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    Rosario Strabone, Recensione a G. AMATO, Bentornato Stato, ma, Bologna, Il Mulino, 2022, pp. 108

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    Bentornato Stato, ma, è il più recente lavoro scientifico di Giuliano Amato pubblicato nelle voci del Mulino. L’Autore, nel corso del volume, ripercorre le diverse fasi storiche del rapporto tra Stato e mercato intercorse nel nostro ordinamento. L’obiettivo è di stimolare riflessioni sui pericoli – lontani ma possibili – del nuovo ritorno dello Stato a partire dalle misure realizzate a seguito della crisi pandemica, che – come ampiamente noto – hanno avuto pesanti ripercussioni sul versante socioeconomico del nostro paese

    Rosario Strabone, Recensione a A. ANGELI, Lingue e identità nei paesi del Maghreb occidentale, Torino, Giappichelli, 2022, pp. 137

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    Il lavoro monografico di Arianna Angeli “Lingue e identità nei paesi del Maghreb occidentale”, edito da Giappichelli, affronta, con una prospettiva di comparazione sincronica e diacronica, lo sviluppo del principio del pluralismo culturale e linguistico negli ordinamenti costituzionali di Algeria e Marocco, entrambi accomunati dalla colonizzazione della potenza francese

    Recensione a E. Cukani, Condizionalità europea e giustizia illiberale: from outside to inside? I casi di Ungheria, Polonia e Turchia, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 2021, pp. 287

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    Il volume monografico Condizionalità europea e giustizia illiberale: from outside to inside? I casi di Ungheria, Polonia e Turchia di Entela Cukani, ricercatrice di diritto pubblico comparato all’Università del Salento, muove da una constatazione di fatto ampiamente denunciata in sede sia dottrinale che politica: la crisi dello Stato di diritto in alcuni Paesi all’interno dello spazio giuridico europeo e il suo rapporto con la condizionalità interna ed esterna ai confini europei. L’opera, dunque, si presenta come una valida e attenta ricostruzione sistemica del concetto di rule of law e condizionalità servente a definire le coordinate principali della ricerca, volta a delineare le caratteristiche principali delle derive illiberali di due Paesi europei (Ungheria e Polonia) e di un Paese non europeo (Turchia). L’obiettivo è quello di offrire al lettore una visuale concreta e dinamica delle attuali tendenze in atto in questi Paesi che l’Autrice definisce di “giustizia illiberale

    Quali effetti avrebbe la riduzione del numero dei parlamentari sul funzionamento interno delle Camere e come i Regolamenti parlamentari dovrebbero essere "riadattati" al nuovo Testo costituzionale

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    L’argomento del presente contributo riguarda l’impatto della riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari sui regolamenti di Camera e Senato e sull’intero assetto organizzativo dei lavori. È opportuno, se non indispensabile, ragionare in primis sull’importanza degli stessi nella nostra forma di governo e su quali potrebbero essere gli scenari ipotizzabili nell’ipotesi di vittoria del “si” al referendum che, al momento, è stato prorogato a causa delle misure di contenimento Covid-19. Ai nostri fini il termine Regolamento è da circoscrivere a quell’insieme di atti normativi che il Parlamento (Camera dei deputati e Senato) adotta con piena indipendenza da ogni altro organo dello Stato, per disciplinare l’organizzazione interna, la procedura circa lo svolgimento dei lavori ed i rapporti con il Governo e con i terzi che, in diversa misura, vengono ammessi per l’esercizio di alcune funzioni parlamentari (per esempio le audizioni di soggetti esterni sono ammesse per svolgere l’attività conoscitiva o di inchiesta del Parlamento). I Regolamenti parlamentari, essendo la fonte primaria – dopo la Costituzione – dell’esercizio delle prerogative del Parlamento, riconoscono in capo ad esso piena autonomia. Viepiù, si tratta di un complesso di norme che incidono fortemente sulla nostra forma di governo, insieme al sistema elettorale e, più in generale, al sistema politico. L’importanza dei regolamenti parlamentari non può, dunque, essere sottovaluta nella valutazione complessiva della riforma sulla riduzione dei parlamentari, poiché ≪immaginare che si possa procedere ad una riduzione del numero dei parlamentari senza tenere in conto gli effetti che ciò determina sull’organizzazione delle Camere rischia di non cogliere fino in fondo la logica di movimento e le conseguenze che le scelte del legislatore costituzionale determinano nella struttura del Parlamento. E con esso sull’intera dinamica della forma di governo≫

