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    Solvent dependent iodide oxidation in metal-halide perovskite precursor solutions

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    Solar cell absorbing layers made of metal-halide perovskites (MHPs) are usually deposited from solution phase precursors, which is one of the reasons why these materials received huge research attention in the last few years. A detailed knowledge of the solution chemistry is critical to understand the formation of MHP thin films and thus to control their optoelectronic properties and the reproducibility issues that usually affect their synthesis. In this regard, the concentration of triiodide, I-3(-), is one factor known to have an influence on regulating important aspects such as the particle size in the solution and the defect concentration in the film. In this study, we highlight an underestimated source of I-3(-), namely the iodide salt solutions ubiquitously employed in MHP synthetic routes, which not only lead to the formation of I-3(-) but also detracts available I- for the MHP synthesis, thus establishing under-stoichiometric conditions. Particularly, we show how the oxidation of I- to I-3(-) changes in time with both the iodide salt counter-cation (K+, CH3NH3+) and the used solvent, meaning that variable quantities of I-3(-) are found depending on the synthesis conditions, with enhanced oxidation found in the gamma-butyrolactone (GBL) solvent. Though these differences are generally small, we shed light on a hidden and ever-present reaction which is likely to be related to the overall processing quality of MHP thin films

    LE GRANDI IMPRESE IN TOSCANA FRA LEADER LOCALI E GLOBAL PLAYER

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    Nel panorama toscano le imprese di medio-grandi dimensioni costituiscono una realtà non molto diffusa, spesso trascurata dall’analisi che preferisce concentrare maggiormente l’attenzione sull’insieme delle PMI localizzate nei sistemi produttivi locali. Questi due mondi sono stati a lungo considerati come separati, quasi contrapposti nell’analisi e nell’interpretazione dei processi di sviluppo economico. Le tendenze in atto mostrano, invece, punti di contatto e di relazione che investono in primo luogo i cosiddetti settori tradizionali, ma che riguardano anche comparti tecnologici ed innovativi, ovviamente in forme diverse. La crescente complessità ambientale e le nuove sfide concorrenziali stanno infatti modificando i comportamenti imprenditoriali e la natura dei rapporti di lavoro: come tutte le trasformazioni in corso non è facile delinearne un quadro interpretativo ben definito. Tuttavia il processo di cambiamento sembra andare in una direzione che esalta più gli elementi di complementarità che di sostituzione tra il tessuto delle piccole imprese e la presenza di imprese leader operanti in regione. La presente analisi delle imprese leader operanti in Toscana vuole essere un tentativo per cercare di ricollegare queste due aree di ricerca, approfondendo alcuni temi (il lavoro, l’innovazione, le relazioni con l’indotto) dove “logica d’impresa” e “logica di sistema” si incontrano. Per far questo il lavoro procede su due fronti. Anzitutto cerca di chiarire a livello teorico alcune delle ambiguità definitorie riguardanti i concetti cardine per la ricerca (“le nuove dimensioni della concorrenza”, il concetto di impresa “leader”, l’espressione “flessibilità del lavoro”). Procede poi ad alcune verifiche empiriche approfondendo le recenti dinamiche imprenditoriali sia attraverso l’analisi di data base esistenti (dati Centrale dei Bilanci, dati Osservatorio sulle Grandi Aziende, dati Istat, altri archivi Irpet), sia attraverso i risultati di una ricerca condotta su un campione di imprese leader operanti in Toscana. Tradizionalmente le imprese leader sono considerate pressoché coincidenti con l’insieme delle grandi imprese. Negli ultimi anni alla definizione di impresa leader prevalentemente basata sulla dimensione aziendale e/o di gruppo se ne sono affiancate altre che fanno riferimento alle diverse fonti del vantaggio competitivo aziendale: da un lato si sottolinea maggiormente la particolare natura del rapporto che lega un’impresa focale ad altre imprese all’interno di ampie organizzazioni a rete (le cosiddette imprese “guida” di network interaziendali), dall’altro, ci si riferisce alle capacità delle imprese di essere competitive sul vasto mercato globale attraverso una elevata identità di marchio (le cosiddette imprese “global player” o “global competitor”). Le due forme non sempre coincidono, anche se molte imprese sono assegnabili sia all’una che all’altra definizione. Queste realtà aziendali presentano spesso elevate relazioni con i sistemi settoriali e territoriali presenti in Toscana; le piccole imprese, radicate nei diversi cluster presenti in regione, pur avendo spesso una visibilità sul mercato globale dei consumatori finali e dei produttori molto ridotta, raggiungono livelli di attività e di occupazione elevati grazie ai rapporti di collaborazione che instaurano con le imprese leader e/o