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    A decision framework for inventory- and equipment-based supply chain finance solutions

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    Supply Chain Finance (SCF) has recently gained attention and relevance in both academia and practice. Indeed, during the pandemic crisis, firms in need for liquidity have increased the adoption of SCF solutions. Within SCF, a new stream of research is Asset-Based Lending (ABL), that encompasses inventory-based and equipment-based financing solutions. This study focuses on this topic by using a theoretical framework built on previous literature review and by adopting the theoretical lens of contingency theory. The case study methodology is adopted, with 25 observations collected by interviewing 15 providers and experts. For each of the 8 ABL solutions considered, it was possible to recognize contingent factors that favours the adoption, the objectives pursued by companies through their adoption and the stemming performance, in terms of benefits and costs. Moreover, ABL solutions were clustered in three typologies – the pledged, the efficient and the leasing – according to the objectives of adoption and the contingency factors. Six propositions and nine sub-propositions that explain the different typologies of adoption have been formulated. The typologies and the propositions can be used by managers as a guideline in the decision-making process, as they provide detailed information about the relevant variables to consider when adopting ABL solutions. Moreover, this study identifies future research directions, to assess the impact of each variable through quantitative methods from the adopter perspective, thus complementing our study

    Le politiche finanziarie finalizzate ad innalzare il rating aziendale

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    Abstract: Con l’entrata in vigore di Basilea 2 sono state profondamente modificate le tradizionali prassi operative degli intermediari finanziari nazionali in materia di gestione dei rischi, allineandole alle best practices dei maggiori competitor internazionali. Nel presente contributo vengono messe a fuoco alcune direttrici d’azione che si dischiudono nello scenario post Basilea 2 alle imprese italiane che ricercano le migliori condizioni quali-quantitative di accesso al credito, tenuto conto delle possibili modifiche delle scelte competitive e delle prassi operative bancarie

    La valutazione di impatto sociale come scelta culturale e strategica

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    A partire da un’analisi critica della letteratura, il presente contributo esplora la Valutazione di Impatto Sociale (VIS) come leva strategica per il governo e l’orientamento delle organizzazioni non profit e imprese sociali. Nella prima parte, si evidenzia il ruolo della VIS nel sostenere l’azione trasformativa delle organizzazioni, mettendone in luce la natura riflessiva, la capacità di integrazione nei processi decisionali e la sua rilevanza sistemica per realtà il cui agire è guidato dalla generazione di impatto. In questa prospettiva, la VIS non viene concepita come funzione accessoria alla gestione, ma rappresenta una componente culturale che sottende i dispositivi attraverso cui si articolano le traiettorie di azione e sviluppo. Nella seconda parte, l’articolo approfondisce tre tensioni concettuali che condizionano l’effettiva integrazione della VIS nei dispositivi manageriali. Infine, le conclusioni propongono due traiettorie di sviluppo: una, rivolta alla ricerca, per il perfezionamento di modelli teorici e strumenti operativi; l’altra, rivolta alle organizzazioni, per favorire l’uso critico delle evidenze valutative e la diffusione di una cultura orientata all’apprendimento strategico

    La cultura finanziaria delle donne: evidenze recenti e spunti di riflessione

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    Una ricca letteratura documenta che, in pressoché tutti i Paesi, le donne dispongono in media di un livello di alfabetizzazione finanziaria inferiore a quello degli uomini. Il presente lavoro intende proporre un quadro concettuale per lo studio del gender gap nel campo della literacy finanziaria. Dopo avere passato in rassegna i principali studi che provano l’esistenza di differenze di genere nei livelli di cultura finanziaria, il paper contribusce a fare chiarezza sulle possibili cause del fenomeno sistematizzando le molteplici prospettive interpretative esistenti. La letteratura sulle cause del gender gap nel campo della cultura finanziaria è ancora in fase embrionale: diversi studi offrono chiavi interpretative complementari - ipotizzando ora divari di abilità, differenze attitudinali o gap di opportunità socio-economiche tra i generi - ma il “puzzle” è ben lungi dall’essere completato. Nelle riflessioni conclusive si evidenziano le implicazioni di policy dell’analisi svolta e si delineano gli spazi di ulteriore approfondimento

