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    Nuove piazze nella Roma di Paolo V. Spazio e concertazione

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    Contributo nel libro dedicato alla figura di papa Paolo V Borghese (1605-1621) nel quarto centenario della morte. Augusto Roca De Amicis traccia un’immagine dell’urbanistica romana al tempo di Paolo V servendosi del tema delle piazze, letto tramite l’opera di Maestri e Sottomaestri di Strade

    Disegnare il Barocco. Tecniche, prassi e teorie dell’architettura nella Roma del Seicento

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    Il volume, che raccoglie contributi di alcuni tra i maggiori studiosi italiani e internazionali, offre un’aggiornata panoramica sul ruolo del disegno di architettura nella fucina del Barocco romano, dove si approntano innovazioni destinate a vaste ripercussioni e dove agli apporti determinanti di figure centrali come Bernini, Borromini, Cortona, si affianca un’elaborazione diffusa di architetti e maestranze. Veicolo di diffusione di progetti e modelli nel nuovo contesto globale nonché strumento di studio nelle accademie, il disegno d’architettura si arricchisce di modalità rappresentative di grande complessità, assieme a tecniche, materiali e strumenti adeguati alla spinta propulsiva di un linguaggio che si sta gradualmente costituendo come internazionale

    Il "discorso ... nel disegniare et edificare le chiese" di Domenico Tibaldi

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    Le inedite pagine scritte da Domenico Tibaldi, fratello del più noto Pellegrino, sull'architettura sacra si inseriscono nel clima culturale del tardo Cinquecento bolognese, dominato dalla figura del cardinale Paleotti, autore di un importante trattato sulle immagini sacre. Nel saggio viene sottolineata la stretta aderenza a quanto teorizzato da Paleotti, intransigente esponente del rigorismo post-tridentino. Con i rapporti proporzionali teorizzati e l'impiego di elementi desueti quali il nartece, Tibaldi inoltre ripropone, in un nuovo contesto storico, il patrimonio di forme e valori simbolici dell'età primocristiana e medievale.The unpublished pages written by Domenico Tibaldi, brother of the famous Pilgrim, sacred architecture are part of the cultural climate of the late sixteenth century Bolognese, dominated by the figure of Cardinal Paleotti, author of an important treatise on sacred images. In the essay is emphasized strict adherence to what is theorized by Paleotti, uncompromising exponent of the post-Tridentine rigor. With the proportional relationships theorized and the use of obsolete elements such as the narthex, Tibaldi also proposes, in a new historical context, the wealth of forms and symbolic values ​​primocristiana and medieval age

    Forma e illusione nella Prospettiva di Palazzo Spada

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    Luogo in cui si focalizzano interessi scientifici, gusto per la curiosità, senso del meraviglioso, la Prospettiva di palazzo Spada rischia di essere gravata da un sovraccarico di significati che possono offuscare una equilibrata valutazione del risultato finale, come invece si tenterà di fare in queste pagine. Si è giustamente parlato di una triangolazione di personaggi che hanno generato questo episodio tanto celebre quanto periferico da qualsiasi campo del sapere lo si voglia considerare, proprio per essere collocato in una singolare zona di intersezione. Inizieremo pertanto da tali figure cercando di evidenziare le rispettive, e disparate, esperienze che in quell’opera sarebbero state convogliate

    Intentio operis. Studi di storia nell'architettura

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    Analizzando episodi problematici e controversi, dall’attività a Venezia di Iacopo Sansovino come proto alle opere di Simone Mosca ad Arezzo e Orvieto, dal Borromini giovane dello scarno convento di San Carlo alle Quattro fontane a quello tardo degli enigmatici monumenti di San Giovanni in Laterano, all’uso delle coloriture come mezzo di comprensione – o di fraintendimento – di monumenti quali il San Giorgio Maggiore di Palladio, la facciata di San Pietro di Maderno, il tamburo dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso di Pietro da Cortona, il libro propone linee di metodo e strumenti critici alternativi a quelli oggi maggiormente in uso, capaci di rendere ragione di singolarità che un uso eccessivo della contestualizzazione tende ad appiattire, ma anche intesi a ristabilire possibilità di dialogo che una frammentazione divenuta lo stato di natura della ricerca fa mancare. Ma perché tali connessioni possano funzionare, devono compiere un passaggio attraverso quella che secondo un’antica definizione ermeneutica è l’intentio operis; attraversamento che, se eluso, rischia di non farci comprendere la nostra stessa collocazione.Analyzing problematic and controversial architectural topics, the professional activity of Jacopo Sansovino in Venice, the works of Simone Mosca in Arezzo and Orvieto, the Borromini of the early convent of San Carlo alle Quattro Fontane or of the late, enigmatic monuments of St. John Lateran, the use of colorings as means of understanding - or misunderstanding - of monuments such as the San Giorgio Maggiore by Palladio, the facade of St. Peter's, the drum of the Santi Ambrogio e Carlo al Corso by Pietro da Cortona, the book proposes methodological and critical tools alternative to those currently in use, able to give an account of singularity that an excess of contextualization tends to flatten, but also intended to reopen a dialogue that fragmentation - now the state of nature of the research - has stopped. But to activate rhese connections, we have to go through the intentio operis, accordina the old definition of hermeneutics; a passage that, if circumvented, could not help us to understand also our own place

