto patrimonio dismesso – fuori dal raggio d’azione della rigenerazione urbana – che deve quotidianamente e pragmaticamente trovare forme di convivenza e interazione con un altrettanto vasto patrimonio che continua a essere abitato e utilizzato, seppur in molti casi obsoleto. Un quadro, dunque, tanto lontano da quello di una diffusa rigenerazione urbana quanto da quello di un felice ridimensionamento. Questo volume intende muovere le proprie riflessioni nello spazio tra queste due posizioni ideologiche antitetiche, interrogandosi sull’effettiva reversibilità del fenomeno urbano, sulle disparità e diversità che hanno caratterizzato e caratterizzano la crescita e sulle strategie urbanistiche e territoriali che possono, nel prossimo futuro, garantire la compresenza tra ciò che è dismesso e obsoleto e ciò che continua a mantenere il proprio valore d’uso e di mercato. In ultima analisi cerca di tratteggiare alcuni percorsi e orizzonti per una visione della città dopo la lunga stagione della sua crescita, negli spazi fisicied economici nei quali la rigenerazione urbana stenta a entrare

    La nuova Legge toscana sul Governo del Territorio. Contenuti, ansie, paure e speranze

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    Negli ultimi mesi la Toscana, storicamente riconosciuta come una delle regioni virtuose in campo urbanistico e territoriale (tanto da meritarsi l’appellativo di Toscana felix1) è stata al centro di un intenso dibattito, non ancora concluso, che ha visto schierarsi, su fronti diversi, politici, amministratori e urbanisti. A scatenarlo il disegno di legge n.3 del 30 settembre 2013 destinato, una volta terminato l’iter approvativo, a sostituire la legge regionale 1/2005 “Norme in materia di Governo del Territorio” e quindi a mutare radicalmente il quadro legislativo delle trasformazioni territoriali, urbane ed edilizie sul territorio toscano. Un disegno che visti gli innovativi contenuti e l’ampiezza delle misure è probabilmente destinato ad avere influenze sia sull’attività legislativa delle altre Regioni sia sull’iter dei recenti disegni di legge parlamentari2 in materia di urbanistica e consumo di suolo. Un’attenzione sovra-regionale già peraltro dimostrata in occasione dell’ultimo Congresso dell’Istituto Nazionale di Urbanistica3. Il nuovo disegno di legge, pur mantenendo la struttura della legge 1/2005, introduce alcune importanti e radicali innovazioni che riguardano gli strumenti e le procedure e modifica profondamente le basi culturali sulle quali è stata finora poggiata l’azione del legislatore. Cercheremo di seguito di affrontare entrambi gli aspetti nella convinzione che essi siano imprescindibili e incomprensibili se tenuti separati

    Coccus rusci Linnaeus, 1758, spec. nov.

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    Coccus rusci [spec. nov.] C. Rusci, testa octo clypeolis cincta. Column. purp. 16. 4: 17. Lepas nova s. myrti morbus. Klein. ostr. 116. Lepas tessellata. Habitat in Apulia. M. Kaehler. Testa truncata, octagona, perforata, cincta octo clypeolis instar testudinis: horum omnes in medio granulo notati, exceptis duobus lateralibus oppositis.Published as part of Linnaeus, Carolus, 1758, Systema Naturae per regna tria naturae: secundum classes, ordines, genera, species, cum characteribus, differentiis, synonymis, locis, Stockholm :Laurentius Salvius on page 456, DOI: 10.5962/bhl.title.542, http://zenodo.org/record/392220

    Costruire la fattibilità, esperienze di recupero attraverso la valutazione economica

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    The strategies of urban and architectural renewals have been hit hard since the outbreak of the economic crisis. The dissolution of the “driver” market functions, through which these interventions were realized, requires today a more in-depth economic analysis re- lating to the feasibility of building. The paper shows research carried out on “Villa dell’Ambrogiana” in Montelupo Fiorentino (Florence) through which the methods of discounted cash flow analysis (DCFA) were applied during the editing of the recovery project. The aim is to examine in depth the use of economic evaluation as a tool in architectural design
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