309,697 research outputs found

    Rappresentazioni e prospettive geopolitiche nel bacino Mediterraneo

    No full text
    La fine del conflitto bipolare ha acuito le difficoltà dell'analisi geopolitica: in un mondo più complesso e tendente a una nuova multipolarità risultano separati i tradizionali criteri di analisi. Questo è particolarmente vero per il Medio Oriente e per il bacino del Mediterraneo, la cui percezione geopolitica si è andata notevolmente modificando a seguito di radicali cambiamenti internazionali. Gli ultimi due decenni hanno infatti visto realizzarsi una colossale redistribuzione del potere e del prestigio a livello internazionale, sopratutto in Medio Oriente, con una decisa riconfigurazione spaziale del sistema. Per un Paese come l'Italia, geograficamente al centro del Mediterraneo, è dunque cruciale avviare uno studio sugli scenari futuri della regione, al fine di identificare le possibili linee di continuità e discontinuità del quadro geopolitico, alla luce dei nostri interessi nazionali. Quanto ci deve muovere è la consapevolezza che, quale che sia l'assetto del Mediterraneo nel 2035, il nostro Paese continuerà a esserne uno dei pivot geopolitici, la cui sicurezza e i cui interessi non potranno che rimanere profondamente interrelati alle dinamiche e ai mutevoli scenari di questo mare

    My Boyfriend Came Back From The War: una narrazione visiva di Olia Lialina

    No full text
    The contribution proposes the analysis of Net Art’s world-famous masterpiece of one of its founders: My Boyfriend Came Back from the War (1996) by Olia Lialina. Combining black and white images and words, it evokes the encounter of two lovers who have been separated so long by the war. With her work, Lialina shows us the potential for interaction of the new screen – that of the computer. She experiments with a non-linear narration, where users edit the story frames thanks to hypermedia platform, resulting in a new relationship between author and public. Considering such operations, the paper aims to highlight the work’s ludic connotation beside the impact of filmic narrative on the web

    L’Iraq e il Medio Oriente: un paese prigioniero della sua geografia e delle sue illusioni geopolitiche

    No full text
    The geohistorical evolution of Iraq within the Middle Eastern syste

    Introduzione

    No full text
    «La Geografia ha a che fare con il potere». Essa non è innocente, non è un prodotto della natura e non può essere neutrale. In quanto rappresentazione di una realtà percepita, osservata e, in molti casi, modellata a proprio uso e consumo, la geografia – e ancor di più la geopolitica – riflette la competizione per il potere tra attori diversi. In questo senso, riprendendo l’analisi di Gearóid O’Tuathail, ogni rappresentazione del mondo è, per forza di cose, “politica”, quindi parziale, e tende a riflettere gli schemi mentali, le prospettive, la storia e gli interessi di chi si appresta a re-immaginare il mondo e le sue dinamiche di potere. In un contesto caratterizzato da una crescente complessità e da una sempre più marcata interdipendenza, queste ultime non possono essere considerate come esclusivo appannaggio degli stati. Al contrario, è ormai ampiamente riconosciuto che protagoniste della geopolitica sono tanto realtà attive sul piano “macro” (organizzazioni internazionali, multinazionali, realtà non-statuali di varia natura e dimensioni e, ovviamente, stati), quanto soggetti operanti su un piano intra-statuale o, addirittura, intra-regionale (come nel caso di movimenti indipendentisti, formazioni secessioniste, gruppi irredentisti o comunità locali latrici di specifiche istanze). Per usare le parole di uno dei padri della “rinascita” della geopolitica contemporanea, essa si riferisce «tout ce qui concerne les rivalités de pouvoirs ou d'influence sur des territoires et les populations qui y vivent : rivalités entre des pouvoirs politiques de toutes sortes – et pas seulement entre des États, mais aussi entre des mouvements politiques ou des groupes armés plus ou moins clandestins –, rivalités pour le contrôle ou la domination de territoires de grande ou de petite taille» . Per quanto a lungo presentata (e tutt’ora da molti percepita o millantata) come una scienza basata su regole universali, la geopolitica rimane una disciplina figlia del suo tempo (o, meglio, dei suoi tempi, vista la profonda evoluzione che l’ha caratterizzata a partire dalla fine del XIX secolo) e dello “sguardo” dei suoi autori; una disciplina che, guardando al passato, mira a delineare la possibile evoluzione del sistema-mondo e, soprattutto, a proporre determinate linee di azione per influenzarne le dinamiche future. Essa è, quindi, inevitabilmente fondata su rappresentazioni soggettive e non neutrali che si dipanano su più livelli e che sono figlie di percezioni e punti di vista legati alla difesa di interessi concreti. Non solo, pur avendo da sempre come dimensione di analisi privilegiata la competizione su determinati spazi fisici, essa ha col tempo finito con l’abbracciare ambiti di analisi sempre più ampli che per lungo tempo sono rimasti impliciti nella discussione geopolitica, come ben dimostrato dal rinnovato interesse per le dinamiche locali e identitarie e dalla cosiddetta “geopolitica delle emozioni”, che ha avuto in Dominique Moïsi il suo principale esponente . In questo contesto, le parole di Michel Foucher acquisiscono un peso specifico particolarmente significativo: «Geopolitics studies the relationships between political issues and territorial issues, not simply between power and geographical space. This definition is broader than just analysing territorial rivalries. It is essential that we appreciate the importance of representations and perceptions, i.e. that of mental maps. I prefer the kind of geography in which descriptions of local realities and interactions are accompanied by critiques of the producers of mental maps bound up with political projects that are not only time-bound but are also (they too) territorialized» . Muovendo da questi assunti, il presente volume mira a dar vita a una rappresentazione di alcune delle dinamiche geopolitiche più significative della presente fase storica. Prendendo spunto dal ciclo di incontri tenutisi in tutta Italia tra 2018 e 2019 (cfr. Appendice 1) per celebrare i dieci anni di attività del Centro Studi Internazionali di Geopolitica (Ce.St.In.Geo. - https://cestingeo.org/), esso si pone l’obiettivo di guardare al sistema-mondo nel suo complesso e di ragionare sulle specificità di una delle sue regioni più complesse e geopoliticamente rilevanti: quella mediorientale. È questa la ragione che ci ha spinto a dividere la presente analisi in due parti distinte per quanto fortemente interconnesse. Il primo modulo guarda all’evoluzione dello scenario geopolitico contemporaneo. Il secondo modulo è dedicato al cosiddetto “arco di crisi mediorientale”