    Le ville di Borromini: nuove letture e prospettive di ricerca

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    Un’analisi complessiva, qui tentata per la prima volta, delle ville progettate da Borromini offre lo spunto per un riesame di numerosi problemi in sospeso: il quadro attributivo, che riceve conferme e smentite; la destinazione e le funzioni non sempre chiare di alcuni progetti; i modelli cinquecenteschi di riferimento, da Serlio a Mascarino, finora non evidenziati. Infine, nonostante la varietà delle forme adottate, vengono ravvisati in un gruppo sufficientemente omogeneo di progetti alcuni caratteri generali comuni, come la dimensione raccolta e centripeta degli impianti, concepiti più per singole e appartate personalità che per una rappresentatività ufficiale.An overall analysis, attempted here for the first time, the villas designed by Borromini provides an opportunity for a review of a number of outstanding issues: the attribution framework, which receives confirmations and denials, the destination and the functions are not always clear in some projects , sixteenth-century models of reference, by Serlio in Mascarino, so far highlighted. Finally, despite the variety of forms taken are detected either in a sufficiently homogeneous group of some general characteristics common projects, such as the size of the collection and centripetal systems, designed more for individual and personality to a secluded official representative

    Chiese ad aula con raccordi concavi: Giovanni Battista Contini e la genesi di una connessione tardobarocca

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    This article focuses on a Roman church, the Stimmate di San Francesco, designed by the architect Giovanni Battista Contini, and, in particular, on Contini’s design for the interior plane, which is characterised by the feature of concave corners that unify the nave, a design element which was to prove widely influential. Investigating the origins of this innovative design is not clear-cut, although the name of Francesco Borromini has been associated with this innovation. However, given the leap in design between Borromini’s entirely original innovations in this aspect, and Contini’s more composed reflection on the same features, an intermediary source for the Stimmate design must be sought. This article will examine the projects with similar nave design innovations by the architects Bernardo Castelli Borromini, Giovanni Antonio De Rossi and Mattia De Rossi, as well as concentrating on Contini’s own designs for churches in the Marche region, where he experimented with concave solutions for nave corners.Questo articolo si incentra sulla chiesa delle Stimmate di San Francesco a Roma di Giovanni Battista Contini che, grazie ai raccordi concavi che unificano l’aula, viene qui riconosciuta nel suo ruolo di modello, destinato ad ampie ripercussioni. Più difficile ricostruire le premesse per questa formulazione; premesse che solitamente si fanno risalire a Borromini. Ma il divario tra le originali invenzioni borrominiane e la più pacata riflessione di Contini solleva il problema di una fase intermedia di elaborazione, qui esplorata ripercorrendo le vicende di progetti legati ai nomi di Bernardo Castelli Borromini, Giovanni Antonio De Rossi, Mattia De Rossi. Gli antecedenti della soluzione concava sperimentati dallo stesso Contini nelle chiese realizzate nelle Marche completano un articolato quadro di riferimenti che converge infine nel modello romano

    Storia dell'architettura nel Veneto. Il Seicento

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    L'opera, inserita in una collana promossa dalla Regione Veneto e dal Centro Internazionale di Studi Andrea Palladio, coinvolge un gruppo di studiosi italiani e stranieri ed è finalizzata alla comprensione di un secolo finora poco chiarito nei suoi contorni e affrontato con limitata consapevolezza metodologica. Emerge un quadro geopolitico di grande ricchezza e un contesto culturale che smentisce in parte il consolidato giudizio sulla "decadenza" che la Serenissima avrebbe conosciuto in questo secolo.The work was included in a series sponsored by the Veneto Region and the International Center for Studies Andrea Palladio, involves a group of Italian and foreign scholars and is aimed at understanding a century so far, unclear in its contours and faced with limited methodological awareness. It follows a geopolitical framework of great wealth and a cultural context that denies in part the judgment of the consolidated "," decay "," Serenissima would have known that in this century
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