4 research outputs found

    Leaders Role Within Cultural Industries

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    In the increasingly turbulent and competitive environment business, the dilemmas experienced by managers in cultural industries are characteristic to this type of industries where knowledge and creativity are key to sustaining competitive advantage. Firms that compete in cultural industries must deal with a combination of ambiguity and dynamism, both of which are intrinsic to goods that serve an aesthetic or expressive rather than a utilitarian purpose. This article develops the importance of leadership and its utility in the field of cultural industries. In order to meet the goals and to achieve the objectives within cultural industries we have proposed three leaders’ profiles which can offer a competitive advantage on the market. We describe major advances and emerging patterns in this research domain where managing act refers to key challenges leaders and is related to the extent to which leaders are inclined to take business-related risks (the risk-taking dimension), to favor change and innovation to obtain a competitive advantage for their organization (the innovation dimension), and to compete aggressively with other companies on the market (the proactiveness dimension).leader, management, cultural industries, competitive environment business.

    How Can We Increase Sales Force Motivation? Practical Approach: Stimulating Motivation on a Telecom Companies` Sales Force

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    What makes the salesmen tick and make them boldly go where no salesmen have gone before? (And make huge profit from it.) Can we classify without mistake the salesmen in different categories? Can we develop a matrix were we can put in the variables and in the end we will have the solution to every sales problems? What if money it’s simply not enough, in some cases? After what point do the incentives start working against the salesmen and the employer? In this research, conducted on a test group of 150 salesmen for a period of 12 months, a Business Sales Department on a major multinational telecom company, spread all around Romania, we will try to find answers to some of these questions. The challenge: understand the mechanics of sales force motivation and sales force incentives, and of course, how they interact. There are “two sides of the story” - two objectives. The first goal was to increase sales on a product that did not sell very well (interesting for the telecom company), and the second objective was to understand what happens to a group of 150 salesmen when faced to different methods of motivation (interesting for us).sales force, motivation, telecom companies, management.

    The relationship between sleep disturbances and fatigue in multiple sclerosis

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    openLa sclerosi multipla è una malattia infiammatoria e neurodegenerativa del SNC di natura autoimmune caratterizzata da un'interazione tra fattori ambientali e fattori genetici. Le lesioni della SM riguardano la sostanza bianca dei neuroni essendo la mielina il principale bersaglio. La fatica è uno dei sintomi della SM più comune e disabilitante fra i pazienti affetti. Tale sintomo è stato definito come una sensazione di fatica e di stanchezza molto diversa dalla sensazione di tristezza e di debolezza. Il presente elaborato prende in considerazione prevalentemente la relazione tra disturbi del sonno e fatica nei pazienti con SM. Infatti si è visto che la maggior parte dei pazienti con SM che presentano anche fatica lamentano un peggioramento della qualità del sonno che può sfociare nei disturbi del sonno. Gli studi che hanno analizzato tale relazione hanno evidenziato una correlazione tra la presenza della fatica e i disturbi del sonno nella sclerosi multipla

    The elderly person's loneliness and psychological well-being on the self-perception of cognitive efficiency

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    reservedLa solitudine e il benessere psicologico auto-percepito sono generalmente considerati due fattori implicati nel funzionamento cognitivo e nell’auto-percezione delle proprie capacità cognitive. Tuttavia, pochi studi hanno preso in considerazione un possibile effetto modulatore diretto di questi fattori psicologici, la solitudine e il benessere psicologico auto-percepito, sull’efficienza cognitiva intesa come la differenza tra prestazione cognitiva e auto-percezione di declino cognitivo negli anziani. A partire da tali assunti, il presente studio si pone lo scopo di indagare la tendenza degli anziani sani di sovrastimare oppure sottostimare la propria efficienza cognitiva in funzione del grado di solitudine auto-percepito e del benessere psicologico auto-percepito; inoltre, l’ultimo scopo è di osservare le differenze di questa possibile tendenza in tarda età, ossia a partire dai 65 anni. I risultati evidenziano che le persone anziane tendono a sottostimare le proprie capacità cognitive tanto più sono giovani e quanto più presentano un maggiore senso di solitudine; viceversa, le persone tendono a sovrastimare le proprie capacità cognitive tanto più sono anziani e quanto meno si sentono soli. Il benessere psicologico auto-percepito non risulta ad essere un predittore significativo dell’efficienza cognitiva. È importante adottare un approccio multidimensionale alla ricerca sull’invecchiamento, che consideri in modo integrato i diversi fattori (biologici, psicologici e sociali) che possono contribuire al benessere, qualità della vita e dignità degli anziani
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