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Spigoli di Wittgenstein : La casa a Vienna = Wittgenstein’s rough corners : House in Vienna
Il filosofo Ludwig Wittgenstein e l’architetto Paul Engelmann, progettano e realizzano insieme a Vienna tra la Kundmanngasse e la Parkgasse Haus Wittgenstein, la casa per Margarethe Stonborough, sorella di Ludwig, nel periodo 1926-1928. Wittgenstein documenta in uno dei suoi taccuini fotografici la costruzione della casa a lavori appena conclusi. Le fotografie sono scattate secondo le indicazioni dello stesso Wittgenstein tra l’autunno 1928 e la primavera 1929 dal fotografo Moritz Nahr, un amico di famiglia.
Se sia un “sinnliches Werk” di un “angelo” il dettaglio tecnico-compositivo di una lastra di metallo mobile a scomparsa o lo spigolo piegato di un “angolo” immaginato quasi come teorema matematico o ancora l’incastro geometrico-musicale di volumi che costituiscono le parti di un ‘Tractatus architectonicus’, sarà da chiarire.
Giunzione tra progettazione della casa e la soglia che segna il superamento del “Tractatus
logico-philosophicus” e l’inizio delle “Ricerche filosofiche”? Costruire è parlare e scrivere, intima solidarietà tra parola-scrittura e costruire-progettare, di qui il naufragare eroico dell’astratto nel concreto. La casa è un dis-corso, in essa dis-corrono linguaggi plurali di cui si tratta di comporre la logica
La sintassi è un insieme di regole del gioco che consentono di agire, di operare, di parlare e pensare, di progettare. Ma ogni operazione non si dispone pacificamente accanto ad un’altra secondo un ordine ‘naturalmente’ paratattico, bensì ogni operazione è prodotta da una decisione arrischiata, da un ‘salto’ tra una regola nella sua astrattezza e la sua declinazione concreta nella specificità del singolo caso
Gianugo Polesello. Maestro dell'indecifrabile. Auto-ritratti veneziani
Polesello mirava a far comprendere la difficile convivenza di regola e di invenzione: all’interno della sua lezione cartesiana, del sistema di regole, il caso, l’accidente è, è possibile nell’ordine della potenza. Sicché, ogni momento del progetto è sì una procedura di avvicinamento al risultato ultimo, ma è anche una tappa dotata di una logica autonoma, all’interno della gamma delle soluzioni possibili. La potenza è il momento dell’oscuro, dell’incerto, dell’enigmatico, in quanto autografia, piega del pensiero architettonico nella maniera del soggetto, evidente nel suo ultimo progetto, la Libellula: altitudo-incertitudo
"... everything that lies in the In-between"
This research is connected on one hand to the significant issues of the memory of the architectural composition related to themes and figures that have determined the urban and territorial morphology, on the other hand, to the theme of the imaginative process of the architectural project in relation with the stratification and layering of signs, geometries and paths, textures and repeated patterns. The research, which is a the- oretical-critical research, takes these issues and hypotheses and ‘tries out’ an architectural dimension, which is conducted through an experimental procedure, which assumes its own procedural rules of the architectural project. It is obvious that an architec- tural composition may keep visible the signs and characters arising from the origin of the distinct compositional procedures. In this sense it is useful to present the figure of a ‘project in differ- ent variants’, as a sort of 30 +2 Bach’s Goldberg Variations
Organizzazione e coordinamento del seminario internazione "Quel che sarà è sempre stato"
Intervento di Raimund Fein, Brandenburgische Technische Universität BTU, Cottbus-Senftenberg
Futuro dell'architettura e trasformazione della città. Traduttrice simultanea degli interventi.
Convegno internazionale. Traduttrice simultanea degli interventi
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