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Profili economico-aziendali della riforma del settore aeroportuale. Effetti e traiettorie future
Airports, today, are complex and multi-product firms with a primary role in economic and social development of Nations and regions. Other than providing transport services, in fact, the positive effects of their activities for the competition of the destinations include the attraction of new investments, the creation of products and services demand and the employment incentives. Following liberalization processes started in 1978 in U.S.A. with the Airline Deregulation Act (ADA) and continued on the European context about ten years after, Italian airport industry undertook a gradual reform in the first years of the Nineties. In those years Italian public sector was characterized by a wider managerial reform on the wake of New Public Management paradigm. A series of circumstances, nevertheless, has interfered with the Italian reform of airport management. Actually, the process of liberalization is still in progress since a lot of uncertainties affect the main aims of recovering the efficiency of the industry and in the meantime increasing the satisfaction of the community, essential for the improvement of the whole transport system. The crucial issue seems to be the difficulty to develop a regulation capable of guaranteeing the free competition in the market and balancing the main, sometimes conflicting, interests of the public and private actors. This study is based on an empirical investigation carried out on a significant sample of Italian airport companies. It intends to analyze the reform effects, in terms of corporate governance models and economical and technical performance, on the companies which manage different typologies of airports in order to verify the state of the work and its present effectiveness with respect to the initial purposes. The degree of accountability and liberalization of handling services was also analyzed. Finally, another objective of the research is to draw some appropriate guidelines for the future regulation
Principi di Public Governance nei sistemi integrati di offerta turistica
La prospettiva di studio della public governance, intesa quale volontà di promuovere una nuova modalità di governo basata sul consenso e la partecipazione degli attori pubblici e privati che insieme collaborano e decidono su tematiche di interesse comune, rispecchia la funzione “regolatrice” assunta negli ultimi anni dallo Stato. Il pieno esplicarsi del nuovo approccio impone altresì al settore pubblico la ricerca di modalità relazionali innovative ed al contempo la predisposizione di strumenti manageriali in grado far convergere le risorse ed orientare i comportamenti dei diversi attori verso gli obiettivi comuni. Lo studio, in tal senso, si concentra sul fenomeno turistico, nel quale si ravvisa la presenza dei requisiti che qualificano i cosiddetti “beni collettivi” la cui fornitura, o la regolazione dell’utilizzo, presuppone un’azione di tipo congiunto poiché mirano a soddisfare un bisogno indivisibile dei componenti della società. Adottando una prospettiva di analisi incentrata sull’offerta, in particolare, vengono approfondite le dinamiche che conducono alla costituzione ed al funzionamento dei “sistemi integrati di offerta turistica”, intesi quali insiemi di fattori di attrattiva e reti di relazioni tra gli attori del territorio che consentono ad una località di ricercare sul mercato un posizionamento strategico di successo in relazione alle dimensioni economiche, competitive e sociali. Il contesto turistico offre inoltre l’occasione di approfondire il ruolo e le funzioni che il settore pubblico, ai diversi livelli, si trova ad assumere nell’attuale scenario della competizione globale. In considerazione delle responsabilità primarie detenute nel rilancio dei territori e della natura dei rapporti che investono i diversi livelli amministrativi vengono infatti identificati i principi, le leve e gli strumenti manageriali a disposizione del soggetto pubblico al fine di poter costituire e governare efficacemente i network turistici
Lo sviluppo dei network turistici nella prospettiva della public governance
Il crescente orientamento del settore pubblico verso il sistema di interazioni socio-politiche, in linea
con le teorie della Public governance, e la progressiva diffusione delle correnti federaliste e di decentramento
amministrativo, testimoniano l’odierna importanza delle partnership pubblico-private
per il raggiungimento di obiettivi collettivi in contesti complessi. Lo studio si concentra sul settore del
turismo italiano in ragione della riforma avviata nel 2001, al fine di evidenziare, attraverso un’indagine
empirica, le peculiarità dei network sviluppati ed i fattori che paiono influenzarne i profili
dell’integrazione e della managerialità, condizioni utili al raggiungimento di positive performance.The increasing attention paid by the public sector to the system of socio-political interactions, in
line with Public governance theories, and the steady diffusion of federalism and administrative
decentralization, demonstrate the current importance of public-private partnerships as a way of
achieving collective goals in complex contexts. This study concentrates on the Italian tourist sector,
which was significantly reformed in 2001. Through an empirical investigation, the paper highlights
the main features of the networks developed within the Italian context. Specific attention is paid to
the extent and the determinants of integration and managerialisation, viewed as key conditions for
the achievement of positive performances
L’efficacia della pianificazione strategica di area vasta per lo sviluppo di nuovi modelli di governo del territorio
