1,721,036 research outputs found
Greci e Latini nel casale di Barile. Prime fonti per un percorso di ricerca.
Il contributo analizza il rapporto tra minoranza cattolica di rito greco e autorità ecclesiastica nella diocesi di Melfi
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
I vescovi e i conflitti della Controriforma nel Mezzogiorno d'Italia (1563-1644). Le diocesi di Melfi e Vieste
Obiettivo iniziale della mia indagine era la ricostruzione dell’andamento della lotta alle superstizioni nel Regno di Napoli nella prima età moderna, con particolare riferimento alla Lucania. Le ragioni di questa scelta erano legate ad alcuni aspetti della storiografia dedicata nella seconda metà del Novecento alla regione. Le celebri ricerche consacrate da Ernesto De Martino alle comunità rurali della regione e alla persistenza in esse, nel cuore del Novecento, di una radicata familiarità con le pratiche magiche, mi invitavano ad approfondire la questione nel CinqueSeicento, nel momento in cui Chiesa e Inquisizione avevano cercato di combatterle con vigore, non solo in Italia. La storiografia riguardante la Lucania moderna non ha ignorato alcuni aspetti della questione. Basti pensare alle ricerche di Gabriele De Rosa e della sua scuola. Dalle loro indagini era
scaturito come l’arretratezza della regione nel Novecento fosse anche la conseguenza della debole azione riformatrice di un clero inadeguato e ancorato ai propri privilegi. In quelle ricerche, però, era rimasto nell’ombra il rapporto tra vescovi lucani e Inquisizione, ben poco studiato, d’altra parte, anche nel resto del Sud. È stato questo, perciò, il primo problema con cui ho dovuto fare i conti. Per l’Italia meridionale, quando ho avviato la mia ricerca, le sole certezze riguardavano Napoli. Solo in una capitale affollata e ostile alla Chiesa fu possibile agli inquisitori tenere a bada sia le pratiche superstiziose, sia gli altri delitti contro la fede. Non sembra invece che nel resto del Viceregno quei controlli
abbiano avuto un rilievo significativo: le iniziative dei vescovi di Sarno, i soli che, per quanto se ne sa, svolsero nel Sei-Settecento nel Sud attività inquisitoriali piuttosto assidue, non possono essere neppure lontanamente paragonate al ruolo del Sant’Ufficio nella capitale. Forte dei risultati di queste indagini, ho concentrato inizialmente gli scavi lucani sulla diocesi di Melfi, anche perché alla guida della diocesi,in anni cruciali per la lotta alle pratiche magicodiaboliche in Italia, era stato il domenicano Desiderio Scaglia, che ebbe un ruolo di primo piano nell’elaborazione delle strategie moderate di repressione della stregoneria da parte del Sant’Ufficio. Oltre tutto, gli subentrarono alla guida della diocesi lucana altri due prelati legati a lui, uno dei quali fu Deodato Scaglia, il nipote. Tuttavia i risultati degli scavi melfitani sono stati deludenti. Malgrado il ritrovamento di due piccoli, ma vivaci processi inquisitoriali intentati per pratiche magiche nel tardo ‘500, non sono affiorate in alcun modo tracce di preoccupazione particolare per la diffusione delle pratiche superstiziose. Oltretutto, gli stessi membri del clero praticavano spesso la magia, come ovunque nell’Italia moderna. Ancora più indicativi della difficoltà, per la Chiesa, di fronteggiare le superstizioni furono inoltre, nel primo Seicento, gli scontri ripetuti di Deodato Scaglia con una comunità di albanesi, legati non
solo al rito greco, ma a radicate e rare credenze e pratiche magiche. Non diversi sono stati gli esiti delle ricerche condotte nella vicina diocesi pugliese di Vieste, malgrado la presenza, ai vertici della Chiesa locale, di due figure di primo piano come il domenicano Giulio Pavesi e il futuro papa Ugo Boncompagni. Per entrambi era lecito ipotizzare una forte premura per la lotta alle superstizioni, ma il quadro affiorato dalla documentazione dell’archivio diocesano locale è pressoché identico, su questo versante, a quello di Melfi. Il nodo storiografico centrale su cui invece l’insieme delle fonti reperite invita a riflettere è quello dei difficili rapporti tra autorità della Chiesa e autorità dello Stato tra Cinque e Seicento. In entrambe le diocesi, infatti, le attività dei vescovi furono caratterizzate da frequenti scontri con i governatori e con i sindaci, su questioni di forte rilievo: dai crimini comuni del clero alle ingerenze dei vescovi in problemi vitali, come quello del lavoro festivo. Per molte di esse scoppiarono lunghe controversie giurisdizionali.
Al di là degli abusi di competenza inquisitoriale, di scarso rilievo a Melfi e Vieste, sono i casi di foro misto e i nodi legati alla criminalità ecclesiastica gli aspetti meglio documentati nella Lucania del Cinque-Seicento. D’altra parte, non mi sembra casuale se uno studio recente sulla cosiddetta Riforma cattolica ha sottolineato con ampiezza di riferimenti la debolezza di questo concetto storiografico. Più che a una prassi riformatrice, insomma, sembra legittimo pensare, soprattutto per i vertici della Chiesa romana, a una deliberata e costante azione di contrasto verso gli aneliti riformatori. Il concetto ‘classico’ di Controriforma, insomma, conferma tuttora la sua validità. Anche gli esiti delle mie indagini vanno in questa direzione
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist
We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
Author-wise bibliometric analysis based on entropy.
Author-wise bibliometric analysis based on entropy.</p
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