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Rocco Ronchi. Per una voce pura della filosofia
Nel suo "Il canone minore", Rocco Ronchi descrive il tentativo compiuto da quelle figure, sovente eretiche del pensiero rispetto a quello che l’autore individua come canone maggiore, che nel corso della storia della filosofia hanno pensato davvero l'immanenza dell’assoluto o, che è lo stesso, l’univocità dell’essere sul piano degli enti di natura. Nell’esigenza fondamentalmente speculativa e per ciò stesso anti-moderna della filosofia, ciò che si dà a vedere quale dato immediato dell’intuizione è un'equivalenza solo apparentemente innocua, ma in realtà profondamente perturbante e traumatica: immanenza assoluta = natura
Rocco Ronchi. Per una voce pura della filosofia
Nel suo "Il canone minore", Rocco Ronchi descrive il tentativo compiuto da quelle figure, sovente eretiche del pensiero rispetto a quello che l’autore individua come canone maggiore, che nel corso della storia della filosofia hanno pensato davvero l'immanenza dell’assoluto o, che è lo stesso, l’univocità dell’essere sul piano degli enti di natura. Nell’esigenza fondamentalmente speculativa e per ciò stesso anti-moderna della filosofia, ciò che si dà a vedere quale dato immediato dell’intuizione è un'equivalenza solo apparentemente innocua, ma in realtà profondamente perturbante e traumatica: immanenza assoluta = natura
LA VIRTÙ POLITICA
I due testi che raccogliamo in questo volume vanno al cuore della questione dell’ingovernabile e mostrano che nient’altro che l’ingovernabile è la materia specifica del governo, l’elemento nel quale l’arte fragile del governo deve procedere. Il governo è sempre
governo dell’ingovernabile, e due voci eminenti della filosofia italiana e della filosofia francese si confrontano con questo paradoss
Peter and Paul: a Ghost Story?
For Bergson, Special Relativity affirms the unity of real Time more rigorously
than either Newtonian mechanics or common sense. Yet, time and unity describe
different realities in the metaphysics of Einstein’s theory and the metaphysics of
Bergson’s creative duration. The time Einstein adopts as the fourth dimension of
space is only a ‘mobile image of eternity’, and the unity it preaches is an abstract
unity, synonymous with mathematical invariance. This is why, according to Bergson,
Einstein’s Relativity is not completely relative. It admits a unique real Time
in the sense that it admits only one: that of the physicist engaged in measuring
the world. The so-called twin paradox is exemplary in this respec
Peter and Paul: a Ghost Story?
For Bergson, Special Relativity affirms the unity of real Time more rigorously
than either Newtonian mechanics or common sense. Yet, time and unity describe
different realities in the metaphysics of Einstein’s theory and the metaphysics of
Bergson’s creative duration. The time Einstein adopts as the fourth dimension of
space is only a ‘mobile image of eternity’, and the unity it preaches is an abstract
unity, synonymous with mathematical invariance. This is why, according to Bergson,
Einstein’s Relativity is not completely relative. It admits a unique real Time
in the sense that it admits only one: that of the physicist engaged in measuring
the world. The so-called twin paradox is exemplary in this respec
Di alcuni motivi nel canone minore di Rocco Ronchi
L’articolo partecipa del Simposio che la rivista “Etica & politica” ha ospitato in onore del volume di Rocco Ronchi, Il canone minore. Verso una filosofia della natura (Feltrinelli, Milano 2017). Il simposio comprende sei articoli di filosofi e uno dello psicoanalista Massimo Recalcati, con una conclusione-risposta dell’autore.
Il presente contributo intende mettere in rilievo il significato dell’espressione “canone minore”, riferendolo non solo ad autori minori della tradizione filosofica occidentale, ma traducendolo nei termini di una “diversa fedeltà” ad autori rappresentanti della linea maggiore di quella tradizione. Ciò consente di riscattare alcune correnti di pensiero che Ronchi assegna al canone maggiore, come l’ermeneutica e la filosofia della storia. Inoltre – e questo il focus dell’articolo – consente di lavorare proficuamente su un autore molto criticato da Ronchi, che è Edmund Husserl, di cui vengono invece individuate significative e inaspettate assonanze con la proposta ronchiana di una filosofia dell’immanenza assoluta. Questo anche grazie all’apporto di alcuni esponenti della fenomenologia post-husserliana, considerati “eretici” di Husserl (Levinas, Merleau-Ponty, Ricoeur, Waldenfels) (par. 1). Vengono quindi affrontati: il tema husserliano della correlazione di coscienza-mondo (par. 2), come emergente dall’esperienza e da non intendere secondo lo schema classico e oppositivo di soggetto e oggetto; il tema della correlazione noetico-noematica intracoscienziale (par. 3), che non cancella l’alterità del fenomeno nel processo di coscienza; il fenomeno dell’estraneo (par. 4), a partire dalla V Meditazione cartesiana di Husserl, che apre a un’esperienza pre-rappresentativa e ante-predicativa, che trova nel corpo l’accesso all’alter-ego, preservandone al contempo l’alterità. Nel quinto paragrafo (La fenomenologia oltre le intenzioni) ci si concentra sulle affinità tra il pensiero husserliano e la posizione di radicale immanenza di Ronchi. Il sesto paragrafo (Il successo di un fallimento) lavora sul significato dell’epoché fenomenologica e sui suoi effetti positivi per un rinnovato rapporto con l’esperienza. L’ultimo paragrafo (Sull’antropocentrismo) sigla la convergenza tra l’egologia husserliana e la critica alla finitude umana in Ronchi, per riaffermare una prospettiva non antropocentrica, ma umanamente reale dell’essere umano. In conclusione, la filosofia intuitiva dell’immanenza di Husserl si dimostra in grado di movimentare la stessa filosofia dell’immanenza assoluta di Ronchi
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