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Gli aspetti finanziari innovativi nella riorganizzazione della gestione dei servizi idrici
Nel contesto domestico, la sensibilità verso i temi connessi con il potenziamento delle infrastrutture pubbliche si è diffusa. Le occasioni in cui è sottolineata la carenza della dotazione infrastrutturale del Paese sono numerose. La consapevolezza dell’opinione pubblica, circa l’urgenza di realizzare – quindi, di finanziare – nuove opere nel settore idrico, è elevata. Gli stessi orientamenti recenti del Legislatore e l’evoluzione dei mercati finanziari, europei ed internazionali, facilitano il ricorso a forme di finanziamento innovative (project financing, cartolarizzazione, fondi chiusi, etc..). Esse possono contribuire, in modo consistente, al finanziamento di progetti complessi quali quelli accennati. Alcune di queste nuove tecniche di finanziamento presentano ancora delle difficoltà nella loro applicazione al contesto domestico: conoscere queste ultime, osservarle tramite l’analisi di casi concreti è utile per avviarne il loro superamento.
Gli obiettivi di questa ricerca applicata consistono nell’analisi delle variabili che condizionano maggiormente il ricorso alle soluzioni finanziarie innovative: l’osservazione empirica viene svolta con riferimento al Servizio Idrico Integrato. Cioè ad un settore di servizi pubblici che presenta un bisogno elevato di investimenti strutturali nel breve e medio termine. I risultati conoscitivi, raggiunti con l’indagine svolta, evidenziano molti degli aspetti tecnici, finanziari, organizzativi, ma anche normativi e di regolamentazione, che vanno affrontati e gestiti per rendere conveniente, nell’interesse pubblico, il ricorso alle soluzioni finanziarie innovative.
Per agevolare il Lettore nella simulazione delle soluzioni di finanziamento innovativo, applicabili ai casi operativi di suo interesse, è stata predisposta, su floppy disk, una matrice (personalizzabile) di variabili che possono essere modificate: ciò agevola la costruzioni di scenari operativi differenti in cui vengono evidenziati sia i problemi – finanziari e non – da risolvere, sia le condizioni di fattibilità da rispettare per situazioni specifiche
Neural Correlates of Direct Access Trading in a Real Stock Market: An fMRI Investigation
Background: While financial decision making has been barely explored, no study has previously investigated the neural correlates of individual decisions made by professional traders involved in real stock market negotiations, using their own financial resources. Aim: We sought to detect how different brain areas are modulated by factors like age, expertise, psychological profile (speculative risk seeking or aversion) and, eventually, size and type (Buy/Sell) of stock negotiations, made through Direct Access Trading (DAT) platforms. Subjects and methods: Twenty male traders underwent fMRI while negotiating in the Italian stock market using their own preferred trading platform. Results: At least 20 decision events were collected during each fMRI session. Risk averse traders performed a lower number of financial transactions with respect to risk seekers, with a lower average economic value, but with a higher rate of filled proposals. Activations were observed in cortical and subcortical areas traditionally involved in decision processes, including the ventrolateral and dorsolateral prefrontal cortex (vlPFC, dlPFC), the posterior parietal cortex (PPC), the nucleus accumbens (NAcc), and dorsal striatum. Regression analysis indicated an important role of age in modulating activation of left NAcc, while traders' expertise was negatively related to activation of vlPFC. High value transactions were associated with a stronger activation of the right PPC when subjects' buy rather than sell. The success of the trading activity, based on a large number of filled transactions, was related with higher activation of vlPFC and dlPFC. Independent of chronological and professional age, traders differed in their attitude to DAT, with distinct brain activity profiles being detectable during fMRI sessions. Those subjects who described themselves as very self-confident, showed a lower or absent activation of both the caudate nucleus and the dlPFC, while more reflexive traders showed greater activation of areas involved in strategic decision making. Discussion: The neural correlates in DAT are similar to those observed in other decision making contexts. Trading is handled as a well-learned automatic behavior by expert traders; for those who mostly rely on heuristics, cognitive effort decreases, and transaction speed increases, but decision efficiency lowers following a poor involvement of the dlPFC
Profili di vigilanza: l'esperienza italiana
Il lavoro presenta l'architettura della vigilanza nel nostro Paese, soffermandosi nel dettaglio sulle diverse forme di controlli che interessano l'operatività delle banche e degli intermediari finanziar
Presentational format and financial consumers’ behaviour: an eye-tracking study
Purpose
The purpose of this paper is to examine whether financial consumers are sensitive to presentational format of financial disclosure documents and whether this influences the financial attractiveness of products.
Design/methodology/approach
In order to observe and measure consumers’ attention, the authors exploit the unobtrusive methodology of eye tracking on a sample of nonprofessional investors, applying an ecological protocol, through a cross-sectional design.
Findings
The analysis reveals that financial information processing and attention distribution are influenced by the way the information is conveyed. Moreover, some layouts induce individuals to rate the products as less financially attractive, independent of the information content. This suggests the importance of studying the neural mechanisms of investors’ behaviour in the scrutiny of financial product documents.
Practical implications
The results lead to recommend regulators and managers to study how investors respond to financial disclosure documents by exploiting neuroscientific techniques. Moreover, there is a role for the search of any benefit coming from emphasising specific sources of information inside documents.
Originality/value
This research investigates the influence of presentational format on consumers’ information processing measuring the underlying neurophysiological processes; the consequent perception of financial attractiveness is also explored
Il rendimento delle attività di investimento
In questo lavoro vengono presentati i principali metodi di valutazione della performance di un investimento in strumenti finanziari. Il principio base che accomuna tutte le metodologie di seguito presentate si basa sulla valorizzazione e attualizzazione dei flussi provenienti dall’investimento ad un apposito tasso; tuttavia, date le peculiarità che caratterizzano ciascuno strumento finanziario, nel seguito del capitolo verranno presentati separatamente i metodi di valutazione della performance relativi ad un investimento in titoli di debito, in titoli di capitale e in OICR, quali ad esempio i fondi di investimento. Per quanto concerne la valutazione del rendimento dei titoli di debito verranno proposte diverse metodologie mettendo in evidenza le differenze peculiari tra i rendimenti lordi e netti tra i rendimenti attesi ex-ante e i rendimenti effettivi ex-post. Con riferimento ai titoli di capitale verranno invece presentate diverse metodologie di valutazione che si basano sul calcolo del prezzo teorico degli strumenti sulla base di alcune assunzioni relativamente allo sviluppo futuro di grandezze aziendali quali gli utili, i dividendi e i rispettivi tassi di crescita. Viene altresì illustrata la metodologia di valutazione del rendimento nel caso in cui l’oggetto dell’investimento non sia un unico strumento finanziario, ma un portafoglio costituito da una varietà di strumenti che si differenziano tra loro in termini di rendimenti attesi e di livelli di rischio. In questo modo è possibile studiare il contributo della diversificazione ai fini della valutazione del livello di rischio-rendimento delle attività finanziarie. Da ultimo vengono illustrate le principali metodologie di valorizzazione ex-post della performance degli organismi di investimento collettivo del risparmio mediante l’utilizzo di alcuni indicatori particolarmente diffusi
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