315,597 research outputs found

    Infiltrare corpi, costruire reti. Anatomia di una rivolta carbonara

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    Attraverso l’osservatorio della polizia, si ricostruiscono le fasi preparatorie della rivolta del Cilento del luglio 1828, un episodio represso con una brutalità che provocò l’attenzione dell’opinione pubblica europea. Preparata da una rete di congiurati Filadelfi provenienti dalla Carboneria ed attivi tra la capitale e la provincia, la rivolta rappresentò il punto di incontro tra reti di natura diversa: quella massonico-carbonara, quella giacobina e radicale

    Rivolta Giovanni Ambrogio e Francesco (1642)

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    Oggetti d'arte appartenuti a Giovanni Ambrogio e Francesco Rivolta (1642). [Cercare in Archival Inventories alla voce Owner Name: Rivolta Giovanni Ambrogio e Francesco] o [cercare in: Inventory #: I-I-5094]

    Rivolta. Miti e pratiche dell’essere contro

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    Rivolta si distingue e si contrappone a rivoluzione in nome dell’inattualità e della sospensione del tempo storico. Nella rivolta si cristallizza l’accadere, si concentra l’istante della battaglia che tenta di distruggere i «demoni e i mostri», in una tensione manichea che coinvolge i rivoltosi nella parossistica coincidenza di teoria e prassi, nell’evocazione di un «dopodomani» di libertà e di armonia. La rivolta sprigiona energie pietrificate nell’attesa, pretende la vittoria, diviene «di per se stessa un atto buono e giusto per la difesa della libertà». La rivolta si offre come uno spazio simbolico, un rifiuto collettivo del tempo storico. La rivolta può inserirsi in una prospettiva strategica, ma non è coessenziale: primario è l’impulso a insorgere per insorgere. In questi termini, spesso la rivolta è usata e strumentalizzata proprio dalle forze contro le quali inizialmente si indirizza. Non tutte le ribellioni comportano una vittoria, anzi spesso si concludono con la sconfitta. Dalla sconfitta e dai suoi martiri si generano la ritualizzazione epica e la celebrazione agiografica, l’apoteosi di eroi che nei propri tratti raggelati possono evocare la speranza di una nuova rottura del tempo storico o la fissazione nella sterilità retorica. L’oggetto della rivolta cambia storicamente, non sembra mutare, invece, sostanzialmente la sua simbologia, la diversa esperienza del tempo, l’energia catartica. Oggetto dei saggi raccolti in questo volume è, in una prospettiva jesiana, un tentativo di attraversare modalità e forme di insurrezione anche cronologicamente distanti, al fine di costruire una fenomenologia della rivolta, indagandone le costanti, le varianti, le conseguenze e gli effetti dirompenti sugli immaginari individuali e collettivi. Sonia Maura Barillari, Martina di Feb

    Genomic analysis of the function of the transcription factor gata3 during development of the Mammalian inner ear

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    We have studied the function of the zinc finger transcription factor gata3 in auditory system development by analysing temporal profiles of gene expression during differentiation of conditionally immortal cell lines derived to model specific auditory cell types and developmental stages. We tested and applied a novel probabilistic method called the gamma Model for Oligonucleotide Signals to analyse hybridization signals from Affymetrix oligonucleotide arrays. Expression levels estimated by this method correlated closely (p<0.0001) across a 10-fold range with those measured by quantitative RT-PCR for a sample of 61 different genes. In an unbiased list of 26 genes whose temporal profiles clustered most closely with that of gata3 in all cell lines, 10 were linked to Insulin-like Growth Factor signalling, including the serine/threonine kinase Akt/PKB. Knock-down of gata3 in vitro was associated with a decrease in expression of genes linked to IGF-signalling, including IGF1, IGF2 and several IGF-binding proteins. It also led to a small decrease in protein levels of the serine-threonine kinase Akt2/PKB beta, a dramatic increase in Akt1/PKB alpha protein and relocation of Akt1/PKB alpha from the nucleus to the cytoplasm. The cyclin-dependent kinase inhibitor p27(kip1), a known target of PKB/Akt, simultaneously decreased. In heterozygous gata3 null mice the expression of gata3 correlated with high levels of activated Akt/PKB. This functional relationship could explain the diverse function of gata3 during development, the hearing loss associated with gata3 heterozygous null mice and the broader symptoms of human patients with Hearing-Deafness-Renal anomaly syndrome

