1,720,976 research outputs found

    Le pari opportunità: un problema ancora aperto

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    La ricerca ha riguardato la Rai anche perché tale azienda possiede da tempo due Commissioni pari opportunità, condizione che ci sembrava importante per evitare di condurre un'indagine in un ambiente pregiudizialmente ostile alle donne. Abbiamo ricostruito la storia di tali Commissioni, utilizzando il materiale disponi-bile e le interviste qualitative rivolte ai suoi membri, cercando soprattutto di com-prendere come abbiano operato. Successivamente presentiamo le opinioni delle e degli intervistati, evidenziando le differenze, oltre che per genere, per età e tipo di rapporto di lavoro, distinguendo quelli che sono a favore di azioni positive (dal rafforzamento delle Commissioni pari opportunità alle quote), da coloro che ritengono che le donne abbiano già pari oppor-tunità. Inoltre riscontriamo la presenza di un ampio gruppo di soggetti che non si schierano su questi aspetti, perché particolarmente attenti alla professionalità e infa-stiditi dalla discrezionalità con cui avvengono i passaggi di qualifica

    Mestieri a confronto nei media: il giornalista e la programmista-regista

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    A partire dal dibattito sulle professioni, si mettono a confronto due mestieri dei mass media: il giornalista, più tradizionale, protetto da un ordine professionale, ancora prevalentemente “maschile” e il programmista regista, tipico della radio e della televisione, prevalentemente “femminile”. Ampliando e aggiornando i risultati di una ricerca quali-quantitativa da noi svolta presso la radiofonia pubblica, si evidenzia una costante crescita del precariato per entrambe le professioni. Emerge inoltre una attenuazione delle differenze di genere nella carriera, ma per le donne (soprattutto per quelle più giovani) la precarietà del mercato del lavoro ha generato una “doppia presenza impossibile” e il “tetto di cristallo” è sempre difficile da sfondare

    Famiglia e carriere lavorative instabili: una conciliazione sempre più difficile

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    In un contesto di destrutturazione delle attività lavorative e delle traiettorie di vita, in cui l’incertezza e la paura connotano le biografie delle persone, armonizzare lavoro e famiglia risulta impresa difficile, oggi più di ieri in particolare per le donne. Nella ricerca appena conclusa (Il genere della Radio. Carriera, famiglia e pari opportunità, Franco Angeli 2004), ciò è apparso chiaramente. Allo stato attuale le differenze di genere sono apparentemente riconosciute, grazie anche al contributo offerto da numerosi studi su questo tema che vengono svolti da oltre trent’anni. Si direbbe che le discriminazioni di genere siano ormai molto attenuate e comunque in via di superamento. All’inizio di questo percorso di ricerca ci siamo chiesti se il superamento delle differenze di genere è stato reale o si parla solo in modo diverso del problema senza una sostanziale modificazione dei rapporti di potere. Possiamo rispondere che se sono state eliminate le differenze di genere più plateali, come la netta caratterizzazione maschile o femminile di alcuni tipi di lavoro rimangono molte piccole differenze che si cumulano fra loro. Soprattutto emergono nuove disparità legate alla crescente instabilità del lavoro, anche perché le responsabilità familiari continuano ad essere mal divise

    Il mondo delle radio private

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    La radiofonia soffre di un’eccessiva frammentazione, per la presenza sia di micro-imprese, sia di tipologie di radio con ragioni sociali differenti: ciò ha comportato la proliferazione di associazioni imprenditoriali contrapposte. Sono nati perciò contratti diversificati, soprattutto relativamente al riconoscimento dei giornalisti come categoria in sé. Poiché i sindacati quasi non riescono a entrare nelle aziende, paradossalmente sperano in un cambiamento affidato all’avvento di nuove tecnologie o alla creazione di agenzie interinali ad hoc, soluzioni certo diverse, ma accomunate dall’essere al di fuori della contrattazione sindacale. Per chi lavora nelle radio, ancor prima del problema del precariato, c’è il problema del lavoro nero in molte radio commerciali, o non retribuito in quelle non commerciali. Per le radio comunitarie e politiche c’è carenza di finanziamenti, che tendono ad essere ulterior-mente tagliati, con il rischio della chiusura anche di radio locali che svolgono un servizio di informazione locale di buona qualità. C’è dunque un problema di insicurezza del lavoro, oltre che di basse retribuzioni, tranne che nelle strutture più grandi ed affermate: è il caso di un gruppo di radio locali romane che ha fatto una politica di stabilizzazione del personale (in cui abbiamo fatto diverse interviste). L’altro aspetto da considerare è l’organizzazione produttiva che può anche essere minimale: nelle radio piccole e medie si fa lavoro di squadra, spesso mescolando produzione e ricerca della pubblicità e/o facendo sì che chi conduce un programma curi anche la parte tecnica di messa in onda. Solo nelle radio più grandi, nazionali o che si ap-poggiano ad un network, c’è netta diversificazione delle figure produttive, con il vantaggio spesso, ma non sempre, di migliori retribuzioni

    Il welfare del lavoro. Il ruolo dei servizi per l'impiego

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    Da oltre un ventennio, l’Europa fa molto affidamento sulla modernizzazione delle istituzioni del mercato del lavoro spingendo ad investire sulle politiche attive e sui servizi per l’impiego. Aumentare l’occupabilità delle persone è anche una risposta alla crisi economico-finanziaria iniziata nel 2007, che rende sempre più difficile per gli Stati assicurare politiche di sostegno. In un contesto lavorativo sempre più frammentato e differenziato, quali sono le risposte intraprese dai servizi per l’impiego in Italia per rispondere alle nuove sfide emergenti? Quali sono le criticità e le opportunità dei Centri per l’impiego pubblici a cui si affiancano sempre più le Agenzie per il lavoro private e i servizi di Orientamento e Placement delle Università? Quanto pesa il contesto territoriale? La ricerca presentata ha cercato di monitorare e valutare i servizi offerti al fine di proporre soluzioni praticabili, intercettando best practices esportabili da un territorio all’altro e individuando i punti critici su cui è necessario intervenire

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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