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Tra Iporchemi e Parteni (Pindaro, Hyporch. F9 Recchia)
Il contributo esplora le possibilità ecdotiche
ed esegetiche legate al passo di Athen.
14.631c-d, in particolare la questione della
classificazione di un frammento pindarico
ivi citato (Hyporch. F9 Recchia = fr. 112
Sn.-M.), parte di un carme iporchematico
per il quale non è però da escludere una
componente partenia.The paper focuses on exegetical and
ecdotical aspects of Athen. 14.631c-d: it
deals, in particular, with the classification
of a Pindaric fragment cited by Athenaeus
(Hyporch. F9 Recchia = fr. 112 Sn.-M.),
part of an hyporchematic ode which is likely
to have had features linked to the genre of
Partheneia as well
Il lavoro autonomo
Da molti anni ormai i giuslavoristi si occupano e preoccupano dei profondi cambiamenti organizzativi delle imprese, determinati dalle innovazioni tecnologiche come dalle trasformazioni del mercato, e dei loro effetti sulla composizione del lavoro utilizzato, sulle relazioni contrattuali che ne regolano l’impiego, e dunque sui livelli di protezione che ne conseguono. Tali trasformazioni si reggono non solo su cospicui cambiamenti nell’universo del lavoro subordinato, ma anche su una vera e propria fuga dalla subordinazione, che porta i diversi modelli di business a optare, laddove possibile, per rapporti di lavoro autonomo. Per tali motivi, nell'economia del contributo, viene indagato lo stato delle tutele dedicate a tale tipologia di rapporto (nelle sue molteplici forme), rispetto alle esigenze di un’adeguata tutela dei crediti maturati e finanche di una continuità delle relazioni di lavoro di fronte alla condizione di crisi e di insolvenza dell’impresa committente. La riforma operata dal d. lgs. 14/2019 (Codice della crisi e dell’insolvenza) sembra aver recepito molto marginalmente tali istanze, rimarcando ancora una volta la distanza tra lavoro autonomo e subordinato, e negando al primo, anche quando soggiace alla prevalenza organizzativa di un committente, tutele analoghe a quelle riconosciute al secondo.For many years now, labor lawyers have been dealing with and worrying about the profound organizational changes in companies, brought about by technological innovations and market transformations, and their effects on the composition of the work used, on the contractual relationships that regulate their use, and therefore on the resulting levels of protection. These transformations are based not only on substantial changes in the "universe" of subordinate work, but also on a tendency to escape from subordination, which leads the different business models to opt, where possible, for self-employment relationships. For these reasons, in the Chapter, the state of the protections dedicated to this type of relationship (in its many forms) is investigated, with respect to the needs of adequate protection of the credits accrued and even of a continuity of the working relationships of faced with the condition of crisis and insolvency of the client company. The reform carried out by the legislative decree 14/2019 (Crisis and Insolvency Code) seems to have incorporated these requests very marginally, once again underlining the distance between self-employment and subordinate work, and denying the former, even when it is subject to the organizational prevalence of a client, similar protections to those recognized to the latter
Il ruolo dell’autonomia collettiva.
La Riforma del lavoro del Governo Renzi, ed il d.lgs. n. 81/2015 in particolare, sembra chiudere definitivamente una stagione del rapporto tra legge e autonomia collettiva, che costruito proprio sui temi della flessibilità (tipologia prima, organizzativa poi), aveva avuto enorme fortuna come strumento di gestione del mercato del lavoro, consentendo di smussare alcune criticità garantistiche in favore del perseguimento di interessi collettivi ed occupazionali. Attraverso l'analisi dell'art. 51 del decreto e dei diversi rinvii alla contrattazione collettiva presenti nello stesso testo. il saggio evidenzia il ridimensionamento del ruolo degli attori sociali, laddove la legge si riprende il ruolo di principale “regolatore” di flessibilità, di cui il datore di lavoro può largamente usufruire a prescindere dall’applicazione del contratto collettivo
Il licenziamento nullo ed inefficace
Ad poco più di due anni dalla rivoluzione introdotta con la legge n. 92 del 2012 in tema di apparato sanzionatorio per il licenziamento illegittimo, il legislatore è ritornato sul tema nell’ambito del cosiddetto Jobs Act, cioè della legge di delega 10 dicembre 2014, n. 183 (art. 1, comma 7, lettera c), cui è stata poi data attuazione, sul punto, con il d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23. L’art. 2, in particolare, definisce l’area nella quale viene confinata la tutela reintegratoria, modellandosi sul primo comma dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Il contributo si preoccupa dunque di individuare le differenze fra i due testi normativi, al fine di evidenziare quali profili regolati nel decreto n. 23 del 2015 debbano considerarsi effettivamente innovativi, e quali invece possano considerarsi, pur in presenza di differenze testuali, sostanzialmente confermativi
La tortura in situazioni di assoluta necessità ed emergenza (“Rettungsfolter”): occasione per una nuova valutazione della tortura?