    Donne, norme, società: tematiche di psicologia giuridica e sociale

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    Il volume tratta del rapporto fra le donne e le norme (legali e sociali) nell'attuale società. Si mette in evidenza come le donne abbiano un atteggiamento di scarsa conoscenza e di scarso interesse per la legge ,intesa in senso generale. Infatti preferiscono pensare alla possibilità di personalizzare la lpegge, moltiplicando le eccezioni ad essa, in funzione del problema particolare

    La proposta educativa extra scolastica rivolta a bambini e bambine

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    Il contributo illustra la proposta educativa rivolta a bambini/e e ragazzi/e nell'ambito nel secondo dopo guerra nell'esperienza associativa di ispirazione cattolica (Azione Cattolica e Scautismo) e laica (Pionieri

    Reato di rivolta: tra illusione sicuritaria e populismo penale

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    La ricetta del Governo per rafforzare “a costo zero” la sicurezza degli istituti penitenziari e delle strutture di trattenimento e accoglienza per i migranti passa attraverso l’introduzione dei nuovi reati di rivolta e la previsione di pene più elevate: la cura proposta non solo è illusoria, ma è peggio del male. Una prima analisi sul DDL 166

    Corpi in rivolta. Una ricognizione filosofica su conflitto e politica

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    Questo lavoro di ricerca vuole proporre un'analisi filosofica del nesso tra Politico e Conflitto, a partire dalla presa in esame delle esperienze politiche di rivolta, rivoluzione, mobilitazione e protesta, ponendo al centro il corpo e la differenza sessuale come strumenti interpretativi. Tale posizionamento conduce la riflessione a interrogare le soggettività incarnate, così come la relazione individuale e collettiva con lo spazio urbano, le esperienze nella folla – tra potenziamento e terrore - e, soprattutto, le differenti relazioni tra i sessi che si dispongono nello spazio collettivo di conflitto. Particolare attenzione verrà data al nesso che lega donne, rivolta, potere e violenza. Attraverso una messa a tema delle “grandi narrazioni” sul corpo, la violenza e il femminile, che costituiscono l'autorappresentazione del Potere all'interno della tradizione politica occidentale, questa ricerca adotta una prospettiva genealogica e decostruttiva, guardando al contempo a discorsi e rappresentazioni alternative, fuori dall'orizzonte del simbolico politico tradizionale. Si discuteranno posizioni e letture differenti dell'esperienza di rivolta e del processo rivoluzionario, alla ricerca di categorie utili a distinguerle concettualmente: tra queste, la categoria mezzi/fini, il rapporto con il tempo, il nesso tra libertà e violenza. Infine, strumento fondamentale di interpretazione e riflessione sarà le differenti posizioni femministe sulla violenza, sul conflitto e sulla logica rivoluzionaria contrapposta al gesto di rivolta.This thesis aims at an analysis of the relationship between Politics and conflict from a philosophical perspective. It focuses on the political experience of revolts, mobilisations and protests, taking into account the body and the sexual difference as relevant interpretative instruments. Particular attention is given to the link between revolt, women, power and violence. Focusing on the institutional and traditional “grand narrative” of Power over the body, violence and feminine, this research adopts a deconstructive and genealogical perspective, while at the same time looking for relevant representations and discourses, out of the traditional symbolic order of politics. Several readings and positions about the experience of revolt and the revolutionary process are discussed in order to identify categories to separate “revolt” from “revolution”: the experience of time, the relationship between means and ends, the link between liberty and violence. Then, a fundamental interpretative tool is found in the feminist perspective on violence, conflict, protest experiences and the opposition between the revolutionary logic and the revolt position
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