37 research outputs found

    Citizen Science and Gamification for Cultural Heritage

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    [ES] Este artículo presenta un procedimiento aplicado al levantamiento de los monumentos arqueológicos y arquitectónicos basado en un modelo de gamificación. La metodología puede devolver automáticamente datos científicos (XYZ y RGB) aprovechando el potencial de sistemas de adquisición structure from motion. De esta manera pueden abrirse nuevas perspectivas para el conocimiento y la valorización del patrimonio cultural, tanto en términos de participación del usuario, que se convierte en coprotagonista en el conocimiento del bien, como en relación con la contención de los costos en comparación con los métodos anteriores de levantamiento. [EN] Focus of this article is a procedure of knowledge for Built Cultural Heritage based on a model of gamification applied to scientific survey of the monuments. Automatically, the methodology is able to return scientific data (xyz and rgB) exploiting the potential of structure from motion capture systems. This new approach opens up new perspectives for the understanding and appreciation of cultural heritage, both in terms of audience involvement, which becomes co-starred in the development of knowledge of architectural and archaeological sites, both with respect to cost containment than previous methods.Senatore, L.; Gallozzi, A.; Cigola, M.; Strollo, RM. (2020). Citizen Science y Gamification aplicados a los Bienes Culturales. EGA Expresión Gráfica Arquitectónica. 25(39):232-239. https://doi.org/10.4995/ega.2020.11586OJS2322392539BAMPATZIA S., BOURlAKOS I., ANTONIOU A., VASSIlAKIS C., lEPOURAS G., and WAllACE M., 2016. en Bottino R., Jeuring J., Veltkamp R. (eds) Games and learning Alliance. GAlA 2016. lecture notes in Computer Science, pp. 331-342. Cham: Springer. https://doi.org/10.1007/978-3-319-50182-6_30BUJARI, A., CIMAN, M., GAGGI, O. and PAlAZZI C., 2017. Using gamification to discover cultural heritage locations from geo-tagged photos. , 21, 235-252. https://doi.org/10.1007/s00779-016-0989-6.CLINI P., CERQUETTI M.G., BERTUCCIOLI l., INVERNIZZI l., and GASPARINI M., 2016. Integrated methodologies for the study, enhancement and sharing of archaeological heritage: the ArcheoFano project. 6(2), 81-92. https://doi.org/10.2423/i22394303v6n2p81GAllOZZI A. SENATORE l. and DE ROSA G., 2017. Territories and Frontier of Representation, pp. 699706. Roma: Gangemi.KOCH, U., 2019. Sharing Heritage Reflections after EYCH 2018 about the place of cultural heritage for future cooperation in Europe. SCIRES, 9(1), 33-40. DOI 10.2423/i22394303v9n1p33KONTOGIANNI, G., KOUTSAFTIS, C., SKAMANTZARI, M., CHRYSANTHOPOUlOU, C., and GEORGOPOUlOS, A., 2017. Utilising 3D Realistic Models in Serious Games for Cultural Heritage. 1(2), 21-46. https://doi. org/10.4018/IJCMHS.2017070102SMITH M.l., 2014. Citizen Science in Archaeology. American Antiquity, 4, 749-762. https://doi. org/10.7183/0002-7316.79.4.74

    La Chiusa Barberini: consistenza e fonti

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    Disegni per il restauro inutili: il caso dell’ultima sequenza di danni al complesso di villa Mondragone

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    Nella cultura della conservazione degli organismi architettonici storico-monumentali è da tempo ampiamente acquisita la consapevolezza della centrale importanza, per qualsiasi intervento che intenda porsi criteri di attendibilità storica e scientifica, dei grafici e delle conoscenze che il rilevamento consente di avere a disposizione. Il saggio illustra, con accenti polemici, la ricorrente inosservanza di tale principio nello specifico caso del Complesso di Villa Mondragone, significativa emergenza storica di proprietà – in parte – dell’Ateneo promotore della Collana. Negli interventi promossi negli ultimi tre decenni sulla Villa e sulle sue pertinenze, infatti, molto materiale disponibile – comprendente disegni di rilievo, saggi, documenti ed elaborati d’analisi – che avrebbe dovuto essere noto (poiché in parte anche pubblicato) a chi era chiamato a intervenire sul monumento, non è stato, invece, minimamente tenuto in considerazione, con dannose conseguenze talvolta anche irrimediabili