Riflessione sulla tortura in situazioni di assoluta necessità ed urgenza a partire dal caso tedesco Daschner
On the digital labour side, is power still collective power? Notes on the proposal for a Directive on improving working conditions in platform work and its impact on the Italian legal system.
Nella sua opera fondamentale, "Labour and the Law", Otto Khan-Freund affermava che "dal lato del lavoro, il potere è potere collettivo", sostenendo che il rapporto di lavoro è sempre un rapporto di potere, basato sull'intrinseca disuguaglianza del potere contrattuale tra le due parti. Tale squilibrio socio-economico ha dimostrato, nel corso degli anni, di influenzare non solo i rapporti di lavoro tradizionali, ma anche, se non di più, le nuove forme di lavoro, sia quelle non standard che quelle autonome, spingendo a riscoprire l'ambito "personale" del lavoro come l'essenza (e la ragione) dello squilibrio contrattuale. Ancora una volta, le parole di Khan-Freund si sono rivelate profetiche, in quanto, da un lato, l'autonomia collettiva (dall'organizzazione, all'azione e alla contrattazione) è l'unica forma autenticamente incisiva di potere dei lavoratori e, dall'altro, perché, per dirla sempre con l'illustre studioso, "l'oggetto principale del diritto del lavoro è sempre stato, e ci azzardiamo a dire sarà sempre, quello di essere una forza di contrasto per contrastare la disuguaglianza del potere contrattuale che è insita" nei rapporti di lavoro. Poiché il lavoro sulle piattaforme non sembra essere esente da questa relazione di comando tra le piattaforme e coloro che vi lavorano, appare fondamentale valutare se e come la legislazione esistente e quella che verrà cerca di sostenere tale contropotere collettivo. A tal fine, il capitolo analizza in che misura la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro su piattaforma, lanciata alla fine del 2021, attribuisca diritti collettivi e quali ricadute possa avere la sua implementazione nel quadro regolativo italiano.In his seminal work, “Labour and the Law”, Otto Khan-Freund stated that “on the labour side, power is collective power”, on the grounds that the employment relationship is always a power relationship, based on the inherent inequality of bargaining power between the two parties. Such socio-economic imbalance has proven, through the years, to affect not only the traditional employment relationships, but also, if not more, new forms of work, whether non-standard or
even self-employed, pushing for a rediscover of the ‘personal’ scope of work as the essence (and the reason) of the contractual imbalance. Once again, Khan-Freund’s words have proven prophetic as, on the one hand, the collective autonomy (from organization to action to bargaining) is the only authentically incisive form of workers’ power, and, on the other hand, “the main object of labour law has always been, and we venture to say will always be, to be a countervailing force to counteract the inequality of bargaining power which is inherent” in the labour relations. As platform work does not seem to be exempt from this relation of command between platforms and those working for/on them, it appears fundamental to assess whether and how the existing and forthcoming
legislation seeks to support such counter-collective power. To this purpose, the chapter analyses to what extent the Proposal for a Directive of the European Parliament and of the Council on improving working conditions in platform work, launched at the end of 2021, provides for platform workers’ collective rights, and its possible implementation in Italy
Biomonitoraggio dell'inquinamento atmosferico tramite licheni nella provincia di Pescara.
Recent results from the Monte Carlo simulations for the AGATA array
A Monte Carlo code based on the C++ classes of Geant4 has been developed to meet the requirements of the AGATA project, which has the goal to develop an array of highly segmented high-purity germanium detectors based on the novel concepts of pulse shape analysis and γ-ray tracking. The code has been used to optimize the final geometry of the array and to evaluate realistically its performance under a wide range of experimental conditions. Some results of the extensive simulation work are presented here. © 2006 American Institute of Physics
A viscous film sample chamber for laser ablation inductively coupled plasma - mass spectrometry
CRISPR/Cas9 gene editing in vitro and in retinal cells in vivo
CRISPR/Cas9 is an efficient tool to knock down specific genes in various organisms. In this chapter, we describe how to assess knock-down of human Rhodopsin (RHO) gene carrying the P23H mutation in vitro, in engineered HeLa cells and in vivo, in P23H RHO transgenic mice. To this aim, we report two molecular assays: site-specific PCR on P23H RHO cells treated with CRISPR/Cas9 and Western blotting analysis on retinal cells prepared from P23H RHO transgenic mice electroporated with CRISPR/Cas9 and GFP plasmids
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