The governance of integrated systems of tourist offering: critical factors for development and success
Modelli imprenditoriali nelle aziende aeroportuali
Il lavoro in oggetto si concentra sul concetto, prepotentemente venuto alla ribalta negli ultimi anni, di business model, per ricostruire le radici teoriche alla base del costrutto e i suoi legami con la teoria economico-aziendale. Ciò, al fine di avanzare uno schema interpretativo, ancorato alla letteratura e connotato dai caratteri della semplicità, dell'intuitività e della completezza, che consenta di evidenziarne la validità nell'attuale scenario competitivo, e contribuisca a rendere più efficace, ed affidabile sotto il profilo metodologico, la misurazione dell'impostazione strategica delle aziende odierne. Il business model rappresenta un filtro logico tra parte invisibile e parte visibile del disegno strategico, in quanto converte la missione e la visione dell'azienda in un insieme coerente di scelte adottate a livello di area strategica di affari, componendo a sistema elementi interni ed esterni, ed indirizzandoli verso la creazione e la cattura di valore economico. Partendo dallo schema generale proposto, viene quindi definito un modello specifico di analisi dei business model degli aeroporti, divenuti nel tempo aziende complesse, diversificate, pienamente esposte alla competizione e fortemente orientate all'economicità. Lo studio si conclude con una applicazione sperimentale dello schema interpretativo attraverso una indagine empirica condotta nel contesto degli aeroporti commerciali italiani, avente le finalità di fare emergere le modalità scelte dalle aziende di gestione per creare e trattenere valore economico, verificare l'utilità del nuovo approccio rispetto ai criteri tradizionali di classificazione degli scali e riflettere sugli esiti del percorso di riforma del settore aeroportuale italiano a circa 25 anni dal suo avvio
La ricerca del valore nel settore del trasporto aereo. La prospettiva dei sistemi allargati
Le dinamiche sociali ed economiche del mondo di oggi richiedono alle aziende una nuova consapevolezza, ossia la necessità di dover rivisitare i processi produttivi interni e il sistema di relazioni esterne per predisporre un’offerta di valore.
I cambiamenti repentini dei mercati che mettono le aziende di fronte a problematiche esistenziali nuove e inaspettate dischiudono al contempo, nelle realtà caratterizzate da una gestione strategica mirante ad instaurare un più profondo legame con l’ambiente, enormi opportunità di sviluppo.
La globalizzazione dell’economia e lo sviluppo incessante delle tecnologie informatiche, in particolare, comportano una riduzione senza precedenti dei vincoli spazio-temporali che gravano sull’attività aziendale.
Da un punto di vista spaziale le aziende si trovano a confrontarsi su contesti resi instabili dall’abbattimento dei confini tradizionali dei mercati e dalla presenza di un numero crescente di attori competitivi, non sempre facilmente riconoscibili.
Inoltre, la perdita d’importanza della componente fisica dei processi di trasformazione e degli scambi commerciali, in favore di elementi immateriali quali la conoscenza e le informazioni, trasferibili all’istante, condiziona fortemente l’azione dell’azienda sotto il profilo temporale. Diviene indispensabile, di conseguenza, la capacità di coinvolgere i soggetti, interni ed esterni, che detengono e possono rendere disponibili questo tipo di risorse.
La maggiore apertura verso l’esterno, in aggiunta, si dimostra funzionale sia all’attivazione di un processo di apprendimento organizzativo efficace, basato sulla corretta interpretazione delle tendenze evolutive ambientali, che al contemperamento della pluralità di interessi che convergono nell’azienda.
In un mondo in cui alla riduzione delle distanze si accompagna l’esigenza di una maggiore trasparenza tra gli operatori economici, la socialità acquista infatti un significato particolare tra le condizioni che possono condurre le aziende al fine ultimo dell’economicità. Emerge, in tal senso, la crucialità della risorsa umana, detentrice del sapere.
Dal riconoscimento dell’individualità d’azienda e dell’importanza della componente soggettiva nel determinarne gli andamenti, d’altra parte, aveva preso spunto la trattazione della tematica strategica nell’ambito degli studi di economia aziendale.
La rilevanza delle problematiche afferenti al fattore umano e ai cambiamenti di contesto nella funzione di governo del sistema d’azienda aveva infatti condotto al graduale accoglimento della dimensione strategica, intuita fin dagli albori negli studi classici, quale prospettiva d’analisi indispensabile e complementare alla rilevazione e all’interpretazione dei fatti aziendali.
La non linearità del percorso del pensiero strategico, che ha seguito orientamenti differenti nelle diverse fasi dello sviluppo economico e sociale, rende tuttavia difficoltoso attribuire un significato univoco alla strategia aziendale. Al contempo, sembra opportuno accostarsi al concetto attraverso un’analisi condotta a piani differenti, seppure intimamente connessi.
Il primo fa riferimento al momento creativo di formulazione strategica, mentre il secondo considera le due sfere che insieme qualificano il disegno strategico aziendale, la sfera invisibile e la sfera visibile. In tal senso il concetto di strategia abbraccia i tratti distintivi che infondono identità all’azienda, e ogni sua concreta manifestazione nell’ambiente competitivo e sociale.
Le circostanze odierne impongono all’azienda che voglia perdurare nel tempo l’adozione di un approccio strategico che non si limiti al soddisfacimento dei bisogni dell’uomo, destinatario finale dell’offerta, ma che sia rivolto all’attivazione della pluralità di soggetti detentori delle più adatte capacità e competenze, in un’ottica di ricerca di un nuovo valore economico dal carattere diffuso.