    Recensione a E. D’Alterio, Dietro le quinte di un potere. Pubblica amministrazione e governo dei mezzi finanziari, Bologna, Il Mulino, 2021, pp. 250

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    Il potere della borsa (c.d. power of the purse) rappresenta da sempre uno dei caratteri strutturali degli ordinamenti costituzionali. Difatti, sono le norme costituzionali sul bilancio pubblico che, attraverso le decisioni sulle entrate e sulle spese, garantiscono stabilità e funzionalità all’assetto costituzionale di una data comunità assicurando al contempo la piena realizzazione dei fini fondamentali. Più precisamente, il potere della borsa indica il potere del Parlamento di decidere sul prelievo fiscale e sulle spese da disporre. Il Volume “Dietro le quinte di un potere. Pubblica amministrazione e governo dei mezzi finanziari”, edito da Il Mulino, 2021, di Elisa D’Alterio – professoressa ordinaria di diritto amministrativo presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania – costituisce una importante novità nel dibattito della dottrina giuspubblicistica italiana relativo al potere della borsa, ponendosi come obiettivo primario quello di indagare il governo dei mezzi finanziari e il suo concreto atteggiarsi nel complesso delle attività di definizione e messa punto delle scelte di finanziarie pubbliche (pag. 11) e di come questo potere, nel corso degli anni, si sia costantemente evoluto a favore dell’amministrazione finanziaria e a danno della classe politica, via via sempre più incapace di rappresentare gli interessi generali della comunità e, quindi, di garantire efficaci politiche pubblich

    Recensione a E. CAVASINO, Scelte di bilancio e principi costituzionali. Diritti, autonomie ed equilibrio di bilancio nell’esperienza costituzionale italiana, Napoli, Editoriale Scientifica, 2020, pp. 383. .

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    a monografia di Elisa Cavasino “Scelte di bilancio e principi costituzionali. Diritti, autonomie ed equilibrio di bilancio nell’esperienza costituzionale italiana” è frutto di uno studio critico, complesso e con un taglio interdisciplinare che tratteggia – come si evince chiaramente dal titolo – le fondamenta del diritto costituzionale del bilancio in un contesto euronazionale e globalizzato. Sin dalle prime pagine, l’Autrice evidenzia l’importanza delle scelte di bilancio in un dato ordinamento costituzionale come mezzo per garantire effettività ai principi costituzionali e strumento di attuazione della Costituzione, ponendo successivamente l’accento – come si vedrà meglio nel corso della recensione – al sistema dei controlli e agli istituti di garanzia delle scelte politiche sul bilancio attraverso una approfondita analisi dell’evoluzione della giurisprudenza costituzionale e contabile. Emergono subito e in modo chiaro, dunque, prima di passare ad analizzare i singoli capitoli, le coordinate principali della presenta ricerca: in primis le modalità attraverso cui le norme costituzionali incidono sul potere di indirizzo politicofinanziario e i limiti materiali delle stesse al potere politico; in secundis il sistema di funzionamento di strumenti garantistici chiamati al controllo “della strumentalità delle politiche di bilancio rispetto alla attuazione di quei principi costituzionali” (p.24). Nelle intenzioni della Prof.ssa Cavasino vi è anche quello di dare risalto agli eventi economici e geopolitici del XX e XXI secolo (si fa riferimento alla crisi del 2008, 2012 e per ultimo alla crisi “sindemica” del 2020) che hanno inciso in modo significativo sulla forma di governo e di stato italiana determinando una costante perdita di centralità del Parlamento in parallelo a una progressiva prevalenza del Governo nell’esercizio della funzione finanziaria, senza mai perdere di vista il filo conduttore dell’intera analisi: il raggiungimento e la garanzia di effettività dei principi delineati dalla Carta Costituzionale

    Il Comitato economico e sociale europeo come strumento di rafforzamento della democrazia partecipativa tra dialogo e rappresentanza delle categorie sociali

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    This essay aims to investigate, in a historical context characterized by profound changes, the role of the European Economic and Social Committee within the European public space as an institution useful for promoting grassroots participation of civil society bodies. In particular, it will investigate how the EESC can represent a forum for discussion that allows the various civil society organizations to express the interests of social categories

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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