    Conoscere per conservare: il caso degli elementi in c.a. dei Collegi Universitari di Urbino

    No full text
    Questa nota presenta i risultati di un’ispezione condotta nel 2016 su alcuni edifici del complesso dei Collegi Universitari di Urbino, con l’obiettivo di investigare i fenomeni di degrado degli elementi in c.a. e di formulare delle ipotesi sulle cause e sui possibili metodi di intervento. L’ispezione, ancorché limitata a pochi elementi e a poche indagini, ha permesso di evidenziare che la corrosione da carbonatazione è la principale causa di degrado in atto su questi elementi. Oltre a zone in condizioni di degrado avanzato, con estesi danneggiamenti e distacchi di calcestruzzo che andranno necessariamente riparati in fase di intervento, sono presenti zone dove il calcestruzzo è sostanzialmente integro, e potrà quindi essere conservato. Il progetto di un intervento che sia al tempo stesso rispettoso degli edifici, dei materiali e delle geometrie originali, ed efficace nell’evitare le conseguenze della corrosione per la vita residua richiesta, non potrà prescindere dalla conoscenza dell’effettiva condizione di corrosione in cui si trovano le armature e della sua evoluzione futura.This note describes the results obtained in 2016 from an inspection carried out on the buildings of the Collegi Universitari in Urbino. The inspection was aimed at investigating and diagnosing deterioration phenomena on reinforced concrete elements and discussing possible repair methods. Although the inspection was limited to few elements and few investigations, it allowed highlighting that carbonation-induced corrosion of reinforcement seems the main cause of deterioration. Besides areas with extensive damage, where concrete needs to be replaced, areas with less damage also exist, where concrete can be preserved. The design of a repair intervention that is respectful of the buildings, their materials and original shapes, but also effective in avoiding damage for the required life, can only stem from the knowledge of the actual corrosion condition of reinforcement and its future evolution

    A chi serve "l'eccezionalità" del regime iraniano

    No full text
    L'estremismo sunnita e la retorica violenta dell'amministrazione Trump contro Teheran servono agli scopi della parte oscura della Repubblica islamica dell'Iran. E rappresentano un colpo durissimo alla politica prudente del presidente moderato Rouhani

    Iran e Stati Uniti, lotta per l'egemonia nel Golfo

    No full text
    This article analyzes the complex relations between Iran and US and their geopolitical competition in the Gulf and in the Middle Eas

    Caratterizzazione di due calcestruzzi UHPFRC commerciali: valutazione di proprietà meccaniche e di durabilità

    No full text
    This note presents the results of a research aimed at assessing and comparing the properties of two commercial Ultra-High-Performance Fiber Reinforced Concretes (UHPRFC) made with the same amount of steel fibers (2.5% vol.). Besides the basic properties at hardened state, such as compressive strength and elastic modulus, durability-related parameters are measured, such as electrical resistivity, resistance to carbonation and chloride penetration, water absorption rate and water absorption. Microstructure is also studied by means of optical and electron microscopy. The results show that, although fibers may locally increase the presence of interfacial voids in the cement paste and decrease the electrical resistivity of UHPFRC, both products exhibited an overall excellent behavior if compared to ordinary concrete

    Fenomenologia ed ermeneutica - Parole chiave

    No full text
    Le parole chiave della fenomenologia e dell'ermeneutic
    corecore