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    I luoghi dei bambini: una radice inestricabile

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    Cosa ci sembra di sentire in questo preciso istante? Vediamo le parole stampate sul foglio e a ognuna attribuiamo un significato. Contemporaneamente cogliamo i suoni attorno a noi che ci raggiungono anche se non lo desideriamo. Al naso ci arriva qualche odore più o meno familiare del profumo indossato questa mattina o del detersivo che accarezza i nostri indumenti. In bocca il sapore dolce o salato dell’ultima pietanza che abbiamo mangiato. La nostra pelle è sfiorata da molti tessuti che danno sensazioni diverse alle varie parti del corpo. Man mano che l’attenzione si fissa sulle percezioni, emergono particolari che all’inizio di questa lettura erano sommersi e non consapevoli. Se ci pensiamo, in questo momento stiamo compiendo un’impresa difficilissima, ma che è assolutamente essenziale per la sopravvivenza: stiamo facendo spazio, ascoltando le nostre sensazioni magari in silenzio, o appiattendo gli altri pensieri, puntando invece l’attenzione su quello che accade. Il posto dove ci troviamo non è neutro: geograficamente stiamo trasformando gli spazi in luoghi grazie al potere straordinario dei sensi. L’attaccamento ai luoghi e l’investimento emotivo che deponiamo in essi fa sì che ognuno di essi assuma un valore soggettivo poiché le persone e il loro ambiente si costruiscono e costituiscono mutualmente. Tra identità e significazione dei luoghi esiste, infatti, un percorso a due vie: da una parte il significato del luogo è dato dalle credenze delle persone, dall’altra sono i luoghi stessi con le loro caratteristiche a determinare la nostra identità. Il termine spagnolo “querencia” riflette la propensione degli esseri umani e di altri animali a cercare caratteristiche simili ai luoghi in cui sono nati, che li fanno sentire comodi e sicuri. Legarsi a qualcosa o a qualcuno è fondamentale nell’esperienza umana tanto quanto avere degli ambienti di riferimento. L’essere umano, infatti, nasce bisognoso di cercare connessioni con le persone, con i gruppi, con oggetti o luoghi. Questi legami ci rendono sicuri, creano unioni con il passato e influenzano i comportamenti futuri connettendoci stabilmente all’ambiente fisico e sociale

    Place-Based Education. An Educational Approach Inside Local Place

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    Sense of place is rooted in people. Several studies show that attachment to a place is connected with the development of identity through spatial, material, and emotional dimensions. It fosters identification and the development of one’s social and cognitive skills. In an educational sense, cultivating a sense of place means inviting the individual to gather many authentic experiences that strengthen ties. This study discusses the place-based education (PBE) approach at the epistemological level, in the context of the learning-teaching relationship. PBE can help to understand culture, the environment and space by creating a multidisciplinary approach. Moreover, PBE can build a new assumption of being a collective resource. Starting from some studies and evidence that support a positive partnership between the individual and the place, some PBE experiences are analyzed to develop deep learning with children and students

    Progettazione partecipata di nuovi strumenti di governance universitaria: un’esperienza empirica nel Canton Ticino.

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    La governance nei sistemi formativi complessi fa riferimento all’insieme di relazioni che definiscono il rapporto tra coloro che sono chiamati ad assumere decisioni vincolanti (gli attori istituzionali) e i destinatari delle decisioni. La ricerca di pratiche di governo basate sull’interdipendenza e sulla co-decisione tra attori dà luogo ad un sistema decisionale pluralistico e negoziato che mette a valore saperi condivisi. Secondo quest’ottica si abbandona la logica gerarchica e regolamentatrice e si avviano processi inclusivi che mirano a coinvolgere in modo pro-attivo gli attori, detentori di risorse e conoscenze specifiche non codificate, ma presenti nel contesto in forma di sapere diffuso ed “esperienziale”. Il caso di studio oggetto di questa ricerca pone al centro il disegno dei processi partecipativi aperti ad una pluralità di attori e la promozione di pratiche discorsive finalizzate alla ricerca di un’intesa fondata sulla condivisione di punti di vista ed immagini per il futuro. Al centro della progettazione di “scenari futuri” vi è il Collegio di Dipartimento, concepito come strumento facilitante la governance all’interno del neo costituito Dipartimento di Economia aziendale, Sanità e Sociale (DEASS) della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI). Il caso di studio viene presentato nel suo farsi, dal processo di accompagnamento nella fusione di due realtà organizzative preesistenti, due distinti dipartimenti accorpati in una realtà organizzativa unica, alle pratiche partecipative messe in atto per giungere alla definizione di un’organizzazione in grado di valorizzare i singoli (studenti, formatori, ricercatori, professori) che si riconfigurano attorno ad un ricostituito organo decisionale

    Il rumore lontano. Intervista a Lorena Rocca

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    This interview focuses on the research project “Il rumore lontano” (The distant noise), undertaken at the DFA - Dipartimento Formazione e Apprendimento of SUPSI in 2017. The project, coordinated by Xabier Erkizia and Lorena Rocca, aimed at investigating the potential of sound to identify the cultural and geographical characteristics of Canton Ticino through its railway network. The project resulted in the book “The distant noise” (SUPSI, Libe edizioni, Audiolab 2018), with contributions by Xabier Erkizia, Lorena Rocca, Hillel Schwartz, Franco Farinelli. For further information: https://paesaggisonori.supsi.ch/progetti/ il-rumore- lontan

    Terzi paesaggi educanti

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    Il presente contributo attinge al concetto e all’esperienza del “terzo paesaggio”, lo declina in termini educativi attorno alla domanda: come offrire dei terzi paesaggi educanti, degli spazi residui fuori dalle logiche progettuali didattiche in cui si possano sperimentare l’indecisione, la fragilità, l’improduttività, la crescita incostante e – tramite queste – la biodiversità, culturale e naturale? Si delineano tre metaforiche vie didattiche che danno vita a terzi paesaggi educanti: la pausa, il ritornello, la composizione. In ciascuna di esse è l’invito di Gilles Clément a risuonare: vi è una sorta di missione curativa ed educante nascosta nel terzo paesaggio proprio per questo ruolo casuale che ha di accogliere ciò che è rigettato. A noi l’adozione di un modo di procedere che lascia spazio all’incertezza e alle domande (e Clément parla di spazi che pongono domande) a cui ciascuno può porre la personale prospettiva trasformando così quegli insignificanti fazzoletti ai margini dei territori -siano essi educativi o fisici-, dei campi d'attenzione veri e propri luoghi in cui l’importanza dipende dalle emozioni e dal vissuto di ciascuno

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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