    Lo spazio sonoro come luogo di recupero della memoria nella terza età

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    The link between music and education has always inspired many different thoughts and pedagogical practices. In this paper this link is analyzed on two different levels. The first is strictly theoretical and relates to the interdisciplinary fields of pedagogy, focusing particularly on the approach of biopedagogy, psychology of music and neuroscience. The second one concerns empirical research carried out in the field of Medical Pedagogy in the Epistemology and Educational Practices Laboratory at the University of Naples Federico II. These practices are designed to recall implicit memory in pathological and non-pathological elderly people.In the end, the focus will be on the strategy of Musical Autobiography which is the object of current international research, coordinated by the author, in the context of intervention for the pedagogical rehabilitation of patients with Alzheimer’s disease.Il nesso musica/educazione, foriero di una pluralità di riflessioni e pratiche pedagogiche, viene analizzato nell’articolo ad un duplice livello. Il primo, più strettamente teorico, facendo riferimento a campi interdisciplinari, con particolare riferimento all’approccio della biopedagogia, della psicologia della musica e delle neuroscienze. Un secondo livello è inerente alle pratiche di ricerca empirica condotte nell’ambito della Pedagogia Medica all’interno del Laboratorio di epistemologia e pratiche dell’educazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, volte al recupero della memoria implicita in soggetti anziani patologici e non patologici.Particolare attenzione verrà, infine, rivolta alla strategia dell’Autobiografia Musicale attorno alla quale si muove una ricerca internazionale coordinata dall’autrice nell’ambito dell’intervento riabilitativo pedagogico con i pazienti Alzheimer

    la villa spedita un itinerario di lettura attraverso Villa Mondragone e il suo parco nelle immagini delle cartoline d'epoca

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    L’Università degli Studi di Roma Tor Vergata in collaborazione con la Provincia di Roma ha promosso la mostra LA VILLA SPEDITA, in occasione della celebrazione del 20° anniversario dell’inizio dei corsi, inaugurati - il 16 Dicembre 1982 - alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, proprio in Villa Mondragone. Attraverso un viaggio virtuale tra le cartoline illustrate d’epoca, testimonianze che, per la loro elevata valenza documentale e iconografica, rappresentano un prezioso strumento di analisi e di studio in grado di rendere agevole e piacevole la divulgazione di un monumento storico, la mostra documentaria LA VILLA SPEDITA - curata dai proff. Diego Maestri e Rodolfo Maria Strollo - racconta in particolare anche alcuni aspetti e momenti particolarmente significativi della storia della Villa. Prima di divenire proprietà statale infatti, la Villa fu della Compagnia di Gesù che, per quasi un secolo (1865-1953), vi tenne il Nobile Collegio Mondragone. Un’istituzione che, per l’intero periodo di attività, fu ai vertici del panorama nazionale fra le scuole non statali (Corrado Alvaro, che ne fu allievo, la ricordò come la “Oxford italiana”), riscuotendo fama e successo anche all’estero, distinguendosi per l’eccellenza dei suoi professori e di molti suoi allievi. Oltre alle cartoline sono quindi esposti vari materiali, molti dei quali gentilmente messi a disposizione dei PP. Gesuiti, che con grande liberalità hanno aperto i propri archivi consentendo così una più attenta lettura del passato. La funzione didattica del Collegio fu infatti accompagnata, com’è ampiamente testimoniato dal materiale esposto, da altrettanto notevoli iniziative culturali sia in ambito scientifico sia in ambito umanistico. Ricerche archeologiche e filologiche, infatti, si sono accompagnate a numerosi esperimenti scientifici e tecnologici, condotti nei Laboratori impiantati nella Villa, dei quali l’Osservatorio Meteorologico Tuscolano è senz’altro il più noto. Questa mostra è maturata, come sottolinea con soddisfazione il Presidente della Provincia Silvano Moffa, in ambito universitario, grazie all’impegno della Facoltà di Ingegneria e nello specifico del Dipartimento di Ingegneria Civile ed è di particolare interesse perché coglie aspetti che vanno oltre la mera serie di immagini e consente di conoscere meglio una fra le più prestigiose Ville Tuscolane». Anche le Poste Italiane hanno colto l’importanza dell’evento, predisponendo un annullo speciale commemorativo che lega l’evento espositivo stesso, come si è detto, alla commemorazione dei primi venti anni dei corsi universitari dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. In occasione della mostra, infine, è stato inoltre donato all’Ateneo di Roma - Tor Vergata dall’avvocato Igino Mancini, uno storico stendardo del Collegio, lavoro datato 1911 dell’artista tuscolano Arnaldo Mecozzi, professore di disegno presso il Collegio dal 1898 al 1912, artista ben noto per l’opera svolta presso la Badia Greca di Grottaferrata e la chiesa dei Frati Minori in Frascati, nonché per l’ampia attività successiva, svolta in molte Istituzioni religiose in Brasile, ove si trasferì nel 1912