    Le asimmetrie regolamentari nell’industria dei fondi comuni aperti

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    Abstract: L’obiettivo di livellare il terreno competitivo tra gli operatori europei del risparmio gestito non sembra ancora pienamente raggiunto. Nei diversi paesi permangono infatti alcune residue divergenze tali da penalizzare potenzialmente gli operatori e i prodotti sottoposti alla disciplina più stringente. Il presente contributo si focalizza sul comparto dei fondi comuni aperti italiani e intende arricchire la letteratura sul tema passando in rassegna in ottica comparata le principali norme e prassi di vigilanza “competition sensitive” suscettibili di limitare l’attrattività di tali prodotti rispetto a quelli esteri commercializzati in Italia o rispetto a prodotti finanziari alternativi. Come noto, le asimmetrie regolamentari sono considerate una delle cause del declino attraversato nel passato recente dall’industria italiana dei fondi comuni di investimento mobiliare. L’individuazione dei residui spazi di discriminazione competitiva di matrice normativa rappresenta la necessaria premessa per prefigurare un possibile percorso di ottimizzazione della regolamentazione

    Cicerone, Galeno e un frammento euripideo

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    La fonte da cui Cicerone riprende il frammento del « Frisso I » euripideo (fr. 818c), citato in traduzione latina in Cic., Tusc. 3, 67, va identificata con Crisippo ; sempre da Crisippo deriva la citazione dello stesso passo in Posidonio, a sua volte fonte di Galeno che cita il frammento nel De placitis Hippocratis et Platonis 4, 7, 7-11 ; si difende la congettura di Valckenaer di κακοῖς in luogo del tràdito κακῶν alla fine del frammento

    β-glucuronidases in plants.

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    In the last decade, the interest for the presence and role of endogenous GUS in plants increased, being previously limited to the use of GUS from E. coli as a reporter gene. Three different GUS genes have been identified in A. thaliana and different roles have been suggested, mainly associated to plant cell wall remodelling and to the regulation of the presence in the active form of molecules with regulative functions. This thesis investigated several aspects: A) artefacts in histochemical GUS detection, B) role of GUS in pollen tube germination and growth, C) GUS expression in N. tabacum and A. thaliana, D) identification of GUS genes in N. tabcum and their phylogenetic analysis in angiosperms. A) Histochemical detection of E.coli GUS activity in transformed plants can be impaired by the presence of GUS inhibitors and by the solubility of an intermediate reaction product formed when X-glu is used as substrate. The expression of LAT52 has been revised. B) The use of saccharolattone, a GUS inhibitor, suggests that GUS is involved in pollen tube germination and growth. C) GUS expression was observed in all organs of N. tabacum and A. thaliana. Expression studies, in collaboration with researchers of Calabria University, have been performed in Arabidopsis, by in situ mRNA hybridization: GUS3 is specifically expressed in border like cells and probably it is involved in their detachment from root tip; GUS1 and GUS2 are expressed in the root cup meristem, resulting perhaps involved in regulation of the mitotic cycle. D) In N. tabacum GUS2 was completely sequenced and one GUS1 and two GUS3 have been partially sequenced. By bioinformatics analysis, GUS genes have been identified in other angiosperms species and a phylogenetic analysis have been conducted

    Edutainment: quali prospettive per l’educazione finanziaria?

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    Il raggiungimento di una solida cultura finanziaria tra i cittadini e del loro benessere economico sono ormai priorità fondamentali all’interno delle agende istituzionali. Una delle preoccupazioni principali è quella di rendere i giovani più consapevoli dell’importanza della gestione del denaro e della pianificazione per il loro futuro. Il paper affronta il tema dell’edutainment nell’ottica di migliorare l’efficacia dei programmi di educazione finanziaria rivolti a bambini e ragazzi. Posto che la motivazione e la curiosità dei discenti rappresentano una forza trainante per l’apprendimento, nel lavoro si ipotizza un ruolo per i progetti di financial edutainment, considerata la loro capacità di catturare l’attenzione dei giovani discenti ed instillare conoscenze ed esperienze finanziarie in un modo divertente e piacevole
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