Secondo una prospettiva più ampia, infatti, l’azienda, facendo leva su uno stato di insoddisfazione del mercato non di rado latente, ha la possibilità di predisporre un sistema di offerta fondato su una più profonda responsabilità economica assegnata ad ogni partecipante.
La creazione di un sistema allargato, in cui ciascun attore è disposto a sopportare dei sacrifici per poter raggiungere in ultimo le proprie finalità, costituisce un’alternativa strategica funzionale al simultaneo miglioramento delle condizioni di economicità aziendale.
Affinché il sistema possa dar vita ad un modello imprenditoriale funzionante, tuttavia, diventa necessario risolvere una serie di elementi critici, tra cui emergono le problematiche legate alla governance.
Tra i diversi membri del sistema, anzitutto, emerge la figura del soggetto che riesce a convogliare al meglio le aspettative e i contributi degli altri attori coinvolti. È l’azienda, il più delle volte, a assumere tale posizione centrale, in forza della preminente responsabilità economica che conserva nel processo produttivo.
Il nodo da sciogliere, in questo caso, diviene la capacità di creare, a livello implicito, un’identità nei valori e nei principi che informano la personalità dei partecipanti, e a livello esplicito il coordinamento delle concrete attività poste in essere.
Questa prospettiva è stata scelta per investigare il fenomeno delle aerolinee low-cost, comparso nei cieli nord-americani circa quarant’anni fa, che ha di fatto rivoluzionato il settore del trasporto aereo attraverso una maggiore comprensione dei bisogni dei consumatori.
Già prima dei processi di liberalizzazione dei mercati, prima quello statunitense e poi quello europeo, infatti, i prime movers “a basso costo” furono in grado di proporre una filosofia di viaggio aereo che avrebbe portato nel volgere di pochi anni all’eliminazione dell’inefficienze croniche riconducibili al modello imprenditoriale delle compagnie tradizionali, e condizionato fortemente i comportamenti futuri degli attori dell’industria aeronautica.
Le condizioni, spesso inique, imposte dai vettori in merito alle tariffe e alle modalità di viaggio, date per scontate fino a questo momento, vennero messe in discussione per raggiungere un nuovo obiettivo che non si esauriva nel soddisfacimento del bisogno di mobilità ma implicava la democratizzazione del servizio di trasporto e la restituzione del potere nelle mani dei viaggiatori.
Alla volontà di rendere il servizio aereo alla portata di tutti si legava la scelta di concentrarsi su un prodotto essenziale, che privilegiasse i requisiti di rapidità, efficienza e affidabilità. A tal fine venne rivisto l’intero processo produttivo, intervenendo sui driver di costo e ricercando soluzioni alternative basate sulle logiche della lean production.
L’elemento distintivo del modello, tuttavia, può essere identificato nel riconoscimento di un nuovo ruolo alla pluralità di soggetti coinvolti i quali, interagendo con le compagnie nell’effettuazione di una serie di attività, vengono elevati al rango di co-produttori. In tal senso, con riferimento ai vettori low-cost, è lecito parlare di sistema allargato di creazione di valore che nasce dalla riconfigurazione del servizio di trasporto aereo.
Lo studio intende inoltre sottolineare la necessità delle aziende operanti all’interno di contesti instabili di adottare una gestione strategica flessibile che consenta di modificare con tempestività la propria impostazione al fine di migliorare costantemente la performance economica e tecnica.
Le gravi difficoltà finanziarie che da qualche anno condizionano il settore dell’aviazione, inasprite dagli eventi del settembre 2001, e di conseguenza dal calo della domanda e dal prezzo senza precedenti raggiunto dal carburante, hanno spinto le aerolinee aderenti a entrambe le impostazioni strategiche a ricercare nuove modalità di creazione di valore.
Si assiste, in maniera sempre più marcata, a un processo di sostanziale avvicinamento dei modelli imprenditoriali delle compagnie aeree low-cost e di quelle tradizionali che prende il nome di convergenza strategica.
Uno dei principali fattori di convergenza è rappresentato dal rafforzamento delle misure di sicurezza iniziato con l’11 settembre, che pone una serie di limitazioni al servizio di trasporto aereo e impatta fortemente sulle scelte strategiche e operative delle compagnie aeree
Corporate governance and performance: empirical evidence from Italian airport industry
This paper empirically examines the degree of maturity of corporate governance of Italian airport companies, after about twenty years from the beginning of the reform aimed at the privatization of the industry. Two corporate governance issues are investigated: i) the development of different corporate governance models by different categories of airports; ii) the relationship between corporate governance models and the technical and financial performance of Italian airport companies. For this reason two indexes have been developed to capture two corporate governance features such as decision-making power concentration and alignment to best practices. Then the correlation of corporate governance indexes with the efficiency, measured by using data envelopment analysis (DEA) methodology, is tested on a significant sample of Italian airports
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