global competitors e finiscono così con lo sviluppare una forte dipendenza dalle vicende e dalle decisioni prese da queste ultime. Direttamente o indirettamente, quindi, le strategie delle imprese leader hanno ampi effetti sui livelli occupazionali, sul funzionamento del mercato del lavoro, sulle qualificazioni e sui percorsi professionali e formativi delle risorse umane che vengono a confronto con queste realtà aziendali e che, complessivamente considerate, costituiscono una quota significativa dell’occupazione regionale. L’obiettivo generale di questa ricerca è quindi quello di approfondire la natura e i comportamenti delle imprese leader operanti in Toscana. A tal fine si prova a rispondere ad alcuni interrogativi, tra cui ne segnaliamo quattro principali. 1) Che cosa è un’impresa leader (IL). Esiste una definizione generale largamente condivisa di IL oppure si tratta di un concetto relativo? Una volta individuato un criterio di analisi dell’IL è possibile individuare delle precise variabili identificative? 2) Qual è l’impatto delle nuove dimensioni della concorrenza sui caratteri strutturali e sui comportamenti strategici delle IL operanti in Toscana? 3) I recenti cambiamenti quali implicazioni hanno a livello di strutture organizzative e di dinamiche della forza lavoro? 4) Quale sistema di relazioni lega queste imprese al territorio regionale? La struttura del lavoro si articola in quattro parti. Nel capitolo 1, si definiscono i fenomeni affrontati nella ricerca e si cerca di circoscriverli rispetto alla specificità delle imprese leader. In particolare si focalizza l'attenzione su due aspetti: da un lato si cerca di individuare tra i diversi elementi dell’attuale complessità ambientale quali sono i fattori di cambiamento (le “nuove dimensioni della concorrenza”) che più incidono nel modificare i modelli di impresa e i comportamenti imprenditoriali, dall’altro, si analizzano quali sono le implicazioni nei comportamenti organizzativi e nei rapporti di lavoro. Nel capitolo 2 si tenta una definizione di impresa leader e di global competitor sulla base di una breve disamina della letteratura sull’argomento; si cerca altresì di individuare alcune loro variabili identificative per impostare la successiva fase di verifica empirica. Nel capitolo 3 si effettua una preliminare identificazione del campione di imprese sul quale poi condurre l’indagine diretta attraverso interviste approfondite. Si analizzano la consistenza, le caratteristiche e l’evoluzione di medio periodo delle imprese leader sulla base dei dati e degli indicatori disponibili a partire da archivi esistenti. Si individuano inoltre anche alcuni incroci settori-territorio all’interno dei quali selezionare i casi di approfondimento (casi di studio). Nel capitolo 4 si riportano i risultati della ricerca sul campo svolta attraverso interviste dirette a circa 50 imprese sulla base di un questionario semistrutturato. I risultati acquisiti consentiranno anche l’approfondimento di un numero limitato, ma significativo, di casi settoriali-territoriali sia nell’ambito dei settori tradizionali che di quelli ad alta tecnologia. Chiude il lavoro un capitolo di riflessioni di sintesi in cui si commentano le implicazioni del cambiamento su tre versanti: strategie aziendali, relazioni di lavoro, rapporto impresa-territorio. Lorenzo Zanni è coautore dei seguenti capitoli: 1 (insieme a F. Bortolotti), 2 (insieme ad A. Gambardella), 3 (insieme ad A. Gambardella e F. Bortolotti), delle considerazioni di sintesi (a cura di tutti gli autori del volume)

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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    Toward Nano- and Microplastic Sensors: Identification of Nano- and Microplastic Particles via Artificial Intelligence Combined with a Plasmonic Probe Functionalized with an Estrogen Receptor

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    Nano- and microplastic particles are a global and emerging environmental issue that might pose potential threats to human health. The present work exploits artificial intelligence (AI) to identify nano- and microplastics in water by monitoring the interaction of the sample with a sensitive surface. An estrogen receptor (ER) grafted onto a gold surface, realized on a nonexpensive and easy-to-produce plastic optical fiber (POF) platform in order to excite a surface plasmon resonance (SPR) phenomenon, has been developed in order to carry out a “smart” sensitive interface (ER-SPR-POF interface). The ER-SPR-POF interface offers output data useful for exploiting a machine learning-based approach to achieve nano- and microplastic particle sensors. This work developed a proof-of-concept sensor through a training phase carried out by different particles, in terms of materials and size. The experimental results have demonstrated that the proposed “smart” ER-SPR-POF interface combined with AI can be used to identify the kind of particles in terms of the materials (polystyrene; poly(methyl methacrylate)) and size (20 μm; 100 nm) with an accuracy of 90.3%
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