    L'osservatorio astronomico del Tuscolo: rilevamento e progetti

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    Il grandioso complesso edilizio dell’Osservatorio Astronomico del Tuscolo fu concepito – dal regime fascista prima ancora che dai diretti responsabili della costruzione, scienziati e progettisti – quale pendant sui Colli dell’E42, secondo una logica di magnificenza celebrativa a scala paesistica. Le due imprese furono accomunate anche nelle vicende della realizzazione, compromessa dagli eventi storico-politici dell’epoca ma quasi ultimata per una parte significativa delle varie unità edilizie programmate, pur senza che si giungesse all’inaugurazione prevista per la ricorrenza del ventennale del regime. Numerosi elementi, tuttavia, distinguono le vicende dell’impianto scientifico tuscolano da quelle parallele della mancata Esposizione Universale Romana: innanzitutto nella relazione forma-funzione. A Roma, infatti, il programma architettonico – pur nella discutibilità dell’impostazione urbanistica e nella scelta di un linguaggio architettonico strettamente legato alla retorica celebrativa del regime – risultò comunque coerente (anche nel tempo) con finalità rappresentative ed espositive; nel caso dell’Osservatorio, invece, la scelta della localizzazione – ignorando da un lato i pur timidi segnali lanciati da alcune voci sensibili sull’inopportunità di allogare sul rilievo tuscolano una stazione osservativa di avanguardia come quella che la struttura avrebbe dovuto ospitare, dall’altro le testimonianze archeologiche presenti nel sito con caratteristiche qualitative e dimensionali notevoli – compromise definitivamente la possibilità di un appropriato utilizzo funzionale. La distanza temporale permette ormai di rileggere tali fattori sine ira et studio, riconoscendo, ad esempio, come l’imponente costruzione dell’edificio principale del complesso scientifico abbia segnato l’ultima materializzazione a grande scala di una millenaria relazione tra le pendici tuscolane nella veduta a distanza dalla Città Eterna e come la struttura scientifica – pur non essendo nella posizione più idonea ad ospitare apparecchiature che, del resto, non ricevette mai – abbia avuto un indubbio ruolo nell’innescare una forma di sviluppo che nel dopoguerra ha qualificato il Tuscolano come sede privilegiata di numerose e altamente qualificate istituzioni deputate alla ricerca scientifica. L’analisi attuata attraverso i procedimenti conoscitivi del Rilevamento ha consentito di apprezzare appieno il significato del complesso edilizio dell’Osservatorio e di avanzare proposte di vitalizzazione che ne possano meglio valorizzare le potenzialità in un contesto territoriale, paesistico, culturale come quello descritto; numerosi e inediti aspetti, in particolare riferimento a Giovanni Sacchi – progettista coinvolto nell’operazione e figura professionale di elevata caratura – sono stati inoltre disvelati dalla ricerc

    Aerial Digital Photogrammetry and Terrestrial Laser Scanning for Reconstruction Hypothesis of Monumental Building Lost Façades: The Case of Villa Mondragone

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    The analysis of an architecture characterized by geometrical, functional and historical complexity, requires the fundamental and crucial acquisition of metrics data, iconographic e and archival documents, followed by a correct comparison and interpretation of the collected information. The scope of this process is to give a precise critical interpretation of the building - or some of its specific areas - as close as possible to reality and such as to allow a reliable reconstruction of those aspects of it that got possibly lost over time. In the specific case, this approach wants to offer a vital support to the study of those aspects of the monumental architec-ture that have been heavily altered by inappropriate interventions. In this paper, the methodological process is relating to a quite large number of interventions on Villa Mondragone in Monte Porzio Catone (Rome), the largest among the princely houses of the Tuscolan Complex. The task, here, is to get an accurate reconstruc-tion of the facades facing towards the so called Piazzale Maggiore, a large inner courtyard of the vast com-plex and it will focus in particularly on the latest large process of transformation, started nearly a century ago. For this reason, we based our study on bibliographical sources, on recent years’ historical data researches and on the analysis of the ample iconographic documentation, as well as on surveys of the state of fact by using different techniques. A considerable support to the research came from the use of the new survey technolo-gies, which the main object of this article. These technologies have been managed in an integrated manner on the areas of interest. They have helped to obtain considerably accurate surveys and such as to guarantee a highdegree of reliability to the reconstructive hypotheses subsequently processed. On one hand, the survey has relied on the capabilities of the laser-scanner, and of the other hand on the aerial photogrammetry with operations done with different types of UAV (Unmanned aerial vehicle) and digital cameras. A series of differ-ent reasons required the use of various tools for indirect survey, as shown in the text. The most important one is due to the relevant dimensional characteristics of the building and the surrounding context. This work is part of a broader line of research on the Ville Tuscolane and here it mainly refers to the applications of the most advanced systems for surveying and modeling of monumental architecture of historical interest. It has provid-ed interesting food for thought and technological and methodological comparison on the theme of philologi-cal reconstruction of the lost internal fronts of Piazzale Maggiore of Villa Mondragone. This was possible thanks to some similar elements on the facade facing the outside of the Manica Lunga (the longest eastern side of of the building enclosing the court) emerged during the surveys of this front
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